Genere
Avventura
Lingua
Italiano (testi)
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
31/10/2014

The Walking Dead

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Datasheet

Produttore
Telltale Games
Sviluppatore
Telltale Games
Genere
Avventura
Data di uscita
31/10/2014
Lingua
Italiano (testi)
Giocatori
1
Hands On

I segreti di Richmond sono ancora tutti da scoprire

Il terzo episodio porta avanti la storia di Javi e la sua famiglia ma solo di poco. Riuscirà la serie a riprendersi prima della fine?

di La Redazione, pubblicato il

Il secondo episodio di The Walking Dead: A new Frontier si era chiuso con un gustosissimo colpo di scena nell’eterno dilemma tra il “fare la cosa giusta” o seguire le ragioni del cuore. Amore o lealtà. Istinto o fiducia. Amicizia o legami di sangue. Contrapposizioni importanti, terreno fertile per il dubbio e il conflitto interiore. Fin qui la storia si regge quindi sulle larghe spalle del suo protagonista ma va poi a perdersi nelle fasi del racconto che, a conti fatti, sembra semplicemente non esistere.

C’è un interessante ribaltamento di ruoli in questo episodio, dove le ragazze fanno a pugni e gli uomini parlano di sentimenti. - The Walking Dead
C’è un interessante ribaltamento di ruoli in questo episodio, dove le ragazze fanno a pugni e gli uomini parlano di sentimenti.

L’assenza di esplorazione, qui più marcata che mai, fa sentire il suo peso soprattutto quando si tratta di dare una dimensione credibile alla comunità di Richmond, che rimane invece relegata sullo sfondo e dietro l’ego dei propri governanti. Questi d’altra parte non riescono a scollarsi di dosso, almeno per ora, la maschera dello stereotipo e anche quando la storia prova a ribaltarlo coinvolgendoli in colpi di scena più o meno inaspettati, le loro ragioni appaiono comunque affrettate, incoerenti e pretestuose.

È difficile non pensare che su alcuni personaggi poteva essere fatto un lavoro di caratterizzazione migliore. - The Walking Dead
È difficile non pensare che su alcuni personaggi poteva essere fatto un lavoro di caratterizzazione migliore.

Se a questo andiamo ad aggiungere un paio di flashback dal tempismo non proprio perfetto e un finale
talmente prevedibile da risultare quasi offensivo, abbiamo un episodio che tiene molto bene nelle sue
fasi iniziali ma che declina inesorabilmente da un certo punto in poi. Considerando che siamo solo a metà stagione i presupposti per riportare la serie su binari più convincenti ancora ci sono. Basta solo saperli trovare.

Le aspettative per questo nuovo capitolo erano dunque più che legittime per chi si è ritrovato a dover metter in pausa il proprio entusiasmo per oltre tre mesi. Above the Law tuttavia – lo dico con grande dispiacere – riesce a soddisfarle solo in parte. Telltale ha una grande abilità, quella di costruire rapporti umani credibili tra i suoi personaggi sui quali fondare interazioni estremamente coinvolgenti per il giocatore. Ma se questo aspetto è stato sottolineato milioni di volte per lodare The Walking Dead, qui invece mi vedo costretto a menzionarlo in mancanza di altri meriti attribuibili all’episodio.

In un paio di occasioni la rabbia nei volti dei personaggi era talmente pronunciata da risultare quasi comica. - The Walking Dead
In un paio di occasioni la rabbia nei volti dei personaggi era talmente pronunciata da risultare quasi comica.

Above the Law fa ovviamente un ottimo lavoro quando si tratta di andare a indagare più a fondo nella personalità di Javier, il nuovo protagonista della serie, e nel complesso e precario legame con la sua preziosa famiglia. Il personaggio che entra in scena in questo capitolo va a minare ulteriormente le basi di un equilibrio già messo a dura prova nei precedenti passaggi della storia e la difficoltà nel prendere decisioni stavolta non risiede tanto nella paura del pericolo che si cela in agguato, quanto piuttosto nell’eterno dilemma tra il “fare la cosa giusta” o seguire le ragioni del cuore.

Amicizia o legami di sangue. Contrapposizioni importanti, terreno fertile per il dubbio e il conflitto interiore. Fin qui la storia si regge quindi sulle larghe spalle del suo protagonista ma va poi a perdersi nelle fasi del racconto che, a conti fatti, sembra semplicemente non esistere. L’assenza di esplorazione, qui più marcata che mai, fa sentire il suo peso soprattutto quando si tratta di dare una dimensione credibile alla comunità di Richmond, che rimane invece relegata sullo sfondo e dietro l’ego dei propri governanti. Questi d’altra parte non riescono a scollarsi di dosso, almeno per ora, la maschera dello stereotipo e anche quando la storia prova a ribaltarlo coinvolgendoli in colpi di scena più o meno inaspettati, le loro ragioni appaiono comunque affrettate, incoerenti e pretestuose. Se a questo andiamo ad aggiungere un paio di flashback dal tempismo non proprio perfetto e un finale talmente prevedibile da risultare quasi offensivo, abbiamo un episodio che tiene molto bene nelle sue fasi iniziali ma che declina inesorabilmente da un certo punto in poi. Considerando che siamo solo a metà stagione i presupposti per riportare la serie su binari più convincenti ancora ci sono.

La storia poggia su un protagonista convincente ma il racconto è un po' affrettato. - The Walking Dead
La storia poggia su un protagonista convincente ma il racconto è un po' affrettato.


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