Genere
Sparatutto
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
31/10/2014

Sunset Overdrive

Sunset Overdrive Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Insomniac Games
Genere
Sparatutto
Data di uscita
31/10/2014

Lati Positivi

  • Irriverente, scanzonato, esagerato.
  • Non prevede tempi morti.
  • Enormi possibilità di personalizzazione.
  • Colorato e fumettoso.
  • Azione frenetica e appagante.

Lati Negativi

  • Troppo permissivo.
  • Un po' di pop-up.
  • Qualche combattimento più profondo avrebbe giovato.

Hardware

Sunset Overdrive è un'esclusiva Xbox One. Per giocarlo avete bisogno di 23 GB di spazio su disco per l'installazione. Kinect non solo non è necessario, ma non viene nemmeno utilizzato in alcuna occasione.

Multiplayer

Sunset Overdrive prevede una modalità cooperativa in cui otto giocatori devono affrontare delle ondate di mutanti OD, cercando di sopravvivere e di realizzare il miglior punteggio. A causa della ridotta popolazione di giocatori al momento in cui abbiamo scritto la recensione purtroppo non ci è stato possibile testare a dovere questa modalità.

Modus Operandi

Dopo aver riscattato la versione digitale gentilmente fornitaci da Microsoft, ci siamo dedicati al completamento della campagna principale, portata a termine in circa quindici d'ore, mancando alcune side-quest delle diverse fazioni e raccogliendo solo una piccola parte dei collezionabili presenti in città. Per completare Sunset Overdrive al 100% sono necessarie tra le 30 e le 40 ore, a cui si dovrebbero aggiungere quelle da dedicare alle battaglie in coop online.
Recensione

L'arte di non prendersi sul serio

Scopriamo L'esclusiva Xbox One

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Anche gli strumenti di distruzione sono tutti piuttosto bizzarri. Si parte con un equivoco fucile, munito di due inequivocabili palle vicino all’impugnatura che gli conferiscono un aspetto abbastanza ambiguo, a cui nel corso del gioco si affiancheranno spara-palle-da-bowling, orsetti esplosivi, raggi congelanti e altre amenità. In realtà, al di là dell’evidente stramberia con cui le armi sono state ideate, il loro utilizzo deve essere gestito con un minimo di visione strategica poiché i diversi nemici che di incontrano (OD, umani e robot) sono più o meno sensibili alle armi incendiarie, a quelle a impulsi o a quelle a impatto. Il sistema di combattimento a ogni modo risulta pesantemente condizionato da un’assistenza alla mira che vi consente di centrare il bersaglio anche mirando ben al di fuori dalla figura del vostro avversario, un aiuto probabilmente concepito per compensare la difficoltà di dover mirare mentre si è in costante movimento acrobatico, ma che di contro contribuisce a rendere molto basso il livello generale di sfida.

IT'S A TRAP

Ci sposteremo su questo argomento tra poco, per il momento invece torniamo a parlare delle trappole a cui accennavamo poco fa, strumenti di morte elaborati e a volte assurdi come griglie incendiarie, catapulte a molle o distributori di nani assassini, che ci forniscono tuttavia l’occasione per parlare delle missioni e della loro varietà. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare partendo dal presupposto che ogni mini-ciclo narrativo del gioco viene aperto da una missione dall’impostazione strategica sempre identica, che richiede di posizionare alcune trappole intorno alla base per poi resistere a un assedio degli OD per un certo periodo di tempo, la ripetitività non rappresenta un problema, anche grazie alla saggia decisione di non diluire oltre il dovuto la trama di gioco.

Nonostante il titolo, buona parte dell'avventura si svolge sotto un sfrezante cielo blu che rimanda alla migliore tradizione SEGA. Le missioni più importanti però si svolgono di notte o al crepuscolo. - Sunset Overdrive
Nonostante il titolo, buona parte dell'avventura si svolge sotto un sfrezante cielo blu che rimanda alla migliore tradizione SEGA. Le missioni più importanti però si svolgono di notte o al crepuscolo.

Gli incarichi che siamo stati chiamati a compiere sfuggivano nella maggior parte dei casi dalla logica della missione-Bartolini in cui ci viene richiesto di andare da un punto A a un punto B, per poi fare ritorno alla base, offrendo invece apprezzabili e goliardiche variazioni sul tema come la demolizione di orde di OD al comando di una palla da demolizione, viaggi sotto l’effetto di medicinali allucinogeni, infiltrazioni in attici posizionati in cima a minacciosi grattacieli e battaglie contro malefiche mascotte gonfiabili grosse come un dirigibili, oltre a stragi di piccioni al barbecue e un testa a testa preistorico contro le montagne russe. Ok, siamo stati piuttosto vaghi, ma la varietà e la stramberia delle missioni è davvero un valore aggiunto del gioco che non vogliamo rovinarvi.

TUTTA MIA LA CITTÀ

Co-protagonista dell’avventura e parziale artefice di quanto di buono il gioco ha da offrire è Sunset City stessa, esplorabile e interattiva in ogni suo anfratto. In pratica ogni elemento urbano svolge una duplice funzione, decorativa e ludica, poiché non solo deve servire a rappresentare un dettaglio credibile nel contesto cittadino, ma anche un punto di appiglio, un trampolino o una superficie su cui scivolare, rimbalzare o correre. Probabilmente le nostre città non sono altrettanto affollate di ringhiere, cavi, transenne o teloni, ma di sicuro non sono nemmeno altrettanto divertenti. La quantità di dettagli che contribuisce a offrire panoramiche mozzafiato si pagano ogni tanto con un pop-up abbastanza vistoso, soprattutto nel momento in cui si entra in una nuova area.

La mappa di gioco è piuttosto ampia anche se, a onor del vero, non si percepisce eccessivamente la differenza stilistica tra i diversi quartieri, ad eccezione di alcune zone particolarmente riconoscibili. - Sunset Overdrive
La mappa di gioco è piuttosto ampia anche se, a onor del vero, non si percepisce eccessivamente la differenza stilistica tra i diversi quartieri, ad eccezione di alcune zone particolarmente riconoscibili.

Quando tutto è al suo posto però ci si trova di fronte a squarci entusiasmanti, abbelliti artificialmente dalla paletta cromatica ultra-satura, momenti di ammirazione panoramica che si trasformano in esaltazione acrobatica quando si realizza che anche l’ultimo cornicione sul sfondo della città non è solamente un punto su una cartolina, ma una meta raggiungibile in un paio di minuti di rimbalzi e corse su pareti verticali. Di contro, sulla distanza ravvicinata il motore grafico fa sempre una figura più che discreta, compensando la necessità di gestire le risorse tra una gran quantità di oggetti a video che la particolare efficacia nella resa dei materiali e una direzione artistica a tratti istrionica che facendo di necessità virtù impone uno stile vicino a quello dei comic book a tratti caricaturale, ma comunque parecchio azzeccato.

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL FREE ROAMING

Mentre la folle trama ingrana fin da subito, grazie anche a un protagonista spaccone e carismatico che gioca continuamente col muro che separa videogioco e spettatore (come Deadpool, per usare un riferimento che coglierà chi ama i comics Marvel), quel che fatica a decollare è il livello di sfida. Per risolvere alcune annose problematiche del genere free-roaming, Insomniac ha deciso di venire incontro al giocatore disseminando di checkpoint praticamente ogni missione e introducendo salvacondotti anche per quei casi in cui ci si trovi a cadere nel corso di una lunga scalata verso la cima di un palazzo su cui si trova il waypoint (omaggiando per altro Portal in modo più che palese). Certo, il tocco di ironia che accompagna ogni ritorno in scena del protagonista con brevissime cut-scene ispirate alla cultura pop tra zombie, citazioni di film horror e strizzate d'occhio alle Tartarughe Ninja strappano sempre un sorriso, ma in generale l'assenza di penalità induce ad approcciare il gioco con eccessiva leggerezza.

La decisione di rinunciare ai 1080p in favore di una maggiore quantità di dettagli si è rivelata estremamente azzeccata-. - Sunset Overdrive
La decisione di rinunciare ai 1080p in favore di una maggiore quantità di dettagli si è rivelata estremamente azzeccata-.

Quella spensieratezza che si apprezza in ogni altro singolo aspetto del gioco, facendosi beffe di diverse convenzioni videoludiche privilegiando il puro e semplice divertimento senza pensieri, forse risulta eccessiva se alla fine a farne le spese è la profondità. Pur senza offrire in sostanza nulla di realmente nuovo, ma semplicemente ricombinando tra loro elementi pescati da diversi altri giochi del genere, Insomniac ha realizzato il party per la fine del mondo definitivo, una celebrazione chiassosa e colorata della cultura pop e nerd, una festa ad alto volume incastonata in una realizzazione grafica tutto sommato imponente e amplificata dal frenetico impianto di gioco. A un passo dal traguardo però ci si accorge che forse manca qualcosa, qualche battaglia un po' più complicata del semplice spara-al-boss-nel-punto-indicato, una differenziazione più sensibile nel funzionamento delle armi, e un tasso di sfida un po' più alto che costringesse a prendere più sul serio almeno le missioni più complicate.

Non ci sentiamo di escludere che si tratti di scelte di design, dettate appunto dalla volontà di rendere Sunset Overdrive irriverente e goliardico, fregandosene delle convenzioni. Come nell'inno generazionale dei Beasty Boys insomma, i ragazzi di Insomniac stanno lottando per il loro diritto di divertirsi, lasciando ad altri l'ingrato compito di rivoluzionare il videogioco. A dirla tutta, noi ci accontentiamo alla grande: Sunset Overdrive potrà non essere il gioco che vi convincerà a comprare una Xbox One, ma se già possedete la console Microsoft è un titolo che a nostro parere non bisogna lasciarsi sfuggire.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Non un free-roaming rivoluzionario, ma un titolo che sintetizza i migliori aspetti di tanti illustri precursori, condensandoli in un'azione adrenalinica e a dir poco incessante, finalizzata alla pura spettacolarità come ambizione scenografica ed efficacia stilistica. Basta poco per padroneggiare a sufficienza l'esaltante parkour con cui è necessario muoversi in città come uno Spider-Man votato a un hipsterismo post-punk, tra mutanti che esplodono sovrastati da didascalie in perfetto stile fumetto e delle bande metropolitane dallo stile eccessivo anche per l'apocalisse. "Se la fine del mondo è vicina, tanto vale divertirsi", questo è l'approccio al genere di Insomniac, che spogliando di orpello superfluo e tedioso il concetto di open-world confeziona un gioco denso e frenetico, che forse pecca di superficialità, ma di certo non lesina sul divertimento.

Commenti

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!