Time Machine

Time Machine

Time Machine è la rubrica con cui Videogame.it torna indietro nel tempo, impostando le coordinate del viaggio a ritroso ora su importanti saghe che hanno fatto la storia dei videogiochi, ora su singoli titoli che meritano attenzione, rispetto e degna memoria. Tutto questo attraverso retrospettive dettagliate, approfondimenti mirati e, inevitabilmente, considerazioni emozionali sul tema. Attenzione: la nostra macchina del tempo fa quasi 20 anni con un pieno di benzina!
Rubrica

Shooter d'élite

Treasure, Radiant Silvergun e il Sega Saturn.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

La più affascinante storia di Treasure, software house nata nel 1992 da una costola ribelle di Konami, racconta dalla distruzione del mondo intero e procede in verticale, puntando dritto verso la parte superiore del televisore, proprio come gli sparatutto di una volta.
È il 14 luglio dell'anno 2520 e un arcano manufatto alieno (Stone-Like) precedentemente condotto sulla Terra dagli scienziati esplode, investendo ogni cosa con un fragoroso e incontenibile bagliore di morte. A un anno di distanza il pianeta è ormai un letale campo di battaglia, Ruin (la seconda traccia audio del gioco firmata Hitoshi Sakimoto) suona solenne e incessante, mentre l'ultimo caccia da battaglia Silvergun si alza in volo.
Il sonoro poi sublima nella marcia di guerra e scampanio con Return, quindi collassa nella tragedia di Reminiscence e la missione a cui si è chiamati pad alla mano è più che evidente [Now that it's done… I've begun to se the reason why we are here"].
È così che, a grandi linee, incomincia Radian Silvergun, lo shooter di Treasure che oggi costa quanto una console di ultima generazione e vale bene un assegno circolare.

SHOOTER SENZIENTE

1998 – La decisione di sviluppare e produrre un videogioco per il Sega Titan Video Game System poteva allora sembrare un'idea pazza e demodè, ma il risultato che Treasure ottenne con la versione arcade di Radiant Silvergun stupì chiunque per fascino e per qualità. A quel tempo il Titan (o ST-V) avrebbe dovuto tirare le cuoia, insomma: aveva già tre anni sul groppone e andava a cartucce; la brillante maestria del team di sviluppo giapponese, però, si espresse al meglio sul glorioso e "vecchio" hardware, in barba agli scettici e all'home entertainment tutto.
Come è vero che Titano è il più grande satellite naturale di Saturno, poi, fu la volta del Saturn, affine in tutto e per tutto al Titan, fuorché per un dettaglio mica da poco: il nuovo formato che ora ospitava il codice di gioco si chiamava CD-ROM. Pubblicato il 23 luglio del 1998, così, Radiant Silvergun (Sega Saturn) beneficiò del supporto più capiente con l'introduzione di pregevoli scene d'intermezzo (in stile anime) realizzate dallo studio Gonzo e con l'aggiunta di un'inedita modalità di gioco dinamica (denominata Saturn Mode), quasi senziente, in grado di adattarsi al ritmo dettato dall'abilità del giocatore. La narrazione del titolo di Treasure si muoveva per destabilizzanti balzi cronologici, ora a ritroso nel tempo per scongiurare la terribile minaccia e ora ben più avanti, quasi a guardare il proprio destino negli occhi e sfidarlo secondo le regole del bellissimo shmup d'autore.
Così il terzo stage corrispondeva al primo ed effettivo capitolo, quindi era concessa la possibilità di passare al secondo oppure al quarto capitolo, procedendo così fino al sesto. Il primo capitolo del gioco, giocoforza, era l'ultimo stage da giocarsi, con la speranza di restituire una nuova esistenza a tutto il genere umano o forse solo "…per non commettere ancora una volta gli stessi errori" [traccia audio: There is Life Evereywhere].

THE HYPER SWORD

Radiant Silvergun aveva del singolare: al sistema di crescita per power-up si preferiva quello basato sull'esperienza di guerra e tutte le armi presenti nel gioco erano a disposizione del giocatore sin dall'inizio. Si trattava di sette dispositivi bellici che si potenziavano con l'utilizzo in battaglia e col sudore dei polpastrelli, stressati dalle molteplici e possibili combinazioni di tasti sul pad del Saturn. La volontà del direttore/produttore Hiroshi Iuchi di rendere disponibili l'intero armamentario sin da subito, dunque, fece sì che in Radiant Silvergun convivessero somma frenesia e attenta strategia offensiva. Bisognava addirittura spendere lunghe ore solo di gioco per apprendere il corretto utilizzo del Back Wide (un cannone Vulcan posteriore), la tempistica degli Spread (due siluri che rispondevano alla pressione più o meno prolungata del tasto C) o i segreti della spada Radiant Sword (che poteva persino divenire persino Hyper Sword).
Il sistema di punteggio, invece, era basato sulle cosiddette chain, ovvero l'eliminazione concatenata dei nemici dello stesso colore (tra i tre disponibili: blu, rosso e giallo), fino alla secret chain (diecimila punti per tre colori differenti).
Laddove l'impatto visivo del titolo di Treasure appagava lo sguardo che seguiva l'azione e lasciava esterrefatti di piacere (l'utilizzo di fondali bidimensionali era perfettamente integrato con gli elementi tridimensionali che si muovevano vorticosamente sullo schermo), il sublime gameplay si protraeva senza sosta alcuna a ridosso di un level design esaltante e monumentale, fatto di stage mastodontici e cadenzato da un ritmo di gioco sempre più che serrato. La sensazione restituita al giocatore era quella di un estasiante viaggio onirico in un flusso continuo di lampi di luce, esplosioni e avversari grandi quanto tutto lo schermo, se non ancora di più. Il boss fighting contro gli Assailant, infatti, si traduceva in un incontro puntualmente epico e memorabile, talvolta spossante, ma sempre visivamente sbalorditivo. Xiga, Bechew o W(--)W attaccavano mediante pattern che incantavano per bellezza coreografica e per esemplare programmazione dimostrata dagli sviluppatori, costringendo il proprio Silvergun a manovre kamikaze o a lente strategie d'indebolimento avversario (ai limiti del puzzle game), scavando pazientemente una breccia metallica, fino a scoprire il punto vitale dell'ostile bestione e colpirlo ripetutamente senza il minimo ritegno e contegno.

Se nel 1998 Radiant Silvergun sbaragliò la concorrenza in quanto gioco immenso, spettacolare e raffinato (nonché caratterizzato da una curva d'apprendimento tanto irta quanto capace di regalare ampie soddisfazioni ai giocatori devoti), il titolo di Treasure rappresenta oggi un invidiabile e prezioso pezzo da collezione, un sogno per nababbi videoludici e una splendida chimera per tutti gli altri.

Nota:
Treasure sviluppò su scheda Naomi (2001), Dreamcast (2002) e GameCube (2003) il seguito spirituale di Radiant Silvergun, ovvero l'ottimo Ikaruga. La scritta "Project RS2" che compare nell'introduzione del gioco è infatti ufficiosamente interpretata come "Project Radian Silvergun 2". Ikaruga riprende alcuni elementi già apparsi in Silhouette Mirage di Treasure (come ad esempio le opposte polarità dei nemici e la possibilità di mutare il proprio status per ottenere chain più remunerative) e quelli di stampo shooter già apprezzati in Radiant Silvergun, senza sfigurare minimamente al cospetto del proprio predecessore. La versione Dreamcast di Ikaruga è oggi disponibile su Xbox Live Arcade, convertita ad hoc per la console di Microsoft.


Commenti

  1. bonfa

     
    #1
    Mi sto ancora mangiando le mani per non averlo comprato quando potevo...  :'(
  2. DarkGod

     
    #2
    mamma mia che gioco spettacolare!!! Quanti ricordi...:)
  3. utente_deiscritto_18604

     
    #3
    Un Ikaruga II oppure un seguito sarebbero cosa buona e giusta...
  4. RALPH MALPH

     
    #4
    e io che l'ho venduto a un prezzo stracciato, più o meno eh.. :D

    lo rivorrei sul psn o live arcade, in quanto al gioco gli preferisco ikaruga, è un po' più accessibile anche a bassi livelli
  5. the patriot

     
    #5
    anche per me il migliore è ikaruga, comunque...
  6. RALPH MALPH

     
    #6
    ma quanto vale oggi radiant?
  7. the patriot

     
    #7
    RALPH MALPH ha scritto:
    ma quanto vale oggi radiant?
     
    intorno ai 150 euro
  8. Kacacevic

     
    #8
    the patriot ha scritto:
    anche per me il migliore è ikaruga, comunque...
      STOCAZZO!!!!! :approved:
  9. utente_deiscritto_19106

     
    #9
    buongiorno principe. Gentilmente cambiamo un po il registro di lingua? Grazie
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!