Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
53,90 Euro
Data di uscita
26/10/2007

The Witcher

The Witcher Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
CD Projekt Red
Genere
Gioco di Ruolo
PEGI
18+
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
26/10/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
53,90 Euro

Lati Positivi

  • Mondo vasto e ben ricostruito
  • Geralt è un personaggio di grande carisma
  • Sistema di combattimento efficace
  • Ottima longevità
  • Scelte morali di indubbio spessore
  • Impatto grafico più che buono

Lati Negativi

  • Doppiaggio così così
  • Qualche piccola incertezza grafica
  • Non tutte le quest potranno piacere
  • A volte può sembrare quasi lineare

Hardware

Per essere giocato con i dettagli medi e con una risoluzione accettabile, The Witcher richiede almeno un processore a 3 GHz, 1 GB di RAM (meglio 2 visti i numerosi caricamenti), una scheda grafica con almeno 256 MB di RAM e circa 8 GB di spazio su Hard Disk. È caldamente consigliata inoltre l'installazione della patch ufficiale che risolve numerosi bug e che elimina in gran parte i crash riscontrati nella versione 1.0.

Link

Recensione

L'oscuro segreto dei witcher

Prosegue il viaggio tra mostri, elfi e umani in compagnia di Geralt.

di Francesco Destri, pubblicato il

Come ogni GDR che si rispetti, anche The Witcher prevede un articolato "albero" di skill con cui far crescere il nostro alter-ego. In questo caso Geralt ha a disposizione parecchi percorsi (sono quasi duecento le skill totali) che si rendono via via disponibili al passare di ogni livello, anche se per ottenerli definitivamente il nostro witcher deve per forza passare un certo periodo di tempo in meditazione.
Proprio il trascorrere delle ore, e quindi del ciclo giorno-notte, riveste una grande importanza nel gioco; non solo a livello grafico e nel comportamento dei Personaggi Non Giocanti, che agiranno in modo diverso a seconda del momento della giornata, ma anche perché alcune quest richiedono di trovarsi in un determinato posto in un momento preciso e numerosi mostri, la cui uccisione è indispensabile per ottenere ricompense, compaiono solo di notte.

PERICOLO NOIA SCONGIURATO

Si respira insomma una forte sensazione di realismo data anche dagli argomenti trattati e dalle decisioni, di carattere etico, che dovremo prendere continuamente e le cui conseguenze saranno svelate solo proseguendo nell'avventura sotto forma di flashback, quasi a ricordarci che ciò che viviamo nel presente deriva inevitabilmente dalle nostre azioni del passato.
Grazie a questo "sistema" di "causa ed effetto" The Witcher si presta, volendo, a essere rigiocato per scoprire snodi narrativi diversi, anche se riprendere in mano un gioco che richiede almeno quaranta o cinquanta ore solo per compiere percorsi alternativi non è certo da tutti.
Come avrete capito comunque la longevità è davvero elevata e questo non può che essere un altro fiore all'occhiello di The Witcher, che trova due ulteriori spunti positivi proprio nella vastità del mondo esplorabile e nella quantità di situazioni con cui abbiamo a che fare, tra cui minigiochi d'azzardo, risse in taverne malfamate, appassionanti notti d'amore e gli effetti devastanti di una sbronza.
Immaginatevi insomma combattimenti molto frequenti, dialoghi fitti e intelligenti, un alter-ego assolutamente carismatico e una struttura narrativa alle spalle che denota in tutto e per tutto una grande maturità, con in più una doppia impostazione della telecamera (isometrica dall'alto o in terza persona alle spalle di Geralt), un'ottima colonna sonora (meno riuscito invece il doppiaggio italiano) e un comparto grafico, affidato a una versione migliorata di quell'Aurora Engine già visto in Neverwinter Nights, che pur senza far gridare al miracolo è certamente degno di nota e non richiede configurazioni hardware proibitive, se non un buon quantitativo di RAM per velocizzare il più possibile i frequenti caricamenti.

IL WITCHER NON PERFETTO

Descritto così, The Witcher sembrerebbe in effetti il gioco di ruolo perfetto, quello che tutti aspettavano dopo il capolavoro di Bethesda Softworks e dopo la mezza delusione di Two Worlds. In realtà anche in questo caso non mancano i difetti come per esempio alcune quest dall'obbiettivo poco chiaro, l'assenza di un vero e proprio free-roaming, un arsenale non particolarmente vasto e una certa facilità di fondo nei combattimenti una volta capito il funzionamento degli attacchi con giusto tempismo.
Anche sul versante tecnico certe animazioni, l'assenza di grandi miglioramenti tra dettagli grafici medi ed alti, alcuni fenomeni di clipping e l'apparenza molto spesso identica di molti Personaggi Non Giocanti denotano qualche piccola leggerezza di troppo, senza dimenticare che la profondità di Gothic 3 nella gestione del personaggio o l'enorme libertà di The Elder Scrolls IV: Oblivion restano per ora (e a nostro avviso rimarranno ancora per molto) insuperate.
Poco male, però, il risultato conseguito è complessivamente notevole e giochi come The Witcher sono destinati a restare per molto tempo nella memoria di ogni appassionato. Vista la copiosa saga letteraria alle spalle, inoltre, speriamo davvero che CD Projekt Red e Atari non facciano terminare qui le cupe e affascinanti avventure di Geralt.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
The Witcher ha il grande pregio di mantenere quasi appieno tutto quanto promesso negli scorsi mesi, ponendosi a metà strada tra un gioco di ruolo profondo e dal solido background narrativo e un RPG molto votato ai combattimenti e mai troppo complesso o frustrante. Su tutto si staglia l'evidente e intrigante origine letteraria del mondo di Geralt, ma anche il comparto grafico e la notevole longevità contribuiscono a fare di The Witcher un titolo di primissimo piano, di certo non esente da difetti e inferiore sotto molti punti di vista ai capolavori del genere ma, a differenza di questi, dedicato anche ai ruolisti meno intransigenti e a chi cerca un GDR non troppo impegnativo eppure affascinante e divertente.