Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
99.900 lire
Data di uscita
15/10/2001

Throne of Darkness

Throne of Darkness Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Gioco di Ruolo
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
15/10/2001
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
99.900 lire

Lati Positivi

  • Buona longevità
  • Ottima caratterizzazione del mondo giapponese
  • Ritmo veloce e frenetico

Lati Negativi

  • Trama poco coinvolgente
  • Meccanica di gioco vista e rivista

Hardware

Throne of Darkness dovrebbe accontentarsi di un Pentium 266 MHz, 32 MB RAM, 700 MB di spazio libero su Hard Disk, CD ROM 4X e una scheda video compatibile Direct X 7. Realisticamente, per giocare senza troppi intoppi, si necessiterà di un processore di velocità prossima almeno ai 400 MHz, 128 MB RAM e soprattutto l'installazione totale del gioco. E' proprio con l'installazione minima che si sono avuti i problemi maggiori, sebbene il computer di prova potesse contare su 256 MB RAM e un processore Duron 850. Provveduto all'installazione completa, invece, tutti i rallentamenti sono spariti e il gioco non ha mostrato alcun problema.

Multiplayer

Throne of Darkness supporta il multiplayer in rete LAN o attraverso una connessione Internet, il tutto grazie ai server Sierra; potranno giocare fino a un numero massimo di 8 giocatori contemporaneamente. Purtroppo la cronica carenza di giocatori non ci ha permesso di valutare l'efficacia di questa modalità.

Link

Recensione

Throne of Darkness

Il mito giapponese dei Samurai diventa Gioco di Ruolo, e Sierra scommette tutto sul loro fascino; demoni, magie, leggende del Sol Levante si materializzano in una esperienza simil Diablo dall'indubbio valore. Nei panni di un manipolo di sette valorosi i destini dello Shogunato verranno riposti tutti nelle vostre abili mani.

di Amedeo Rabottini, pubblicato il

Gli amanti dell'azione bruta potranno comunque amabilmente dedicarsi all'affettamento senza preoccuparsi troppo dei compagni che, di norma, riescono a cavarsela bene contro i cattivoni ostili, e ogni loro comportamento farà riferimento a parametri come aggressività e attitudini di combattimento: non vedremo mai, per intenderci, un arciere ingaggiare un combattimento corpo a corpo, né un personaggio in fin di vita ignorare pozioni guaritrici presenti nel personale inventario. L'azione bruta, dunque, è ben sistemata.
Tuttavia l'approccio al combattimento non si esaurisce qui, e anche chi preferisce uno studio più razionale troverà un comodo appoggio nel menù delle tattiche. Composta da un totale di sedici opzioni, ogni tattica indirizzerà il party nel tipo di approccio al combattimento, se si vogliano privilegiare gli attacchi a distanza, se si vogliano sfruttare maggiormente gli incantesimi, ovvero se si preferisca il corpo a corpo.
Ogni tattica, peraltro, oltre ad imporre un comportamento di massima, fissa anche l'ordine di marcia e la disposizione in campo del party, che verrà rigorosamente mantenuta tenendo come punto di riferimento il samurai controllato dal giocatore. Il tutto, se ben approfondito, sembra funzionare in maniera davvero soddisfacente.

ANIMA DI FERRO

Ulteriori elementi che arricchiscono il gameplay sono la possibilità di far intervenire in qualunque momento un prete e un fabbro, attraverso l'apertura della relativa finestra sull'interfaccia di gioco.
L'utilizzo del prete si rende necessario allorché si voglia acquistare una pozione di qualsiasi genere: guaritrice, ripristino di punti magia, antidoti per veleni. L'aiuto divino sarà altresì auspicabile nel momento in cui si venissero a trovare degli oggetti magici che necessitino di essere identificati: chi meglio del nostro uomo di chiesa di fiducia?
Il fabbro, dall'altra parte, si dimostra fin da subito un elemento di assoluta importanza per le nostre missioni. Costui, infatti, sarà in grado di riparare armi e armature che si usurano e, soprattutto, costruirne di nuove. Ogni volta che il party raccoglierà spade, archi, asce, protezioni e quant'altro, tutto il materiale potrà essere dato al fabbro che lo utilizzerà per costruire le vostre ordinazioni. Ma c'è di più.
L'opzione forse più interessante è la possibilità di personalizzare le armi attraverso l'innesto di componenti magiche come gemme, artigli di demoni, e altre diavolerie tipiche della mitologia del medioevo giapponese. Ogni componente comporterà degli effetti ben definiti che potranno essere combinati; le combinazioni dipenderanno comunque dal numero di slot disponibili in ogni arma per l'innesto di queste meraviglie.
Esperimenti più o meno riusciti si susseguiranno nel corso del gioco fino a trovare la vostra arma ottimale alla quale finirete per affezionarvi. Quando tutto prosegue alla perfezione la soddisfazione si farà forte e gratificante: il redattore che qui scrive è riuscito ad ottenere un arco dagli effetti devastanti, con vari risucchi di energia e di punti magia, danni supplementari, bonus alla skill di tiro con l'arco e molto, molto altro ancora. E sono sicuro di poter ottenere altro dalla mia fedele arma.

MAGHI E MAGIA

Il mondo di Throne of Darkness è fortemente permeato dalla magia, sia per la sopra illustrata possibilità di inserirla nelle armi e armature, sia per l'intrinseca possibilità di lanciare incantesimi di vario tipo. Come classicamente avviene, ogni incantesimo ha un costo in punti magia, definiti dalla statistica Ki, la forza interiore. La numerosità e l'efficacia degli incantesimi dipende però dalla classe di ogni personaggio, seconda del quale si otterranno un numero maggiore o minore di punti caratteristica da spendere al passaggio a un nuovo livello. I punti caratteristica saranno destinati ad aumentare il livello di un incantesimo o per acquistarne un altro. Nel totale, gli incantesimi disponibili superano i sessanta, e variano da incantesimi di attacco a quelli di protezione, per giungere a potenziamenti temporanei di statistiche o skill; il tutto, naturalmente, diviso nelle quattro categorie: acqua, terra, fuoco, aria.

RISOLVIAMO I MISTERI

Throne of the Darkness si dipanerà, manco a dirlo, attraverso una serie di quest di risoluzione non lineare, che dovranno essere portate a termine quindi senza un ordine stabilito. Vale la pena sottolineare nuovamente come, scegliendo diversi clan di appartenenza, si otterranno diversi esiti in termini di trama.
Per come la trama è stata strutturata, le città che si incontreranno non saranno felicemente popolate da simpatici villani, al contrario nasconderanno pericoli ed insidie ovunque. Il che, in un linguaggio più pedestre, equivale a dire che l'interazione coi PNG è ridotta all'osso, se non inesistente. Qualche scambio di parola si avrà al massimo coi villani appena salvati o con pochi altri personaggi di secondo piano, ma in generale non è stata progettata una sostanziale immersione in un mondo credibile, né una simile eventualità sarebbe stata coerente con la trama. Il ritmo, d'altronde, è così frenetico che mai ci si pone il problema dell'interattività, ed è perfettamente scandito dalle nuove quest che pian piano si susseguono e compongo tutto il puzzle delle terre di Yamato.
Di tanto in tanto, inoltre, si incontreranno anche vecchie conoscenza dei singoli samurai che introdurranno il party in quest completamente avulse dal contesto demoniaco, sotterfugio che riesce a variare ulteriormente un titolo già di per sé ricco. Il tutto sarà introdotto attraverso dei bellissimi filmati sullo stesso stile (cell shaded) di quello iniziale, e che contribuiscono a rilassare un po' il ritmo di gioco.
Allo stesso scopo, inoltre, si potranno incontrare dei dungeon dove recuperare qualche punto esperienza extra o qualche oggetto interessante distaccandosi per un po' dalla missione primaria.
E' dunque grazie all'insieme di quest, sotto quest, nuovi incantesimi, nuovi nemici e nuove armi da provare che Throne of Darkness evita di diventare monotono, noioso, ripetitivo. Senza contare che la perfetta riproduzione di un affascinante ambiente mediovale, arricchito dalla splendida mitologia giapponese, conferisce un ulteriore elemento di fascino.

ANCORA 2D

Considerando le ultime uscite, anche le più recenti, è possibile affermare che il GdR è forse il genere che più di altri continua a mantenere stretti rapporti con la grafica bidimensionale, e Throne of the Darkness segue inesorabilmente questo trend. Alla luce di quanto visto non possiamo che sentirci di condividere questa scelta, che permette la realizzazione di tanti piccoli particolari e dettagli che difficilmente sarebbero stati ben riprodotti con la famiglia poligoni & texture. L'impianto grafico è infatti piacevole in ogni suo aspetto, e trova nel design dei nemici il suo massimo punto di forza: tutta la mitologia giapponese è stata riprodotta alla perfezione, così come strutture e costruzioni rispettano i canoni di quel medioevo tanto affascinante.
Intendiamoci, niente di sconvolgente, ormai la grafica bidimensionale ha detto tutto quello che poteva dire, ma nel complesso tutto è piacevole ed armonioso, funzionale e mai fuori luogo.
Anche il comparto sonoro è stato realizzato con dovizia, e il congiunto operare di effetti e motivi di accompagnamento sono il degno completamento del reparto audiovisivo che, pur senza innovare o sconvolgere, si dimostra perfettamente all'altezza della situazione.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Throne of Darkness corre un solo rischio: quello di essere etichettato alla stregua di un clone di Diablo, e in effetti la primissima impressione non può che portare a tali infausti pensieri; tuttavia è giocandolo intensamente che il titolo Sierra si distacca nettamente dal popolare lavoro Blizzard, rivendicando una propria identità; ben lungi dall'essere una pietra miliare dei videogames, Throne of Darkness diverte, impegna, appassiona, e si palesa longevo e profondo su più fronti. Tutto questo, però, non vale a conferirgli il titolo di capolavoro, perché in sostanza non introduce nulla di nuovo e si appoggia a meccaniche oramai già viste; per quanto, inoltre, ci si sia sforzati di arricchire il gameplay (e così è stato, in effetti) la nota dominante rimane quella dell'azione ed è quindi agli amanti degli action GdR che il titolo è destinato, mancando sostanzialmente una trama articolata e coinvolgente. Un buon titolo quindi, a tratti ottimo, ma che certamente non rimarrà nella storia come un precursore o un innovatore.