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Datasheet
- Produttore
- Square Enix
- Sviluppatore
- Crystal Dynamics
- Genere
- Azione
- Data di uscita
- Autunno 2012
Hardware
Multiplayer
La terza vita di Lara
Crystal Dynamics reinventa le origini dell'archeologa.
I videogiochi in serie sono strane creature: nascono, crescono, muoiono, rinascono e rimuoiono da un anno all'altro, quasi senza preavviso, come sballottati dal mare in tempesta che, di volta in volta, coincide con i capricci del mercato, i progressi tecnologici, le mode e l'avvicendarsi di sviluppatori più o meno talentuosi al timone. Esistono ovviamente le eccezioni (chi ha detto Super Mario?) ma, in linea di massima, non c'è un marchio che non abbia i suoi bravi scheletri nell'armadio. Il franchise di Tomb Raider è emblematico in questo senso, pur non potendo vantare l'anzianità di serie come Sonic o Final Fantasy, avendo vissuto a tutti gli effetti almeno due vite videoludiche degne di nota: la prima, quella degli "anni d'oro", ha inizio nel 1996 sulla prima PlayStation e termina non proprio bruscamente nel 2003, dopo cinque episodi sviluppati a ritmi inumani e un sesto - a distanza di tre anni dal precedente per assorbire il passaggio all'hardware di PlayStation 2 - a dir poco disastroso un po' a tutti i livelli; viene quindi il 2006 e i giocatori festeggiano la seconda vita di Lara Croft, passata sotto i ferri del chirurgo estetico Crystal Dynamics e non più costretta a portare la quinta di reggiseno ma, soprattutto, agile e scattante come si conviene a un'archeologa acrobatica del nuovo millennio. Il successo di Tomb Raider Legend consente a Eidos di tirare un sospiro di sollievo, adesso che la sua vacca grassa è tornata in salute, ma i ritmi schiacciasassi dell'attuale mercato dei videogiochi non consentono a nessuno di dormire sonni tranquilli; ed eccoci quindi al secondo "reboot".
giovane e inesperta
Per fortuna questa volta non c'è bisogno di cambiare team di sviluppo, perché i ragazzi di Crystal Dynamics hanno dimostrato di poter sostenere tranquillamente da soli il peso di un personaggio e di una serie così ingombranti. Ma con i tempi che corrono non è più possibile dare una mano di vernice e aprire le finestre: le nuove generazioni di giocatori nemmeno sanno com'era fatta una PSOne e il cambiamento deve essere insomma radicale e profondo. Addio vecchia (si fa per dire) Lara, archeologa consumata e con il completino sempre in ordine, benvenuta signorina Croft appena uscita dall'università e totalmente inesperta!
Potrebbe essere così riassunta, in due righe, la metamorfosi del personaggio, anche se ovviamente c'è ben altra carne al fuoco, non solo sotto il profilo dell'età anagrafica della protagonista.
Nella sua prossima avventura, che sarà pertanto la prima nella cronologia dell'universo laracroftiano, la nostra beniamina si risveglia appesa a testa in giù, dentro una caverna, dopo essere sopravvissuta al naufragio della nave su cui viaggiava, insieme ad altri avventurieri; l'obiettivo della missione era scovare reperti al largo delle coste giapponesi ma è evidente che adesso miss Croft ha un altro e più pressante obiettivo: sopravvivere al grosso guaio in cui si è cacciata. Sin da queste prime sequenze giocabili, che Crystal Dynamics ha svelato per adesso solo alla stampa americana, è evidente che l'impianto action-adventure marchio di fabbrica di questa serie è stato evoluto in direzione di un maggior senso di realismo: Lara riesce infatti a liberarsi dando fuoco alle funi che la sostengono, dopo aver fatto dondolare il suo "bozzolo" in direzione di alcune candele.
meno indiana, più rambo
Ferita, sconvolta, affamata, circondata da scheletri e vestigia di ogni epoca, la futura archeologa di fama mondiale cerca disperatamente una via di fuga ma deve fare i conti con il suo primo nemico in carne e ossa, un infido individuo che le promette di esserle amico solo per cercare di pugnalarla: inizia così una fuga a rotta di collo che mette in luce la rinnovata preferenza degli sviluppatori per le cut-scene "giocate" (magari con l'intervento degli immancabili quick time event) ma anche un dettaglio inedito per la serie, ovvero la rappresentazione grafica e realistica delle violenza. A meno di cambi di rotta, difficili da ipotizzare a questo punto, il nuovo Tomb Raider sarà infatti un gioco da bollino 18+; ed è un'altra novità da mettere in conto.
Scampata al pericolo, finalmente all'aria aperta, emerge con ancora maggior enfasi l'aspetto "survival" del gioco, con Lara impegnata a fabbricarsi da sola gli utensili che le servono e a procacciarsi il cibo. Il luogo dov'è naufragata, del resto, sembra offrire materie prime in gran quantità grazie al suo potere di attrazione per qualunque mezzo di trasporto volante o natante, in puro stile Triangolo delle Bermuda. A riprova di ciò il giocatore ha la possibilità di osservare con i suoi occhi lo schianto di un aereo che solo per un soffio - tramite un'altra cut-scene giocabile - non manda definitivamente Lara al creatore.
la storia infinita
Sopravvissuto alla disastrosa gestione Core Design e ai due film con Angelina Jolie, il personaggio di Lara Croft ha dimostrato di saper continuare a far breccia nel cuore di giocatori appartenenti a generazioni diverse, anche se questa qualità da sola non la mette al riparo da possibili, futuri fallimenti. Per fortuna Crystal Dynamics ha intuito che non sarebbe bastato cambiare nuovamente colore ai pantaloncini dell'archeologa e ha deciso di fare tabula rasa del precedente impianto di gioco, condendo l'usuale minestrone action adventure con ingredienti inediti per la serie, che rimandano da un lato ai giochi di ruolo e dall'altro al genere survival horror. Scompare persino il classico sistema di "lock" dei nemici in favore di una meccanica dei combattimenti a "mira libera", come nei moderni sparatutto con visuale in terza persona. Tutte scelte felici? I presupposti per un rilancio in grande stile non sembrano mancare ma aspettiamo di saperne di più prima di mettere in frigo la proverbiale bottiglia di spumante.






