Time Machine

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Time Machine è la rubrica con cui Videogame.it torna indietro nel tempo, impostando le coordinate del viaggio a ritroso ora su importanti saghe che hanno fatto la storia dei videogiochi, ora su singoli titoli che meritano attenzione, rispetto e degna memoria. Tutto questo attraverso retrospettive dettagliate, approfondimenti mirati e, inevitabilmente, considerazioni emozionali sul tema. Attenzione: la nostra macchina del tempo fa quasi 20 anni con un pieno di benzina!
Rubrica

Ultima fermata: Britannia

Un viaggio indietro nel tempo di oltre 30 anni...

di Francesco Alinovi, pubblicato il

Questa volta la macchina del tempo ci porta in un reame che per decenni ha incantato i giocatori di ruolo di tutto il pianeta. Stiamo parlando di Britannia (in origine Sosaria, almeno fino a quando un cataclisma non ne distrusse i tre quarti), una landa il cui re, il benevolo Lord British, ogniqualvolta si presenta un problema ha il piacere di scomodare un abitante della terra, là conosciuto come lo Straniero. Alla fine del quarto episodio l’eroe terrestre prenderà il titolo di Avatar, divenendo allo stesso tempo l’incarnazione delle virtù. Roba seria, insomma, tanto da creare un alone di leggenda attorno al suo creatore, Richard Garriott (nato a Cambridge in UK ma poi cresciuto negli USA), conosciuto dagli amici prima e dai fan poi come Lord British.

Un'immagine tratta dall'introduzione di Ultima IV, uno dei titoli più importanti per la storia dei GdR e dei videogiochi in generale  - Time Machine
Un'immagine tratta dall'introduzione di Ultima IV, uno dei titoli più importanti per la storia dei GdR e dei videogiochi in generale

Meglio soli che male accompagnati

La cosa forte è che Garriott sviluppò il primo gioco della serie Ultima nel 1980, quando non aveva ancora 20 anni. I due capitoli successivi, pubblicati da Sierra On-Line (l’unica disposta a imballarli in scatole di cartone e non in buste di plastica) sempre su Apple II, ebbero così tanto successo che, insieme al padre e al fratello, Richard decise di creare la propria casa editrice, Origin System, in modo da poter gestire in libertà i suoi prodotti su vari formati (Commodore, Atari e IBM). In questo modo, inoltre, poteva permettersi di inserire nelle confezioni tutta una serie di gadget che gli altri publisher non avrebbero mai concesso: da Ultima II in poi, infatti, ogni uscita venne accompagnata da una mappa in stoffa. Con Ultima IV, nella confezione furono introdotti anche oggetti come pendenti, monete e pietre magiche, in metallo o vetro, rappresentazioni in scala 1:1 di oggetti importanti nell’inventario del gioco.

I giochi della serie sono famosi per i gadget contenuti nella confezione. Questa, per esempio, è la mappa in stoffa di Britannia, così come si presenta nel IV episodio  - Time Machine
I giochi della serie sono famosi per i gadget contenuti nella confezione. Questa, per esempio, è la mappa in stoffa di Britannia, così come si presenta nel IV episodio

L'illuminazione dello straniero

I primi tre capitoli per Apple II rappresentano il ciclo iniziale della saga, conosciuto come l’Età Oscura. Si tratta di tipici racconti fantasy del tipo "uccidi il cattivo", in cui il computer si limita a tirare i dadi per il giocatore. Con Ultima IV: Quest of the Avatar finalmente Garriott riuscì a mostrare al mondo come i computer non fossero adatti solo a fare i conti ma anche a diventare strumenti per raccontare vicende profonde e coinvolgenti come un romanzo. Stimolato dalle critiche dei genitori nei confronti dell’immoralità delle azioni che si potevano compiere nelle tre opere precedenti e da un documentario sulla mitologia indù visto per caso in TV, Garriott fu portato ad esplorare alcuni aspetti della spiritualità orientale, intridendo il gioco di riferimenti. In Ultima IV il giocatore è chiamato a percorrere un cammino verso l’illuminazione, per trasformarsi in Avatar e diventare d’esempio per l’intera popolazione di Britannia. Per compiere questo cammino, però, è necessario padroneggiare le 8 virtù (onestà, compassione, valore, giustizia, sacrificio, onore, spiritualità e umiltà), superando numerose prove, fino a giungere nell’Abisso Stigio per recuperare il Codice della Saggezza Finale. Anche i giapponesi furono conquistati da questo gioco, al punto da farne uscire una versione per NES stilisticamente improntata ai canoni di Final Fantasy. Ultima IV inaugurò la trilogia dell’Età della Luce, caratterizzata appunto dalla necessità di attenersi alle virtù, connesse al concetto di Avatar, che comprende sedici sentieri di purificazione da percorrere secondo i tre principi di Verità, Amore e Coraggio (collegati rispettivamente nei giochi ai simboli del libro, della candela e della campana – simboli ripresi dalle celebrazioni cattoliche).


Commenti

  1. AngeloT@X

     
    #1
    Purtroppo, l'unico uomo che sarebbe stato in grado, in questi tempi oscuri, di far disincagliaire i mondi massivi multiplayer dall'abisso di pochezza intellettiva in cui sono gradualmente sprofondati è fuori combattimento. Rammarico ! Si aspetta il vero ritorno dell'Avatar dalle terre di Sosaria.
  2. giopep

     
    #2
    Mi sa che ci vorrà del tempo...
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