Genere
ND
Lingua
Sottotitoli
PEGI
12+
Prezzo
€ 69,99
Data di uscita
20/2/2009

Street Fighter IV

Street Fighter IV Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

PEGI
12+
Data di uscita
20/2/2009
Data di uscita americana
17/2/2009
Data di uscita giapponese
12/2/2009
Lingua
Sottotitoli
Giocatori
2
Prezzo
€ 69,99
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Grande immediatezza e giocabilità
  • Ottima realizzazione tecnica
  • Buona scelta di personaggi
  • Semplice ma profondo

Lati Negativi

  • Quasi nulla sul lato single-player
  • Innovazioni molto ridotte

Hardware

Per giocare a Street Fighter IV nell'edizione qui recensita sono richiesti una console Xbox 360, un controller compatibile e il gioco originale, tutti in versione europea. Una periferica Arcade Stick è fortemente consigliata vista l'imprecisione dei comandi digitali del controller standard (e il ritardo della leva analogica). Il gioco è disponibile anche per PlayStation 3 ed entro il 2009 è in arrivo anche su PC.

Multiplayer

Due giocatori possono sfidarsi sulla stessa console nel classico testa a testa che può venire esteso alla Grande Rete via Xbox Live se disponibile un account a pagamento di tipo Gold.

Link

Recensione

La forza della tradizione

Dimenticare la grafica bitmap, celebrando le due dimensioni.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Se sembra facile "bloccare" un titolo 3D su un solo piano e farlo sembrare bidimensionale, soprattutto nell'estetica: così non è (per tante ragioni che vanno dal gameplay alla fluidità) come hanno dimostrato i ripetuti fallimenti anche legati alla serie Street Fighter. Per questo motivo la grafica nel suo complesso, più che nei singoli dettagli, è uno dei fattori principali per l'interesse attorno a questo gioco e quello su cui poggia l'intera produzione a livello qualitativo. Questo senza dimenticare che molti aspetti, come il design "tozzo" dei personaggi, restano soggetti al gusto di ognuno e, in quanto fortemente caratterizzati, potrebbero attirare verso parecchie critiche.
Ma si tratta sempre di pareri soggettivi attorno a un elemento che funziona comunque alla grande, come fluidità generale e resa visiva da cartone animato, molto vicina alle animazioni di Street Fighter III (titolo assolutamente in grafica bitmap) in quanto a movimenti dei personaggi e unione degli stessi con il fondale.

la sala giochi è ormai vuota, ma abbiamo Internet

Un discorso simile si può avviare attorno alla giocabilità, che punta su concetti "da videogioco classico" sfruttando elementi moderni qual è Internet per ricreare quella competitività che era appannaggio delle sale giochi (chi si ricorda i record attaccati via foglietto ai cabinati?). Il nostro profilo giocatore viene infatti gestito come quello di un concorrente, con tanto di motto e immagine personale, che può presentarsi in qualsiasi momento sulla rete e provare così a mietere qualche vittima (o più facilmente diventarlo).
Oltre alla creazione canonica delle stanze di gioco, è possibile attivare l'apposita funzione che permette agli altri utenti, se siamo collegati in rete, di lanciarci una sfida "entrando" nella partita come si farebbe nel coin-op, senza alcuna attesa e con zero tempi morti legati a ricerca dei match, dei giocatori e così via. Naturalmente si può regolare questa funzione perché "consideri" solo i collegamenti più stabili o gli sfidanti di rango maggiore (o minore) secondo la nostra abilità o particolari requisiti.
Il tutto è purtroppo confinato al classico duello per giocatori professionisti o appassionati del genere, ma nessuna modalità a squadre o idea almeno lontanamente innovativa.
Non era una cattiva idea tentare qualche strada più ricca di originalità per chi ha speso anni nei classici "doppi" e cerca nuovi stimoli per riaprire la sfida online, come ad esempio un'opzione tag-team al fianco di altri giocatori. D'altro canto, la natura molto professionale ed altamente competitiva del multiplayer è una manna dal cielo per chi passa i pomeriggi a oliare il proprio arcade stick come fosse una fuoriserie di Formula 1.

le urla del combattimento sono musica per le orecchie

Oltre alla grafica, un elemento chiave del successo per giochi come questo è rappresentato dall'audio e, in modo particolare dalle musiche, ovviamente legate in modo "sentimentale" agli episodi classici. Tranne la colonna sonora, cantata in stile boy band, dello schermo dei titoli (a voi ogni commento...), le musiche risultano nel complesso azzeccate e ben ritmate secondo uno stile a metà tra i vecchi giochi dell'era 16 bit e gli strumenti più moderni.
Sentiremo quindi pezzi rock, melodie orientali e tamburi battenti mixati tra di loro per sottolineare le ambientazioni che li ospitano, ben coadiuvati dagli effetti sonori. Questi ultimi iniziano e finiscono con le urla dei personaggi, nel senso che difficilmente si presta attenzione ad altri rumori che non siano quelli legati alle mosse speciali. In tal senso, meritano una citazione i commenti di inizio e (soprattutto) fine incontro, talvolta esilaranti e sempre legati alla natura di ogni lottatore. Troviamo così un Ryu sempre corrucciato e serio nella sua determinazione alla lotta "in quanto tale" e un Abel che invece commenta in toni sarcastici le gesta dell'avversario. Ci avrebbe fatto piacere che Capcom smentisse una sua tradizione assodata offrendo anche il doppiaggio in italiano (anche perché il parlato non è tantissimo) ma dobbiamo accontentarci ancora una volta dei sottotitoli in Inglese o Giapponese. Una scelta, quella di offrire il parlato in lingua originale, che dimostra come Capcom tenga particolarmente alle schiere di pubblico "integraliste" che potrebbero bocciare un gioco perchè cambia l'esecuzione di una mossa o il cognome di un personaggio chiave.
Nessuna di queste ipotesi si è verificata in Street Fighter IV, quindi tutti i fan di lunga data possono stare tranquilli e prepararsi a lunghe ore di allenamento: il re dei picchiaduro è tornato, ma stavolta non ha nessuna voglia di andarsene.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
In tanti lo aspettavano, è finalmente arrivato ed è veramente immancabile se siete fan della categoria picchiaduro o se vi esaltate a pronunciare (con il giusto accento) la parola "Shoryuken". Chi invece sfiora solo da lontano questa categoria e non si è mai fatto prendere dalla febbre di Street Fighter, difficilmente cambierà gusti grazie a questo titolo, che è quanto di più "puro" esista nel genere dei beat'em up a incontri. In tal senso, era cosa gradita spendere qualche minuto in più rafforzando la parte single-player o ampliando il multiplayer oltre i classici testa a testa, ma è ovvio che Capcom abbia deciso per un ritorno alle origini completo e senza mezze misure. In questo senso, il percorso a ritroso nel tempo, con una spruzzata di nuove tecnologie, non solo è riuscito ma centra numerosi e insperati obiettivi, come dimostrare che il 2D è vivo e vegeto, anche tra i poligoni. Seguendo lo stesso cammino, sono tanti i nomi del passato che potrebbero vivere una seconda giovinezza...

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