Genere
Sparatutto
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
25/1/2004

SWAT: Global Strike Team

SWAT: Global Strike Team Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Vivendi Games
Sviluppatore
Argonaut Games
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
25/1/2004
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Buona atmosfera
  • Multiplayer eccellente
  • Buona espressione del concetto di "squadra"
  • Longevo
  • Alcune missioni sono ottime...

Lati Negativi

  • ... mentre altre lasciano un po' a desiderare
  • Tecnicamente migliorabile
  • Sistema di controllo vocale poco funzionale
  • Niente gioco online

Hardware

Per giocare a SWAT: Global Strike Team abbiamo bisogno di una confezione originale del gioco e di un Xbox con relativo joypad. Il gioco supporta il servizio Xbox Live, ma solo per il download delle mappe multiplayer e per condividere il proprio punteggio nelle classifiche mondiali.

Multiplayer

Due giocatori possono combattere assieme in una divertente modalità cooperativa o sfidarsi in un deathmatch all'ultimo sangue. Quest'ultima opzione è fruibile fino a quattro giocatori.

Link

Recensione

SWAT: Global Strike Team

Nel 2008 un'organizzazione militare senza scrupoli cercherà di mettere a ferro e fuoco l'intero equilibrio mondiale, tentando di destabilizzare un periodo di pace abbastanza duraturo. L'ONU decide di correre ai ripari, creando una squadra speciale con i migliori uomini, presi dagli angoli più estremi del globo. Siete pronti a prendere il controllo della squadra SWAT: Global Strike Team?

di La Redazione, pubblicato il

Nel mondo ogni paese dotato di una forza militare può contare su un gruppo specializzato nato per risolvere le situazioni più intricate. L'Italia, per esempio, ha a sua disposizione le cosiddette "Teste di Cuoio", uomini addestrati e temprati fisicamente e mentalmente per affrontare i compiti più delicati, come le operazioni anti-terrorismo. Il settore videoludico si è dimostrato sempre attento nel rappresentare questa tipologia di squadriglie militari, cogliendone lo spirito in diverse produzioni e creando una sorta di sottogenere degli sparatutto in prima persona, ponendo spesso l'indice sulla strategia prima che sulle sparatorie: l'intera saga di Rainbow Six, prodotta da Ubisoft, è un fulgido esempio di questa particolare branca del genere appena evidenziato. Evitando il confronto diretto con tale "mostro sacro", molti sviluppatori hanno tentato delle strade alternative, differenziando i loro prodotti attraverso la ricerca di uno stile a volte decisamente più "arcade", fondendo in questo modo l'azione con un minimo di strategia, ma senza che quest'ultima risulti predominante. In questo modo chiunque sia alla ricerca di un qualcosa di diverso dal cliché "spara a tutto quello che si muove" può trovare pane per i suoi denti, senza per questo dover diventare un colonnello capace di pianificare strategie precise al millimetro.

TRE PERSONE, UNA SQUADRA

Nel prossimo futuro, nemmeno tanto lontano per inciso, un'organizzazione criminale transnazionale senza alcuno scrupolo cercherà di mettere tutto il pianeta "a ferro e fuoco", tentando di destabilizzare gli equilibri politici e sociali mondiali. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in una riunione a Mosca, risponde con le giuste contromisure a questo pericolo fenomeno. Tale riunione si conclude con la creazione di una squadra speciale pronta a tutto, costituita dai migliori soldati provenienti dai diversi angoli del pianeta. Questa squadra speciale prende il nome di SWAT: Global Strike Team e l'idea su cui si fonda è semplice: combattere il crimine senza confini con una forza d'intervento capace di rappresentare tutto il pianeta, senza alcuna discriminazione per le diverse nazionalità.
Il giocatore prende il controllo dei tre uomini più rappresentativi di tale squadra speciale, che corrispondono al nome di Mathias Kincaid, Anthony "TJ" Jackson e Kim Lee, avvenente fanciulla di origini cinese particolarmente abile con le armi a lungo raggio. Il signor Kincaid è il capo di questa squadriglia, chiamata con il nome in codice Tac-3 ed è il personaggio che più a lungo sarà sotto il diretto controllo del giocatore. Mathias è abile con le armi di qualsiasi tipo ed è capace di guidare al compimento della missione i suoi uomini, perché dotato del tipico carisma del leader, essendo quindi capace di stimolare i propri compagni e farli rendere al meglio. TJ è il "tecnico", personaggio che non può certamente mancare nell'immaginario militare: particolarmente abile con qualsiasi cosa disponga di un circuito elettrico, il signor Jackson si diletta con gli esplosivi di qualsiasi genere ed è l'uomo su cui contare nel caso un ordigno esplosivo rappresenti un ostacolo di un certo peso o per sbloccare "con la forza" una serratura altrimenti troppo resistente. Kim Lee invece è il cecchino del gruppo, una donna tanto avvenente quanto abile con un fucile di precisione e capace di risolvere le situazioni più intricate, quando magari il resto della squadra è bloccata da un assalto nemico che non può essere risolto frontalmente. Anche la signorina Lee è abile nel caso abbia a che fare con una porta un po' capricciosa, ma preferisce scassinarne la serratura piuttosto che buttarla giù con l'esplosivo.
Una fase fondamentale prima di intraprendere ogni missione è la scelta del giusto equipaggiamento. Questo particolare purtroppo riguarda soltanto il caposquadra, che può scegliere fra due diversi mitragliatori e un fucile per attacchi ravvicinati, oltre a diverse tipologie di granate, da quelle a concussione fino a quelle atte a disabilitare tutti i circuiti elettrici nei dintorni della deflagrazione, utile magari per creare un'po di oscurità quando c'è bisogno di infiltrarsi in una base nemica. Ogni personaggio è dotato quindi di un'arma letale e di una atta a non uccidere, caricata con tranquillanti. In ogni livello farà la sua comparsa un terrorista "speciale", evidenziato dal simbolo delle manette penzolante sopra il suo capo: attenzione, costui non va ucciso, ma va catturato vivo e per questo raccomandiamo di sfruttare l'arma non letale, che acquista utilità quasi solo in questo frangente. Ogni membro della squadriglia deve sottostare a un preciso codice morale e procedurale, secondo il quale, per esempio, alcuni terroristi vanno catturati vivi per essere interrogati; inoltre si dovrebbe solo rispondere al fuoco nemico, agendo solo dopo aver intimato ai terroristi di arrendersi. Questo codice morale influisce in maniera sostanziale sul punteggio attribuito al termine di ogni missione: l'utilizzo continuo e indiscriminato della forza bruta potrebbe penalizzare in maniera sostanziale lo svolgimento della missione.
La modalità principale del gioco, denominata Campaign, è piuttosto canonica e consiste nello svolgimento delle missioni in sequenza, con ben tre livelli di difficoltà a disposizione. Se a livello Rookie, il più basso del lotto, il giocatore è "sano come un pesce" e forte di una barra d'energia assai lunga, a livello Hard la situazione si fa molto più complessa e tre colpi ricevuti trasformeranno il nostro uomo in cibo per i vermi. Ben diversa è la modalità Time Attack, nella quale il giocatore deve completare le missioni con un rigido limite di tempo. Svolgendo la missione con il giusto criterio, per esempio arrestando i terroristi piuttosto che uccidendoli, aumenterà il tempo a disposizione e la possibilità di completare il compito con successo. La quantità di tempo a disposizione assai esigua insieme alla lunghezza di alcuni livelli sono un buon incentivo per applicarsi con tale modalità solo dopo aver completato il medesimo livello nella modalità principale, in modo da non fallire continuamente a causa del cronometro incalzante.

UN ASSALTO BEN CONCEPITO

Sotto il profilo tecnico SWAT: Global Strike Team si dimostra qualitativamente altalenante alternando livelli graficamente convincenti ad altri che lasciano a desiderare. Ad onor del vero gli ambienti non sono mai particolarmente ricchi di dettagli, ma danno un'ottima impressione complessiva di solidità. Elementari sono invece gli effetti di luce, troppo semplici per convincere appieno, mentre la fluidità è buona, con alcuni cali nemmeno troppo fastidiosi nelle situazioni più intricate ed affollate. La realizzazione dei menu di gioco e dell'interfaccia grafica è invece troppo spartana, mentre le animazioni sono convincenti e realizzate molto bene.
Dal punto di vista del sonoro la produzione di Argonaut Games PLC convince appieno per l'accompagnamento musicale e gli effetti sonori, mentre il parlato è un po' troppo ridotto, caratterizzato da poche frasi campionate.
L'interfaccia di comando è di buon profilo e l'azione è assai gradevole: con pochi e semplici comandi del joypad è possibile guidare i propri compagni ed impartire facilmente gli ordini, senza incappare in fastidiosi errori. SWAT: Global Strike Team supporta anche il controllo vocale, se si è provvisti della cuffia annessa nello Starter Kit di Xbox Live. Attraverso tale sistema è possibile comandare i membri della squadra attraverso delle frasi stabilite, semplicemente parlando al microfono. Nonostante l'idea sia buona, tale sistema non funziona a dovere e risulta molto meno opportuno rispetto al comando via joypad. Il problema fondamentale consiste nell'algoritmo di decodifica della voce del giocatore, che spesso e volentieri risponde in maniera negativa nonostante la pronuncia (inglese) della parola associata a un ordine sia stata eseguita in maniera esemplare. I programmatori avevano intuito tale problema, proponendo diverse frasi per ogni singolo comando, in modo che almeno una di questa fosse pronunciabile e riconoscibile perfettamente dal software: come già ripetuto precedente tale sistema non pare funzionare a dovere e risulta molto meno intuitivo del semplice joypad.
La gamma di missioni disponibili è decisamente ampia, ma la qualità di queste appare altalenante: alcune sembrano riuscite meglio rispetto ad altre. La primissima sfida, per esempio, è assai intrigante per atmosfera e realizzazione e consiste in un attacco ambientato in una banca: non originale certamente come ambientazione, ma pregevole nella sua realizzazione. Se tutte le missioni fossero state di tale tenore non ci sarebbe stato motivo di lamentarsi, ma non è andata così e il ritmo appare troppo blando e dilatato in alcune missioni, mentre in altre il bilanciamento è riuscito. La quantità di compiti da svolgere e i tre livelli di difficoltà garantiscono comunque un'ottima longevità.
In conclusione possiamo affermare che SWAT: Global Strike Team è un gioco tutto sommato ben realizzato, piacevole e adatto a chi cerca qualcosa di diverso dai soliti sparatutto in soggettiva. Chi è avvezzo però a questo particolare genere di giochi (dove le sparatorie s'accompagano a un pizzico di tattica) e cerca una sfida più corposa, magari ritenendo lo studio della strategia una parte fondamentale, è invitato a rivolgersi prima ad altre produzioni.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Argonaut Games PLC ha realizzato un buon prodotto, uno sparatutto in prima persona arcade con un pizzico di spessore e strategia. SWAT: Global Strike Team può contare su una buona atmosfera, su alcune missioni concepite con cura notevole e su di un sistema di controllo ben realizzato. I problemi invece risiedono in un aspetto grafico certamente migliorabile, nel sistema di controllo vocale mai all'altezza della situazione e nella qualità altalenante di alcuni livelli, realizzati in maniera forse troppo brusca e privi del ritmo di gioco rintracciabile nelle missioni meglio disegnate. Questi difetti comunque non penalizzano troppo quella che rimane una buona produzione, con alcuni punti decisamente validi. In fondo è assai pregevole l'idea di base, ovvero la creazione di uno sparatutto strategico simile ai capisaldi del genere, ma senza per questo avere la stessa complessità che potrebbe scoraggiare i neofiti. Il pregio di SWAT: Global Strike Team diventa quindi anche il suo possibile cruccio: chi è alla ricerca di qualcosa di difficile e magari si è già temprato con le produzioni più complesse troverà in SWAT: Global Strike Team una sfida magari troppo esigua. Chi invece non si è mai avvicinato al genere, per paura di dover studiare strategie troppo complesse e per il timore di ripetere all'infinito gli stessi compiti, troverà pane per i suoi denti in quello che è qualcosa di più di un semplice sparatutto.