Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
79.900 Lire (41,26 Euro)
Data di uscita
18/12/2001

The Fish Files

The Fish Files Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microids
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Microids Italia
Data di uscita
18/12/2001
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
79.900 Lire (41,26 Euro)

Lati Positivi

  • Realizzazione tecnica da applausi
  • Esilarante e demenziale
  • Impegnativo al punto giusto
  • Ricorda molto i classici del passato

Lati Negativi

  • Quache difetto patologico di ogni avventura grafica
  • Alla lunga qualche musica potrebbe stancare
  • Dialoghi a volte un po' banali

Hardware

Un Game Boy, Color o Advance non fa differenza, è quanto serve per giocare a The Fish Files, oltre ovviamente a una cartuccia del gioco. Nel secondo caso, però, non utilizzate la funzione di adattamento per lo schermo del nuovo portatile Nintendo: la resa grafica perderebbe molto del suo fascino.

Multiplayer

Non è presenta lcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

The Fish Files

Provate a calarvi nelle squame di un pesce tranquillo nella sua boccia d'acqua: è notte, tutti dormono, silenzio... il momento ideale per qualche salto fuori dall'acqua e mangiare qualcosina. All'improvviso entrano strani figuri, le mani rattrappite che si allungano... RAPIMENTO! E qui vi accorgete che avete la bocca, ma non potete urlare...

di Andrea Focacci, pubblicato il

Torna il gusto per le avventure che hanno accompagnato l'adolescenza di molti videogiocatori, torna l'interesse per le tipologie di protagonisti che hanno più volte imperversato sui nostri monitor. Solo per questa volta, provate a spegnere il televisore e la vostra PlayStation, trovate una poltrona comoda e magari una buona fonte di illuminazione, rilassatevi tirando un bel sospiro e accendete il vostro Game Boy Color: la vostra stanza si riempirà di nuovo di quella magia che i fan delle avventure LucasArts conoscono bene. E non crediate di partire con alcune pregiudiziali come il lato tecnico "datato": nell'era in cui il Game Boy Advance ha marcato un deciso spartiacque fra il vecchio e il nuovo, The Fish Files non è rimasto indietro...

LA BREZZA DEI GIORNI MIGLIORI

Le prudenze palesate in fase di anteprima, possono ora sciogliersi come neve al sole e l'esitazione nel richiamare in gioco vecchi colossi non può che essere minima: Zak McKraken e Day Of The Tentacle. Due mostri sacri dell'intrattenimento videoludico, certo... ma mai come in questo caso il paragone potrebbe essere più azzeccato: similitudini nel tipo di storia, schema di gioco classico e, nel bene e nel male, stessi pregi e stessi difetti. Ma andiamo con ordine.
Quando si parla delle avventure LucasArts la prima cosa a tornare alla memoria è forse l'incredibile demenzialità, strettamente imparentata con il surreale, che contraddistingueva più di una produzione: The Fish Files alza il sipario fra i corridoi di un bislacco college americano. Bislacco perchè il comitato di direzione, col fine di rendere più maturi e responsabilizzare i propri allievi, ha deciso di affidare a ogni studente un proprio pesce rosso, col compito di educarlo, mantenerlo e curarlo in tutto e per tutto!
Poteva quindi mancare la minaccia aliena? No, non poteva... e in una delle tante silenziose notti un gruppo di extraterrestri, stranamente simili ad enormi pesci, sbarcano sulla Terra decidendo che la fauna marina del college faceva assolutamente al caso loro. All'indomani mattina, il risveglio di Dante non è dei più piacevoli e il colpo che gli deriva nel non vedere più nella boccia il suo amato pesce e forse pari a quello di vedere l'amata Mary Angel in biancheria intima. Fritz, dal canto suo, sembra più preoccupato della birra della sera prima che si muove ancora come il mare in tempesta nel suo stomaco... ma da buon tedesco non è intenzionato a sopportare quest'affronto e insieme a Korsellos, "sbroccato" secchione con la puzza sotto il naso e la fissa per i ricordi di viaggio, decide di schierarsi al fianco di Dante per quella che sembra preannunciarsi come un'indagine piuttosto "originale".
Abbiamo parlato sino a questo momento di avventure grafiche e delle reminiscenze col passato. Obbiettivamente il genere non è forse più molto gettonato fra le schiere di giocatori dell'ultima generazione, e un breve ripasso non sembrerebbe dannoso: in ogni avventura bidimensionale "punta e clicca", il giocatore si trova solitamente a controllare un protagonista - tre a rotazione in questo caso - che per raggiungere l'epilogo dell'intera vicenda dovrà piuttosto frequentemente rapportarsi con situazioni e personaggi decisivi per il prosieguo del suo cammino. In ogni quadro sono infatti disseminati utensili e oggetti di varia natura la cui funzione più comune, prima regola fondamentale, non verrà quasi mai utilizzata per raggiungere un determinato scopo: raziocinio e buon senso sono fattori da escludere in questo tipo di avventure, cosa che oltre a essere fonte per più di una genuina risata può costituire anche una delle sfide decisive dell'intero titolo.
Oltre all'utilizzo dei vari oggetti, momento topico è anche costituito dall'incontro con ognuno dei personaggi di contorno inclusi nella storia: lo scambio di battute può essere a volte lungo, ma la giusta scelta delle frasi e delle domande da proferire può portare ad acquisire preziose informazioni dove addirittura a risolvere interi enigmi. Come ovvio nessuno sbaglio si paga a caro prezzo, in quanto il gioco sa attendere l'intuizione del videogiocatore: la scritta "Game Over" mai apparirà spietata sul vostro piccolo schermo.
In mezzo a tanta ilarità, questo tipo di videogiochi sa però includere piccole perle si satira che in passato hanno fatto la storia dei titoli più acclamati: così come in Zak McKraken si può ricordare la caricatura di uno sciamano professante la spiritualità, salvo poi accettare con non curanza anche carte di credito per il pagamento, i 7th Sense, talentuoso gruppo di sviluppatori italiano, ha saputo forse caratterizzare con sorprendente efficacia una riuscitissima parodia dei due protagonisti di X-Files, Mulder e Scully, abbattendoli dai clichè di perbenismo e formalità che la serie televisiva ha creato per loro.
The Fish Files oltre a queste piccole ma geniali trovate sa però offrire una storia che scorre via in modo divertente, costellata da colpi di scena e da macchiette cartoonesche esilaranti e fuori dal comune, evitando con accuratezza punti morti e mantenendo il ritmo sempre piuttosto serrato. L'assenza del fedele mouse non si fa sentire e, seppur con qualche difficoltà di adattamento iniziale e per la locomozione del personaggio nei vari quadri, la croce direzionale del Game Boy Color compie il suo dovere, così come l'interfaccia grafica ideata per l'occasione: un inventario illimitato sarà il contenitore per tutti i vostri oggetti che, a seconda del momento e delle vostre intuizioni, potranno essere combinati fra loro per ottenere una risultante adatta a risolvere una determinata situazione problematica. In alternativa gli oggetti potranno essere direttamente impiegati con uno degli elementi o dei personaggi presenti su schermo.
Se l'italico gioco eredita molti pregi dai precursori LucasArts, non è però immune da alcuni difetti tipici del genere: le vicende sono certamente comiche, ma l'eccessiva demenzialità è, a volte, un deciso ostacolo per la risoluzione di alcuni enigmi e ben presto nell'inventario andranno a trovare posto forse troppi oggetti contemporaneamente... Visto che il tempo è passato, i meno allenati alle avventure grafiche potrebbero trovare più di un intoppo, che rappresenta poi l'incubo di ogni fan di questo genere di giochi: già in titoli come Zak McKraken o Maniac Mansion non era raro bloccarsi a lungo su situazioni ed enigmi apparentemente insormontabili, ma la cui risoluzione era spesso condizionata da un nesso "poco logico" che sfuggiva o dal mancato avvistamento di un oggetto, magari dimenticato in una delle precedenti locazioni. Attenzione soprattutto a quest'ultimo caso, perché lo schermo del Game Boy Color è piccolo e il sistema di segnalazione adottato dal gioco non è molto appariscente (per usare un eufemismo).
Se resisterete alla tentazione di andare a caso e combinare oggetti con ogni cosa che vedrete su schermo (metodo più dannoso che utile) vi ritroverete fra le mani un'avventura dalla difficoltà ben calibrata, forse con qualche piccolo passaggio frustrante, ma che saprà accompagnarvi per un periodo più che soddisfacente.

RITORNO DI FIAMMA PER IL GAME BOY COLOR!

Come già ampiamente discusso in fase di anteprima, l'operato dei 7th Sense può definirsi sorprendente. Ottenere dall'obsoleto Game Boy Color, e dalle ristrette capacità delle vecchie cartucce, duemila colori a schermo e sprite dalle dimesioni così generose non è cosa di tutti i giorni: dal lato tecnico The Fish Files non sfigura nemmeno fra i titoli "Advance" più in voga e può essere, forse, considerato come il precursore su console portatili di nuova generazione per un genere che sembra di nuovo pronto a riscontrare i favori del pubblico. L'unico neo sul lato audiovisivo può essere forse rappresentato da qualche tema musicale un po' irritante alla lunga distanza e da un character design discutibile per qualche personaggio, ma alcune trovate sono comunque deliziose e non dimentichiamoci che si sta parlando di un prodotto a 8 bit! Ovviamente è previsto un sistema di salvataggio su cartuccia che darà la possibilità di immagazzinare i propri progressi.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
The Fish Files racchiude nella sua cartuccia Passato, Presente e Futuro. Passato, perchè il richiamo e l'ispirazione a titoli intramontabili, come il pluricitato in sede di recensione Zak McKraken, è innegabile sia nell'atmosfera sia nello schema di gioco. Presente, perchè il gioco dei 7th Sense è comunque il frutto di un gruppo di sviluppatori italiani, che ha saputo fare tesoro del proprio bagaglio videoludico per creare una storia divertente e piacevole oltre che un titolo dall'impatto tecnico semplicemente sorprendente per una console a 8 bit come il Game Boy Color. Futuro, ci auguriamo radioso per i 7th Sense che, con il loro videogioco, hanno inaugurato su console portatile un genere che, stando agli annunci dei programmatori, promette grandi cose. In defintiva, The Fish Files si rivela un'avventura grafica solida, divertente, tecnicamente sorprendente e duratura. Certo, alcuni difetti caratteristici del genere persistono, ma se hanno reso grandi i classici del passato... perché dovrebbero impedire a The Fish Files di diventare lui stesso un classico? Da comperare.