Time Machine

Time Machine

Time Machine è la rubrica con cui Videogame.it torna indietro nel tempo, impostando le coordinate del viaggio a ritroso ora su importanti saghe che hanno fatto la storia dei videogiochi, ora su singoli titoli che meritano attenzione, rispetto e degna memoria. Tutto questo attraverso retrospettive dettagliate, approfondimenti mirati e, inevitabilmente, considerazioni emozionali sul tema. Attenzione: la nostra macchina del tempo fa quasi 20 anni con un pieno di benzina!
Rubrica

Giro di boa

Un guizzo, due tonfi e una lenta risalita

di Francesco Alinovi, pubblicato il

La fiamma si riaccese per un attimo solo in vista del quarto episodio su PSone, il migliore dopo il primo. L’inizio, però, non sembrava promettente: cominciare a giocare con Lara bambina portava a pensare solo il peggio. E in effetti, alla fine, rimane sepolta viva sotto le piramidi. Ma un po’, forse, se l’era andata a cercare… Quando l’inevitabile capitolo successivo arrivò puntale come le abbuffate in occasione delle festività, avevo completamente perso l’entusiasmo: non c’è niente di più triste del commemorare la perdita di una persona cara (durante il Natale), soprattutto quanto si cercano di rivivere i suoi momenti più insipidi. Credo di aver finito al tempo solo il livello introduttivo.

Facendo finta che Angel of Darkness non sia mai esistito, la saga riparte con slancio da Tomb Raider Legend - Lara Croft Tomb Raider Legend
Facendo finta che Angel of Darkness non sia mai esistito, la saga riparte con slancio da Tomb Raider Legend

Anche Angel of Darkness l’ho recuperato postumo, solo perché non potevo credere che tutti l’avessero giudicato così brutto. Come poteva essere? C’era pur sempre Lara nel cast! L’idea che in effetti non fosse veramente morta e che, per la prima volta, avrebbe debuttato sulla nuova potentissima console di Sony, almeno inizialmente aveva riacceso la speranza. Quando appresi che vagabondava come una tossica per i quartieri malfamati di Parigi, mi prese male. Davvero aveva raggiunto il fondo… Quando, alla fine, mi decisi a prendere in mano il controller, capii. A volte ci si può sbagliare. Avevano ragione gli altri. Ecco perché, quando è uscito Legend, ho stappato lo Champagne: avevano finalmente restituito un po’ di dignità alla mia eroina preferita! Il tentativo di ricostruire la continuity che Core Design aveva mandato alle ortiche (non solo a livello di trama ma proprio come impianto ludico) facendo un reset della saga, mi aveva piacevolmente predisposto. Si trattava poi di uno dei primi giochi del catalogo Xbox 360 e quindi l’apprezzai ancora di più. E poi in Legend c’è quel livello fra i grattacieli di Tokyo con Lara strizzata a fatica in un tubino nero: semplicemente indimenticabile!

Quando appresi che il successivo capitolo non sarebbe stato un gioco completamente nuovo ma il remake del primo episodio, la gioia fu davvero immensa. Non è da tutti la possibilità di rivivere a una maggiore risoluzione un pezzo importante della propria formazione di videogiocatore. L’esaltazione andò lentamente calando dopo aver fatto anteprime e recensioni per quasi tutti i formati e le riviste pubblicate da quello che era il mio editore al tempo. L’ho finito su PS2, Xbox 360, PC e PSP (da poco anche su PS3). Di “notevole” c’era il fatto che tra famiglia e lavoro avevo già un decimo del tempo libero di una dozzina di anni prima, quindi si è trattato proprio di secondi strappati anche alle minzioni diurne.

Nonostante i cambi di ritmo, quindi, non ho mai smesso di dedicare del tempo a Lara. Ho apprezzato molto anche Underworld, nonostante fossi già tutto preso per Uncharted – ma Nathan Drake non potrà mai avere lo stesso fascino della predatrice di tombe inglese. I primi livelli di gioco di Underworld, in particolare, si rivelano i più azzeccati e spettacolari, non solo per la sgambatissima tuta da sub. Anche quando Lara se la deve vedere con gli zombi vichinghi il ritmo non cala mai. E per finire, ci sono i due fantastici DLC, che ho condiviso con voi lettori proprio su queste stesse frequenze digitali. Un discorso a parte meriterebbe The Guardian of Light, che ha portato una ventata di novità nella saga, e che funziona bene proprio come diversivo in attesa di contenuti più succosi.

E così arriviamo al presente, con un nuovo Tomb Raider che si profila all’orizzonte. Cosa devo pensare? Sinceramente non lo so. Un po’ sono emozionato, ma è una sensazione molto strana. Quando ho conosciuto Lara Croft, anagraficamente parlando era più vecchia di me. Ora sta per invadere nuovamente gli schermi di casa: ma mentre il sottoscritto è diventato un adulto, lei è tornata ragazzina. Il che, se ci pensate bene un attimo, è piuttosto inquietante. Soprattutto, non sono tagliato per le relazioni morbose. Per sentirmi meno in colpa avrei preferito una versione MILF… Chissà se anche agli sviluppatori è venuto lo stesso dubbio…
Fortunatamente, al momento non ho ancora perso una notte di sonno tormentato da questi sentimenti contrastanti. E volete sapere perché? Eh, dai, volete saperlo! Se proprio insistete ve lo dico eh! Va’ che ve lo dico davvero! Il motivo per cui continuo a dormire sereno è che a me di Tomb Raider…

In Underwold Lara Croft torna in splendida forma, tornando a far sentire la sua voce in un segmento sempre più competitivo  - Lara Croft and the Guardian of Light
In Underwold Lara Croft torna in splendida forma, tornando a far sentire la sua voce in un segmento sempre più competitivo

…piace l’esplorazione!
Ci siete cascati, vero?


Commenti

  1. king hero

     
    #1
    :DD usala per qualcosa di utile la time machine
  2. falinovix

     
    #2
    touché!
    Hahahahahahahahahah!
  3. falinovix

     
    #3
    Il prossimo è bellissimo, vedrai...
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!