Genere
Picchiaduro
Lingua
Giapponese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
2/4/2002

Tekken 4

Tekken 4 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
NAMCO
Genere
Picchiaduro
Data di uscita
2/4/2002
Lingua
Giapponese
Giocatori
2

Lati Positivi

  • E' sempre Tekken
  • Tecnicamente eccellente
  • Giocabilità mantenuta intatta

Lati Negativi

  • E' sempre Tekken
  • Fondali 3D sfruttati poco
  • Nuovo design discutibile

Hardware

Per giocare a Tekken 4 è necessaria una PlayStation 2 e relativa copia del gioco entrambi in versione giapponese, un joypad Sony o compatibile e una Memory Card (facoltativa) per salvare record, statistiche e personaggi. Tekken 4 supporta la modalità televisiva Progressive Scan, attivabile sui televisori compatibili premendo i tasti croce + triangolo al caricamento iniziale.

Multiplayer

E' supportato il gioco a due in contemporanea in modalità Versus (uno contro uno).

Link

Recensione

Tekken 4

Il gioco che per anni è stato uno dei simboli della PlayStation ricomincia il suo cammino su PS2 dopo l'episodio a parte Tekken Tag Tournament. Nuovi combattenti sono comparsi nell'arena, un vecchio rivale (Virtua Fighter) è tornato recentemente sul ring, tutto è pronto perché Tekken dimostri di non aver perso il suo smalto lungo la strada.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Quello che ne deriva è nell'aspetto una sorta di girotondo che non offre la libertà di movimento di Soul Calibur o Virtua Fighter 4, manifestando un limite strutturale rispetto a questi due titoli. La scelta di restringere lo spostamento in profondità potrebbe essere giustificata con una delle linee guida della serie: l'immediatezza. Mantenendo l'avversario sempre al centro dei nostri spostamenti, si evita infatti di disorientare il giocatore (soprattutto se non esperto) facendo in modo che gli attacchi vadano sempre a segno.

(NON) CAMBIARE PER MIGLIORARSI

Le caratteristiche sopra elencate rappresentano in sintesi quanto un appassionato della serie può trovare di nuovo all'interno di Tekken 4. A parte gli elementi già descritti, il sistema di combattimento rimane pressoché immutato dai precedenti episodi, che hanno sempre fatto della facilità di utilizzo la loro principale carta vincente. Due controlli per pugno destro/sinistro, due controlli per calcio/destro sinistro e parata automatica, lo schema-comandi entrato ormai nel background di ogni utente PlayStation ritorna in questo episodio con la piccola aggiunta dello spostamento (rotazione) in 3D eseguito premendo in alto o in basso. I tempi di esecuzione delle mosse, la forte importanza delle combo e degli attacchi improvvisi sono aspetti mantenuti quasi senza alcuna modifica, incluse le tanto amate/odiate juggle (i rimbalzi aerei con cui si possono concatenare più colpi in successione). Come già nelle vecchie edizioni è perfettamente normale in Tekken 4 vedere un personaggio scaraventato in aria e successivamente colpito due, tre, quattro volte in successione come a farsi gioco della forza di gravità. Questo aspetto, la cui efficacia è un valore totalmente soggettivo, rappresenta anche un grosso limite in fatto a equilibrio delle partite, dato che capita di dominare un incontro e successivamente veder sfumare la propria vittoria per colpa di una improvvisata (e spesso anche fortuita) Juggle. La presenza dei fondali in 3D non ha grande valenza sul gameplay come già capitato in altre serie per via dei limiti imposti al movimento in profondità. Usando parole più semplici, non possiamo scegliere dove andare all'interno di una specifica arena, trovandoci spesso nelle vicinanze di una parete per puro caso o come conseguenza dell'esserci arrivati dopo aver subito un colpo particolarmente cruento. Complessivamente, è giusto dire che oltre al lato prettamente estetico i "nuovi" fondali in 3D aggiungono poco/nulla alla giocabilità, non per una qualche loro mancanza, ma per via del sistema di movimento fin troppo legato alle tradizioni.
Passando alle note positive va sottolineato per l'ennesima volta quanto sia immediata la struttura della serie Namco, che permette in pochi minuti (addirittura secondi) di controllare un combattente e, nei momenti successivi, l'incontro. Ciò non significa che Tekken 4 sia esclusivamente un gioco da picchiatasti, anzi ai livelli di difficoltà più elevati la strategia viene fuori in tutto il suo splendore; intendiamo solo dire che il grado di complessità non raggiunge quello di altre produzioni, partendo proprio dal rivale per eccellenza Virtua Fighter 4. In più rispetto al titolo Sega, la produzione Namco evidenzia un'ampia dose di extra rispetto all'originale Arcade, opzioni interessanti anche per il single player (le modalità Story Battle e Tekken Force in particolare) e soprattutto una ricca serie di "veri" finali, realizzati come sempre in Full Motion Video, che riuniscono le varie parti del gioco in un ottimo prodotto per il mercato casalingo.

NAMCO SALE IN CATTEDRA

L'analisi tecnica di Tekken 4 potrebbe essere riassunta in una sola parola: eccellente! Come abbiamo anticipato all'inizio dell'articolo, Namco ha compiuto un lavoro di conversione praticamente privo di difetti che annulla ogni sforzo (visti i risultati, abbastanza trascurabile) profuso da Sega e dal team AM2 nel progetto Virtua Fighter 4. Partiamo dalla fase di pre-caricamento per segnalare la modalità video Progressive Scan, un aumento di risoluzione (solo per cavi component e televisori HDTV) che aumenta il dettaglio fino a livelli di nitidezza finora prerogativa delle sale giochi. Si continua, o meglio si torna, alle opzioni con l'Anti-Aliasing implementato ottimamente, che riduce al minimo la presenza di scalettature, elimina il flickering dello schermo e infine ripulisce i bordi dei personaggi, elevando l'impatto grafico complessivo quasi ai livelli di Dead or Alive 3, considerato giustamente il paradigma del settore picchiaduro in merito alla sole qualità estetiche.
Sia con i filtri attivi o disattivi, la fluidità non subisce alcuna variazione restando sempre e comunque ancorata ai 60 fotogrammi al secondo, in situazioni di totale tranquillità come nelle fasi più caotiche (per esempio quando una parte dello sfondo va in mille pezzi dopo l'impatto con un personaggio). Namco conosce la PlayStation 2, dicevamo, e questo fatto viene evidenziato anche da alcune chicche nella sezione effetti speciali. La realizzazione dell'acqua è eccellente, come diverse costruzioni poligonali che arricchiscono gli sfondi, tra cui spicca un aereo Concorde (con relativo aeroporto) descritto nei minimi particolari della sua stiva spalancata. Le animazioni, in massima parte riprese dal terzo capitolo e dall'edizione Tag, risultano più fluide e meglio concatenate in quanto a fotogrammi, e il passaggio da un colpo all'altro è ora generalmente più credibile e dettagliato, senza il fastidioso effetto "manichino" che alcuni movimenti lasciavano intravedere in passato. Alcune incertezze grafiche arrivano invece dal settore design e riguardano il nuovo look dei personaggi, non più rappresentati in stile realistico e stranamente più tarchiati rispetto alle vecchie edizioni. Alcune fisionomie appaiono inoltre poco curate in fatto a modellazione, con alcuni alti e bassi clamorosi tra l'uniforme principale di un personaggio e quella secondaria (Christie Monteiro per esempio). Solo discreta la parte sonora, che fa leva su alcune musiche abbastanza derivative ed effetti fin troppo silenziosi, che richiedono il bilanciamento dell'audio nelle opzioni per ottenere una buona sensazione di impatto dai colpi. Ad ogni modo la realizzazione tecnica si assesta su ottimi livelli per i motivi elencati in apertura, ovvero l'ottima pulizia video e una generale sensazione di professionalità nel modo in cui ogni parte del gioco viene presentata, non ultimi i brevissimi caricamenti tra un match e l'altro. L'eventuale acquisto, già scontato per i fan della serie, è più legato ai gusti personali e a questioni che cercheremo di approfondire nel commento.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Tekken 4 sta a Virtua Fighter 4 come Gran Turismo 3 sta a Ferrari F355 Challenge. Chi cerca la profondità assoluta in un picchiaduro e una curva di apprendimento da free-climbing, punti al titolo Sega. Chi invece mira al semplice divertimento e a un titolo da sfoderare spesso con gli amici, troverà pane per i suoi denti nel nuovo Tekken. La realizzazione Namco non mostra praticamente nessun problema sul versante tecnico e solo alcune indecisioni nella struttura, ormai legata a un sistema di gioco parzialmente superato dai concorrenti e talvolta anche frustrante (si veda l'argomento Juggle). Per contro, la semplicità dei controlli e l'enfasi sui riflessi sono vantaggi netti di Tekken 4 rispetto al titolo Sega per un giocatore occasionale, che non ha né il tempo né tantomeno la voglia di studiare un avversario per ore prima di scovarne il punto debole. Due scuole diverse, ora alloggiate nello stesso quartiere (la PlayStation 2), che coesistono fianco a fianco senza per questo doversi forzatamente annullare.