Time Machine

Time Machine

Time Machine è la rubrica con cui Videogame.it torna indietro nel tempo, impostando le coordinate del viaggio a ritroso ora su importanti saghe che hanno fatto la storia dei videogiochi, ora su singoli titoli che meritano attenzione, rispetto e degna memoria. Tutto questo attraverso retrospettive dettagliate, approfondimenti mirati e, inevitabilmente, considerazioni emozionali sul tema. Attenzione: la nostra macchina del tempo fa quasi 20 anni con un pieno di benzina!
Rubrica

Hang on, baby!

Tutti (o quasi) i motori ruggenti di Yu Suzuki.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Assodati gli invidiabili meriti tecnici, Out Run vantava una notevole caratteristica per un gioco di guida di quegli anni: il giocatore aveva facoltà di scegliere quale percorso affrontare fra i quindici disponibili, svoltando a ogni bivio presente alla fine di ciascuno stage. Per giungere a una delle cinque possibili sequenze finali, difatti, occorrevano addominali contratti, riflessi ben allenati e il piglio del pilota smaliziato, ora alle prese con ripide e velocissime picchiate e lunghi tratti in salita, ora costretto a repentine sterzate per evitare le massicce dosi di traffico. Gli scenari con grafica "a scalare" e gli elementi di contorno (cartelloni pubblicitari, alberi, muraglioni o antiche colonne di mattoni) scorrevano via tra eccitanti zoom, rocamboleschi ribaltamenti, curve alla cieca, tratti d'asfalto sconnessi ed estenuanti rincorse all'ultimo checkpoint.
Bisognava, in altri termini, mantenere medie da capogiro, senza distrazione alcuna.
Oltre al più comune cabinato (il giocatore era in piedi, con volante, pedaliera e cambio manuale), esisteva un modello con sedile e, per giunta, una quarta versione con il cabinato tutto che si muoveva, seguendo la curvatura della Testarossa sullo schermo e quella della bionda seduta di fianco.

UN CAVALLINO RAMPANTE IN CASA

Dilungarsi qui, fornendo una meticolosa panoramica delle conversioni domestiche e relative evoluzioni di Out Run, sarebbe compito mastodontico.
È doveroso, però, un breve cenno alla casa statunitense US Gold, che ottenne i diritti per l'importazione del titolo sulle piattaforme di gioco casalinghe allora in voga e annunciò l'arrivo nei negozi di Out Run per il Natale del 1987. Nel 1989 nacque Turbo Out Run (la versione per Commodore-64 è ancora oggi un vero classico), con la F40 che sostituiva la precedente Testarossa, la polizia che inseguiva il "ferrarista" e una manciata di effetti atmosferici a complicare le co(r)se. C'era Battle Out Run, poi, per Sega Master System (nient'altro che un clone di Chase HQ) e Out Run 3D da giocare con gli appositi occhiali inclusi nella confezione, l'ibrido e fin troppo spavaldo Out Run Europa e l'eccellente conversione del gioco originale per Megadrive.
Out Run, in fin dei conti, sta al concetto di racing game arcade, come Sonic sta a quello dei videogiochi basati su velocissimi porcospini blu che corrono ingurgitando anelli d'oro.
Attenzione: non cercate su Youtube il brano "Magical Sound Shower", altrimenti sarete costretti a fischiettarla tutto il giorno! Un buon metodo per smettere, però, è quello di (ri)pensare a tutte le monetine spese con quel geniale coin-op, proprio quello del lido marittimo, 1989 circa, quello con il pedale del freno sempre sporco di sabbia e la solita interminabile calca di ragazzini. Così tante monetine, forse, che avremmo potuto persino permetterci l'acquisto del cabinato stesso.

EFFE TRE E CINQUANTACINQUE

Effe tre e cinquantacinque, anche se il nome più corretto sarebbe F355 Challenge, era (ed sempre sarà) un videogioco sublime, mirabile, eccelso, pregevole e lodevole. Ma soltanto cinque aggettivi sono ancora pochi, quindi vanno ripetuti ancora una volta, ad abundantiam: sublime, mirabile, eccelso, pregevole e lodevole.
F355 Challenge era godimento allo stato puro, era tutte le sensazioni di una vettura da Challenge a prezzo di convenienza, con tanto di seduta ergonomica, volante con cambio indicizzato e tre schermi per godere come matti. La prima volta in quel magico cabinato è cosa che resterà impressa nella memoria ludica di ciascun videogiocatore. Al suo interno lavoravano quattro schede Naomi, tre delle quali si occupavano della gestione individuale degli schermi e l'ultima del sonoro. Poi la visuale interna obbligatoria, le opzioni per correggere Traction Control, Stability Control e ABS, circuiti reali quali Sugo, Monza o Suzuka e addirittura una stampante annessa, per custodire gelosamente la telemetria della propria prestazione.
F355 Challenge, tra scodate di potenza e quel realismo elegante, raffinato e perfettamente raccordato alla fruizione matura del racing game, era (e per molti è ancora) la simulazione delle simulazioni, il miglior videogioco per guidare un Ferrari, almeno prima di Forza Motorsport 3 e tutta la storica produzione di Maranello ormai in vetrina.
Si temeva, tra l'altro, per la conversione domestica di un coin-op così tanto sofisticato, ma la console a 128bit di Sega non deluse di certo le aspettative. Anzi, seppur rinunciando al volante e al cambio sequenziale del cabinato, F355 Challenge per Dreamcast era in grado di surclassare persino la versione da sala giochi con schermo singolo.
La simulazione delle simulazioni da giocare anche in casa, insomma, con sorpassi ragionati, frenate al limite, avversari dotati di una vera e propria intelligenza agonistica, effetti di scia, auto tutte uguali e un modello di guida tanto appagante quanto realistico, ancora oggi attuale e pienamente soddisfacente.
Firmare la petizione mondiale per la pubblicazione di un degno seguito di F355 Challenge firmato Yu Suzuki, inoltre, è un dovere morale.
La mia sta qui sotto.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    Nuovo numero di Time Machine: si parla di Yu Suzuki, di SEGA e di metallo veloce!
  2. drzoidberg

     
    #2
    Out Run: uno dei giochi che mi ha fatto sognare di più.
    Avevo anche preso Out Run Europa, che proponeva diversi mezzi (fra cui l'acqua-scooter).
  3. Piccolo

     
    #3
    A ben pensarci, distinguere i giochi di guida in "stile arcade" e "stile simulativo" è un pò un controsenso. F355 è indubbiamente un gioco arcade ma allo stesso tempo è una delle simulazioni di guida più complete e realistiche di sempre. F355 è la dimostrazione che un gioco di guida arcade può essere simulativo.

    Bisognerebbe un pò superarlo questo luogo comune, insomma.

    Comunque, è incredibile come F355 sia ancora un piacere per gli occhi. Giochi di guida successivi e per console più evolute hanno subito molto più impietosamente il peso degli anni.
  4. xsecuzione

     
    #4
    Più che la canzone di OutRun, quella che mi è rimasta impressa dalla prima volta che l'ho sentita fino ad ora è il main theme di Hang On. La ho pure come suoneria del Cell :P Tra l'altro ricoverizzata è una gran bella canzone power.
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!