Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
19/5/2004

The Suffering

The Suffering Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Midway Games
Sviluppatore
Surreal Software
Genere
Azione
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
19/5/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Ottima atmosfera
  • Buon set di controlli
  • Adatto ai fan delle tinte forti...

Lati Negativi

  • ... assolutamente sconsigliato ai giocatori più giovani
  • Graficamente migliorabile

Hardware

Per giocare avrete bisogno di una confezione originale di The Suffering, di una console Xbox PAL e di un joypad. Sono supportati i salvataggi su Hard Disk o Memory Unit e la modalità video PAL60, da attivare su televisori compatibili.

Multiplayer

Nessuna modalità multigiocatore da segnalare.

Link

Recensione

The Suffering

L'orrore paranormale di Midway Games è popolato da assassini, creature immonde e oscure maledizioni. In questo mondo sanguinolento il detenuto Torque combatte una duplice battaglia per annientare le belve demoniache che lo vogliono morto e sopravvivere alla propria coscienza macchiata di sangue. Mettete a letto i bambini, è ora di entrare nel carcere di Abbott State.

di Stefano Castelli, pubblicato il

Oltre a muoversi ed attaccare, Torque è in grado di saltare, aggrapparsi a elementi del fondale ed eventualmente arrampicarsi su sporgenze o scale: può inoltre spostare casse e blocchi di materiale, nonché interagire con molti elementi dell'area di gioco come monitor, armadietti, telefoni e tanto altro.

AD ARMI PARI

The Suffering è un videogioco molto "graduale" nel suo sviluppo. Inizia in maniera misteriosa e incomprensibile e poi, strato dopo strato, si mostra al giocatore e lo fa parte di una trama semplice ma efficace, rendendolo partecipe di eventi passati ed esplicitando via via significati e contesti. La dualità di personaggi e ambientazioni è forse il fulcro della spirale di violenza del gioco: assassino o eroe, punizione o vendetta, salvezza o perdizione totale, l'ago si muove spesso da un estremo all'altro.
Tutto questo si rispecchia chiaramente nello stile del gioco vero e proprio: Torque è prima un prigioniero, poi un fuggitivo e poi ancora una preda e un cacciatore. Dopo il primo paio di ore che paiono votate alla pura sopravvivenza del personaggio ci si lancia quindi in uno scontro continuo con le creature che infestano la prigione (nonché la vita di Torque stesso), fronteggiandole con un orrore pari se non addirittura superiore. Una battaglia strettamente fisica, continua, che si svolge tra un colpo di pistola, un affondo e un'artigliata: la generosità degli scenari nell'offrire armi e munizioni è un chiaro sprono verso questo continuo massacro. Per la maggior parte del tempo Torque sarà ricoperto dal sangue dei suoi nemici, al punto da risultare spesso indistinguibile dai suoi assalitori e forse maggiormente spaventoso. Parlando di spavento è impossibile non citare le orribili creature che infestano il penitenziario, veri e propri capolavori di contorsione mentale e malignità.

Disegnate dallo studio Stan Winston (responsabile, tra gli altri, di effetti speciali ammirati in film come Predator o Aliens), le creature che incontrerete in The Suffering sono frutto di un design che sembra analizzare dolore e sofferenza per incarnarli poi in figure grottesche e letali. Corpi contorti crivellati di siringhe, arti mozzati che terminano in armi da taglio, torrette di carne da cui spuntano armi da fuoco: sono solo alcuni degli esempi delle diciassette creazioni infernali che ostacoleranno l'avanzata di Torque, uno dei bestiari meglio riusciti che ci sia capitato di osservare negli ultimi mesi.
Oltre all'aspetto così azzeccato, le creature in The Suffering propongono anche un comportamento infido e pericoloso: non si limiteranno ad affrontare Torque faccia a faccia, bensì tenteranno di avvicinarsi a lui camminando sul suffitto o acquattandosi al suolo. Più volte capiterà di cadere in vere e proprie imboscate e trovarsi costretti a un serrato combattimento corpo a corpo.

MIDWAY: ASSOLUZIONE O CONDANNA?

Per puntare il dito contro il più evidente difetto di The Suffering bisogna rivolgersi alla sua realizzazione tecnica. Sebbene la grafica del gioco sia infatti globalmente valida, per puntare all'eccellenza tutto l'aspetto visivo del gioco avrebbe bisogno di un potenziamento, specialmente per quanto riguarda i modelli poligonali dei personaggi (parliamo di quelli strettamente "umani", i mostri invece vanno benissimo così), sia per ciò che concerne le ambientazioni. Fortunatamente la fluidità quasi sempre elevatissima e l'ottima resa dell'illuminazione rappresentano un valido contrappeso sulla bilancia di pregi e difetti del gioco, ma è un vero peccato assistere in certi casi all'utilizzo di modelli così approssimativi. Niente da lamentare invece sull'ottimo accompagnamento sonoro del gioco: poche musiche, che però lasciano spazio a tanti effetti sonori che talvolta creano una cacofonia splendidamente inquietante, capace di accompagnare gli eventi meglio di una melodia. Competente il doppiaggio in italiano dei dialoghi, che sfoggia tra l'altro frasi di rara volgarità. Agli sviluppatori di Surreal Software va il merito di aver creato un videogame concettualmente banale ma qualitativamente lodevole, capace di coniugare in modo intrigante il fascino delle storie horror con l'azione di uno sparatutto. Tutto, dai controlli al design delle ambientazioni, denota una grande cura rivolta al gioco, che si sposa con lo splendido lavoro di design svolto dagli studi Stan Winston sulle creature.

Lo stesso carcere di Abbott State è realizzato in maniera convincente e riesce a incutere la giusta sensazione di isolamento e disumanità: fortunatemente un luogo così "monotematico" non risulta monotono da esplorare grazie a un azzeccato design delle mappe che, pur peccando di una certa linearità, offrono svariate ambientazioni differenti (comprese, per esempio, aree all'aria aperta). L'avventura risulta di durata ben calibrata, sufficientemente lunga: c'è abbastanza spazio per lo svolgimento della trama, un'adeguata quantità di scontri e un paio di colpi di scena. Difficile che dopo una settimana di gioco serale un videogiocatore di media bravura non l'abbia portato a termine, ma avrà comunque trascorso una dozzina di ore piacevolmente violente, gradevolmente horror, inquietantemente frenetiche.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
I risultati dell'escursione di Midway Games nel mondo dei videogame horror sono davvero molto apprezzabili. The Suffering è un videogioco appassionante e ben strutturato, capace sia di intrattenere il giocatore con trama e argomenti, sia di impegnarlo in furiosi combattimenti. Peccato per una definizione grafica che in molti frangenti appare un po' troppo approssimativa e per la ripetitività dei combattimenti nelle fasi avanzate dell'avventura: due difetti che non consentono al gioco di fregiarsi di appellativi superlativi, ma che allo stesso tempo non gli impediscono di risultare una gradevolissima e inquietante esperienza. Molto consigliato agli amanti dei videogame dalle tinte forti.