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Datasheet
- Produttore
- Sony Computer Entertainment
- Sviluppatore
- Naughty Dog
- Genere
- Azione
- Data di uscita
- Fine 2012
Oltre le apparenze
Un elefante in un angolo. Chiamato Nathan Drake.
Se da un lato la reputazione di Naughty Dog ha indubbiamente aiutato The Last of Us ad imporsi istantaneamente come uno dei titoli più interessanti del prossimo futuro, nonostante la diffidenza del mercato per le nuove serie e l’assenza di informazioni concrete circa le meccaniche di gioco, dall’altro quella stessa reputazione può ragionevolmente indurre alcuni a temere un banale riciclo del gameplay di Uncharted in un contesto diverso. In altre parole, verrebbe lecito sospettare che The Last of Us non sia altro che un “Uncharted con gli zombi” e personaggi diversi. Ma osservando attentamente il trailer e soprattutto chiacchierando con gli sviluppatori, i timori di riciclaggio evaporano rapidamente. Quel trailer, innanzitutto, dice più di quanto una visione distratta possa suggerire. “Ogni sua sequenza è stata girata con il preciso intento di offrire un indizio circa le dinamiche di gioco”, rivela Bruce Straley senza aggiungere altro. Al di là di questo, è il rapporto fra i due personaggi e più in generale il racconto della loro storia ad assumere un ruolo di primo piano nelle ambizioni che muovono lo sviluppo di The Last of Us.

GIOCANDO CON LE EMOZIONI
Prendendo ispirazione da produzioni cinematografiche come 28 Giorni Dopo e I Figli Degli Uomini, nonché televisive come The Walking Dead, l’idea è quella di creare un’esperienza di gioco che esplori il rapporto che lega i due protagonisti, che faccia sentire il giocatore emotivamente coinvolto nelle loro vicende e che in ultima istanza dia un senso più profondo alle proprie azioni. “Il tema della sopravvivenza serve per aumentare la pressione sui personaggi”, spiega Straley. “Ovviamente ci sarà della strategia, perché è un gioco, ma quello che ci interessa esplorare è come si vivrebbe e ci si relazionerebbe con gli altri in circostanze estreme come quella descritta da The Last of Us”. Per offrire un esempio, Straley fa riferimento al rapporto fra Drake e Tenzin in Uncharted 2, e a come il legame instaurato fra i due durante le fasi nella cava di ghiaccio dia un senso emotivamente più profondo ai drammatici eventi che seguono nel villaggio tibetano. “Il nostro obiettivo è praticamente quello di estendere quel genere di dinamica lungo l’arco di tutto il gioco”, conclude. “L’obiettivo ultimo di Joel e Ellie non è così importante per noi”, aggiunge Neil Druckmann. “Il viaggio è più importante, ciò che attraversano è più importante, chi sono l’uno per l’altra è più importante”. Insomma, altro che “Uncharted con zombi”.

