Genere
ND
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
15/12/2002

The Getaway

The Getaway Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
15/12/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Scontri a fuoco divertenti
  • Riproduzione stradale di Londra molto precisa
  • Scene d'intermezzo ottime
  • Grande doppiaggio
  • Atmosfera suggestiva
  • Buon impatto grafico

Lati Negativi

  • Alcune scelte di gameplay discutibili
  • Limitazioni tecniche nell'inquadratura
  • Sistema di puntamento non sempre impeccabile
  • Poco vario

Hardware

Per giocare a The Getaway c'è bisogno di una confezione originale del gioco, una PlayStation 2 PAL con relativo joypad Dual Shock 2 e una Memory Card da 8 MB con un po' di spazio libero. Il gioco può essere goduto in formato 16:9 attivando l'apposita opzione nel menu.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer

Link

Recensione

The Getaway

Prime luci del mattino a Covent Garden. Loschi figuri si affannano segretamente in strada come piccole formiche. Viene versato il sangue di una donna sul marciapiede. In lontananza, un bambino grida mentre una macchina si allontana fra lo stridere delle gomme. E' un crimine che getterà nel caos la malavita londinese, è un omicidio che cambierà la vita di due uomini molto diversi fra loro.

di Andrea Focacci, pubblicato il

La scelta migliore, però, rimangono le due pistole – una per mano – che oltre a donare un'insuperabile sensazione di "cattiveria" si rivelano anche le armi più precise del gioco.
Quanto riportato poco sopra deve essere preso in debita considerazione, visto che i nemici da affrontare saranno sempre molti e tenderanno spesso ad accerchiarci. In questo senso risulta particolarmente utile il sistema di controllo ideato dal Team Soho, forse un po' ostico all'inizio, ma decisamente pratico in seguito e che permette di inscenare scontri a fuoco molto realistici: con R2 si procede alla visuale libera, con R1 al puntamento automatico del nemico più vicino – che può essere cambiato con una leggera pressione dello stesso tasto; al pulsante Quadrato è affidato il compito di fare fuoco, mentre con il Triangolo si ripongono o si sfoderano le armi. Il tasto X è il vero centro poli-funzionale di The Getaway: nelle vicinanze di una parete è possibile appiattirsi al muro e sbirciare dietro l'angolo oppure, con la relativa combinazione di tasti, sporgersi e fare fuoco in modo repentino o sparare alla cieca mostrando unicamente la propria mano. Inoltre, durante il movimento, è possibile effettuare capriole o afferrare per il collo un nemico, con conseguente decisione di stritolarlo o sparargli alla tempia: ovviamente, scordiamoci che l'utilità di questa mossa raggiunga le vette di Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty o di Tom Clancy's Splinter Cell, tuttavia contribuisce a donare quel tocco di crudezza in più all'atmosfera generale. Sempre all'insegna del feeling cinematografico, durante l'azione non troveremo in The Getaway barre di energia o stima dei colpi rimasti, e nemmeno kit di pronto soccorso sparsi per i livelli in grado di curare istantaneamente. In questo senso, la scelta adottata dal Team Soho è stata molto originale: lo stato di salute del protagonista può essere intuito dalle macchie di sangue sul vestito o dalla camminata strascicata che presenta quando è al limite delle energie; in queste situazioni è sufficiente appoggiarsi ad un muro – cosa che avviene in modo automatico – e potremo lentamente recuperare energia. Anticipando i lati negativi del gioco, questa scelta si rivela come un'arma a doppio taglio: è sicuramente apprezzabile l'idea di fondo, ma il doversi fermare spesso per rifiatare contribuisce a rallentare non di poco il ritmo dell'azione.

COSA NON PIACE

I difetti principali di The Getaway possono essere ricondotti a tre tipologie essenziali: scelte nella struttura di gioco, varietà e limitazioni tecniche.
I primi, ovviamente, sono i più veniali ma non tardano a farsi sentire dopo qualche sessione di gioco. Il sistema d'indicazione stradale basato sulla freccia della macchina, infatti, alla lunga si rivela snervante: la cosa potrebbe essere pienamente apprezzabile per un cittadino di Londra che conosce la città come le proprie tasche, ma per un foresto non è troppo divertente girare a vuoto per minuti e minuti, con polizia e inseguitori aggressivi alle calcagna, solo perché si è mancato l'incrocio giusto o perché manca anche solo una piccola – e plausibile – mappa della città; un sistema sulla falsariga di quello adottato da Mafia: The City Of Lost Heaven sarebbe stato perfetto e perfettamente in linea con lo spirito voluto dai creatori del gioco. Anche il sistema di ripristino dell'energia ha le sue limitazioni, più che altro direttamente correlate ai problemi tecnici riscontrati dal gioco, che emergono in gran parte nelle sezioni a piedi e all'interno degli edifici. Non si capisce se per scelta o per costrizione, ma durante l'azione è impossibile ruotare liberamente la telecamera intorno al personaggio, se non utilizzando il tasto R2 che, però, effettua una lenta rotazione fisica del protagonista e non un semplice panoramica: ne consegue che la nostra visuale è zeppa di angoli ciechi, visto che l'unica cosa da fare è ruotare il personaggio e attendere il riallineamento della telecamera. Ma in questa situazione, soprattutto in ambienti stretti, è frequente finire a terra per un paio di colpi alla schiena provenienti da un nemico che non si è potuto vedere: non è possibile salvare nel mezzo delle missioni e spesso si è costretti a ripetere più volte lo stesso schema solo per mera sfortuna o perché, appoggiati in riposo ad un muro, non è stato possibile controllare l'arrivo di eventuali scagnozzi. Sotto quest'ottica non si capisce quanto avrebbe potuto danneggiare lo spirito del gioco almeno un indicatore di provenienza dei colpi, visto che si può finire di frequente in un lago di sangue solo perché non si è in grado di capire in fretta la posizione del nemico o perché ci si sporge non intenzionalmente da un angolo a causa del non fulmineo riallineamento dell'asse di movimento alla posizione della telecamera.
Lo stesso sistema di puntamento automatico non è esente da pecche, dato che spesso si sofferma su cadaveri già a terra o finisce per passare in modo indesiderato su persone parecchio lontane, lasciando per frazioni secondo letali piena libertà a qualche malavitoso a pochi passi dalla nostra posizione.
Per ultimo qualche appunto anche al sistema di salvataggio - che permette di ricominciare dall'inizio di ogni sotto-sezione, ma che memorizza fisicamente solo l'incipit della missione costringendo, in caso di fallimento prolungato, a dover affrontare tutte le fasi proposte, filmati compresi – e alla varietà di gioco: non siamo certamente ai livelli di Mafia e alla lunga, il protrarsi dello schema "sezione in auto – sparatoria a piedi", può stancare.

ALLA FINE DELLA STORIA

The Getaway è, a conti fatti, potenzialmente un ottimo gioco che però deve portare sulle spalle il peso di difetti purtroppo evidenti e innegabili. Un peccato, perché anche dal punto di vista visivo, il gioco Sony ha mostrato di essere solido e presente: tecnicamente la cosa migliore di tutto il gioco sono senza dubbio le scene d'intermezzo, frutto di intense sessioni di motion capture effettuate su interi set appositamente creati. Il risultato è un piccolo grande lungometraggio hard boiled di rara efficacia espressiva, soprattutto nelle movenze dei personaggi e nel coinvolto doppiaggio – davvero ottimo – realizzato per i vari dialoghi. Anche dal punto di vista poligonale il gioco mostra ottime cose, con un buon quantitativo di materiale su schermo, ottime rappresentazioni degli interni e sezioni all'aperto molto buone, seppur ridimensionate da texture non sempre all'altezza - che risentono dell'effetto blur di lontananza, applicato per diminuire il carico di lavoro dell'hardware – e da alcuni cali di fluidità nelle situazioni di traffico più affollate. In compenso, la palette di colore piuttosto spenta utilizzata, conferisce la concreta sensazione di essere alle prese con un film controllabile attraverso il nostro joypad. Lasciamo le considerazioni finali (o chiudiamo il cerchio se l'avete già letto) al nostro commento.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
The Getaway è un gioco più che buono che avrebbe potuto spiccare il volo verso un giudizio d'eccellenza, se non fosse stato appesantito da alcune scelte di gameplay e da limitazioni tecniche piuttosto evidenti. Il titolo Sony ha però il pregio di presentarsi come un piccolo grande lungometraggio interattivo (grazie anche alla spettacolare modalità Widescreen attivabile dai possessori di TV in formato 16:9), che non si limita unicamente a farsi guardare, ma che sa anche farsi apprezzare dal punto di vista ludico, grazie all'ambientazione coinvolgente e a un sistema di gioco – apparentemente ispirato a titoli come Mafia o Max Payne – che sa moderatamente divertire, soprattutto nelle sue sezioni a piedi. Alla luce di queste considerazioni, il rammarico per un sistema di inquadrature che penalizza l'azione di gioco e una scarsa varietà di fondo, unita a un sistema di puntamento non sempre impeccabile, non può che aumentare dinanzi a un titolo con tutte le carte in regola per svettare sopra la media delle altre proposte, ma che rimane invece ancorato a terra - su livelli qualitativi più che buoni, lo ribadiamo - per il peso di alcune scelte molto discutibili. Se vi piacciono i copioni "hard boiled" e le atmosfere cinematografiche, The Getaway saprà rivelarsi un'esperienza più che gradevole. Per il linguaggio e i contenuti violenti il gioco è fermamente sconsigliato a un'utenza non matura.