Genere
Guida
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
51,90 Euro
Data di uscita
15/9/2006

Super-Bikes Riding Challenge

Super-Bikes Riding Challenge Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Black Bean Games
Sviluppatore
Milestone
Genere
Guida
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
15/9/2006
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
51,90 Euro

Hardware

Per giocare a Super-Bikes Riding Challenge è necessaria una confezione originale del gioco, una PlayStation 2, un joypad e 387 KB liberi su Memory Card per salvare i progressi.

Multiplayer

Il gioco offre due modalità multigiocatore per due partecipanti: gare "secche" da configurare a piacimento e otto tornei a tema.
Recensione

Gli aiuti e lo sviluppo del pilota

Una supermoto può essere impegnativa...

di Simone Soletta, pubblicato il

Un modello di guida profondo come quello di Super-Bikes Riding Challenge rischia di essere troppo difficile da padroneggiare e di sconfinare pertanto nella frustrazione. Milestone è riuscita a calibrare molto bene profondità di gioco e accessibilità, offrendo una serie di aiuti che ci permettono di prendere confidenza con la moto in modo graduale.

ORA TI DISABILITO!

La tentazione, al nostro primo approccio con il gioco, è stata quella di disabilitare subito tutto per provare a godere al massimo del modello di guida. Clamoroso errore. Super-Bikes Riding Challenge va imparato poco a poco, sorseggiando le differenze tra le varie moto disponibili (dopo poche gare, in pratica, ci si trova a cavalcare un nuovo bolide) e prendendo confidenza con erogazione e frenata.
Inizialmente sono attivati l'aiuto in frenata, l'aiuto all'erogazione, il cambio automatico e l'aiuto in piega. In più, è possibile far gestire dalla CPU la posizione del pilota e combinare l'azione dei due freni, ma farlo equivale a snaturare troppo la natura del gioco. Già così è comunque possibile avvertire la profondità del modello di guida, molto permissivo in queste condizioni (specie in fase di correzione in curva), ma capace di mostrare azioni credibili.
Una volta presa confidenza con il modello di guida, il consiglio è quello di eliminare un aiuto, possibilmente prima di una gara in pista, la cui larghezza permette di affrontare le nuove difficoltà con problematiche minori. Nel nostro caso, abbiamo subito eliminato l'aiuto in curva, per poi passare al controllo sulla trazione: dover controllare l'erogazione del gas in uscita dalle curve aggiunge al gioco un nuovo livello di interazione, che va a completarsi quando si decide di eliminare anche gli aiuti sulla frenata.
Gestire la pinzata sul freno anteriore con lo stick analogico destro e il freno posteriore con il tasto R2 non è davvero semplice, all'inizio: non si può più arrivare troppo lunghi in staccata, perché senza gli aiuti il modello di guida è davvero impietoso. Pinzate troppo e finirete per terra, frenate troppo con il posteriore e la moto si intraverserà disarcionandovi nella più classica delle cadute "da clavicola". Se poi a questo aggiungiamo la necessità di gestire l'erogazione, la posizione del pilota e la traiettoria, va da sé che guidare come si deve può diventare molto, molto impegnativo.

COSTRUIRE UN NUOVO VALENTINO

Impegnativo sì, ma appagante. Quando finalmente si riescono a gestire tutte le variabili in gioco, Super-Bikes Riding Challenge diventa davvero un'esperienza di guida degna di nota. Capita di esaltarsi per una staccata e una traiettoria ben riuscita, capita di comprendere i limiti della moto al punto da sapere dove si può osare qualcosa e dove è opportuno alleggerire un po'. Peccato solo che, come descritto nell'approfondimento precedente, i nostri avversari non sembrino sempre all'altezza: capita di vincere gare con decine di secondi di vantaggio, anche in condizioni meteorologiche avverse.
È un peccato, inoltre, non poter intervenire in nessun modo sui settaggi della moto, ma se non altro si può sviluppare il pilota attraverso i punti esperienza raccolti durante le gare. È difficile capire quanto lo sviluppo di queste abilità intervenga nell'esperienza di gioco reale, non perché si tratti di una caratteristica accessoria, ma perché durante la modalità Carriera capita spesso di dover cambiare moto in concomitanza con uno scatto di esperienza, e di trovarsi quindi a dover gestire un modello di guida diverso, cosa che non aiuta a comprendere fino in fondo i cambiamenti apportato dallo sviluppo di un'abilità specifica.