Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
14/6/2013

The Last of Us: Left Behind

The Last of Us: Left Behind Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment
Sviluppatore
Naughty Dog
Genere
Azione
Data di uscita
14/6/2013

Lati Positivi

  • Avventura emozionante e coinvolgente grazie al suo duplice arco narrativo
  • Offre un punto di vista tutto nuovo sulla storia originale
  • Graficamente sempre al top
  • Colonna sonora splendida

Lati Negativi

  • Dura troppo poco
  • Prezzo non in linea con la longevità dell'espansione

Hardware

The Last of Us è disponibile dal 14 febbraio in esclusiva su PS3 via digital delivery. Richiesti ben 5GB di spazio libero su disco.

Multiplayer

L'espansione di The Last of Us non offre modalità multiplayer.

Modus Operandi

Abbiamo completato l'avventura di Ellie e Riley in tre ore al livello di difficoltà più elevato, tentando di esplorare tutti gli scenari per trovare oggetti segreti. Abbiamo recensito il DLC su PS3 debug grazie al codice fornito da Sony.

Link

Recensione

Lasciarsi il passato alle spalle

Naughty Dog ci porta alla scoperta della storia di Ellie nel DLC di The Last of Us.

di Giovanni Marrelli, pubblicato il

Sono passati otto mesi dall'uscita sul mercato videoludico di The Last of Us, il capolavoro con cui Naughty Dog ha dimostrato nuovamente la propria maestria nella realizzazione di storie emozionanti e coinvolgenti, drammatiche ma anche tremendamente affascinanti. Della storia di Joel ed Ellie vi abbiamo già parlato a suo tempo nella nostra accurata videorecensione di The Last of Us per PS3, sebbene gli elogi si sprechino ogni qualvolta ci accingiamo anche solo a pensare a quello che l'esperienza di gioco ha scalfito dentro di noi. Difficile non attendere con trepidazione il lancio del primo (e purtroppo anche ultimo) DLC dedicato alla campagna single-player, che non solo approfondisce la storia di Ellie prima di conoscere Joel, ma in modo abbastanza sorprendente offre anche un punto di vista inedito sull'avventura che abbiamo già vissuto.

Al fine di evitare fastidiosi spoiler, ci limiteremo a confidarvi che The Last of Us: Left Behind viaggia su due linee temporali ben distinte, fra flashback e salti in avanti che si alternano in un sottile filo conduttore votato a farci scoprire, passo dopo passo, l'evoluzione caratteriale di Ellie. Da una parte l'adolescente innocente e a tratti infantile che sa ancora lasciarsi andare a sprazzi di vita "normale", dall'altra la giovane donna che si porta ormai sulla pelle i segni di una maturità forzata e il peso di una disperata lotta per la sopravvivenza. Ancora una volta, il team di sviluppo è stato bravo a non lasciar assolutamente trasparire l'esistenza di un duplice canovaccio, sorprendendoci con una cut-scene iniziale di forte impatto emotivo che ci immerge con forza nel vivo di The Last of Us.

DUE VOLTI DELLA STESSA ELLIE

Il pretesto del doppio arco narrativo ha permesso alla software house di giocare con le diverse sfumature del gameplay. Da una parte The Last of Us così come lo conoscevamo, dove la sola Ellie dovrà vedersela contro orde di infetti e gruppi di cacciatori nel mezzo di sezioni prettamente stealth in cui l'uso del coltello e dell'arco risultano fondamentali, con la solita necessità di costruire risorse per gestire gli scontri in costante inferiorità numerica con un minimo di tattica. Dall'altra, invece, abbiamo un gioco tutto nuovo e decisamente anticonvenzionale, in cui Ellie e la giovane amica Riley esplorano i tanti ambienti di un centro commerciale abbandonato, cercano di ricucire un rapporto logorato, ma in fin dei conti affrontano pochissimi momenti di vera azione. Il contrasto è netto e la tensione che aleggia perennemente nel presente viene smorzata in qualche modo dalle attività ludiche che Ellie vive nel passato con l'amica del cuore.

Sì, perché Left Behind è innanzitutto la storia del rapporto fra Ellie e Riley, quest'ultima tornata nella scuola militare di Boston dopo essere scomparsa per più di un mese in seguito a un litigio con la stessa Ellie. Nel corso di questo flashback, le due protagoniste si trovano ad affrontare azioni decisamente inconsuete per il mondo di The Last of Us, come fare a gara per chi riesce a rompere prima tutti i vetri di una automobile a colpi di mattoni, oppure nascondersi e cercare di colpire l'altra con il getto di una pistola d'acqua, o ancora immaginare di essere alle prese con un picchiaduro in una sala giochi riesumata nel centro commerciale, fare le facce sceme in una cabina per fototessere.

Left Behind è la storia di Ellie e Riley, e offre un approccio del tutto diverso a quello a cui eravamo abituati. Eccole pronte all'ingresso in una sala giochi dove provare un picchiaduro "immaginario". - The Last of Us: Left Behind
Left Behind è la storia di Ellie e Riley, e offre un approccio del tutto diverso a quello a cui eravamo abituati. Eccole pronte all'ingresso in una sala giochi dove provare un picchiaduro "immaginario".

ATMOSFERA MAGISTRALE

Ogni singolo dialogo fra Ellie e Riley (e ce ne sono di facoltativi in particolari sezioni che riveleranno aspetti molto importanti della trama del titolo originale), anche quello all'apparenza meno significativo, nasconde in realtà un tassello importantissimo per capire il background di Ellie e la sua evoluzione caratteriale in quella che è la storyline di The Last of Us.

A livello tecnico, Naughty Dog conferma tutto quanto di buono aveva mostrato con il titolo originale offrendo un comparto grafico che sfrutta ogni briciola di potenza dell'ormai vecchia PlayStation 3. Gli ambienti sono come sempre realizzati in modo eccellente e il motion capture utilizzato per le cut-scene e le animazioni di Ellie e Riley è di pregevole fattura, enfatizzato fra l'altro dalla bravura di due attrici come Ashley Johnson e Yaani King. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora curata nuovamente da Gustavo Santaolalla che rivisita le sonorità originali di The Last of Us, rielabora il tema e crea melodie emozionanti, attimi di tensione e panico, per poi tornare con un soave accompagnamento che ci tiene per mano nei momenti di gioco fra le due protagoniste. Il sodalizio fra la software house e il compositore argentino funziona alla grande e siamo sicuri che la collaborazione fra le due parti continuerà anche nel prossimo futuro.

In situazioni di pesante inferiorità numerica, conviene tentare di attirare gli infetti contro i cacciatori e aspettare che i clicker e i runner facciano il lavoro sporco al posto nostro. - The Last of Us: Left Behind
In situazioni di pesante inferiorità numerica, conviene tentare di attirare gli infetti contro i cacciatori e aspettare che i clicker e i runner facciano il lavoro sporco al posto nostro.

UN RICORDO CHE DURA TROPPO POCO

In qualche modo, la lunga attesa che ci ha separato dall'uscita di Left Behind e il prezzo di vendita avevano fatto ipotizzare una longevità leggermente superiore a quella dei comuni DLC finora apparsi sul mercato. Purtroppo, otto mesi non sono bastati per assicurare al team lo sviluppo di una storia che impegnasse per più di due ore abbondanti al livello di difficoltà più alto, tre al massimo se come chi scrive siete dei maniaci dell'esplorazione in ogni singolo angolo dello scenario. Il canovaccio di Left Behind si esaurisce davvero molto velocemente, proprio quando stavamo per prenderci gusto... troppo presto probabilmente per un DLC non certo economico e che, minigiochi a parte, non introduce nulla di nuovo nell'esperienza ludica del titolo originale.

Il che non è necessariamente un male, sia chiaro: difficile migliorare un capolavoro come fu The Last of Us, altrettanto difficile creare un prologo o una storia parallela alla trama originale senza scadere nel banale. E di banale, in Left Behind, non c'è assolutamente nulla: la storia di Ellie e Riley è decisamente emozionante, ricca di pathos e sfumature che impreziosiscono il bagaglio già di per sé vasto che abbiamo assimilato con The Last of Us, il gameplay mantiene l'ottima solidità e aggiunge dei momenti sì inconsueti per l'atmosfera generale, ma che ben si sposano nel contesto del DLC. Non mancano poi citazioni e riferimenti a ciò che la coppia Joel ed Ellie vivrà solo più tardi, aneddoti interessanti sui personaggi secondari. Insomma, Naughty Dog sa come raccontare una storia e lo dimostra ancora una volta con Left Behind, che vale sicuramente il prezzo del biglietto se non si fa caso alla sua breve durata.

Lo stupore di Ellie nel vedere in funzione la giostra nel centro commerciale rappresenta di sicuro uno dei momenti più emozionanti del DLC di The Last of Us. - The Last of Us: Left Behind
Lo stupore di Ellie nel vedere in funzione la giostra nel centro commerciale rappresenta di sicuro uno dei momenti più emozionanti del DLC di The Last of Us.

Già, perché come un film inedito al cinema necessita ormai di almeno 10-12 euro per una proiezione di due ore circa, allo stesso modo Left Behind narra una storia che non dura tantissimo ma di certo sa emozionare chi la vive, con colpi di scena dal fortissimo impatto che da soli potrebbero giustificarne l'acquisto. Tuttavia, se proprio dovessimo trovare un difetto nel DLC non andremmo certo a puntare il dito sulla durata, semmai sul prezzo: andare a infarcire ulteriormente la campagna sarebbe stato rischioso (sebbene crediamo che Naughty Dog avrebbe potuto espandere ulteriormente la trama in alcuni momenti), ma un target di 15 euro risulta forse eccessivo alla luce della longevità e del tasso di "rigiocabilità" davvero minimo. Che il prezzo poi sia un tantino elevato per spingere le vendite del Season Pass, beh, questo è un altro discorso...

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Lo abbiamo atteso con ansia e finalmente è arrivato: il DLC Left Behind va a scavare nel passato di Ellie e ci svela il suo rapporto con Riley, offrendo allo stesso tempo un punto di vista inedito sulla storia di The Last of Us. Tecnicamente il gioco mantiene gli elevatissimi standard che avevano già spremuto al massimo l'hardware di PS3, e a livello di gameplay ci sono davvero pochissime novità (minigiochi che esulano dal contesto generale) in quella che era già un'esperienza ludica perfetta. Left Behind è prettamente una storia che Naughty Dog vuole raccontare a modo suo, con colpi di scena, una tensione costante e un impatto emotivo unico nel suo genere. Peccato solo che il rapporto qualità/prezzo non sia ai livelli del gioco originale: per 15 euro, infatti, una durata di due/tre ore potrebbe non essere sufficiente per tutti.

Commenti

  1. ibracadaver

     
    #1
    Una delle migliori recensioni di Left Behind che abbia letto, mette in evidenza il vero significato del DLC segno che il recensore ha capito il senso del ritmo "spezzato" al contrario di qualche castroneria che ho letto in giro. D'accordo anche sulla critica al prezzo più che alla durata. L'unica nota che mi sento ti aggiungere è una forte perplessità sulla traduzione italiana: lasciando stare il doppiaggio a mio parere mediocre (e purtroppo nel complesso migliore rispetto agli erroracci di scelta delle voci della storia principale), alcuni adattamenti di modi di dire "volgari" sono stati fatti con gli stessi organi umani citati nelle esclamzioni, con picchi di stupidità come l'accostamento di due parole in fila davvero poco azzeccato.
  2. utente_deiscritto_116

     
    #2
    Fai un esempio pratico, che sono curioso. Alla peggio asterisca un po' :D
  3. ibracadaver

     
    #3
    DuffmanFai un esempio pratico, che sono curioso. Alla peggio asterisca un po' :D
    Ok ( :lol: ), li metto in spoiler per fare il professionale.
    Nel negozio dei travestimenti, "Suck my dick" diventa "Poi fare i pom***i ai cani" (credo dopo aver fatto tutta la serie di domande al teschio). Nella sala giochi hanno tradotto "Goddamn it" con "Diavolo merda", ce n'è un'altra simile del tipo "cazzo merda" ma non ricordo dove esattamente.
  4. ParadiseLost

     
    #4
    Grazie per i complimenti :-)

    Per la tua nota, concordo ma avendo giocato Left Behind in inglese (così come The Last of Us) onestamente non me ne sono proprio accorto, pardon :-(
  5. utente_deiscritto_116

     
    #5
    IMHO ci sta. Poi chiaro che a qualcuno sembrerà strano, perchè le imprecazioni sono quanto di più personale al mondo. Ma mi sembrano credibili nella resa della parlata della ragazzina media. Goddamn, tradotto letteralmente, sarebbe sembrato una roba da fumetto marvel anni 60. Non per fare l'esteta della coprolalia, ma in bocca al personaggio ca**omme**a è il minimo sindacale :D
  6. ibracadaver

     
    #6
    DuffmanIMHO ci sta. Poi chiaro che a qualcuno sembrerà strano, perchè le imprecazioni sono quanto di più personale al mondo. Ma mi sembrano credibili nella resa della parlata della ragazzina media. Goddamn, tradotto letteralmente, sarebbe sembrato una roba da fumetto marvel anni 60. Non per fare l'esteta della coprolalia, ma in bocca al personaggio ca**omme**a è il minimo sindacale :D
    Non chiedo una tradizione letterale che risulterebbe altrettanto errata, solo un adattamento al modo di parlare "normale". Non frequento ambienti gangsta rappah ma non ho mai sentito dire da nessuna parte "ca**o me**a". È un errore quantitativo più che qualitativo, hanno preso le due espressioni volgari più comuni e le hanno unite in questa combo poco felice.
  7. utente_deiscritto_116

     
    #7
    ibracadaverNon chiedo una tradizione letterale che risulterebbe altrettanto errata, solo un adattamento al modo di parlare "normale". Non frequento ambienti gangsta rappah ma non ho mai sentito dire da nessuna parte "ca**o me**a". È un errore quantitativo più che qualitativo, hanno preso le due espressioni volgari più comuni e le hanno unite in questa combo poco felice.
    Eh, apposta dicevo che è una roba superpersonale. Man mano che allarghi dalla cerchia di gente che frequenti al quartiere, alla città e alla regione, cambia un mondo intero di queste cose. A me per esempio è familiare. Per dire, da piccolo lo dicevo pure io ^__^'

    Una scelta giusta in assoluto, quando devi adattare e non tradurre semplicemente, non c'è.
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