Genere
Strategico
Lingua
Italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 50,99
Data di uscita
5/3/2010

Supreme Commander 2

Supreme Commander 2 Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Square Enix
Sviluppatore
Gas Powered Games
Genere
Strategico
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
5/3/2010
Data di uscita americana
2/3/2010
Lingua
Italiano
Giocatori
8
Prezzo
€ 50,99

Lati Positivi

  • Campagne in singolo con maggior spessore narrativo
  • Gran numero di unità speciali e di potenziamenti
  • Non manca qualche bel tocco grafico
  • Divertente e immediato
  • Battaglie sempre spettacolari
  • Gameplay accessibile a tutti...

Lati Negativi

  • ... ma fin troppo semplicistico
  • Poche novità rispetto a Supreme Commander
  • Mappe poco ispirate
  • Strategicamente poco profondo

Hardware

Per giocare a un’elevata risoluzione e con quasi tutti i dettagli grafici al massimo consigliamo almeno un processore Dual Core a 3 GHz, 2 GB di RAM e una scheda 3D con 256 MB di RAM (ATI Radeon X1800 o equivalente). Con la nostra configurazione (Intel Core 2 Quad Q6600, 4 GB di RAM e GeForce 8800 GTX) abbiamo ottenuto circa 60 fps fissi a 1920x1200 pixel con tutti i dettagli grafici al massimo, compreso antialiasing 16 X. Ricordiamo infine che il gioco è disponibile anche per Xbox 360.

Multiplayer

Supreme Commander 2 permette di affrontare le classiche schermaglie online o via LAN fino a otto giocatori su una stessa mappa (4 vs 4); la personalizzazione delle partite è abbastanza ampia e le oltre venti mappe a disposizione riprese dal gioco in singolo permettono una discreta scelta come ambientazione.

Link

Recensione

La guerra infinita

Supreme Commander 2 riuscirà a superare il suo predecessore?

di Francesco Destri, pubblicato il

Pubblicato esattamente tre anni fa da THQ e sviluppato dagli studi Gas Powered Games con a capo Chris Taylor, Supreme Commander ha raccolto un consenso praticamente unanime dalla critica almeno per quanto riguarda la versione per PC, mentre il porting su Xbox 360 di pochi mesi dopo ad opera di Hellbent Games si è attirato al contrario parecchie critiche da parte della stampa specializzata.
A rendere viva la fiamma del gioco ha poi contribuito l’espansione stand alone Supreme Commander: Forged Alliance, ma si è dovuto aspettare l’anno successivo per ritrovare qualche notizia su un ipotetico sequel dopo la cancellazione del secondo add-on (Supreme Commander: Experimentals). Ci ha pensato, non senza sorpresa, Square Enix, che completamente a digiuno di RTS classici a parte il recente Order of War si è però buttata su Supreme Commander 2 con grande entusiasmo, affidandosi ancora una volta al team di Chris Taylor reduce dal non entusiasmante Demigod e dal mezzo flop di Space Siege.

il potere della narrazione

Taylor può però vantare una notevole esperienza nel genere (ha giocato un ruolo fondamentale anche in un classico come Total Annihilation) e questo sequel nasce quindi con parecchie ambizioni, nonostante la nostra anteprima di alcune settimane fa non abbia messo in luce grandissime prestazioni grafiche o chissà quali novità nella formula di gioco. Square Enix, con tutto ciò che comporta il suo trademark in ambito ruolistico, ha portato però a una maggiore maturità nello svolgimento delle tre Campagne in singolo, che questa volta sono basate su altrettanti personaggi dotati di una personalità e di un background piuttosto approfonditi. Un cambiamento non da poco se pensiamo alla trama ben più scontata e meno “matura” del predecessore, tanto che giocare alle tre Campagne significa scoprire avvenimenti, personaggi e snodi narrativi non comuni per un RTS, genere solitamente incentrato non tanto sui personaggi quanto più su eserciti, fazioni e stati.
La trama del gioco si svolge 25 anni dopo la sconfitta della razza aliena dei Seraphim; in questo quarto di secolo la UEF, i Cybran e l’Ordine degli Illuminati sono riusciti a convincere pacificamente e non a caso i tre protagonisti della Campagna si sono conosciuti e frequentati nella stessa accademia militare.
L’assassinio del nuovo Presidente della CDC (Colonial Defense Coalition) ha però rimesso di nuovo in contrasto tra loro le tre fazioni ed eccoci così tornare a combattere per il predominio del pianeta. Dobbiamo ammettere che i numerosi filmati d’intermezzo e l’evolversi della trama personale dei tre protagonisti (uno per ogni fazione) rendono le tre Campagne in singolo più avvincenti del solito, sebbene la natura strategica (e non ruolistica) del gioco non permetta un approfondimento narrativo tra i più complessi e articolati.

esperimenti bellici

Come prima novità rispetto al predecessore la maggior piacevolezza delle missioni in singolo riveste comunque un ruolo piuttosto importante, anche perchè il resto del gioco non vede chissà quali cambiamenti. Il gameplay è infatti rimasto lo stesso di tre anni fa e la concezione strategica di questo sequel ha mantenuto un sapore molto old-style. Ritroviamo così l’ACU (Armored Command Unit) come unità cardine del nostro schieramento (è l’unica che può attaccare e costruire), gli ingegneri come costruttori e riparatori e le due risorse base (Massa ed Energia) necessarie a erigere costruzioni e creare unità militari.
Tornano anche la grande scalabilità dello zoom (tra i più vasti mai apparsi in un RTS), il progresso tecnologico e i cosiddetti Experimentals, ovvero unità speciali in grado di arrecare danni notevoli e capaci di resistere anche agli attacchi più pesanti e massicci.
Se nel predecessore ne erano presenti una quindicina, questa volta gli sviluppatori hanno quasi raggiunto le trenta unità e ce n’è davvero per tutti i gusti; la UEF può contare su una versione aggiornata del Fatboy ma anche su giganteschi cannoni, su unità miste aereo-navali e di trasporto, mentre i Cybran possono vantare un immenso cyborg, scudi magnetici mobili e un potente sottomarino e lo stesso vale per lo schieramento degli Illuminati, che però a differenza dei due rivali non possono costruire unità navali. Gli Experimentals si dividono questa volta tra “mini” e “major” e rappresentano di fatto l’elemento più distintivo tra le tre fazioni, che per il resto non vedono grande differenze al loro interno come tipologie di unità standard.

spettacolo “supremo” assicurato

L’impressione, giocando a Supreme Commander 2, è che Gas Powered Games si sia concentrata quasi unicamente nell’introduzione di nuove unità e nel design di nuove mappe senza però apportare alcun cambiamento significativo in tutti gli altri comparti. La ricerca tecnologica, sebbene più immediata negli effetti e più chiara nel funzionamento, ha subito un restyling quasi solo estetico e lo stesso gameplay non va poi molto lontano dall’abusata formula “costruisci-ammassa-attacca”.
Se le missioni delle Campagne ci mettono di fronte a scenari già molto “popolosi” in cui bisogna agire quasi immediatamente, le classiche schermaglie, dove si inizia quasi da zero con solo alcuni ingegneri e il nostro ACU, vedono una routine di gioco piuttosto ripetitiva. Si sente insomma la mancanza di un modulo strategico più approfondito che vada oltre la semplice costruzione di edifici, il loro potenziamento e la creazione di unità; il terreno ad esempio, benchè molto diversificato tra una mappa e l’altra, non gioca alcun ruolo tattico e anche un menu per la disposizione dei mezzi militari avrebbe fatto comodo nelle battaglie più massicce. Supreme Commander 2 ripropone infatti scontri decisamente spettacolari con in campo anche centinaia di unità contemporaneamente tra mezzi di terra, aerei (caccia, bombardieri, ricognitori) e navali, che naturalmente possono colpire la terra ferma se dotati di armi a lunga gittata. Il tutto però, benchè fruibile anche da chi non ha quasi nessuna esperienza con il genere, scorre su binari piuttosto risaputi e una volta che si è capito come fronteggiare al meglio le unità nemiche con le proprie non c’è poi molto altro da scoprire.

bello a metà

Con questo non si vuole dire che Supreme Commander 2 non sia divertente o troppo semplice (al terzo livello di difficoltà le cose si fanno dure per chiunque), ma solo che è venuto a mancare quello step successivo in grado di far crescere il gioco nei confronti del suo predecessore. Certo, tutto è più vasto, dettagliato, “massiccio”, meglio animato e completo a livello di unità e di Experimentals, ma l’uscita contemporanea su Xbox 360 ha certamente influito nel processo di “alleggerimento” strategico ed economico rispetto a Supreme Commander e anche sul versante grafico non siamo certo di fronte a un titolo di primissimo piano.
Le unità più grandi e complesse sono ben animate, la costruzione di edifici è correlata da piacevoli effetti luminosi e il design dei mezzi, benchè non molto ispirato (le somiglianze con Total Annihilation spesso si sprecano), raggiunge in certi casi una certa ispirazione; buona anche la resa delle esplosioni e del fumo che accompagna i missili in volo, ma dietro a questi aspetti positivi si nasconde una certa trasandatezza nel design delle mappe (tutte piuttosto spoglie) e nelle texture, soprattutto quelle del terreno.
D’altronde il nuovo motore grafico richiede un hardware di livello medio-basso per fornire un impatto visivo più che dignitoso e anche in questo caso lo sviluppo contemporaneo per Xbox 360 ha certamente influito. A parità di “epoche” Supreme Commander aveva convinto molto di più alla sua uscita come spessore grafico, mentre questo sequel è si bello da vedere ma manca di un qualsiasi elemento che possa elevarlo al di sopra della media.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Supreme Commander 2 è un seguito che non riesce a raccogliere al meglio l'eredità dell'ottimo predecessore. Cerca di farlo rimettendo mano al sistema di sviluppo tecnologico, introducendo tre protagonisti con un proprio background in modo da dare più spessore alle campagna in singolo e rinnovando la gamma degli Experimentals, ma l'impressione è di giocare più a una buona espansione stand-alone che non a un titolo del tutto nuovo. Lo stesso comparto grafico alterna ottime cose a cadute di stile non indifferenti e la profondità strategica ha perso non poco appeal rispetto al predecessore. Eppure, nonostante la delusione per un sequel inferiore all'originale, Supreme Commander 2 sa anche divertire, offre battaglie spettacolari e pirotecniche ed è adatto a una larghissima fascia di pubblico. Per chi si accontenta...

Commenti

  1. Dypa77

     
    #1
    Beh questa è la fine degli strategici multipiattaforma. Doveva essere un titolo un poco più semplice, non diventare semplicistico.
  2. kingkilium

     
    #2
    Avete avuto modo di provare la versione 360? Vorrei sapere com'è il sistema di controllo via pad...
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