Genere
Sportivo
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
64 Euro
Data di uscita
5/1/2006

Tiger Woods PGA Tour 2006

Tiger Woods PGA Tour 2006 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
DDE
Data di uscita
5/1/2006
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
64 Euro

Lati Positivi

  • Sistema di swing eccellente
  • Accessibile nonostante non sia facile padroneggiarlo
  • Grafica di buon livello...

Lati Negativi

  • ... ma distante da quanto è lecito attendersi dalla nuova generazione
  • Un po' troppo ripetitivo a lungo andare

Hardware

Per giocare a Tiger Woods PGA Tour 06 serve un Xbox 360, un joypad e una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Tiger Woods PGA Tour 06 offre diverse modalità multigiocatore da godere - senza problemi di sorta - attraverso Xbox Live.

Link

Recensione

Tiger Woods PGA Tour 2006

Il Driver ha mandato la pallina proprio dove volevamo, al centro del fairway. Il green è a portata di tiro con un legno tre, ma è sopraelevato rispetto al punto di tiro e il vento contrario è troppo minaccioso. Meglio un ferro quattro per avvicinarsi in sicurezza o puntare - rischiando grosso - direttamente al green per concludere con un Eagle da applausi?

di Simone Soletta, pubblicato il

Da Ipotesi di Reato, di Roger Michell:

"Vorrei proporvi la mia versione ideale per uno spot con Tiger Woods: c'è un ragazzo negro, su un campo da golf, e tutti gli altri cercano di fargli fare il caddy, ma lui non è un caddy. È solo uno che cerca di fare il suo percorso a golf. Gli altri ragazzi gli danno un biglietto 5 dollari e gli dicono di andare alla Club House a prendere sigarette e birra. Lui allora se ne va dalla moglie, a casa, e dal figlioletto a cui insegna a giocare a golf. E poi vediamo tutti gli altri bambini che giocano a campana, mentre il piccolo Tiger si allena sul Putting Green. E poi vediamo tutti gli altri bambini che mangiano il gelato, mentre il piccolo Tiger, invece, si allena sulle palle lunghe sotto la pioggia, istruito da suo padre. E poi dissolvenza... su Tiger. Che vince quattro grandi slam consecutivi, e diventa il più grande golfista che abbia mai preso in mano un ferro nove. E chiudiamo su suo padre, tra la folla ai bordi del campo, e Tiger che gli consegna i suoi trofei. Tutto per merito di un padre che aveva deciso che nessun bianco, grasso e volgare avrebbe mai spedito suo figlio alla Club House a prendere sigarette e birra." - Doyle Gibson/Samuel L. Jackson.

Ipotesi di reato non è certo uno di quei film che hanno fatto la storia del cinema, anzi. Nel curioso scambio di ripicche tra Ben Affleck e Samuel L. Jackson, in realtà, poche sono le cose veramente da ricordare, ma tra queste c'è il monologo appena citato, scaturito dalle labbra, dalla voce e dal fenomenale volto del grandissimo attore afroamericano.
Se è vero che il trascendere il proprio "media di competenza" è il segno più tangibile del successo di una cosa, qualsiasi essa sia, possiamo allora affermare che questa citazione è una prova di quanto importante, e per diversi motivi, sia la figura di Tiger Woods. Come la Nintendo dei tempi belli ("vuoi giocare a Nintendo?", viene chiesto a un Bruce Willis appena uscito di prigione in Hudson Hawk), come la PlayStation successivamente (ce n'è una anche nell'appartamento di Joey e Chandler a partire dalla sesta stagione di Friends), come il successo planetario dell'icona Lara Croft.
Figure che trascendono, appunto, che diventano note anche al di fuori della loro nicchia, sia essa quella dei videogiochi, sia essa quella di uno sport che qui in Italia non riceve forse l'attenzione che meriterebbe. Insomma, Tiger Woods, lo sportivo più pagato del mondo, è un'icona riconoscibile un po' ovunque, anche in quei luoghi in cui il golf è colpevolmente uno sport troppo d'elite per poter essere praticato, o dove è necessario pagare un abbonamento a una TV satellitare per poter godere - a notte fonda, tipicamente - delle spettacolari performance dei migliori giocatori del pianeta.

UN DRIVE AD ALTA DEFINIZIONE

Tra le occupazioni "trasversali" del campione statunitense, comunque, ce n'è una molto vicina al suo mestiere reale: si tratta della simulazione golfistica che ogni anno Electronic Arts propone a tutti gli appassionati, una serie che con Tiger Woods PGA Tour 06 viene traghettata nell'era dell'alta definizione. La versione per Xbox 360 va quindi ad affiancarsi a quelle per le console più diffuse, portando in dote un sistema di gioco ormai collaudato e tentando di riprodurre in modo ancora più fedele le caratteristiche dei campi da gioco del circuito professionistico.
Ebbene, il primo impatto con il gioco è di quelli positivi: basta un "volo" su una buca per apprezzare la presenza di texture di ottima definizione, mentre le visuali ravvicinate mostrano ottimi dettagli, come la muscolatura dei golfisti (con tanto di vene visibili) e le maniacali riproduzioni di magliette, pantaloni, scarpe, mazze e così via; o i singoli fili d'erba - un po' radi, in verità - apprezzabili quando la pallina atterra appena fuori dal fairway.
I golfisti sono però definiti in modo altalenante, visto che la qualità della loro rappresentazione (specialmente a livello somatico) non è sempre impeccabile, e inoltre tra animazioni generalmente convincenti capita di notare qualche stonatura qua e là.
Insomma, dopo il già citato primo impatto, Tiger Woods PGA Tour 06 mostra il fianco a qualche critica di troppo, dovuta soprattutto a una coerenza qualitativa che non sempre viene mantenuta. Le texture dello sfondo talvolta appaiono sgranate e grossolane, alcune scelte a livello di illuminazione non sono eccelse (bellissima la nebbia sul Turnberry Classic, ma la luce crepuscolare rende l'immagine troppo buia). Poco da dire sul sonoro, composto da una manciata di tracce d'accompagnamento che verranno ben presto disabilitate, da un commento sonoro di tipo "televisivo" piuttosto preciso e puntuale e da effetti di buon livello, anche se noiosi aeroplani tendono ad attraversare un po' troppo spesso il fronte posteriore del setup 5.1, per i nostri gusti.

"MI CI VORRÀ LA MAZZA NUMERO CINQUE" - RATMAN COLLECTION #3

Non è solo di tecnica, comunque, che si ciba l'appassionato di Tiger Woods PGA Tour 06... anzi, sarebbe meglio dire che la tecnica che veramente importa è quella di tiro. Il sistema è quello già visto in altri giochi della serie: lo swing, libero dalle costrizioni di barre di potenza "a saliscendi", non ci impone noiose sequenze di pressione a tempo, anzi ci permette di interagire con il nostro golfista virtuale in maniera diretta e - quasi - naturale.
In effetti, poter mimare lo swing è spettacolare, perché ci si sente davvero parte dell'esperienza golfistica e non i partecipanti di una puntata virata al verde di Sarabanda. Il movimento, la sua ampiezza, la sua direzione: sono tutte cose che contano sul serio in un gioco della serie Tiger Woods, e difficilmente si potrà dare colpa al gioco per un colpo sbagliato.
L'interfaccia si avvale dei due stick analogici, deputando al primo il controllo del colpo e al secondo la gestione degli effetti. Per effettuare uno swing, basta portare lo stick di sinistra indietro per avviare il colpo e, raggiunta l'ampiezza voluta (e, di conseguenza, la potenza di tiro desiderata), basta "mimare" il colpo riportando lo stick verso l'alto. Spostando invece lo stick di destra potremo impartire alla pallina rotazioni utili sopratutto per imprimere alle traiettorie effetti laterali e per alzare un pochino la traiettoria del colpo.
Si diceva che il sistema è "quasi" naturale: questo perché serve un po' di apprendistato per prendere confidenza con il sistema di gioco. Non a caso, la modalità carriera offre una lunghissima (e a tratti estenuante) serie di sfide basate sulle situazioni più disparate che potremo incontrare in un "tour" di golf. Ben presto, però, si impara a gestire al meglio lo swing e a tener conto dell'incidenza del vento (invero meno determinante di quanto ci saremmo attesi), almeno per quanto riguarda i colpi effettuati a piena potenza. Quando si tratta di modulare la potenza di una mazza, come un ferro o un wedge, le cose si fanno ben più complesse e l'allenamento, in questi casi diventa fondamentale.
Il sistema di controllo offre inoltre la possibilità di effettuare colpi di vario genere, dal tiro "pieno" tipico di traiettorie lunghe a un paio di tipi di pallonetto, utili per superare un bunker nelle vicinanze del green. Non manca nemmeno un colpo, denominato "punch", che offre una traiettoria molto ribassata e quindi particolarmente protetta dal vento. Scegliere il colpo giusto diventerà naturale dopo una settimana circa, l'importante è non fidarsi sempre del suggerimento del caddy, poiché questo è spesso eccessivamente conservativo o... addirittura sbagliato.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Tiger Woods PGA Tour 06 è un titolo sportivo che trasuda "EA Style" da tutti i pori, nel bene e nel male. Il sistema di swing è ancora una volta eccellente, ma l'impatto con il gioco è di stampo estremamente arcade. Lo dimostrano la scarsa incidenza del vento sulle traiettorie della sfera, la semplificazione adottata per la realizzazione dei tiri ad effetto, la possibilità di variare gli effetti di spin anche quando la pallina è già in volo. Graficamente di buon livello, ma con qualche scivolone e qualche indecisione di troppo, quest'ultimo Tiger Woods si gioca comunque con piacere, grazie soprattutto ai fantastici percorsi proposti: un giro a Pebble Beach è un'esperienza davvero da vivere, e il supporto per l'audio multicanale contribuisce a disegnare un tappeto uditivo per nulla invadente e capace di immergere il giocatore tra cinguettii, folate di vento e - quando capita di meritarseli - fragorosi applausi. Indiscutibilmente longevo grazie una modalità carriera estremamente articolata, Tiger Woods PGA Tour 06 corre il rischio di diventare ripetitivo, e sebbene sia innegabile che ripetere più e più volte le stesse azioni sia la strada giusta da percorrere verso la gloria golfistica, è anche vero che a lungo andare le sfide proposte tenderanno ad assomigliarsi un po' tutte e a perdere molto del loro fascino iniziale.