Genere
Sparatutto
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
215 euro
Data di uscita
17/5/2003

Steel Battalion

Steel Battalion Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Capcom
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Leader / Medusa
Data di uscita
17/5/2003
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
215 euro

Lati Positivi

  • Sinergia controller/videogame
  • Immedesimamento e realismo
  • Ottimi elementi strategici

Lati Negativi

  • Draw-in evidente
  • Intelligenza dei mech amici migliorabile
  • Texture scenario poco dettagliate

Hardware

Per giocare a Steel Battalion avete bisogno di un Xbox e di una confezione originale del gioco, che include il DVD-ROM, una console di comando e una pedaliera. Steel Battalion si può utilizzare solo con i controller accluso: non è previsto il supporto di nessun pad/joystick alternativo.

Multiplayer

Non è disponibile alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

Steel Battalion

Avete provato simulatori di mech su PC e console, ma nessuno ha saputo darvi le emozioni che cercavate? Forse le cose cambierebbero di fronte a una plancia con quaranta pulsanti e un gioco targato Capcom! Il simulatore di mech con il più imponente controller dedicato che la storia ricordi è qui per offrirvi un livello di coinvolgimento e di realismo finora irragiungibile. Aspiranti piloti di mech, preparatevi al battesimo del fuoco!

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Nonostante l'assortimento di mezzi corazzati nemici sia variegato, il piatto forte dei combattimenti sono i Vertical Tank avversari, disponibili in tanti modelli e configurazioni diversi, con punti di forza e debolezza specifici. Steel Battalion è realistico anche perché il nostro Vertical Tank non è quello di un supereroe e ha una resistenza/potenza analoga a quella dei Vertical Tank del nemico; quindi per battere gli avversari dovremo fare affidamento esclusivamente sulla nostra abilità in manovra e sulla conoscenza delle specifiche e delle armi del nostro mech. A questo proposito è fondamentale padroneggiare il pedale dei booster, che fa rapidamente slittare il Vertical Tank in qualsiasi direzione per evitare missili e sventagliate di mitra avversarie al prezzo però di un rapido surriscaldamento dei propulsori. Quale che sia l'esito delle prime battaglie, è certo che, dopo qualche ora di pratica, il Vertical Tank, tramite il suo controller, diventerà un'estensione del nostro corpo, permettendoci di focalizzare l'attenzione sugli obiettivi della missione e non sui comandi.

POLVERE, FANGO E FUMO

La grafica di Steel Battalion è improntata al realismo e a orientata verso quella sensazione di immedesimamento di cui abbiamo parlato sopra. Non vedremo mai il mondo esterno tramite in nostri occhi, ma mediante un monitor, dato che l'abitacolo viene chiuso per proteggerci dai proiettili. Per questo le visuali sono caratterizzate da un lieve effetto "pennello elettronico", per sottolineare che ci troviamo dentro un abitacolo. Non solo, la visuale può essere anche disturbata da lievi glitch quando veniamo colpiti e se le telecamere sono coperte dal fango e dai detriti bisogna pulirle con un tasto apposito. Questi effetti, uniti a una certa congestione della visuale interna dovuta alla limitata dimensione iniziale del monitor, generano una sensazione di claustrofobia, che però non va giudicata negativamente; infatti, più avanti nel gioco, i nostri successi saranno premiati con Vertical Tank di nuova generazione dotati di monitor ampi praticamente come tutto lo schermo, mentre all'inizio questo effetto è utile per costruire la convinzione di trovarsi dentro il Vertical Tank.
Il mondo di Steel Battalion è quello che ci aspetteremmo di vedere su un campo di battaglia: grigio, diroccato e pericoloso. Le texture sono mediamente scure mentre il cielo coperto da nuvole e fumi in vorticoso movimento solcato dalle tracce infuocate delle mitragliatrici dona all'insieme un aspetto spettrale. Grande attenzione è stata riposta negli effetti particellari di esplosioni, fiamme e fumo: tank e Vertical Tank esplodono in una palla di fuoco che prende subito il colore nero pece del petrolio in fiamme, con diramazioni fumose di detriti che volano ovunque. Il territorio delle missioni è di dimensioni generose caratterizzato da pendii, colline e città dense di enormi edifici (sebbene il dettaglio in se sia tutt'altro che elevato) che rimangono coinvolti negli scontri tra i mech e sprofondano al suolo come castelli di carte.
I Vertical Tank, a differenza del paesaggio, hanno un dettaglio poligonale notevole e, anche se le texture sono un inestricabile grigio scuro la metallicità delle loro strutture è messa in risalto da un effetto di luce che illumina le corazze come uno specchio senza contare che le animazioni sono quanto di più realistico si sia visto finora in questo genere di giochi. Stilisticamente parlando, tutti gli elementi citati, dalla prevalenza dei toni scuri, all'effetto pennello elettronico, dal fumo al dettaglio elevato dei Vertical Tank e le loro animazioni pesanti e credibili, all'ottimo gioco dei chiaro-scuri, contribuiscono a creare un grande realismo, sebbene non manchino dei difetti tecnici evidenti. In particolare troviamo indegno di Xbox il draw-in (ovvero il disegnarsi in ritardo di certe strutture poligonali) che affligge i palazzi e le montagne: è un difetto incompresibile, dato che questa macchina ha già gestito visuali poligonalmente più complesse senza alcun problema. Un altro difetto, decisamente meno evidente, è un vago rallentamento che si manifesta sporadicamente, con un gran numero di Vertical Tank nella stessa visuale, che comunque non sconfina mai nella scattosità. Per fortuna questi dettagli non sono tali da pregiudicare quella sensazione di realtà così importante per una simulazione come Steel Battalion. Gli effetti sonori sono invece impeccabili, grazie a un accentuato effetto Dolby Digital che rende ancora più spettacolari esplosioni e suoni metallici colossali come i giganti che li producono. La musica interviene raramente e solo nelle fasi esterne alle missioni, a dir il vero possiamo comprare una specie di compattone a cassette (nel 2080) da portarci nell'abitacolo, ma il suo suono è volutamente soffocato, come dentro un barile, e non servirà a sopprimere la sensazione di pericolo imminente. Per il resto il commento sonoro è vagamente improntato a un rock stile anni settanta, che ricorda i numerosi film sul Vietnam accompagnati dal medesimo sound.

MISSIONE COMPIUTA

Tirando le somme, Steel Battalion vince la guerra per essere un simulatore unico nel suo genere, con un alto grado di giocabilità e realismo, e non solo per gli aspetti che abbiamo illustrato fino ad adesso. Gli "elementi di tensione" introdotti da Capcom di cui parlavamo sopra riguardano la filosofia alla base delle campagne militari, studiate appositamente per trasmettere la certezza di essere un soldato in guerra che ha solo la sua vita per vedere la prossima missione. In Steel Battalion non è previsto un tasto di pausa, né di abort, né un'opzione per ricominciare una missione già avviata. Quando siete in ballo dovete ballare e avete solo due modi per finire la missione: vincere o fallire, ma non a costo della vostra vita. Se non completate una missione in tempo utile sostanzialmente non accade nulla di grave: la missione fallisce ma potete tentare di nuovo. Se invece diventate un KIA (killed in action, in gergo), tutta la vostra campagna militare è fallita, andata. Il vostro pilota è morto e dovete ricominciare da zero con una nuova identità. Per questo, quando il vostro abitacolo è invaso dalle fiamme e spie luminose lampeggiano ovunque, non dovreste trascurare quel grosso tasto protetto da uno sportello trasparente con su scritto "Eject". A un Vertical Tank perduto si può sempre rimediare ordinandone un altro con i crediti di guerra ottenuti abbattendo gli obiettivi nemici (gli stessi crediti servono per potenziare l'armamento e le scorte del Vertical Tank). Solo quando i crediti esauriscono (dopo diversi Vertical Tank perduti), il vostro comando vi dichiarerà inadatti a comandare un Vertical Tank relegandovi dietro una scrivania. Questi aspetti contribuiscono ad aumentare la tensione in combattimento, facendoci sentire come un vero pilota e rendendo Steel Battalion quella eccitante ed esclusiva esperienza che ci aspettavamo. Infine, una parola sulla longevità. Ventiquattro missioni sono molte, dato che ognuna è lunga e impegnativa, ma di certo non sono infinite; in ogni caso questo è un tipo di gioco per cui è quasi impossibile non immaginare future espansioni o data disk.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Un'esperienza di gioco mai provata. Non può essere che questo il giudizio finale su Steel Battalion. Un piccolo pad non può rimpiazzare cloche e pedali e Steel Battalion lo dimostra in pieno grazie a un interazione perfetta fra utente e controller, e tra controller e mech, il tutto senza lasciare che la complessità dei comandi nuocesse all'eccitazione dei combattimenti, un punto di equilibrio raggiunto di tutto rispetto. Molteplici gli elementi strategici che accrescono l'interesse per il gameplay nel suo insieme, dalla grande disponibilità di mech, armi ed upgrade di vario genere, fino alla realizzazione stessa della campagna militare, con aspetti che rafforzano il realismo e la sensazione di immedesimamento dell'utente: é un gioco, ma è anche una simulazione. La grafica non fallisce negli aspetti fondamentali per ricreare la complessa e coinvolgente esperienza che Steel Battalion vuole comunicare, soprattutto grazie ad animazioni ed effetti paeticellari di fiamme e fumo assolutamente verisimili, ma mostra d'altro canto alcuni difetti indegni della console su cui si manifestano. Nel complesso la grafica risulta alla fine l'aspetto meno perfezionato del gioco, ma tuttavia questo piccolo neo non intacca il giudizio finale su Steel Battalion, che conferma di essere un ottimo gioco, assolutamente consigliato ai fan dell'universo mech.