Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
39,90 Euro
Data di uscita
14/5/2005

Still Life

Still Life Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microids
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Microids Italia
Data di uscita
14/5/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
39,90 Euro

Lati Positivi

  • L'atmosfera ha un fascino notevole
  • Trama avvincente e ben scritta
  • Graficamente è un gioiellino
  • Doppiaggio italiano pienamente riuscito

Lati Negativi

  • Interazione con l'ambiente molto limitata
  • Pochissimi oggetti da raccogliere
  • Dialoghi troppo frequenti e "obbligati"
  • Molto lineare
  • Dinamica degli enigmi poco equilibrata

Hardware

Still Life non richiede una configurazione hardware particolarmente esosa. Basteranno infatti un processore a 1 GHz, 256 MB di RAM, una scheda 3D con 32 MB di RAM e poco più di 1 GB a disposizione su Hard Disk.

Multiplayer

Non sono presenti modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Still Life

Un serial-killer sta seminando il panico per le strade di Chicago. Il suo modus operandi ricorda molto da vicino quello di Jack lo squartatore e il suo aberrante progetto sta per essere portato a termine. Sulle sue tracce si mette una giovane agente dell'FBI, convinta che dietro agli omicidi si nasconda un mistero svelato a Praga ottant'anni prima ma rimasto nell'ombra fino ad oggi.

di Francesco Destri, pubblicato il

Se poi pensiamo che potremo visitare solo una dozzina di location presenti nelle due mappe di Chicago e Praga, è quasi impossibile rimanere bloccati senza sapere bene cosa fare o dove andare e anche là dove dovremo utilizzare oggetti in nostro possesso la soluzione giusta è spesso di una semplicità sconcertante. L'altro lato della medaglia riguarda però i puzzle veri e propri, che sono spesso risultati fin troppo astrusi e frustranti.

L'ENIGMISTA PROVETTO

Gli sviluppatori sono infatti ricorsi a una concezione degli enigmi, di solito necessari per aprire passaggi segreti, porte o casseforti, di stampo prettamente enigmistico e "cervellotico". Spostare blocchi di un puzzle per formare una figura, interpretare segni astrusi, sbloccare uno scrigno con la giusta combinazione di segni, guidare un robot in mezzo a letali raggi laser, usare due grimaldelli per sbloccare una serratura formata da dodici blocchi.
Questi e altri puzzle ci aspettano nel corso del gioco e, nonostante la spiegazione per interpretarli ci venga sempre fornita, è davvero poco divertente perdere decine di minuti con prove di abilità mnemonica e algebrica che poco o nulla c'entrano con lo spirito del gioco. Sembra quasi che per allungare il più possibile la vicenda, che infatti rimane piuttosto breve, gli sviluppatori abbiano deciso di inframezzare ai moltissimi dialoghi simili puzzle, che in questo modo, oltre ad essere gratuiti nella loro difficoltà non hanno quasi nessuna attinenza con la vicenda narrata.
Perchè per passare a un capitolo successivo della storia bisogna preparare dei biscotti? Cosa ci fa un astruso marchingegno ad olio in un mulino nella Praga del 1920? Sono solo alcuni esempi di come l'integrazione tra enigmi, storia e ambientazioni di gioco non sia certo il punto forte di Still Life, che pecca anche in un altro versante molto importante come quello, accennato poco sopra, della linearità.
Non è infatti possibile sviare nemmeno per un secondo da quello che è il corso prestabilito del gioco, nè con i dialoghi (che abbiamo già visto essere sempre obbligati e a senso unico), nè tantomeno con gli enigmi, la cui risoluzione non prevede varianti di sorta. Si ha così la sensazione di essere guidati dal gioco in maniera molto soffocante e di passare da un dialogo all'altro con l'unica variante di qualche puzzle, perdendo tra l'altro molto tempo nello spostamento tra una location all'altra (se non altro è possibile correre cliccando due volte sul punto di destinazione).
Un altro aspetto poco riuscito del gioco riguarda poi la scarsa caratterizzazione dei personaggi di contorno, con i quali potremo scambiare solo poche frasi per poi non rivederli più fino alla fine del gioco e dimenticarli dopo solo qualche minuto; l'esatto contrario insomma di quanto avveniva in Syberia o, più recentemente, in The Moment of Silence, dove anche i personaggi meno importanti sono delineati con una tale quantità di particolari che Still Life nemmeno si sogna.

LE PROMESSE NON MANTENUTE

Ma allora siamo davvero di fronte a una così cocente delusione per tutti gli avventurieri di breve e lungo corso? Essenzialmente si, eppure gli sviluppatori sono riusciti a imprimere al gioco un'atmosfera di grande fascino, unendola con l'efficacia del doppio binario narrativo (Victoria a Chicago e Gus a Praga), con temi poco adatti a un pubblico infantile, con qualche simpatica trovata (il confronto tra le foto scattate e i luoghi veri) e con una vicenda che, oltre a riservare qualche notevole colpo di scena, non annoia mai e riesce a condurre il giocatore fino all'esito finale mantenendo inalterata la curiosità e la voglia di scoprire la vera identità dell'assassino.
E' su questo versante che Still Life gioca le sue carte migliori. E', per così dire, un giallo messo in immagini, molto cinematografico nel taglio dei filmati, avvincente nello scorrimento narrativo e dotato di un indubbio fascino macabro per i temi trattati. Pregi a cui si aggiunge un impeccabile comparto sonoro (notevole il doppiaggio in italiano e abbastanza ispirate le musiche) e una grafica estremamente dettagliata e realistica, con fondali disegnati con gusto, animazioni convincenti, filmati inquietanti e un uso dei colori a tratti geniale.
Nonostante ciò, l'amaro in bocca rimane. Still Life rimane infatti la tipica avventura che nella foga di accontentare tutti ha finito con il soddisfare pochi. E' un titolo piuttosto breve, ristretto (poche location e pochi personaggi) e soprattutto ondivago nel livello di difficoltà, in cui si passa da enigmi elementari a puzzle davvero frustranti (si veda quello della serratura) senza che in mezzo ci siano prove di media "intensità".
Un equilibrio instabile che si appoggia su uno spessore narrativo e realizzativo di prim'ordine, ma che non riesce a convincere del tutto proprio là dove un'avventura dovrebbe dare il meglio di sè, ovvero nell'interazione con l'ambiente, nella logicità e giustificazione degli enigmi e in un percorso di difficoltà graduale e senza traumi.
Non dubitiamo poi che gli elementi thrilling, l'atmosfera dark e l'impatto grafico porteranno a un successo di pubblico consistente, eppure a nostro avviso molti di quei risvolti positivi tratti in sede di preview non sono stati mantenuti sulla lunga distanza. Peccato, perchè le potenzialità per fare di Still Life un'avventura grafica di primissimo piano c'erano tutte.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Puntavamo molto su Still Life. L'atmosfera da thriller-horror à la Seven, lo stesso team di sviluppo dei due capitoli di Syberia, un versione demo molto promettente e un comparto grafico-visivo eccellente erano tutti elementi che speravamo potessero rendere le indagini di Victoria e di Gus McPherson degne delle migliori avventure grafiche a sfondo investigativo. La verità però è che MC2 Interactive, pur eccellendo nel comparto tecnico, nei risvolti narrativi e in un'atmosfera decisamente azzeccata, ha deluso in quello prettamente avventuroso. I dialoghi, fin troppo numerosi e spesso inutili ai fini del gioco, non offrono nessuna possibilità di scelta, gli oggetti con cui interagire sono drammaticamente pochi e si ha la continua sensazione di essere guidati negli spostamenti e nelle cose da fare in modo troppo lineare. Quello che però ci ha deluso maggiormente è la concezione dei puzzle. Se infatti gli enigmi da risolvere con gli oggetti in nostro possesso sono piuttosto logici anche se estremamente semplici, i puzzle sono il più delle volte frustranti e completamente avulsi dal resto del gioco, concentrandosi su prove mnemoniche o enigmistiche più stancanti che altro e con davvero poca attinenza alla storia. A questo punto diventa difficile consigliare Still Life sia ai neofiti del genere, che si troveranno di fronte un'avventura poco equilibrata nel livello di difficoltà (si passa infatti da prove elementari ad altre quasi impossibili), sia agli appassionati di lungo corso, che in quanto a logicità degli enigmi, spessore dei dialoghi e dei personaggi dovrebbero accontentarsi di un titolo molto essenziale e poco caratterizzato. Per fortuna ci si mettono l'intrigante compagine investigativa e l'innegabile fascino dell'atmosfera a risollevare in parte la situazione, ma visti i nomi in gioco e la grande attenzione riposta nel comparto grafico-sonoro ci saremmo aspettati di più... molto di più.