Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
14/6/2013

The Last of Us

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Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment
Sviluppatore
Naughty Dog
Genere
Azione
Data di uscita
14/6/2013

Lati Positivi

  • Narrativamente straordinario
  • Colonna sonora incredibile
  • Intenso sia nella storia che nelle fasi giocate

Lati Negativi

  • Forse qualche lentezza e ripetizione di troppo
  • Il design penalizza un po’ l’impatto visivo
  • Doppiaggio italiano disastroso

Hardware

Il gioco, disponibile solo su PS3, non prevede installazione e supporta risoluzioni Full HD.

Multiplayer

Due modalità per un massimo di otto giocatori e sette mappe. Nelle prossime settimane sono attesi DLC di vario genere.

Modus Operandi

Abbiamo provato il titolo grazie a un codice review inviato da Sony insieme a un media kit contenente la colonna sonora. Il gioco è stato portato a termine al livello Difficile disattivando aiuti a schermo e Modalità Ascolto, e provato al livello Sopravvissuto e Normale con aiuti. Il multiplayer è stato testato (tra mille difficoltà date dai server ancora non popolati o pienamente stabili) in entrambe le modalità.

Link

Video Articolo

Armi non convenzionali

Quando la vita è appesa a un filo.

di Alessandro De Vita, pubblicato il

Apprezzabile anche il fatto che il potenziamento delle armi (anche qui: poche, ma ben differenziate) non porti mai ad avere il “fucilazzo di fine di mondo”. Questo sia perché in una singola partita appare difficile che si possa potenziare tutto (non a caso è presente una gradita opzione New Game+), sia perché, come osservato nel nostro precedente articolo, il gioco non è “Uncharted con gli zombie”. L’erraticità del mirino, la scarsità delle risorse, la gittata tutto sommato ridotta delle armi, fanno sì che invariabilmente il Clicker o il predone che ci stanno assalendo richiedano un colpo in più di quanti se ne hanno a disposizione. Da cui il momento di panico, e il passaggio al corpo a corpo o alla fuga precipitosa. “Viscerale”, come dicono i PR.

Oltre alle armi, potenziate tramite il reperimento di pezzi di ricambio, è possibile incrementare anche le abilità di Joel, alimentate da ben più rare pillole. Con l’eccezione del potenziamento della Modalità Ascolto, che si poteva tutto sommato evitare, visto che da sola ha già un raggio ben oltre il ragionevole, non si tratta mai di abilità risolutive, quanto piuttosto di un qualcosa che concede una briciola di possibilità di sopravvivenza in più: persino l’abilità che sacrifica un coltello per salvarsi dall’abbraccio mortale di un Clicker va attivata con una finestra di tempo che nel panico del momento non è affatto semplice da cogliere. In ogni caso, nel corso della nostra prova, siamo arrivati a potenziare due terzi scarsi delle abilità.

Le ambientazioni non sono mai troppo diverse da scenari urbani disastrati e boschi tornati per contrasto rigogliosi a causa dell’assenza dell’uomo. Solo un paio di fasi nell’ultimo terzo di gioco fanno eccezione. - The Last of Us
Le ambientazioni non sono mai troppo diverse da scenari urbani disastrati e boschi tornati per contrasto rigogliosi a causa dell’assenza dell’uomo. Solo un paio di fasi nell’ultimo terzo di gioco fanno eccezione.

Tutto quanto il sistema di gioco e le sue atmosfere sono conservate nel comparto multiplayer, impostato sul principio del “poco ma buono”: più che solleticare i gusti dei giocatori, la modalità multiplayer di The Last of Us, chiamata Fazioni, cerca di distinguersi dalla massa con una serie di tocchi originali e piuttosto indovinati, e con scelte che non forzano troppo la mano alle premesse narrative della lotta per la sopravvivenza. Scelta una delle due fazioni in lotta (le Luci o i Cacciatori), sarà necessario proteggere e far crescere il proprio gruppo per 12 settimane raccogliendo cibo (leggi: facendo punti). In questa sorta di ARG persistente, ogni match giocato conta come un giorno, e un punteggio mediocre a fine partita si tradurrà in membri del clan affamati, ammalati o morti. Anche le meccaniche delle due modalità offerte, Caccia alle Risorse e Sopravvissuti, sono piuttosto originali, legate come sono alle premesse di scarsità di risorse della Storia, e alla necessità di reperire e gestire i pezzi necessari alla creazione o all'acquisto di armi e munizioni. Nella prima, in particolare, al contrario di quanto farebbe istintivamente un giocatore, è cruciale accumulare armi, munizioni e approvvigionamenti prima dell’inizio della fase di combattimento vera e propria, evitando ove possibile di arrivare allo scontro frontale e cercando al tempo stesso impedire che il team avversario prevalga nella “corsa agli armamenti”. Una divisione dei compiti in scout, difensori e attaccanti risulta quindi cruciale quanto la scelta dei potenziamenti adeguati al proprio ruolo e l’utilizzo accorto della Modalità Ascolto, qui opportunamente rimodulata e depotenziata con l'introduzione di vari potenziamenti a fare da contrappeso. I ritmi lenti, l'elevata mortalità, l'imprevedibilità degli scontri rendono l'esperienza molto originale, ma non sarebbe stato male avere un po' di scelta in più. In particolare, siamo stupiti dall'assenza di una modalità cooperativa contro la IA, vista la struttura del gioco, e di una modalità come Sopravvissuti strutturata a squadre. Non c'è dubbio che i DLC copriranno molte di queste falle, ma la perplessità rimane.

QUEL CHE RESTA DENTRO

Per quanto risulti di tutta evidenza come nel complesso l’esperienza di gioco ci abbia stregati, non avrebbe senso sorvolare sui margini concreti di miglioramento che il gioco offre: se tecnicamente il gioco gira su una versione potenziata del motore grafico di Uncharted 3, che offre un livello di dettaglio e di pulizia grafica considerevole, è indiscutibile che i paesaggi, per motivi strettamente narrativi e di ambientazione, risultino meno vari e piacevoli delle esotiche avventure di Nathan Drake: edifici diroccati, magazzini bui e strade invase dalle erbacce costituiscono un buon 90% delle ambientazioni del gioco, e non si prestano particolarmente a far cadere la mascella del giocatore. Altrettanto dicasi per una regia che si concentra comprensibilmente sui personaggi (con forte uso di primi piani), in contrasto con le carrellate spettacolari ed eccessive legate alle scene clou dei vari Uncharted. Tanto è minimalista The Last of Us, in sintesi, quanto era bombastico e caciarone Uncharted.

Gli scenari cambiano in corrispondenza delle stagioni, ciascuna delle quali corrisponde a determinati capitoli. Il gioco si svolge nell’arco di quasi un anno. - The Last of Us
Gli scenari cambiano in corrispondenza delle stagioni, ciascuna delle quali corrisponde a determinati capitoli. Il gioco si svolge nell’arco di quasi un anno.

Il tutto ha un senso, intendiamoci, e l’incredibile modellazione dei volti consente di apprezzare comunque il titolo dal punto di vista tecnico, ma difficilmente l’avventura di Joel ed Ellie verrà ricordata come il lavoro più spettacolare del team californiano. Qualcuno potrebbe anche storcere la bocca su qualche lentezza di troppo nello sviluppo del gioco, anche se il tutto si traduce in una lunghezza fuori dal comune (la nostra partita, portata avanti a livello Difficile, segnava più di 20 ore al termine), e nella tendenza a ripetere alcune meccaniche esplorative (come la necessità di traghettare Ellie su un bancale) un po’ troppo spesso. Segnaliamo anche con un certo stupore, visti i precedenti di Sony e la caratura del titolo, un doppiaggio italiano che stupisce in negativo sia per la scelta delle voci (Joel è completamente fuori parte, e suona quasi coetaneo di Ellie) che per battute saltate e un mixaggio a tratti incomprensibile, con voci di personaggi distanti un metro che a volte sembrano provenire da un tombino distante chilometri. Detto questo, siamo comunque, come osservato, in un quadro di eccellenza. Narrativamente, come fascino e intensità, non fatichiamo a inserire The Last of Us tra i lavori migliori di questa generazione. Se serviva una svegliata a Capcom riguardo al significato di Survival Horror, e sul fatto che tra i cani che irrompono dalla finestra e la deriva da action movie del venerdì sera ci sia un mondo di possibilità da esplorare (avendone le capacità), beh, eccola qui.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Un titolo di straordinario fascino e intensità che riesce nella non facile impresa di offrire una giocabilità solidissima associata a un comparto narrativo e tecnico impeccabile. La proverbiale esclusiva per cui vale la pena comprare una console.

Commenti

  1. ParadiseLost

     
    #1
    Mi hai convinto, mio al day one!
  2. jinroh

     
    #2
    Solo una parola quindi: C-A-P-O-L-A-V-O-R-O!!
    Naturalmente è sottointeso che sarà mio al day one!
  3. Lagialos

     
    #3
    Credo che sarà il primo gioco per cui spendo 70 euro interi e che comprerò al day one o nei giorni immediatamente successivi.
    Comunque avete fatto molto bene a trattare della difficoltà, dato che la demo anche a normale risultava particolarmente ostica nell'ultima fase.

    Una curiosità: quanti GB occupa se acquistato in digital delivery dal PSN?
  4. die81

     
    #4
    solo io non vedo la videorecensione?
  5. eziokratos

     
    #5
    E io sbavoooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  6. JanosAudron89

     
    #6
    Gran gioco, una domanda: si può selezionare il doppiaggio originale??
  7. Duffman

     
    #7
    Allò: Video uppato, ma questo lo vedete da soli ^___^'

    Quanto al doppiaggio, nella copia review sì, era possibile ogni combinazione di doppiaggio e sottotitoli. Non garantisco sia lo stesso nelle varie versioni retail, però.
  8. ParadiseLost

     
    #8
    Ascoltare il doppiaggio in inglese e poi tornare a quello italiano è come ricevere un pugno in un occhio. Agghiacciante, come direbbe Crozza
  9. Ema-boy

     
    #9
    Ci sto giocando da una mezz'ora... che fottuto capolavoro!
  10. razzaromana

    #10
    ema quindi e stato gia rotto il day1?dove lo hai preso?
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