Genere
Picchiaduro
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
ND

Tekken Tag Tournament 2

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Datasheet

Produttore
Bandai Namco
Sviluppatore
Bandai Namco
Genere
Picchiaduro

Lati Positivi

  • Grande quantità di contenuti
  • Possibilità di giocarlo come un Tekken tradizionale
  • Ricco di humour
  • Meccaniche profonde e interessanti

Lati Negativi

  • Modalità Laboratorio deludente
  • Ostico per il neofita

Hardware

Tekken Tag Tournament 2 è disponibile su PS3 e Xbox 360. Le uniche differenze tra le versioni consistono in tempi di caricamento marginalmente più lunghi sulla console Sony.

Multiplayer

Da uno a quattro giocatori, online e offline.

Modus Operandi

Abbiamo provato tutte le modalità offline e online a livelli di difficoltà superiori a Normal e giocato diversi match Versus online e offline. I codici review sono stati forniti da Namco Bandai.
Recensione

Insieme per la vittoria

In due si picchia meglio (ma non sempre).

di Alessandro De Vita, pubblicato il

Le peculiarità del sistema di gioco sono tante, tutte importanti, e non stupisce vedere come online, al momento, ci siano ben pochi giocatori in grado di sfruttarle, né il fatto che, nelle partite classificate, i pochi che hanno avuto modo di interiorizzare i vari sistemi Tag siano come squali in un mare di saporiti merluzzi. Senza addentrarci nelle pieghe del sistema di gioco (una disamina più approfondita delle varie sfumature è stata fatta in sede di preview), basti dire che il Tag System dona al “vecchio” Tekken una dimensione completamente diversa, andando però a incidere in modo netto sulla curva di apprendimento. Il gradino tra il giocatore occasionale e quello “da classifica” ci è in effetti sembrato così alto da rendere molto saggia, anche se apparentemente incongruente, la possibilità di godersi il gioco come un Tekken tradizionale uno contro uno. Ai giocatori meno competitivi, inoltre, farà piacere l’abbondanza di modalità offline, da una Battaglia Arcade completa di boss finale da esaurimento nervoso e deliziose sequenze finali in CG per ogni personaggio, a una Battaglia Fantasma che consente di sbloccare una gran quantità di contenuti, tra cui (ottima idea) i finali di tutti i personaggi. Torna anche il Team Battle (un po’ più lento di come lo ricordavamo, a causa del caricamento a ogni KO) e il Survival. Un ventaglio di possibilità che consente di far tutta la pratica necessaria, con il vantaggio di avere un grado per le modalità offline e uno per l’online.

Gli oggetti per personalizzare il proprio lottatore vanno prima sbloccati nel corso della Battaglia Fantasma o Arcade, e poi acquistati a suon di moneta (per ora virtuale) nel negozio apposito.   - Tekken Tag Tournament 2
Gli oggetti per personalizzare il proprio lottatore vanno prima sbloccati nel corso della Battaglia Fantasma o Arcade, e poi acquistati a suon di moneta (per ora virtuale) nel negozio apposito.

Chi aspirasse a interiorizzare le nuove meccaniche e dare un senso al titolo del gioco non dovrà solo abituarsi a un quinto pulsante (quello deputato al cambio, da usare con tempistiche e combinazioni specifiche per le varie tecniche di coppia), ma prima di tutto dovrà scegliere con attenzione il suo team. Non solo bisognerà saper usare i propri lottatori sufficientemente bene, ma bisognerà assicurarsi che questi siano in grado di interagire efficacemente in tutte le situazioni, dato che non tutti hanno a disposizione colpi adatti a proseguire efficacemente un Tag Assault o a sfruttare una Team Combo con la stessa efficacia.
Tenere in campo due lottatori senza sapere usare con proprietà le tecniche Tag, per capirci, equivale a far gareggiare Usain Bolt e Yohan Blake legati per una gamba. La presenza di due personaggi, che dimezza di fatto la barra di energia, diventa infatti solo ed esclusivamente uno svantaggio contro un giocatore altrettanto esperto che usi un singolo personaggio. Il che non vuol dire che il singolo sia in assoluto avvantaggiato: una volta fatte proprie le tempistiche più appropriate per eseguire il cambio (la regola d’oro, come in Street Fighter X Tekken è “mai cambiare fuori da una combo”) e compresi il loro costo in termini di energia da recuperare (la barra rossa) e la loro incidenza sull’energia recuperabile dell’avversario, il team guadagna un vantaggio considerevole rispetto al singolo. Se non è difficile capire perché nell’immediatezza del lancio sia così facile trovare “lupi solitari” o team dello stesso personaggio online, è meno chiaro se con i mesi questo problema si attenuerà. Diversamente, l’appeal di un gioco che ha il Tag nel nome ne uscirà alla lunga largamente ridimensionato.

Non tutti i personaggi vantano combo in grado di "legarsi" in modo efficace al Tag Assault iniziato dal compagno. Lunghe fasi di studio sono necessarie per creare un team ben assortito. - Tekken Tag Tournament 2
Non tutti i personaggi vantano combo in grado di "legarsi" in modo efficace al Tag Assault iniziato dal compagno. Lunghe fasi di studio sono necessarie per creare un team ben assortito.

HARADA’S LABORATORY
A fare da ponte tra il neofita e il giocatore di livello medio, negli annunci di Harada doveva essere la modalità Laboratorio, che purtroppo si è rivelata molto più scarna di come ci era stato fatto intendere. Di fatto, i cinque capitoli della “storia” di Combot e del suo svanito inventore Violet coprono per buoni tre quarti della loro durata degli aspetti del sistema di gioco che chiunque abbia mai messo le mani su un Tekken avrà da tempo interiorizzato, e quando il tutto sembra entrare nel vivo, con la spiegazione delle meccaniche del Tag… Fine, è stato bello, arrivederci e grazie.
Il potenziale sprecato è semplicemente enorme. Dalle Trial in stile Street Fighter IV a tutorial non diciamo su ogni singolo personaggio, ma magari su macrocategorie di lottatori, si poteva provare di tutto, e tutto sarebbe stato utile, vista l’ampiezza del parco lottatori e l’ulteriore livello di complessità dato dalle meccaniche Tag. E invece nulla. Ci sono peraltro diversi aspetti del sistema di gioco che il Laboratorio lascia passare completamente sotto silenzio, dall’Impeto Tag al Wall Tag, al Tag durante l’Ukemi e così via. Considerato che il Laboratorio doveva assumersi il compito al tempo stesso di Storia e di Tutorial, il fallimento non è cosa da poco, e se per quanto riguarda il primo aspetto non mancano i momenti esilaranti, tra orsi ballerini, panzuti Power Rangers e improponibili comparsate di Ryu e Ken, la comparsa della parola Fine indisporrà e sorprenderà molti. Terminata la sua funzione di tutorial, non rimane che ripetere le prove fino alla perfezione (o alla noia) per accumulare i crediti sufficienti a sbloccare tutte le tecniche di Combot e personalizzarne lo stile di lotta. Sempre meglio dell’atroce modalità picchiaduro di Tekken 6, ma se l’idea era di introdurre i neofiti alle meccaniche di gioco, l’esperimento è riuscito solo in misura irrisoria. A oggi, il ricorso a risorse online come le webseries LevelUpYourGame o Avoiding the Puddle rimane insostituibile per chiunque voglia passare dall’usare Eddy Gordo a una condizione più dignitosa dell’essere umano.

La possibilità di personalizzazione offerta dal gioco investe ogni aspetto dei match, dalla colonna sonora agli effetti grafici. Le nostre preferite? Le onomatopee da manga.  - Tekken Tag Tournament 2
La possibilità di personalizzazione offerta dal gioco investe ogni aspetto dei match, dalla colonna sonora agli effetti grafici. Le nostre preferite? Le onomatopee da manga.

IL MIO TEKKEN
Parlando di dignità, non si può non citare come, in ossequio a una apprezzatissima vena di follia che pervade l’intero gioco, ci si possa mettere in ridicolo di fronte al mondo combinando il proprio lottatore nei modi più improbabili: al pari di altri Tekken, si possono anche equipaggiare oggetti più o meno deliranti associati a un colpo particolare, ma ovviamente non si tratta di molto più che taunt. Certo, provocano danno, ma nessuno sarà tanto pazzo da incorporare una torta in faccia in una elaborata juggle. Si tratta di una possibilità assimilabile al lancio della rosa di Dudley in Street Fighter III Third Strike: la trollata definitiva per scatenare risse con gli amici in una serata birra-e-pad.
Le possibilità di personalizzazione sono discrete, ma dopo aver passato decine di ore a creare versioni alternative di personaggi degli anime e dei videogiochi in SoulCalibur V, non si può evitare di percepire il tutto come un po’ limitato. Considerato però che le possibilità di customizzazione sono – per espressa dichiarazione di Harada – l’unico campo in cui Namco offrirà nei prossime settimane dei DLC a pagamento, la decisione può anche risultare accettabile. Meglio gli occhiali e i costumi da bagno che i personaggi. D’altro canto, la possibilità “out of the box” di personalizzare la colonna sonora (Tekken Tunes) è molto più rilevante. Spiace solo che non sia possibile disattivare le personalizzazioni estetiche almeno in modalità Arcade per godersi i personaggi senza cappelli buffi, trombette e aure demoniache.

I costumi da bagno sono un altro dei preorder bonus, ma a differenza dei personaggi saranno disponibili a pagamento nelle prossime settimane. Tra i bikini e gli scenari solari del gioco, a tratti sembra di essere dalle parti di Dead or Alive. - Tekken Tag Tournament 2
I costumi da bagno sono un altro dei preorder bonus, ma a differenza dei personaggi saranno disponibili a pagamento nelle prossime settimane. Tra i bikini e gli scenari solari del gioco, a tratti sembra di essere dalle parti di Dead or Alive.

Nonostante una paio di occasioni perse e un paio di pesanti “caveat” per i non addetti ai lavori, le decine e decine di ore già buttate in ogni modalità di gioco di Tekken Tag Tournament 2 testimoniano come si tratti di un picchiaduro di ottimo livello. Se però Harada fosse andato fino in fondo nelle sue intenzioni di aprire il gioco a ogni genere di pubblico, invece di limitarsi a consentire a tutti di ignorare le novità togliendo il “Tag” da un gioco che il Tag lo porta nel nome, anziché avere di fronte un ottimo picchiaduro saremmo al cospetto di un vero e proprio capolavoro.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Ricchissimo di contenuti, tecnicamente pregevole, ricco di trovate divertenti, profondo e soddisfacente nelle meccaniche, ma ancora una volta ostico per il neofita e sciupone sotto rete. Il picchiaduro Namco Bandai è un grosso passo avanti rispetto a Tekken 6, e anche rispetto al primo Tekken Tag, ma poteva aspirare a ben altro.

Commenti

  1. Madison045

     
    #1
    Capitolo celebrativo di fine gen ne più ne meno...l ho acquistato al Day1 e mi diverte molto giocarlo!!
    Certo che per avere quel qualcosa in più dovremmo aspettare le prossime console casalinghe
    Buone botte virtuali a tutti :D
  2. crestorapper

     
    #2
    graficamente è migliorato di brutto,il gameplay mi sembra la solita cosa
  3. anthony0

     
    #3
    Si, confermo che per quanto riguarda la grafica abbiamo fatto 4 passi avanti. Per quanto riguarda ail gameplay invece sono contento sia rimasto lo stesso di sempre, è un gioco storico, se cambiasse qualcosa danneggerebbe solo il suo valore.
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