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Datasheet
- Produttore
- Namco Bandai
- Sviluppatore
- NAMCO BANDAI
- Genere
- Picchiaduro
- PEGI
- 16+
- Distributore Italiano
- Namco Bandai Partners
- Data di uscita
- 11/12/2009
- Data di uscita americana
- 24/11/2009
- Data di uscita giapponese
- 14/1/2010
- Lingua
- Sottotitoli
- Giocatori
- 2
- Prezzo
- € 46,99
- Formato Audio
- Stereo
Lati Positivi
- Controparte perfetta delle versioni domestiche.
- Grafica ai massimi livelli.
- Interazione ideale su PSP.
Lati Negativi
- Prezzo elevato.
- Non ha senso l'acquisto in caso di possesso di PS3 o X360.
Hardware
Multiplayer
Link
Potere ai piccoli!
Il Torneo del Pugno di Ferro va in onda su PSP!
Finalmente, i grandi fan di Tekken potranno portarsi sempre appresso la nuova edizione del Torneo del Pugno di Ferro, per non mollare mai l’addestramento. Perché, come ogni giocatore esperto sa, Tekken è un picchiaduro immediato da prendere in mano, ma difficilissimo da padroneggiare a livelli di eccellenza o, per dirla con i giocatori d’oltreoceano, “easy to play, hard to master”. Per questo è importante continuare a giocare, anche lontani dalle pareti domestiche. E più ci si allena e più Tekken diventa un’esperienza quasi zen, che permette la fusione tra azione e coscienza, trasportando in un flusso da cui potranno allontanarvi solo forti bastonate, e poi, e poi…
In miniatura
L’aspetto più sorprendente di questa mini edizione per PSP di Tekken 6 è l’assoluta fedeltà al modello di gioco delle versioni domestiche più importanti. Colpisce, in particolar modo, la resa grafica, non tanto in quanto a dettaglio, inevitabilmente sacrificato, quanto a fluidità. Il piccolo cuore computazionale di PSP gestisce infatti i combattimenti in maniera ineccepibile, tanto che non si nota alcuno scarto evidente passando dalla versione PS3, per esempio, a quella PSP. E sempre rispetto alle altre edizioni “maggiori”, è rimasto solo il meglio del gioco: quasi nessuno, infatti, si lamenterà dell’assenza della controversa modalità “Campagna”, e la modalità “Storia” compare già nel menu iniziale.
Questa si articola in quattro combattimenti, con lo scontro finale contro il temibile Azazel, il solito mostro che prosegue la sequela dei boss frustranti che da sempre contraddistingue la saga. Oltre alle classiche modalità offline (“Arcade”, “Sopravvivenza”, “A tempo”…), tra le sfide compare anche “Corsa all’oro”, una successione di incontri di 30 secondi ciascuno, in cui per ogni colpo inflitto si ricevono soldi che vengono detratti con i colpi subiti e ciò che conta è mantenere il saldo attivo allo scadere del timer. Questo è anche il metodo più veloce per raggranellare i quattrini che occorrono per personalizzare il proprio alter ego digitale. Anche in questo caso la selezione è limitata rispetto alle versioni “superiori”: non ci sono gli attributi (per altro funzionali solo nella modalità “Campagna”) e il campionario è ridotto in quanto sfumature e ammennicoli vari, ma i risultati sono comunque apprezzabili e, soprattutto, è possibile modificare il colore della divisa ufficiale in maniera più soddisfacente. A proposito di personaggi e abbigliamento, a risentire di più del calo di dettaglio sono i nuovi combattenti, come Lars, la cui armatura, adornata di una sbrilluccicante testa di leone nella versione in alta definizione, sul portatile di Sony sembra posticcia come un modello Playmobil. Mancano poi i costumi speciali realizzati dai vari mangaka, e, non da ultimo, le curve delle ragazze iscritte al torneo sono decisamente meno morbide, ma un vero maestro di arti marziali digitali deve riuscire a soprassedere a certe quisquilie.
Ovviamente anche gli scenari, pur composti su più livelli, sono piatti e privi di elementi atmosferici, ma per il resto c’è davvero tutto quello che serve e, soprattutto, i caricamenti sono rapidissimi (ancora più se paragonati agli interminabili trasferimenti di dati delle altre versioni) e si possono destinare 380 MB di scheda di memoria per l’installazione, velocizzando ulteriormente il passaggio da un combattimento all’altro.
Piccoli pestaggi
Per quanto riguarda i combattimenti veri e propri, la natura stessa del gioco (originariamente concepita per croce direzionale), che usa i quattro pulsanti frontali per gli attacchi e che consente la parata semplicemente evitando di premere i tasti, si adatta perfettamente all’interfaccia di PSP, croce di quasi tutte le trasposizioni dalla sorelle maggiori (PS2 e PS3). Considerata la tecnologia a disposizione, l’assenza più marcata è data dal supporto multiplayer online, a lungo termine fondamentale per mantenere vivo l’interesse di un tale gameplay. Mentre con le versioni domestiche è sempre possibile trovare online avversari umani contro cui confrontarsi (anche se di solito scappano dalla partita se le stanno prendendo), su PSP il multiplayer funziona solo con la connessione "ad hoc", in rete wireless locale. Manca inoltre la possibilità di scambiare e importare i dati tra la versione portatile e quella domestica, e non è certo una richiesta eccessiva, dato il prezzo del pacchetto. Il gioco, infatti, è tra i più costosi del catalogo PSP, ben 45 euro.
