Genere
Sportivo
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
ND
Data di uscita
7/9/2007

Tiger Woods PGA Tour 08

Tiger Woods PGA Tour 08 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
EA Sports
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
7/9/2007
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
4
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Tiger Woods PGA Tour 08 è qui recensito in versione Xbox 360. Per giocarlo è necessaria una console Xbox 360, un sistema di salvataggio (disco rigido o Memory unit) e un joypad.

Multiplayer

Tiger Woods PGA Tour 08 offre modalità competitive online per un massimo di quattro giocatori. Attraverso GamerNet si possono sfidare gli amici a migliorare le prestazioni su un colpo singolo o un'intera buca.

Link

Recensione

Novità e sviluppo del giocatore

Da signor "nessuno" a campione: divertente?

di Simone Soletta, pubblicato il

Intraprendere la carriera di "nuova stella" della PGA non è una passeggiata in Tiger Woods PGA Tour 08. Lo sbilanciamento che divide i campioni affermati, quelli in sostanza che combattono per le piazze d'onore dei tornei, e un giocatore appena creato usando l'editor del gioco è davvero abissale, al punto che i primi "giri" rischiano di essere molto frustranti.

GAMERNET: UNA SFIDA CHE AIUTA A CAPIRE

Utilizzando una delle nuove caratteristiche dell'edizione di quest'anno abbiamo potuto fare un confronto diretto: si chiama GamerNet e offre la possibilità di salvare sul disco rigido il colpo appena effettuato (o un'intera buca) grazie alla semplice pressione di un tasto. I dati non vengono utilizzati come in Halo 3 per mostrare un semplice filmato agli amici su Xbox Live, ma rappresentano vere e proprie sfide. Una volta pubblicate, possono essere "accolte" dai nostri amici che così potranno provare a far meglio in un "challenge" contro il nostro giocatore virtuale.
La cosa funziona anche offline, e abbiamo quindi provato a mettere in competizione una buca realizzata con il nostro golfista inesperto, protagonista in questo caso di una prestazione semplicemente perfetta, con il campione dei campioni, Tiger Woods. Ebbene, si può immediatamente notare come al nostro povero novellino siano serviti tre colpi eccezionali per chiudere un Par 4 con un sudatissimo Birdie (compreso un putt d'antologia!), mentre Tiger al secondo colpo era già sul green in buona posizione per concludere, come poi ha fatto, con un ben più appagante Eagle.
Va da sé che con un handicap di questo genere diventa davvero impossibile divertirsi durante i primi tornei: la mancanza di potenza e controllo sui colpi rende l'approccio a ogni buca davvero banale (bisogna, in sostanza, tirare sempre il più forte possibile) e non offre alcun genere di interpretazione tattica del campo. In più, diventare competitivi è davvero faticoso, anche perché EA Sports ha pensato di rendere la crescita del golfista davvero noiosa e complicata.

C'ERA BISOGNO DEL CAP?

Solo giocando o allenandosi il nostro giocatore può aumentare i valori di base che determinano la sua efficienza sul campo: dalla potenza all'accuratezza fino a comparti più specifici come il putting, il recovery e l'approccio.
Nulla di nuovo in questo senso, se non fosse che l'esperienza maturata allenandosi e ingoiando amaro sui campi del PGA Tour non è in realtà utile fino a quando non sbloccheremo anche il "Cap". Si tratta di un limite oltre al quale le statistiche del giocatore non vengono considerate, quindi è semplicemente inutile avere la potenza al 40% del totale se il cap è ancora fisso sul 10%. Per sbloccare questo limite è necessario accedere alla funzione Tiger Challenge e compiere le varie prove che vengono proposte. Un 10% in più si guadagna solamente affrontando sei prove diverse (sfide con palla singola, di approccio, sulle "skin" o il nuovo Bingo-Bango-Bongo, per fare solo alcuni esempi) che sbloccano finalmente la sfida golfistica vera e propria contro un giocatore sulla distanza di nove buche. Solo battendo l'avversario otterremo finalmente l'innalzamento del limite.
È una procedura davvero lunga e noiosa da affrontare, a maggior ragione se venivate dal titolo precedente e già eravate abituati a usare un golfista sviluppato a puntino: le sfide sono banali, e oltretutto il gioco fa di tutto per renderle ancora più noiose, visto che i nostri avversari ai primi livelli sono davvero scarsi e inusuali (un vecchietto, Wayne Rooney!) e nelle sfide che affronteremo cercheranno palesemente di farci vincere.
Sbagliate un putt e state certi che, nella maggior parte dei casi, anche il vostro avversario lo farà, nonostante si trovi in buona posizione. Effettuate un drive imperfetto e lo vedrete andare per spiagge. Insomma, alla fine queste sfide si affrontano con sufficienza e scarso senso competitivo, giusto perché è necessario affrontarle per poi poter sfruttare il miglioramento sui campi che contano davvero.
Infine, tanto per cambiare, contano i soldi: acquistando dal Pro Shop magliette, guanti, cappellini, scarpe, mazze, aste e via dicendo potrete assegnare al vostro golfista una vasta gamma di bonus, legati proprio a questi oggetti. Certo, ci sfuggierà sempre il motivo per cui un cronografo da 5.000 dollari dovrebbe migliorare la precisione di un golfista, ma tant'è.

QUALCHE AIUTO DI TROPPO?

A proposito di banalizzazione, spendiamo due parole per il nuovo sistema di preview del colpo quando ci si trova sul green. Ogni volta che impugniamo il putter potremo attivare questa funzione che, tenuto conto della forza impostata e della conformazione del campo, ci mostrerà esattamente la traiettoria che la pallina andrà a seguire.
In realtà la simulazione non tiene conto dei dislivelli, quindi nei primi tempi questo "aiuto" risulta, al contrario, un modo per confondere ancora di più il giocatore. Una volta che si prende la mano con il sistema, però, si finisce per abusarne, rendendo del tutto sterile l'approccio sul green. Si dà un'occhiata alle inclinazioni, si imposta grossolanamente quella che può sembrare una buona soluzione e si preme RB per verificarla. Basta questo, spesso, per apportare l'ultima correzione e realizzare una buca da manuale anche da distanze siderali. Certo, si può sempre decidere di non usare questa funzione (e al livello di difficoltà più elevato non è nemmeno disponibile), ma forse EA Sports avrebbe potuto limitarla a un solo utilizzo per buca invece che a uno per ogni colpo effettuato sul green.
Sempre nel campo degli aiuti, troviamo un nuovo modo di rappresentare graficamente gli effetti da impartire a un colpo: Draw e Fade. In questo caso si usano i due bumper dorsali per separare l'area di atterraggio della pallina dalla direzione di mira, in modo da ottenere drive curvi quando ci si trova di fronte a deviazioni nette del percorso. Se ben utilizzata, questa funzione aiuta moltissimo e permette di interpretare in modo più aggressivo un fairway, usando mazze più "potenti" (un Driver invece di un Legno 3 durante il tee shot, per esempio) per guadagnare preziosi metri verso la buca. Certo, va usata con attenzione perché un errore può essere davvero pericoloso.

GIOCHIAMOCI LA FACCIA

Infine, l'ultima novità "eclatante" di questa nuova versione è il Game Face: importando un paio di fotografie nel gioco (una di fronte e una di profilo) è possibile creare una texture da applicare al nostro golfista virtuale. Una cosa simpatica, certo, ma non proprio fondamentale.