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Datasheet
- Produttore
- Codemasters
- Sviluppatore
- Codemasters
- Genere
- Guida
- PEGI
- 12+
- Distributore Italiano
- Halifax
- Data di uscita
- 24/2/2006
- Lingua
- Tutto in Italiano
- Giocatori
- 2
- Prezzo
- 56,90 Euro
Lati Positivi
- Notevole quantità di competizioni
- Sistema di controllo impegnativo
- Modalità simulativa appagante
- Campionamento sonoro dei motori
Lati Negativi
- Comparto grafico "solamente" funzionale all'azione
- Ripetitività e somiglianza tra molte competizioni
- Poche innovazioni sostanziali
Hardware
Multiplayer
Link
Toca Race Driver 3
"Pochi fronzoli e molta sostanza" è il motto che da sempre accompagna la serie TOCA, dal suo esordio su PlayStation fino all'ultimo capitolo multipiattaforma qui presente. Un gioco di guida controverso, che appaga per il suo sistema di controllo o capace di farsi odiare per la sua intransigenza verso i piloti meno smaliziati. Il terzo capitolo sarà in grado di mettere tutti d'accordo?
Perché, in fondo, recensire TOCA Race Driver 3 vuol dire recensire né più né meno che (in ordine sparso) un nuovo sistema di controllo, un rinnovato motore grafico e una nuova intelligenza artificiale. L'immancabile legnosità dei comandi e la rigidità del sistema fisico, da sempre elementi caratterizzanti del marchio TOCA, non sfuggono al terzo capitolo della serie e, anzi, ne accentuano la natura di simulatore di guida brusco, nervoso e avido di gratificazioni a breve termine. Se le modalità World Tour e Pro Career sono permeate da una evidente componente arcade che, chiudendo un occhio sui piccoli errori di valutazione del pilota in fase di accelerazione e frenata, facilita l'approccio alle corse per il giocatore meno esperto, la modalità Pro Simulation si rivela ostile anche nei confronti di chi ha militato anni e anni tra i migliori racing games d'autore. Una frenata troppo brusca e si finisce a ruote bloccate nella ghiaia, un colpo di gas con un pneumatico sul viscido cordolo e si rischia di "strappare" la trasmissione o finire in testacoda. Ogni gara è un inferno di micro-tamponamenti che costringono a continue correzioni sullo sterzo, mentre l'effetto di sottosterzo o sovrasterzo attende il pilota all'ingresso di ciascuna curva più o meno insidiosa. L'apprendimento delle corrette traiettorie (dimenticate la guida "a carambola" o "di sponda") si rivela l'arma vincente, assieme al "passo di gara", cioè la capacità di inanellare una lunga sequenza di giri veloci, essenziale per mantenere le posizioni di testa dopo il semaforo verde.
TESORO, MI SI E' RISTRETTO IL CAYENNE
L'appellativo "survival" utilizzato all'inizio del testo allude alla naturale fragilità delle vetture che, se coinvolte in incidenti, perdono parti di carrozzeria o subiscono danni di varia entità alle componenti meccaniche quali ammortizzatori, cambio, motore, scarichi e sterzo. Portare a compimento una gara vuol dire guidare in maniera impeccabile, evitando le dannose escursioni fuori pista e cercando di tamponare ed essere tamponati il meno possibile.
Ma spesso la feroce intelligenza artificiale dei piloti va contro ogni tentativo di fair play del giocatore, con interminabili e stressanti tallonamenti o con tentativi di sorpasso all'arrembaggio. Fortunatamente le auto comandate dalla CPU, oltre che mostrare un più che discreto realismo di guida, sottostanno alle stesse forze fisiche con cui il giocatore lotta dall'inizio alla fine. Capiterà spesso di essere sorpassati in staccata e recuperare la posizione persa in uscita di curva, con l'auto avversaria che si accomoda goffamente sul prato circostante. Ma occorre fare una doverosa precisazione: i due livelli di difficoltà disponibili, normale e difficile, portano il tasso di sfida ai due estremi opposti.
Se il primo risulta fin troppo facile e poco appagante, l'altro concede alla CPU il dono dell'ipervelocità e della perfezione di guida, quasi come se non esistessero le leggi fisiche se non per la nostra vettura. Fortuna vuole che il livello di difficoltà può essere personalizzato e impostato su un più che impegnativo e non frustrante 85% o 90%. L'elevato numero di competizioni innalza alle stelle il livello di longevità del gioco, ma accade spesso di trovarsi a guidare vetture simili, che differiscono tra loro più per l'aspetto estetico che per lo stile di guida che richiedono al volante. L'eccezione è riservata per i monster truck, per le dure sessioni su sterrato o per le auto a ruote scoperte (in particolare per le Formula 1 dei tempi che furono).
RAFFAELLA CARRA' E IL TOCA TOCA
Sia che si possieda la versione PlayStation 2 o Xbox di TOCA Race Driver 3, l'impatto visivo con il motore grafico in azione è di quelli che lasciano soddisfatti ma non incantati. Ogni elemento estetico risulta funzionale, più curato rispetto al passato della serie, ma mai degno di paragone con l'eccellenza cosmetica che fa segnare Gran Turismo 4. E la fluidità dell'azione, sebbene i cali del solido frame rate siano riservati a pochi momenti concitati, non si può certo paragonare alle prestazioni del Renderware di Burnout Revenge. La visuale di gioco si mantiene fedele alla classica inquadratura esterna (ma forse troppo ravvicinata per essere godibile) e alle più coinvolgenti riprese dall'interno dell'abitacolo, con sommo beneficio per l'effetto “velocità”.
TOCA Race Driver 3, rispettando la filosofia con cui è stato pensato sin dai primi esordi su PlayStation, è un racing game nudo e crudo, che punta l'attenzione massima sulla guida della vettura piuttosto che su ciò che la circonda. Le due versioni console del titolo Codemasters non mostrano evidenti pretese di realismo grafico (ad eccezione della pregevole implementazione dei danni), ma focalizzano l'obiettivo sul controllo del mezzo, sulla strategia giusta per arrivare in fondo al campionato, sul corretto e doveroso "stare in pista". Insomma, si respira a pieni polmoni lo spirito combattivo degli avversari, dei pneumatici che stridono sull'asfalto, dei box e dei meccanici, per un'esperienza verace e autentica, tanto lontana da un arcade a base di NOS e lucette al neon.
L'unica perplessità sorge nel momento in cui ci si chiede quali sono le migliorie apportate rispetto al capitolo precedente. Indubbiamente il numero (ora) spropositato di competizioni a cui prendere parte. Poi qualche leggero ritocco estetico e un sensibile miglioramento dell'intelligenza artificiale. Per il resto TOCA Race Driver 3 è tutto ciò che è sempre stato TOCA: un gioco di guida senza fronzoli, più vicino a un GP Legends che a un Need For Speed. Consigliato quindi a chiunque abbia amato la serie nel corso degli anni, a chiunque abbia giocato a fondo i primi due capitoli e a chiunque sia alla ricerca di un titolo capace di offrire un alto tasso di sfida. Sconsigliato ai detrattori del marchio TOCA, ai neopatentati, a chi pensa che "magari dopo i due brutti capitoli precedenti questo qui mi piacerà" e a chi non può fare a meno del tuning estetico.
