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- Nuovo
€ 9,01
Datasheet
- Sviluppatore
- Tale of Tales
- Genere
- Avventura
- Distributore Italiano
- Steam
- Data di uscita
- 19/3/2009
- Lingua
- Inglese
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- € 7,90
Lati Positivi
- Un passo importante verso la maturazione dei videogiochi
- Spinge continuamente alla riflessione
- Ambientazione affascinante
Lati Negativi
- Non esiste un vero e proprio tasso di sfida
- Fisica delle collisioni appena abbozzata
- Animazioni un po' grezze
Hardware
Multiplayer
Link
Riti di passaggio
Alla scoperta della foresta di Tale of Tales.
La storia di qualunque forma d'arte è scandita da opere dell'ingegno che tutt'oggi riteniamo fondamentali, di svolta, in grado di ridefinire i confini del mezzo utilizzato e rivoluzionarlo, imporre nuovi linguaggi o anche solo porre nuove domande. Il videogioco The Path, sviluppato dal minuscolo team di Tale of Tales, ricade a pieno titolo nella categorie delle opere di cui sopra, e il suo essere "indipendente" per natura non fa che mettere in luce la sconfortante uniformità cui sono soggette le produzioni ad alto costo dei grossi publisher. Dovremmo, del resto, ormai esserci abituati a vedere uscire gemme di valore straordinario dal mondo degli sviluppatori indipendenti, basti citare i recentissimi casi di Braid e World of Goo.
larghezza di vedute
La prima questione che The Path pone al giocatore è quella delle sue abitudini, di ciò che ritiene essenziale e ormai assodato per poter dire di trovarsi di fronte a un videogioco; per esempio, la presenza di un obiettivo a cui tendere nella speranza di ottenere un premio (una nuova armatura, soldi da spendere, un achievement, qualunque cosa); o di un percorso più o meno prestabilito all'interno del quale avanzare superando delle missioni. Avrete iniziato a intuire che per giocare a The Path non serve mettere in campo nessuna delle abilità "tradizionali" nei videogiochi: il tasso di sfida, per come viene comunemente inteso, non esiste, anche se ciò non significa che manchi una sfida in generale, tutt'altro.
Provando a descrivere The Path attraverso le categorie consuete, ne verrebbe fuori un ritratto alquanto bizzarro, qualcosa tipo "gioco in cui è richiesto di perdere per sei volte di fila, trasgredendo l'unica regola base che viene dettata all'inizio, costringendo una serie di personaggi a subire un'aggressione, forse anche a sfondo sessuale, da parte di altrettanti sconosciuti". Aggiungete dettagli a caso, per esempio la giovanissima età delle sei vittime e il fatto che si tratti di donne, e otterrete un buon punto di partenza per un pezzo scandalistico in cui tuonare contro la violenza nei videogiochi.
cappuccetto rosso
Il tessuto narrativo confezionato da Tale of Tales si esprime attraverso i pensieri di sei personaggi protagonisti, sei ragazze (due poco più che bambine, due adolescenti e due quasi-donne) che intraprendono la strada che porta a casa della nonna ma, perdendosi nel bosco, fanno un "brutto incontro". Il palese riferimento a Cappuccetto Rosso si inserisce brillantemente nel filone gotico in cui ricadono alcune riletture moderne di opere classiche come Alice nel Paese delle Meraviglie e le fiabe dei fratelli Grimm, ma è sotto la soglia dello stile che bisogna guardare per trovare il vero valore di The Path, che da Cappuccetto Rosso ha spremuto soprattutto la morale, arricchendola e completandola in modo originale e fantasioso.
La prima edizione della fiaba di Perrault, datata 1697, non prevede infatti nessun boscaiolo o cacciatore che intervenga, alla fine, tagliando la pancia del lupo e salvando sia la nonna che la bambina: un finale tragico che The Path condivide con il suo lontano antenato e, anzi, moltiplica di numero, offrendoci sei diverse letture stracolme di pathos ed eleganza.
la foresta proibita
La morale di Cappuccetto Rosso, come esplicitata dallo stesso Perrault, è che le ragazze devono stare molto attente a dare confidenza ai "lupi", specie quando si presentano sotto mentite spoglie e dall'apparenza mite. Un elemento importante, però, anche e soprattutto nel gioco, è quello della trasgressione: la protagonista sa che non deve allontanarsi dal sentiero eppure lo fa, ed è proprio questa dimensione che viene maggiormente esplorata da The Path, grazie ai tanti oggetti che è possibile trovare in mezzo agli alberi e che scatenano solitamente reazioni e pensieri diversi nelle sei protagoniste: una televisione accesa, una ragnatela, una siringa, una lattina di birra e tanti altri simboli che, man mano che esauriamo le nostre sei "vite", concorrono a dipingere un quadro che ha come soggetti alcuni sentimenti umani in cui è impossibile non rispecchiarsi, dai più infantili - com'è giusto trattandosi anche di bambini - a quelli tipici della maturità.
Nel riempimento dell'inventario (comune alle sei ragazze) si colloca anche la dimensione più prettamente ludica di The Path: la cui foresta è disseminata di 144 fiori luminosi da raccogliere e strutture di ampie dimensioni - riconoscibili per l'improvvisa saturazione dello spettro cromatico - che costituiscono solitamente il "teatro" in cui avviene l'incontro con i lupi. L'unico personaggio non giocante con cui è possibile interagire è un'altra ragazza che, di bianco vestita, si aggira correndo tra gli alberi; non è sempre agevole raggiungerla ma nel corso di una partita ce ne viene spesso data l'occasione. La sua reazione alla nostra vista sembra dipendere da quale delle sei protagoniste stiamo impersonando ma se riusciamo a farci prendere per mano ci riaccompagnerà sul sentiero di casa.
psichedelia della paura
Il modo in cui Tale of Tales ha efficacemente caratterizzato la sua "macchina emotiva" è quello tipico dell'horror, espresso soprattutto nel comparto sonoro e grazie ad alcuni accorgimenti che amplificano ancor di più il senso di disagio nel giocatore, abituato agli schemi soliti dei giochi d'azione e avventura: basti pensare alla ridicola velocità della camminata, a cui qualcuno cercherà di rimediare sfruttando la funzione di corsa e subendo il perfido meccanismo che oscura gradualmente la visuale e costringe a fermarsi di continuo per "prendere fiato"; se non altro, però, il ritmo pacato è utile a non lasciarsi sfuggire preziosi dettagli e oggetti da raccogliere.
L'interfaccia che dovrebbe aiutare a orientarsi rientra perfettamente nello spirito beffardo di questa produzione, che con la sua quasi inutile funzione di mappa (appare casualmente ogni tanto, per pochi secondi, ed è spesso poco visibile) non consente di avere che una vaghissima idea della direzione intrapresa; tutto l'impianto di gioco, del resto, non fa che rendere altamente probabile l'eventualità di perdersi, e la mappa serve solo a dirigersi verso i punti inesplorati evitando di "battere" sempre le stesse porzioni di mondo. In realtà anche il senso di smarrimento è relativo dal momento che per ciascun personaggio è fin troppo facile trovare la tana del lupo ed è il giocatore a decidere se starne alla larga per un po'.
lupi mannari
Smarrito, giusto per restare in tema, l'entusiasmo iniziale di trovarsi di fronte a qualcosa di profondamente "nuovo", The Path rivela man mano la sua natura di gioco al contrario, di efficace rimescolamento delle carte in tavola per spiazzare il giocatore e portarlo sulla strada della riflessione anziché dell'azione automatica; se in un qualunque videogioco tendiamo a lodare la fluidità dell'azione e la facilità con cui si entra in sintonia con le meccaniche di gameplay, per The Path sembra quasi sia necessario forgiare categorie nuove, tanto è distante il tipo di esperienza che offre. Eppure, nonostante il suo ostinato "remare contro", si rivela sempre più un piccolo capolavoro da cui è difficile staccarsi fino al finale, raggiungibile comunque con facilità e in poche ore senza pretendere di raccogliere tutti i fiori e gli oggetti disseminati per il bosco.
Alla fine, quando le ragazze sono tornate tutte a casa, chiudiamo con la sensazione di aver sollecitato stati d'animo che non avevamo mai nemmeno sfiorato giocando a un videogioco; e il bello è che non sono stati necessari filmati in CG di qualità cinematografica, né personaggi dalle incredibili animazioni facciali o avventure con decine di missioni e personaggi con cui interagire: un bosco, qualche oggetto sparpagliato e una serie di frasi è tutto ciò che The Path ha da offrirvi; eppure è tantissimo.

