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- Nuovo
€69,99€ 24,55
Datasheet
- PEGI
- 12+
- Data di uscita
- 20/2/2009
- Data di uscita americana
- 17/2/2009
- Data di uscita giapponese
- 12/2/2009
- Lingua
- Sottotitoli
- Giocatori
- 2
- Prezzo
- € 69,99
- Formato Video
- HDTV
- Formato Audio
- Surround 5.1
Hardware
Multiplayer
Link
Capcom riapre il torneo
Il picchiaduro per eccellenza non invecchia mai.
Atteso come il messia da milioni di giocatori in tutto il mondo, a ben vedere Street Fighter IV ha impiegato molto più tempo di quanto era lecito aspettarsi per diventare realtà. Il motivo di questa lunga attesa, interrotta solo da spin-off (come la serie Alpha, per quanto riuscita) e seguiti discussi (il sempre controverso terzo capitolo) sta nelle contorte politiche commerciali della "vecchia" Capcom che, fino a un decennio fa, sembrava intenzionata ad abbandonare le sue serie classiche in favore di horror e affini. Per fortuna così non è stato, ed oggi ci troviamo nuovamente bambini, o adolescenti, a inserire metaforicamente i gettoni in un nuovo capitolo della serie, anche se al posto del cabinato c'è ormai un pannello LCD affiancato da una console ad alta definizione, e degli anni '90 è rimasto solo un nebbioso ricordo.
un "hadooken" urlato in faccia all'intera categoria
Così potremmo riassumere la scelta coraggiosa di Capcom nel puntare nuovamente su meccaniche di gioco 2D, pur usando un motore grafico interamente poligonale e tutti gli ultimi ritrovati in materia di filtri ed effetti speciali applicati all'immagine.
Ci stiamo ripetendo, ma giova farlo, perché a fronte dei molti concorrenti che hanno esplorato in lungo e in largo le tre dimensioni, proprio chi ha portato al successo il genere dei picchiaduro decide che è ora di tornare alle origini, ritrovando quegli elementi che fecero di Street Fighter II una pietra miliare dei videogame (e non solo dei picchiaduro).
La precisione, innanzitutto, intesa come risposta ai comandi e attenzione alle collisioni dei colpi, che soprattutto visivamente non è possibile riprodurre in un picchiaduro tridimensionale per ragioni di prospettiva. Osservando l'incontro sempre "di fianco" si ha quindi una rappresentazione più ordinata e "tattica" di ciò che accade, per quanto (necessariamente) meno spettacolare rispetto ai vari Tekken, Soul Calibur e affini.
La stessa precisione si ritrova nel modo in cui vengono omaggiati i capitoli precedenti e la tradizione legata a ogni personaggio, riprodotto esattamente come l'avevamo lasciato nel 1991 a livello di uniformi e catalogo di mosse.
Ovviamente nessuno, che ai tempi si era allenato sulla versione arcade, ha dimenticato come si eseguono le mosse speciali dei vari Ryu e Ken, ma sorprende ritrovare esattamente le stesse mosse e perfino alcune combinazionie di colpi inserite in questo nuovo comparto tecnico, senza particolari problemi.
Capcom ha voluto, insomma, dimostrare che i picchiaduro bidimensionali sono vivi e vegeti e che la loro sussistenza non è legata a semplici questioni di grafica. Infatti, e pur essendo poligonale, questo è forse il titolo più "2D" che giocherete quest'anno.
quando la competizione supera il livello di sport
Inutile ricordare, ma lo facciamo lo stesso, che il gioco in singolo ha poco terreno fertile in un picchiaduro a incontri, votato com'è alla competizione con altri giocatori estesa questa volta anche alla Grande Rete. Eppure il moderno mercato dei videogame richiede che si debba offrire un minimo di supporto anche sul fronte single-player dove purtroppo, Street Fighter IV è molto carente. Oltre alla classica modalità Arcade e relativo allenamento, infatti, non c'è niente che spinga un giocatore "casual" a cimentarsi con questo titolo, oltre agli immancabili bonus da sbloccare (nemmeno troppo interessanti, perché quelli veri saranno venduti online). Fa eccezione una serie di sfide che serve a valutare la conoscenza di ogni personaggio chiedendo al giocatore l'esecuzione di mosse specifiche o il completamento di più incontri con la stessa barra di energia.
Centrando tali requisiti, si possono sbloccare alcune immagini per il nostro profilo (usato nelle partite online) o nuove animazioni pre e post-incontro per i lottatori, insieme agli immancabili disegni, artwork e immagini realizzati durante la lavorazione.
Anche le promesse di approfondire la storia di ogni lottatore, enorme se pensiamo a fumetti e opere correlate, non sono state mantenute: i filmati in stile Anime (cartone animato giapponese) sono infatti rari e molto brevi, mentre la modalità Arcade è la classica serie di incontri in sequenza con poche, se non alcuna, interruzione alla formula originale.
Non ci aspettavamo minigame o sorprese particolari, ma era cosa gradita trovare una "vera" storia con incontri dal significato più scenografico (per non dire sentimentale) in cui le varie personalità venivano messe a confronto. Anche se in fondo, poche persone faranno caso a quant'è esile il gioco in singolo tra le mille e più partite quotidiane spese in multiplayer.
