Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
48,58 Euro
Data di uscita
19/6/2002

The Elder Scrolls III: Morrowind

The Elder Scrolls III: Morrowind Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Bethesda Softworks
Genere
Gioco di Ruolo
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
19/6/2002
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
48,58 Euro

Hardware

Le richieste di sistema minime prevedono un processore Pentium III a 700 MHz e una scheda video accelerata con 32 MB di memoria, nonché una quantità di memoria che parte dai 128 MB. Inutile dire che un simile hardware non permette di godere pienamente del gioco, se non a risoluzioni minime (640*480) e limitando parecchi aspetti grafici. Si comincia a giocare bene su PC muniti di processore con velocità superiore ai 1000 MHz, 512 MB di Ram e dotati di una scheda GeForce 3 (o superiore) con 64 MB di Ram.

Multiplayer

The Elder Scrolls III: Morrowind non comprenderà alcuna modalità multiplayer

Link

Anteprima

The Elder Scrolls III: Morrowind

Dopo oltre sei anni di sviluppo l'atteso seguito di The Elder Scrolls: Daggerfall è in dirittura di arrivo, portando con se un carico di libertà d'azione e atmosfera. Una versione beta del gioco è giunta tra le grinfie di Nextgame.it: ecco quello che pensiamo di uno dei più promettenti giochi di ruolo in uscita. Il mondo di Morrowind è pronto ad accogliere i primi valorosi avventurieri!

di Stefano Castelli, pubblicato il

Al contrario, entrando in luoghi circoscritti come abitazioni e dungeon si assiste ad una brevissima sequenza di caricamento che di fatto rappresenta una separazione fisica tra due ambienti del gioco. In pratica la stessa identica struttura di caricamento che accompagnava le esplorazioni di Daggerfall è riproposta (salvo qualche lieve variante) in The Elder Scrolls III: Morrowind, con buona pace dei teorici del "continuous world". Un difetto? No, visto quanto poco la faccenda impatti sul game play vero e proprio: magari si tratta della dimostrazione che per ottenere un mondo ulteriormente vasto e complesso ci vuole ancora un po' di pazienza (e forse qualche passo tecnologico extra). Una serie di accorgimenti presi dal team di sviluppo riducono ulteriormente il feeling suddivisione in zone del gioco: ad esempio, rifugiarsi in un'abitazione per sfuggire alle guardie è comunque inutile visto che l'inseguimento procede senza intoppi anche all'interno della casa stessa.
La versione di The Elder Scrolls III: Morrowind testata per questo articolo presentava notevoli imprecisioni in questo ambito, come l'improvvisa scomparsa di inseguitori e l'onniscienza delle guardie che riescono a sorprenderci con le mani nel sacco (durante un furto) anche quando siamo praticamente invisibili e chiusi all'interno di una stanzetta deserta: si tratta di problemi già noti al team di sviluppo che sta lavorando alacremente (si spera) per eliminarli.

FILOSOFICAMENTE

Dunque, qual è lo spirito giusto con cui affrontare le sconfinate terre di Morrowind? Non si tratta certo di un videogame assimilabile a giochi come Baldur's Gate o Dungeon Siege che in un modo o nell'altro poggiano su uno "scheletro" più collaudato e tangibile, sebbene enormemente più restrittivo. Il termine più calzante per definire Morrowind proviene proprio dal "papà" del gioco, quel Todd Howard che in un'intervista rilasciata proprio a noi di Nextgame.it ha usato l'espressione "it's your fantasy playground".
La trama principale del gioco infatti non rappresenta che una minima percentuale di quanto The Elder Scrolls III: Morrowind ha da offrire, al punto che anche ignorandola bellamente e cominciando a vagare per conto proprio è possibile godere pienamente di questo videogame dalle tante sorprese, ancor più di quanto non si potesse fare in Daggerfall. La percentuale di gioco realizzato interamente a mano (e dunque non affidato a generazione casuale) è molto più alta rispetto al suo predecessore e questo si traduce in una grande quantità di dungeon ben strutturati, di città urbanisticamente elaborate e di missioni più concrete e soddisfacenti da portare a termine. Allo stesso modo, le componenti casuali dell'avventura riescono a variare molto le singole esperienze nel mondo di Morrowind, garantendo una rigiocabilità molto elevata, anche in virtù della possibilità di affrontare il gioco impersonando personaggi totalmente differenti tra loro.
Il concetto stesso di "esplorazione" acquista in The Elder Scrolls III: Morrowind un valore tutto particolare grazie alla vera necessità di scoprire anfratti e locazioni particolari di questo mondo virtuale, improvvisandosi veri e propri esploratori e venendo talvolta ripagati da scoperte molto soddisfacenti.
La cura riposta nella descrizione del mondo con tanto di miti e leggende favorisce l'immersione del giocatore che potrebbe persino vagare per le librerie di Morrowind in cerca di frammenti di chissà quale storia o leggenda di suo interesse.
I dialoghi con i personaggi del gioco sono gestiti in maniera molto semplice: selezionando determinati argomenti si ottengono informazioni più o meno precise che possono essere a loro volta approfondite selezionando eventuali parole "sensibili": tutte le nozioni particolarmente utili vengono salvate automaticamente nel diario del personaggio. E' molto bello vedere come la razza o l'aspetto del nostro personaggio incida sulle reazioni delle persone incontrate, facilitando o addirittura limitando le possibilità di interazione con gli altri (un personaggio umano di bel portamento viene considerato molto meglio di un elfo scuro o, peggio, di un orco).

UN PC SCHIAVIZZATO

Quando Todd Howard parlava di un videogame davvero "pesante" sotto il profilo tecnico non scherzava di certo: The Elder Scrolls III: Morrowind ha realmente bisogno di un signor PC per essere apprezzato in tutta la sua bellezza grafica. Quello che colpisce maggiormente in The Elder Scrolls III: Morrowind sono le ambientazioni: città, vallate, foreste, labirinti, tutto è reso splendidamente tramite un motore grafico molto versatile. Una citazione obbligatoria va diretta alla splendida resa dell'acqua nel gioco, una delle più belle viste in un videogame simile e dotata di un sistema di riflessi in tempo reale che lascerà probabilmente basiti parecchi giocatori.
Non si nota invece una particolare complessità poligonale dei personaggi e dei mostri del gioco, difetto probabilmente dovuto ai lunghissimi tempi di sviluppo che avrebbero richiesto un continuo aggiornamento dei modelli poligonali per rimanere al passo coi tempi. I volti dei personaggi umani in particolare appaiono molto imprecisi e poco convincenti, stonando decisamente coi volti più elaborati di elfi e altre creature. E' molto bello osservare come i vari componenti di vestiario modifichino l'effettivo aspetto del nostro eroe: l'enorme quantità di componenti differenti (pezzi di armature, vestiti e così via) consente di creare un proprio stile di abbigliamento che incide persino sull'interazione con gli altri personaggi del gioco.
Le texture presentano una qualità discontinua mantenendosi comunque su livelli di eccellenza molto lodevoli: nessun altro effetto grafico particolare è comunque individuabile , probabilmente per non appesantire ulteriormente una grafica già particolarmente "gonfia". Degni di nota sono anche gli effetti dei vari incantesimi, comprendenti delle belle esplosioni di luce e parecchie altre trovate, sebbene non si riesca a segnalare sotto questo aspetto qualcosa di veramente memorabile.
Sul fronte sonoro The Elder Scrolls III: Morrowind accoglie il giocatore con una buona quantità di ottime melodie tipicamente fantasy, accompagnate da ottimi stralci di doppiaggio e voci di digitalizzate di buona qualità. Parlando di gameplay vero e proprio deludono al momento le routine di intelligenza artificiale del gioco, davvero limitate e di fatto deludenti: si spera in un notevole potenziamento prima della pubblicazione del gioco vero e proprio.
Altri pesanti problemi di questa versione beta di The Elder Scrolls III: Morrowind risiedono in un certo sbilanciamento tra le varie abilità in dotazione al personaggio (alcune delle quali sono semplicemente troppo più utili e potenti delle altre) e nell'estrema semplicità con cui alcune di queste possono venire potenziate: tanto per citare un singolo esempio, la skill che regola l'utilizzo delle armature aumenta in proporzione al numero di colpi che il personaggio riceve, per cui basterà abbandonare per un paio d'ore il nostro eroe in preda agli assalti di un topo gigante (premunendosi di curarlo di tanto in tanto) per aumentare vertiginosamente il punteggio relativo a quel tipo di armatura.
Anche tenendo in debita considerazione i vari bug incontrati non si può fare a meno di constatare come The Elder Scrolls III: Morrowind stia mantenendo praticamente tutte le promesse fatte in questi lunghi anni di sviluppo: non resta che attendere ancora un paio di mesi per verificare se l'edizione completa del gioco sarà all'altezza delle aspettative. Le premesse per un grande successo ci sono veramente tutte.