Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
59,90 €
Data di uscita
14/9/2007

Stranglehold

Stranglehold Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Midway Games
Sviluppatore
Midway Studios Chicago
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
14/9/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
6
Prezzo
59,90 €
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Immediato e molto frenetico
  • Ottimo impatto audiovisivo
  • Tutto lo stile di John Woo

Lati Negativi

  • Piuttosto breve
  • Talvolta frustrante
  • Originalità al minimo

Hardware

Per giocare è richiesta una console Xbox 360 e una copia originale del gioco, insieme a un controller compatibile.

Multiplayer

Se disponibile un abbonamento Gold, 6 giocatori possono sfidarsi nelle modalità classiche come il deathmatch attraverso Internet, all'interno delle relative arene.

Link

Recensione

John Woo strangola Max Payne

Tuffiamoci, al rallentatore, nel primo videogioco del celebre regista.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Si possono dire tante cose di Stranglehold tranne che sia privo di stile: lo si capisce già al primo caricamento osservando lo schermo dei titoli, in cui ci muoviamo tra personaggi sospesi nel fermo immagine di una sparatoria, per arrivare all'immancabile Game Over, con un distintivo bucato che cade sullo schermo. Tutto in Stranglehold annuncia che siamo di fronte a un'esperienza quantomai "stilosa" e cinematografica, non foss'altro per gli inconfondibili tratti del suo protagonista, l'attore Chow Yun-Fat.

LA SPARATORIA PERFETTA

La trama di Stranglehold e il suo gameplay potrebbero stare comodamente sulle due facce di una moneta o, per rimanere in tema, sul retro di una pallottola.
Nei panni dell'ispettore Tequila, dovremo eliminare ogni gangster presente su schermo arrivando all'uscita del livello e, in alcuni casi, completando semplici missioni chiaramente indicate sulla mappa (distruggere bersagli, piantare esplosivi e così via). Questo avverrà con ampio uso, e abuso, di armi da fuoco che vanno dalle immancabili doppie pistole alle granate, passando attraverso mitragliatori e fucili a pompa, ma sempre non più di due alla volta, come indica la prima legge di Halo.
Il famoso e famigerato "Tequila Time" entrerà in gioco automaticamente o a comando per rallentare l'azione offrendoci un vantaggio decisivo negli scontri, a patto di non esaurire la relativa carica, da rimpinguare effettuando le immancabili mosse speciali.
Dove il gioco si differenzia, benché tali elementi non siano molto valorizzati nella struttura, è nelle variazioni sul tema della sparatoria tout-court, rappresentate dai duelli in stile shooting gallery e da sezioni che cambiano temporaneamente lo stile di gioco, ad esempio mettendoci su binari preimpostati al comando di postazioni fisse.
Va sempre specificato, comunque, che la principale attività resta lo scontro a fuoco e la distruzione sistematica dello scenario, resa possibile in quantità industriale grazie all'Unreal Engine 3. Anche dopo alcune ore di gioco (non tantissime vista la longevità ridotta), ci si stupisce nel vedere interi edifici crollare sotto i nostri colpi, detriti ovunque e grandi pezzi di scenario fatti a brandelli in modo quantomai verosimile, grazie anche all'impiego della fisica Havok.

CHOW YUN-FAT NON RICARICA MAI

Riallacciandoci alle righe iniziali, dove il gioco evidenzia i suoi tratti somatici è nella presentazione a schermo, a cominciare dai movimenti del protagonista (malgrado animazioni talvolta legnose) per arrivare alla varietà delle ambientazioni, che spaziano regolarmente tra interni, esterni e un mix di entrambi.
Inoltre va detto come, in una struttura sempre lineare, si sia cercato di offrire maggiore libertà all'utente che talvolta può scegliere più strade per completare un livello, così da "smaltire" la frustrazione acquisita magari dopo l'ennesima sconfitta (e successivo caricamento del punto salvato). Frustrazione che, immancabile per il genere, torna regolarmente nei livelli avanzati quando si verificano i classici passaggi "impossibili" da superare solo dopo parecchi tentativi, e talvolta con un pizzico di sana fortuna.

L'AUDIO PRIMA DEL VIDEO

In campo prettamente tecnico oltre alla grafica, discretamente fluida e ben definita, emerge un sonoro davvero sensazionale, tale da rendere obbligatoria la presenza (almeno) di un subwoofer decente. I bassi sono infatti martellanti e talvolta persino fragorosi, mentre la colonna sonora dinamica sottolinea efficacemente l'aumento d'intensità dell'azione.
Anche i comandi risultano funzionali e comodi sin dai primi minuti, offrendo il completo controllo della situazione con pochi tasti ma diverse opzioni con cui fare male al prossimo, grazie all'interattività presente nello scenario. Tra tuffi, scivolate sulle ringhiere e rimbalzi dalle pareti ce n'è davvero per tutti i gusti, a patto che sappiate apprezzare lo stile unico (e sicuramente non molto vario) del cinema di John Woo.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Stranglehold può definirsi uno dei giochi più "sinceri" dell'anno: basta guardare un solo screenshot per capire esattamente cosa offre e stavolta, davvero, non ci sono sorprese o sotterfugi nascosti per gli incauti acquirenti. Ricco di azione non stop, ben caratterizzato sul fronte audiovisivo (soprattutto nel sonoro), è praticamente un obbligo per i fan di John Woo e del genere "hardboiled". Il pubblico rimanente potrebbe invece lamentare una durata ridotta e un gameplay sicuramente già visto, soprattutto se ha giocato fino allo strenuo i due episodi della serie Max Payne.