Genere
Sparatutto
Lingua
Manuale in italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
19/10/2007

The Orange Box

The Orange Box Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Valve Software
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
19/10/2007
Lingua
Manuale in italiano
Giocatori
18

Lati Positivi

  • Il meglio di Valve Software degli ultimi tre anni
  • Team Fortress 2 è una droga multiplayer
  • Portal è un piccolo gioiello di cui si tornerà a parlare in futuro
  • Half-Life 2, Episode One ed Episode Two giocabili d’un fiato
  • È un vero affare

Lati Negativi

  • In inglese, solo in manuale è in italiano
  • Portal è tanto bello quanto corto

Hardware

Per degustare il completo menù di The Orange Box nell'edizione provata è necessaria una confezione originale del gioco e una console Xbox 360 munita di relativo pad. All’interno della raccolta sono presenti Half-Life 2, Half- Life: Episode One, Half-Life Episode Two, Portal e Team Fortress 2, tutti già recensiti sulle nostre pagine. Ogni gioco è accessibile e giocabile separatamente grazie al menù di selezione presente nella schermata principale della raccolta.

Multiplayer

L’unico titolo a supportare pienamente il multiplayer all’interno di The Orange Box è Team Fortress 2, con mappe appositamente create su console per sedici giocatori. La modalità principale vede i giocatori combattere per una serie di punti di controllo: una squadra li difende e l'altra deve riuscire a conquistarli entro un tempo prestabilito; in alternativa è presente una sola mappa Capture the Flag ma Valve è già all'opera per fornire nuove mappe nei prossimi mesi.

Link

Recensione

Guardiamo dentro all’Orange Box

La scatola arancione più preziosa nella storia dei videogiochi.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Come direbbe un Antonio Lubrano d’annata, guardando la copertina di The Orange Box, la domanda nasce spontanea: per quale motivo si dovrebbe procedere all’acquisto dei cinque titoli presenti nella confezione e raccolti per l’occasione da Valve Software? Le risposte sono molteplici e ognuna di esse basterebbe da sola per convincere eventuali acquirenti dubbiosi.

IL MEGLIO DI HALF-LIFE 2

Anzitutto, l’indiscutibile qualità dei titoli proposti nella raccolta. Per chi non avesse ancora avuto l’occasione di avvicinarsi alla saga di Half-Life, quella rappresentata da The Orange Box è un’opportunità che sarebbe delittuoso lasciarsi scappare: oltre all’originale Half-Life 2, infatti, all’interno della raccolta sono presenti anche i susseguenti Episode One ed Episode Two – entrambi già recensiti su queste pagine – capitoli successivi dalla durata più contenuta (circa cinque ore per il primo, otto per il secondo) ma che riprendono la narrazione dei misteri legati a Gordon Freeman e alla controversa City 17 laddove erano stati lasciati, oltre a mostrare i progressi tecnologici fatti da Valve Software negli ultimi tempi (texture più definite e illuminazione dinamica in tempo reale assai più particolareggiata). Un’esperienza single player complessiva di circa una ventina d’ore e che conferma tutt’ora, a distanza di anni, Half-Life 2 come uno dei migliori sparatutto in prima persona presenti sul mercato, anche a livello grafico.

UN SUCCESSO CHE DURA

Cosa ha reso possibile tale successo duraturo? Sicuramente il grande impianto narrativo allestito da Gabe Newell e soci: City 17 è incredibilmente viva e pulsante, i suoi cittadini caratterizzati da una mimica facciale all’avanguardia e personaggi ricchi di fascino e misteri controversi, che invogliano il giocatore a non abbandonare mai il pad alla ricerca di continue risposte. Il ritmo non viene mai a noia e, proprio quando sembra che la situazione stia per diventare stagnante, un colpo di scena improvviso cambia le carte in tavole e mette nuova carne al fuoco, sia che si tratti di nuovi dettagli sulla vicenda, missioni con mezzi di trasporto o di una nuova arma a disposizione – mai sentito parlare del Gravity Gun, ovvero il fulcro dei tanti enigmi “fisici” a base di Havok presenti in Half-Life 2? Infine, l’intelligenza artificiale del gioco è tutt’ora una delle migliori viste in un titolo di questo tipo. Insomma, una serie sempre emozionante.

E PER CHI AMA IL MULTIPLAYER?

Con The Orange Box, Valve Software ha pensato anche agli amanti del gioco multiplayer che, se sulle prime potrebbero essere rimasti delusi per la mancata inclusione di un classico come Counter-Strike, hanno la possibilità di divertirsi alla grande con Team Fortress 2, sparatutto dal gusto retrò basato sul Source Engine e ambientato nell’omonimo universo. Il gioco si basa su nove classi di personaggio, ognuna con i suoi pregi e i suoi difetti, che permettono non solo di mettere a proprio agio ogni tipo di giocatore, ma anche di incentivare il lavoro di squadra: l’unico problema è rappresentato da una certa ripetitività delle mappe, ognuna delle quali ancorata a una precisa tipologia di gioco.

LA CILIEGINA SULLA TORTA

Chiude la carrellata di questi cinque giochi forse quello che rischiava di passare inosservato ma che, a conti fatti, si è mostrato un piccolo gioiello di gameplay e originalità. Nonostante la sua estrema brevità – circa un’ora di gioco – Portal ha infatti il pregio di introdurre il concetto di “portale” all’interno dell’universo di Half-Life, consegnando al giocatore un’arma in grado di piegare lo spazio a proprio piacimento: oltre a presentare enigmi di grande eleganza, Portal ha il merito di aver aperto nuovi orizzonti a livello di giocabilità. Idee che, siamo pronti a scommetterci, finiremo per incontrare nel futuro Half-Life 3, se non prima.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
The Orange Box propone il meglio della brillante produzione Valve Software degli ultimi tre anni: una raccolta che vale tutti soldi che costa.