Genere
Azione
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
49,90 Euro
Data di uscita
31/8/2003

The Lost Vikings

The Lost Vikings Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Vivendi Games
Sviluppatore
Blizzard Entertainment
Genere
Azione
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
31/8/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
49,90 Euro

Lati Positivi

  • Molto Divertente
  • Riuscito mix di azione e strategia
  • Effetto "ancora un livello e poi smetto"

Lati Negativi

  • Un'unica modalità di gioco
  • Lo stesso, identico gioco di unidici anni fa
  • A volte un po' frustrante

Hardware

Per giocare a The Lost Vikings serve un GameBoy Advance (classico o SP) e una cassetta di gioco. Non serve altro, perchè il gioco non predeve multiplayer.

Multiplayer

The Lost Vikings non prevede modalità multiplayer.
Recensione

The Lost Vikings

Nelle nevi e nei ghiacci del profondo nord tre fratelli vichinghi fanno tremare tutta la Scandinavia... Il primo fa della fuga la sua arma vincente, il secondo non è in grado di difendersi nemmeno da un ragazzino dotato di fionda, il terzo non è in grado di uccidere nemmeno una formica... Eppure messi insieme formano un esercito formidabile in grado di mettere paura perfino a un'astronave piena zeppa di alieni!

di Alessandro Billeri, pubblicato il

La macchina da guerra perfetta non esiste, ma i tre fratelli vichinghi di The Lost Vikings sono sulla buona strada per incarnarla. Certo, se tutte le loro qualità fossero concentrate in un'unica persona forse sarebbe stato meglio, ma mamma li ha fatti così...

SIAM TRE PICCOLI VICHINGHIN...

Con The Lost Vikings ci troviamo di fronte a un curioso "action-puzzle game" a livelli, nel quale i tre personaggi, dotati di caratteristiche e di abilità completamente differenti tra di loro, dovranno aiutarsi a vicenda per raggiungere la fine di ogni mappa. I livelli presentano similitudini con quelli dei giochi di piattaforme, anche se sono meno complessi e articolati rispetto alla media dei titoli di questo genere. La storia prende il via quando i tre fratelli vengono rapiti da una astronave extraterrestre in cerca di campioni di vita aliena: non sanno gli ingenui "marziani" con chi hanno a che fare! Certo, i livelli saranno costellati di trappole, ostacoli, nemici per niente disposti a farsi da parte, ma la nostalgia di casa renderà inarrestabili i nostri amici vichinghi. Di fatto i tre rappresentano i protagonisti necessari per risolvere i puzzle che troveremo disseminati lungo i livelli e le abilità dei fratelli, più che essere complementari, sono necessarie per la sopravvivenza anche nelle azioni più elementari. Erik, il "piccolo" della situazione è agilissimo e velocissimo, è in grado di saltare sulle piattaforme e di sfuggire ai nemici con la semplice velocità; è però praticamente indifeso e inoffensivo in combattimento. L'unica arma a disposizione di Erik è la sua velocità che, una volta lanciato, gli permette di abbattere a testate muri e nemici; il rovescio della medaglia è che resta a terra illeso, ma tramortito per qualche secondo, alla totale mercé di un nemico sopravvissuto. Olaf, il guerriero, è un maestro nell'uso della spada e dell'arco, ma è completamente incapace di difendersi. E' il personaggio meno versatile dei tre, in quanto sa solo combattere, ma in compenso la sua opera è necessaria in innumerevoli situazioni. Baleog, il gigante, tanto affamato quanto tonto, è il personaggio più interessante: il bestione trasporta un gigantesco scudo che lo rende praticamente invulnerabile e gli permette di proteggere anche i fratelli. Lo stesso scudo sollevato sopra la testa di Baleog diviene una piattaforma sulla quale può salire Erik per raggiungere oggetti troppo in alto, anche per lui. A dispetto della mole il vichingo, usando ancora una volta il suo prodigioso scudo sollevato sopra la testa come paracadute direzionale, è in grado di planare dolcemente attraverso dirupi larghissimi o saltando da altezze impraticabili per i fratelli. "Dulcis in fundo" il gigantesco vichingo, accoppiato con Olaf - che può attaccare gli avversari nascosto dietro lo scudo - diventa un autentico carro armato attaccabile solo da nemici in grado di saltare.

... SIAMO TRE FRATELLIN

E' immediato rendersi conto che portare alla fine tre siffatti personaggi è un compito che va ben al di là della difficoltà di un "platform" tradizionale. La prima cosa da fare è "capire" come completare il livello e se teniamo conto che il livello deve venir esplorato (non è presente una mappa da consultare con comodo) l'operazione si rivela meno banale del previsto. Sovente comprendere alla perfezione il livello ci lascia comunque ben lontani dal risolverlo, visto che l'insieme di combattimenti, salti, corse sincronizzate per evitare gli ostacoli spesso si rivela la parte più ostica del gioco. I tre vichinghi, in generale, vanno usati nei tempi e nei modi previsti dai game designer; in caso eccezionale può succedere che la velocità di Erik ci permetta di recuperare una chiave evitando lunghe sezioni di combattimento, ma normalmente c'è una sola soluzione per ogni problema che ci viene posto.
I nostri amici hanno tre "punti vita" ciascuno: se uno di loro li perde tutti e tre, ovviamente muore e il livello non viene interrotto ma, naturalmente, non potrà più essere completato. I "punti vita" possono essere perduti con cadute da grandi altezze, attacchi di nemici o nell'impatto con ostacoli particolarmente pericolosi. Ci sono nemici o eventi (cadute nell'acqua o nel magma, ostacoli particolari, blocchi di pietra che cadono dall'alto) che uccidono direttamente i nostri vichinghi, indipendentemente dalla quantità di punti vita. Gli avversari hanno un'intelligenza artificiale assolutamente elementare (quando vedono il nostro personaggio iniziano ad attaccarlo), non rappresentando la minima difficoltà se affrontati nel modo giusto; in effetti gli ostacoli difficili sono quelli che uccidono direttamente i nostri personaggi, ne consegue che se finiamo il livello, spesso lo faremo con tutti i personaggi al massimo dei "punti vita".
Sparsi nel livello, talvolta ben nascosti, talvolta abbandonati in bella vista, si trovano oggetti che possono "potenziare" i nostri vichinghi: si va da uno scudo che assorbe un punto di danno, alle frecce infuocate per Baleog, al cibo che permette di ripristinare i punti vita. Tali oggetti non sono usati all'istante in cui vengono raccolti, ma possono essere messi da parte e anche scambiati tra i vichinghi: purtroppo il bilanciamento del gioco fa sì che tali oggetti raramente si mostrino indispensabili e, visto che non possono essere portati dietro all'avanzamento di livello, di solito non ci preoccuperemo troppo di trovarli. Senza aspettare il commento, anticipiamo subito che il gioco nel suo complesso è divertentissimo e soffre della sindrome "un altro livello e smetto", e questo nonostante talvolta i livelli si rivelino decisamente frustranti (tra capire come finire un livello e finirlo effettivamente possono intercorrere anche una quindicina di tentativi). Da rimarcare i tocchi di classe quali le animazioni dei vichinghi lasciati a sé stessi o le prese di giro tra di loro all'ennesima ripetizione del livello o addirittura i commenti sarcastici nei nostri confronti se non riusciamo a portarli alla fine.

DA UN PASSATO LONTANO

I più "maturi" avranno notato che ci troviamo di fronte all'ennesima conversione di un gioco da Super NES che risale a oltre dieci anni or sono. Bisogna dire che dal "porting" di un gioco abbastanza famoso come questo ci aspettavamo di più, non tanto dal punto di vista tecnico (abbiamo visto che è molto difficile sbagliare il porting da un Super NES a un, ben più potente, GameBoy Advance) quanto dal punto di vista di impegno e "gadget" offerti. La più immediata osservazione è che non c'è stato il minimo tentativo di adattare almeno i comandi: il pad del Super NES aveva quatto tasti più i grilletti, quello del GBA ne ha due più i grilletti, e i due tasti "mancanti" sono emulati attraverso la pressione, non sempre agevolissima, di un grilletto più un tasto. Niente di grave, se non fosse che di fatto era veramente possibile fare tutto con soli due tasti ottimizzando un po' i comandi.
Il gioco originale per Super NES prevedeva inoltre un salvataggio a password, mentre quello per GameBoy Advance dispone di un più agile salvataggio con batteria tampone su più slot (anche se non è possibile scegliere su quale slot salvare: si possono condurre più partite parallele, ma non una partita con più salvataggi). La cosa grave, probabilmente la più grave di questo gioco, è che esiste un'unica modalità di gioco che, come se non bastasse, prevede solo la possibilità di andare avanti. Un livello già terminato è completamente perso per il giocatore se non iniziando una nuova partita da salvare in un nuovo slot. Sarebbe stato interessante se il gioco avesse previsto una modalità che comprendesse la possibilità di rigiocare un livello finché non si fossero trovati tutti i bonus, o ancora meglio una modalità "a tempo" visto che il tipo di gioco si adatterebbe perfettamente a una scelta del genere. Naturalmente se per qualche motivo restate bloccati e non riuscite a terminare un livello... non avete i salvataggi vecchi e nessuna altra modalità di gioco...

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Che cosa ci dispiace? L'ennesima dimostrazione che si è voluto sfruttare un successo storico del Super NES su GBA senza fare il minimo sforzo per premiare gli utenti che acquistano un gioco di undici anni fa a prezzo pieno. Ma proprio senza fare il minimo sforzo, né nei comandi, né nelle modalità di gioco! Alla luce di questo appare un danno anche il salvataggio a batteria piuttosto che a password. Che cosa ci piace? Il gioco è divertentissimo e "prende" molto, nonostante qualche livello un po' frustrante e, quindi, bloccante. E' tutto abbastanza ben bilanciato e finire un livello dà una discreta soddisfazione. Purtroppo la longevità è limitata a finire l'avventura, perché dopo non avrete voglia di ricominciare da capo. Un "Must"? Forse no, a causa della limitatezza dell'unica modalità di gioco, ma se non vi turbano i difetti limitanti del porting, che non intaccano l'ottima meccanica di gioco dei singoli livelli, non vi pentirete dell'acquisto.