Genere
ND
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
278,00 Euro (538.283 Lire )
Data di uscita
17/2/2002

Tiger MP

Tiger MP Aggiungi alla collezione

Datasheet

Data di uscita
17/2/2002
Giocatori
0
Prezzo
278,00 Euro (538.283 Lire )

Lati Positivi

  • Due Athlon in contemporanea
  • Economica
  • Efficace nelle applicazioni critiche

Lati Negativi

  • Per i videogiochi non è molto efficace
  • Manca la porta ethernet integrata
  • Niente controller EIDE RAID

Hardware

La Tyan Tiger MP è stata provata con due CPU Athlon MP a 1,2 GHz (FSB a 100 MHz Double Pumped, architettura Palomino), raffreddate da due imponenti ventole Dragon Orb 3 di Thermaltake. Sono stati montati due moduli da 256 MB di memoria DDR RAM PC2100 Registered CAS Latency 2,5 di Corsair, per un totale di 512 MB di memoria di sistema. La schede video scelte per la prove sono state una Radeon con 64 MB di memoria DDR e una GeForce 3 Titanium 200 di Gainwaird, mentre l'hard disk utilizzato è stato un ottimo IBM DTLA da 30 GB Ultra ATA-100. Il sistema operativo adottato, infine, è stato chiaramente Windows XP versione Professional, con supporto completo per configurazioni multiprocessore.
Recensione

Tiger MP

I sistemi biprocessore sono ormai una realtà anche per la CPU Athlon di AMD e, senza dubbio, acquisiscono ogni giorno maggiore fascino e curiosità presso il pubblico, che si chiede se finalmente possano portare vantaggi anche all'utente "home". Tyan contribuisce a questo fenomeno proponendo con la Tiger MP una soluzione "economica" per questi sistemi.

di Antonino Tumeo, pubblicato il

La frequenza del Front Side Bus dei processori installati deve essere impostata tramite appositi jumper sulla scheda madre, e può naturalmente essere di 200 o 266 MHz (Double Pumped). Come ben sapete, per sistemi multiprocessore AMD ha realizzato appositamente delle CPU e le ha chiamate Athlon MP. Per queste CPU è stato utilizzato fin dall'inizio il core Palomino (dei cui vantaggi rispetto al core Thunderbird abbiamo parlato nella recensione dell'AthlonXP 1800+). La differenza con i normali AthlonXP risiede nei test aggiuntivi, che sulle CPU per sistemi desktop non vengono effettuati, che verificano i sincronismi dei TLB delle cache (Translation And Look Aside Buffers) e i sincronismi delle cache stesse in ambienti SMP.
Questi test comportano dei costi aggiuntivi, che poi l'utente finale chiaramente paga nell'acquisto. Architetturalmente, comunque, non ci sono differenze con gli AthlonXP. Anzi, attualmente le CPU desktop non sono bloccate per il funzionamento in multiprocessing (anche se si parla della possibilità di mettere in atto questo blocco "elettronico", tramite la disabilitazione del relativo pin, nelle prossime generazioni dei processori), e dunque è praticamente possibile utilizzare normali AthlonXP, o anche dei poco costosi Duron, sulle schede madri biprocessore, Tyan Tiger MP compresa. Ad ogni modo, benché la cosa sia possibile, naturalmente non è raccomandata: queste CPU a differenza degli Athlon MP, non sono provate in modalità multiprocessore ed il loro funzionamento in questa configurazione non è garantito, dunque possono andare bene come produrre errori a ripetizione.

IL BUS EV6 NEL DETTAGLIO

Nell'introduzione, abbiamo accennato agli evoluti meccanismi del bus EV6 di Athlon per la gestione di più processori. Approfondiamo un poco questo interessante discorso: EV6 è un protocollo di tipo point to point (punto a punto), che si oppone alla concezione shared (condivisa) su cui si basa l'AGTL (Assisted Gunning Transceiver Logic) di Intel. Con il protocollo EV6 si ha disposizione, tra ciascuna CPU e il northbridge stesso, un bus dedicato che fornisce tutta l'ampiezza di banda disponibile tra CPU e northbridge in ambiente monoprocessore. Per un Athlon con FSB a 266 MHz, si tratta quindi di ben 2,1 GB/s. Dunque, su un sistema Dual Athlon, si hanno a disposizione 2,1 GB/s per CPU, per un totale di 4,2 GB/s. In un sistema Pentium III il bus è condiviso: ciò vuol dire che tra una, due, tre, o più CPU e il northbridge si ha sempre a disposizione la stessa banda (nel caso di un Pentium III con FSB a 133 MHz 1,064 GB/s). Dunque, in Dual Pentium III si hanno a dispostone 532 MB/s per CPU, per un totale appunto di 1,064 GB/s. La tecnologia point to point di EV6 porta dunque innegabili vantaggi nella riduzione delle collisioni e snellisce enormemente la gestione stessa delle due CPU, indipendenti l'una dall'altra tranne che nell'accesso in memoria (donde la necessità di avere una precisissima sincronia tra i TLB per i caricamenti dei dati e delle istruzioni dalla memoria di sistema), con un efficienza nettamente maggiore rispetto a un sistema multiprocessore basato su Pentium III (che tende inevitabilmente ad "ingolfarsi" all'aumentare delle CPU). D'altro canto, però, la maggiore complessità del northbridge in grado di gestire i canali point to point, comporta un costo maggiore del chipset (e naturalmente una maggiore "grandezza" fisica della componente).

DUE CPU AL LAVORO

Dunque, dopo aver presentato la scheda madre, passiamo a rispondere alla domanda che ci siamo posti all'inizio: un sistema con doppio processore può servire anche all'utente "home"? Per rispondere, abbiamo montato sulla Tiger MP due CPU Athlon MP da 1,2 GHz con 512 MB di memoria RAM DDR PC2100 CAS Latency 2,5 Registered realizzata da Corsair, un IBM DTLA da 30 GB e una ATi Radeon con 64 MB di memoria video DDR, e abbiamo installato Windows XP Professional. Iniziamo, però prima col dire che i vantaggi che un tale sistema può dare all'utente di tipo professionale sono innegabili e consistenti. I tempi di rendering di immagini e i tempi di compilazione nello sviluppo di applicazioni (a patto, naturalmente, di avere un sistema SMP compatibile come Windows 2000, Windows XP Professional o Linux), risultano notevolmente incrementati dalla soluzione dual processor, e proprio per l'ambito della grafica e dello sviluppo di applicativi (videogiochi compresi, naturalmente), anche a livelli semi-professionali, e perché no, amatoriali un po' "evoluti", la Tiger MP sembra calzare a pennello. I costi ridotti, l'efficienza, e soprattutto l'estrema flessibilità, molto maggiore rispetto alla "grande sorella" Thunder K7, che per via del chip grafico di medio livello, delle schede di rete e del controller SCSI integrato, è nettamente più orientata all'utilizzo in server di rete che devono manipolare grosse quantitativi di dati, la rendono la scelta più indicata per questo tipo di applicazioni.
Esse infatti sono pensate in ambito SMP, e traggono enormi vantaggi dalla distribuzione dei vari processi e dei vari thread alle due CPU distinte. Insomma, in quest'ambito, il testimone delle soluzioni multiprocessore basate su Pentium III è preso più dai nuovi sistemi Dual Athlon che dai sistemi basati su Tualatin (anche con 512 KB) che Intel ha recentemente introdotto. Appurato questo, vogliamo però vedere se un tale sistema può dare vantaggi visibili anche all'utente comune e al giocatore. La risposta è: per ora, no. Il motivo, è diametralmente opposto a quello che rende questa piattaforma interessante per gli ambiti della grafica e dello sviluppo. Le applicazioni consumer, infatti, si basano su quello che è lo standard per il PC per l'ambito casa e ufficio, e cioè sistemi monoprocessore. Dunque, se certi guadagni prestazionali pure ci sono, avvalendosi di un sistema operativo abilitato all'SMP come Windows XP, essi sono estremamente limitati. Basti vedere i risultati con i benchmark applicativi di Ziff Davies: risultati sì superiori, ma di poco, a quelli che possiamo ottenere con sistemi a singolo processore equivalenti. Discorso similare per i videogiochi. I benchmark sintetici anche qui parlano chiaro. 3D Mark2001 si allinea a quelli che potrebbero essere i risultati di un Athlon da 1,4 GHz (ricordiamoci pur sempre che gli Athlon MP da 1,2 GHz utilizzano il core Palomino). I test con Serious Sam: The First Encounter vanno di pari passo: risultati come al solito molto buoni (del resto l'architettura K7 brilla particolarmente con questo gioco) ma praticamente uguali rispetto a un sistema monoprocessore. E anche gli altri giochi, a parte quella leggera impressione di "potenza" che comunque colpisce inequivocabilmente chi ha tra le mani un sistema di questo genere, si trovano in questa situazione, proprio perché non sono stati pensati per trarre vero vantaggio dal multiprocessing simmetrico.
Eppure, come abbiamo detto, un gioco che lo sfrutta più o meno esplicitamente, c'è: è Quake III Arena, e lo fa con il comando r_smp 1 dato da console. Noi naturalmente l'abbiamo provato e possiamo dire che il guadagno c'è. C'è, ma risulta condizionato, come ci si poteva aspettare, dalla scheda video: infatti, finché non si raggiunge il limite di fill rate, il frame rate si alza di un buon 15-20% attivando l'opzione (ovviamente non ci si possono aspettare innalzamenti più sostanziosi, perché comunque è solo una piccola parte del motore grafico che può trarre vantaggi dalle due CPU). Quando però si sale di risoluzione, allora prevale il collo di bottiglia costituito della scheda grafica: il demo four di Quake 1.30 mette in luce esattamente questi dati. Questa situazione è visualizzabile chiaramente anche utilizzando il livello realizzato da nVidia, particolarmente impegnativo, più che per la scheda grafica in sé, proprio per la CPU: infatti, con questo demo si arriva a notare una differenza sempre intorno al 15% fino a 1024x768x32 bit a favore della configurazione multiprocessore, vantaggio che si annulla a 1280x1024. Ulteriore conferma è il livello di VIA, dove ancora paradossalmente il limite è costituito dalla scheda video, visto che la banda di memoria è sempre la stessa sia in mono che in dual processor, e infatti i risultati non cambiano per nulla, anzi, si riducono di pochissimo probabilmente per le necessità di banda lievemente superiori per il sincronismo nell'accesso in memoria. Anche Quake III Arena, insomma, conferma tutto sommato la tesi che per l'utente "casalingo" e il giocatore, ora come ora, piuttosto che su un sistema biprocessore, è forse il caso di prestare molta più attenzione alla scelta della scheda video.

UNO PIÙ UNO NON FA DUE?

Senza dubbio un sistema Dual Athlon come quello qui trattato, che si può creare con la Tyan Tiger MP, gode di un fascino molto particolare. Ma, come abbiamo visto, se in ambiti professionali o semi-professionali ben precisi i vantaggi sono netti ed evidenti e la relativa economicità della scheda madre rende questa soluzione molto adatta per utenti che hanno queste necessità; chi è solo giocatore, benché sia anche un vero "hardcore gamer", ne può fare benissimo a meno. Il motivo è chiaramente illustrato dalle prove: giochi in grado di avvalersi effettivamente del doppio processore, a parte Quake III Arena, attualmente non ce ne sono e piuttosto che sostenere i costi aggiuntivi di una seconda CPU e della scheda madre adatta a gestirla, è meglio che chi vuole solo giocare con il PC, anche al massimo delle possibilità, piuttosto investa i soldi in una scheda video di alto livello. Lo stesso discorso vale naturalmente anche per chi svolge applicazioni da ufficio, che non ha certo bisogno di tutta questa potenza (e a dire il vero neanche di tutta la potenza che un sistema da hardcore gamer generalmente offre).
Comunque nulla, chiaramente, impedisce all'utilizzatore di un tale sistema a doppio processore di giocare, e anzi, qualche piccolo guadagno prestazionale c'è anche, con i giochi che sfruttano il motore di Quake III Arena (in fondo sempre più diffusi, visto il grande sostegno che hanno i motori grafici di id) e fa sempre comodo. Ma è chiaro che finché i giochi che sfrutteranno il doppio processore non saranno la maggioranza, converrà al giocatore "puro" concentrarsi principalmente su altri aspetti. Ad ogni modo, con la scheda madre Tyan Tiger MP diviene possibile realizzare con efficacia un sistema SMP con Athlon anche da parte dell'utenza più "consumer", senza grossi problemi di assemblaggio o difficoltà nella sua gestione. Chi dunque fosse interessato a una soluzione a doppio processore perché può avere dei nel tipo di applicazioni che deve svolgere, magari anche solo a livello amatoriale, ma ci ha sempre ripensato per via dei costi e dell'intrinseca complessità del set up, potrà adesso veramente considerare con grande attenzione il prodotto proposto da Tyan, da accoppiare a due buoni Athlon MP.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Estremamente interessante, la Tyan Tiger MP si configura come una soluzione multiprocessore per Athlon relativamente economica ma molto efficace, adatta a quell'utenza, anche non completamente professionale, che per le applicazioni che deve utilizzare (sviluppo, rendering, ecc.) potrebbe trarre un gran giovamento dalle due CPU, ma ha sempre rinunciato per via dei costi elevati e della complessità di gestione. Meno interesse risulta invece per i giocatori, data la mancanza, a parte i giochi che sfruttano il motore di Quake III Arena, di titoli in grado di sfruttare il multiprocessing simmetrico, che invece di pensare al doppio processore dovrebbero come prima cosa curare il comparto grafico al meglio. Le soddisfazioni, comunque, grazie all'ottima qualità della scheda madre, sono garantite anche con questo tipo di utilizzo, con in più per l'appunto il bonus di un Quake III Arena "più veloce" rispetto alle piattaforme monoprocessore.