Time Machine

Time Machine

Time Machine è la rubrica con cui Videogame.it torna indietro nel tempo, impostando le coordinate del viaggio a ritroso ora su importanti saghe che hanno fatto la storia dei videogiochi, ora su singoli titoli che meritano attenzione, rispetto e degna memoria. Tutto questo attraverso retrospettive dettagliate, approfondimenti mirati e, inevitabilmente, considerazioni emozionali sul tema. Attenzione: la nostra macchina del tempo fa quasi 20 anni con un pieno di benzina!
Rubrica

Ritorno al futuro

Nubi di ieri sul videoludico domani odierno.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Il realismo utopico si fonda sull'idea che la modernità è orientata al futuro, sicché il futuro assume la veste di modello condizionale. Detto in altri termini, le anticipazioni del futuro entrano a far parte del presente e influiscono quindi sul modo in cui effettivamente il futuro si sviluppa. Sarà forse il caso, allora, di aumentare la potenza della nostra Macchina del Tempo e portarla a 1,21 gigowatt, quindi impostare le coordinate spazio-temporali al duemilaventi e lasciar flussare il flusso canalizzatore verso il futuro e oltre? Inevitabilmente si. Quella che segue, dunque, non è una rassegna di arbitrarie previsioni in merito all'evoluzione del tecnoludico, ma un sincero reportage di quel che certamente accadrà. Se i calcoli effettuati sono esatti, quando questo aggeggio toccherà le ottantotto miglia orarie, ne vedremo delle belle. Se anche voi possedete una Macchina del Tempo e avete viaggiato nel futuro dei videogiochi, raccontate ciò che di meraviglioso (o terribile!) avete visto nell'apposita sezione in calce all'articolo.

Strade? Dove stiamo andando non ci sono strade!

Nel duemilaventi non esisteranno più lembi d'asfalto per sfrecciare con la propria "quattroruote". Anzi, la ruota sarà roba ormai passata di moda, mentre la simulazione della guida automobilistica via console perderà progressivamente il suo portato ludico, ossia la capacità di reincantare. Non si sa ancora bene come, ma Gran Turismo 6 assurgerà a mera realtà. Detto in altre parole, useremo il nuovo videogioco del sempre più piccolo Kazunori Yamauchi (che nel 2020 avrà le approssimative dimensioni di un'action figure) per spostarci nello spazio della dimensione reale. Con il titolo di Polyphony andremo tutti al lavoro, accompagneremo i figli a scuola e partiremo per le vacanze. Per ovviare a un tale sovvertimento della percezione di ciò che è ludico e ciò che non lo è, Psygnosis risorgerà come splendida fenice e in circolazione non ci sarà più altro racing game all'infuori di wipEout.

Grande Giove!

Nel duemilaventi l'uomo sbarcherà finalmente su Giove. L'autore dell'epocale impresa sarà l'astronauta giapponese Tetsuya Mizuguchi, che raggiungerà il lontanissimo pianeta gigante servendosi solamente di una copia ancora incellophanata di Rez, di un elastico per capelli, di una confezione di fiammiferi svedesi e di tre etti di uranio purissimo tagliato a fette sottili. Una volta lì, scoprirà suo malgrado che non c'era nulla di speciale da vedere.
Poco importa, in ogni caso, perché quel che conta è il viaggio.

Il sistema giudiziario funziona velocemente, hanno abolito gli avvocati

La tragica conseguenza di questa estinzione non porterà solo al fallimento di Capcom e persino all'immediato ritiro dal mercato di tutte le copie del nuovissimo capitolo della fortunata serie Phoenix Wright, ovvero Ace Attorney: Ruby 17 (perché giudicato infangante e privo di veridicità), ma addirittura alla nascita di un nuovo e più sbrigativo sistema giudiziario su scala globale. Non esisteranno più reati e imputati, in altre parole, perché chiunque potrà crearsi una legge ad personam o downloadare quelle già create ad hoc da miliardi di utenze. Il cyborg di Nicolò Ghedini si dirà finalmente soddisfatto.

Forse non siete ancora pronti per questa musica, ma ai vostri figli piacerà

Per sopperire alla sempre più difficile reperibilità del legname, gli strumenti del duemilaventi saranno tutti headless come quelli dei cotonati anni ottanta, avranno il corpo in alluminio con manico necktrough, la tastiera in materiale vitreo (simile a quella dell'attuale iPad, ma con il 50% di tepore in più) e le corde virtuali come quelle di Magic Fiddle, una banca di suoni virtualmente infinita e la possibilità di switchare in modalità chitarra elettrica, chitarra acustica, contrabbasso, ukulele, mandolino o quello che più vi pare grazie a un semplice tocco. Saranno prodotti da Fender, Gibson, Apple o Microsoft e potranno interfacciarsi tanto con i videogiochi (Guitar Hero 13 o Rock Band 9), quanto con gli amplificatori valvolari di una volta. Allora il termine PLAY avrà una sola accezione e dovrà sempre essere scritto in stampatello, per legge.

Buonanotte, ragazzo del futuro!

Chi una sola volta si è appisolato durante la fruizione di un medium a bassa interazione (cinema, televisione, opera teatrale o Assassin's Creed) saprà che solo nel momento del passaggio dallo stato di veglia al sonno la rappresentazione può liberarsi da ogni scoria e divenire liquida, celestiale. Solo in quel particolare momento (detto "soglia") i sensi si fanno più acuti, le singole sfumature si tingono con contorni ancora più netti e si ottiene lo spettatore perfetto. Ecco perché nel duemilaventi il videogioco diverrà una forma d'intrattenimento non soltanto spettatoriale (cfr. Bittanti), ma addirittura soporifera.
Gli utenti potranno collegarsi in rete per seguire, commentare in diretta o sonnecchiare durante competizioni sportive, tornei di sparatutto dell'ultima generazione e gare di Formula 1. Come già accade adesso, in pratica, e ben al di là dell'innovazione preconizzata nel 2014 in materia di OnLive. Il futuro dei videogiochi sta tutto nel voyeurismo.

Ehi tu, porco! Levale le mani di dosso!

L'era dei supporti fisici e' in declino e i videogiochi subiranno processi di smaterializzazione affini a quelli che già nel 2013 hanno investito musica, cinema, libri e droghe. Nel duemilaventi la maggior parte dell'offerta sarà disponibile esclusivamente in formato hyper-download e holo-streaming, cosicché le catene commerciali saranno costrette ad adattarsi al trend, trasformando radicalmente il proprio modello di business. GameStop, ad esempio, perderà la leadership nella compravendita di videogiochi (nuovi e usati), riducendosi a vendere solo le scatole vuote di applicazioni virtuali. I feticisti delle vecchie ludoteche analogiche potranno così continuare ad ammucchiare roba, spolverare scaffali di pura facciata e gongolare per le proprie collezioni inutili. I videogiochi del futuro saranno app da scaricare sulla tanto agognata console unica (che a sorpresa sarà prodotta dalla Zoppas: nessuno la distrugge). Esisterà addirittura un commercio di app usate, che potranno essere rivendute alla metà meno due centesimi del prezzo pagato in origine. Per venderle basterà cancellarle dal dispositivo di gioco.

Non stai pensando quadridimensionalmente!

La vertiginosa evoluzione tecnoludica del terzo millennio farà sì che tutte le nazioni al di sotto dell'equatore saranno totalmente ripensate e trasformate in enormi e potentissime celle Wi-Fi, affinché il mondo al di sopra dell'equatore possa giocare meglio in multiplayer. Il digital divide non sarà più visto come un problema, in pratica, ma come una ghiotta occasione. Inoltre, mentre cercherà di accarezzare il felino, un bambino verrà dilaniato e sbranato da una tigre di Kinectimals 5. Microsoft sarà processata e costretta a risarcire la famiglia con un fantastico bundle del valore di circa 300 dollari. Nello stesso anno Andrea Babich si lancerà dal Pirellone con un deltaplano fatto interamente di codice binario e riuscirà a volare.

Indietro nel futuro!

La trama: il continuum temporale è stato interrotto creando questa nuova temporale sequenza di eventi risultante in questa realtà alternativa. Quando scopriremo che vi sono molte culture anziché una sola, e quando di conseguenza riconosceremo la fine di una sorta di monopolio culturale, illusorio o reale che sia, si prospetterà la minaccia della distruzione della nostra stessa scoperta. Ad un tratto si presenterà la possibilità che esistano solo gli altri, ovvero che noi stessi siamo altri tra gli altri. Una volta scomparsi ogni significato e ogni obiettivo, diventerà possibile errare tra le civiltà come tra vestigia e rovine del passato, brandendo ancora una volta un piede di porco nuovo di zecca.
Sebbene nessuno abbia ancora ben capito di cosa parli e come funzioni il gioco, Half-Life 3 (Valve, 2019) ha già venduto un miliardo di copie in tutto il mondo.


Commenti

  1. Seifer91

     
    #1
    per me qualcuna si avvera:)
  2. Solidino

     
    #2
    Il realismo utopico si fonda sull'idea che la modernità è orientata al futuro, sicché il futuro assume la veste di modello condizionale.
    leggo stasera va...:DD
  3. crudelio

     
    #3
    Il futuro è m***a. Ho viaggiato nel tempo. Solo che sono andato a finire nel wormhole di Donnie Darko. Che però non era un wormhole. Avete presente che tutti si chiedono "ma dove vanno a finire gli escrementi quando caghi in aereo?". E' proprio quello: è l'enorme vortice dello sciacquone globale in cui vanno a finire tutte le cacche espulse in volo. Ti aspetta altro che il motore di un 747 in faccia, Donnie.
  4. utente_deiscritto_23979

     
    #4
    crudelio ha scritto:
    Il futuro è m***a. Ho viaggiato nel tempo. Solo che sono andato a finire nel wormhole di Donnie Darko. Che però non era un wormhole. Avete presente che tutti si chiedono "ma dove vanno a finire gli escrementi quando caghi in aereo?". E' proprio quello: è l'enorme vortice dello sciacquone globale in cui vanno a finire tutte le cacche espulse in volo. Ti aspetta altro che il motore di un 747 in faccia, Donnie.
     Al terzo post comincia il delirio, oltre ogni più rosea previsione direi :D
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