Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
61,92 Euro (119.900 Lire)
Data di uscita
26/2/2002

State of Emergency

State of Emergency Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Azione
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
26/2/2002
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
61,92 Euro (119.900 Lire)

Lati Positivi

  • Ottimo motore grafico
  • Tanta gente su schermo
  • Divertente come valvola di sfogo

Lati Negativi

  • Poche modalità di gioco
  • Missioni ripetitive e poco coinvolgenti
  • Combattimenti poco convincenti
  • Manca una valida modalità multiplayer!

Hardware

Per giocare State of Emergency munitevi di una PlayStation 2 PAL, corredata da una Memory Card da 8 MB e da un joypad Dual Shock.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

State of Emergency

Stato d'emergenza: "situazione di pericolo grave e generalizzato su un certo territorio, che impone alle autorità pubbliche di adottare particolari contromisure". Purtroppo, all'alba dell'anno 2002, lo stato d'emergenza dovrebbe essere dichiarato per l'attuale situazione del picchiaduro a scorrimento.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Tale dispendio di sangue e istinto omicida non ha particolari finalità nella modalità Caos, se non quello di scalare la vetta della classifica, raggiungere punteggi ragguardevoli e sbloccare, in questo modo, nuovi livelli, modalità di gioco o agenti della Resistenza. Da questo lato, infatti, la scelta del nostro alter ego digitale sarà inizialmente limitata a solo due personaggi, uno dei quali femminile, fino a che non vi sarete guadagnati la possibilità di scorazzare per le strade anche con i restanti tre protagonisti.

ATTENZIONE... BATTAGLIONE... RIVOLUZIONE!

La modalità Rivoluzione dovrebbe quindi rappresentare il vero cuore del titolo Rockstar Games e, in teoria, proporre uno scheletro di gioco capace di giustificare la trama iniziale e, si spera, almeno parzialmente, un tale quantitativo di violenza.
Apparentemente, rispetto alla modalità Caos, su schermo non pare esservi differenza: stessi scenari e stesso quantitativo di gente che corre disperata con qualche elettrodomestico sotto il braccio senza una meta precisa. A un esame più attento si può invece notare che la facilità con cui si poteva trovare ed utilizzare armi nella precedente sezione di gioco, ora non è più di casa, ponendo maggiormente l'accento sulla propria abilità nel menare le mani. In particolari punti del livello si potrà, quindi, interagire con vari tipi di informatori che ci introdurranno adeguatamente nell'ambiente rivoluzionario assegnandoci vari tipi di missione dalla difficoltà crescente e, dove previsto, il tipo di arma adatto.
E' bene chiarire subito quanto la maggior parte di questi obiettivi non sia particolarmente ispirato o coinvolgente e dopo pochi minuti le missioni finiscono, seppur con qualche piccola variante, per assomigliarsi tutte: uccidi il tale tizio, proteggi questo collega, recati in quel punto e uccidi tutti e poi scorta il tizio, proteggi il lavoro di quell'amico... e così via. Inoltre, la sensazione di scarso coinvolgimento, è alimentata anche dalla breve durata delle operazioni che non raggiunge le vette di varietà e complessità di Grand Theft Auto III, anche a causa di ambienti molto più ristretti: gli scenari di State of Emergency, seppur pullulanti di gente, non sfiorano la vastità delle locazioni dell'altro titolo Rockstar Games.
A cosa porta il fattore sopra menzionato? Alcune missioni sono piuttosto irritanti da portare a termine, vuoi per la difficoltà ad individuare in tempo utile, in mezzo a decine e decine di persone, un particolare personaggio prima della sua fuga, vuoi per alcuni comportamenti un po' "schizzati" della telecamera che, in alcuni casi, non rendono troppo intuitiva l'azione... risultato: capita che si finisca per battere decine e decine di volte lo stesso percorso, situato fra il "contatto" che propone la missione e l'inizio della stessa, anche nel giro di poco tempo, rendendo il tutto molto irritante.
Il sistema di controllo è sicuramente buono, peccato che State of Emergency non proponga nessun motivo per un uso ragionato dello stesso: un tasto per i pugni, uno per i calci, uno per raccogliere ed utilizzare armi oggetti, un altro per eseguire una super-mossa nei momenti più critici... e un paio di tasti per correre o muoversi di lato; la combinazione di due o più pulsanti può dar luogo a una piccola manciata di prese, invero non molto spettacolari anche a causa dell'assoluta impossibilità di saltare, rotolare o accovacciarsi.
Il punto è che, molto presto, finiremo per premere a casaccio sul nostro pad... anche perché, a differenza dei classici del passato, non ci sarà quasi mai data la possibilità di misurarci singolarmente con uno, o al massimo un paio, di nemici all'altezza, ma nel titolo sviluppato da Vis saremo quasi sempre circondati da gruppi (ebeti) di poliziotti con cui non potremo andare troppo per il sottile.

MA PERCHE' SCAPPANO TUTTI?

Tecnicamente, State of Emergency sembrerebbe un piccolo gioiellino: gli ambienti sono definiti, costituiti da colori vivi e, seppur non particolarmente ricchi a livello poligonale, offrono un buon tasso di interattività, potendo distruggere macchine, vetrine, negozi e molto altro di quello che capita a tiro. I protagonisti principali sono realizzati con buona cura per i particolari, mostrando una buona ispirazione nel character design, nel modello poligonale, nella fluidità delle animazioni e nell'utilizzo delle texture.
Il punto che salta subito all'occhio, però, è la ragguardevole mole poligonale costituita dalla massa di persone in continuo movimento sullo schermo e che viene gestita con apparente disinvoltura dal processore grafico di PlayStation 2. Il quantitativo di succo di pomodoro presente è veramente alto, ma segnaliamo, per i più impressionabili, la possibilità di rendere il gioco lindo e pulito tramite un'apposita opzione.
A prima vista, la longevità parrebbe più che buona, anche grazie a quattro distinti scenari, ognuno dei quali annoverante una trentina di missioni e qualche segreto da sbloccare. Il vero pericolo, però, è rappresentato dalla noia: come già accennato, le missioni sono molto simili fra di loro e l'intelligenza artificiale di nemici e personaggi da proteggere è spesso tendente allo zero assoluto. Il rischio di prendere State of Emergency come una temporanea valvola di sfogo è alto, anche a causa della discutibilissima scelta di depennare dalla versione definitiva ogni ombra di modalità multiplayer, cooperativa o meno che fosse, da sempre vanto di giocabilità per ogni picchiaduro a scorrimento che si rispetti.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
A quando una pala in omaggio per ogni copia del gioco? Perché se l'andazzo è questo, il futuro del picchiaduro a scorrimento è sotto due buoni metri di terra. Nel particolare, State of Emergency è un titolo dalla pochezza inquietante, soprattutto se relazionata alla mole di hype venutasi a creare attorno al prodotto e che, in parte, ha già dato i suoi frutti. Il titolo Rockstar Games è stato più volte paragonato all'ottimo Grand Theft Auto III ma, a causa di una apparato di missioni piuttosto povero di idee e varietà, il paragone risulta quanto mai improponibile. Come picchiaduro a scorrimento, State of Emergency presenta evidenti lacune, come la carenza di mosse veramente spettacolari, l'approccio troppo confusionario o l'inspiegabile assenza di una modalità multiplayer, che lo rendono piuttosto irrilevante per ogni appassionato del genere. Alla fine cosa rimane? Tanta violenza, seppur mitigata da uno stile grafico tendente al cartoonoso, e una mole ragguardevole di persone impazzite su schermo... solo che ben presto ci farete l'abitudine e l'iniziale sorpresa lascerà il posto alla noia di routine, sperando che State of Emergency non basi il proprio successo più sulle premesse che sui reali contenuti: resta il fatto che, come gioco, rimane una delusione.