Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
3/8/2003

Lara Croft Tomb Raider: The Angel of Darkness

Lara Croft Tomb Raider: The Angel of Darkness Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Eidos Interactive
Sviluppatore
Core Design
Genere
Azione
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
3/8/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Trama intrigante
  • Ottimo comparto audio
  • Discretamente longevo

Lati Negativi

  • Sistema di controllo pessimo
  • Qualità grafica decisamente sotto tono
  • Numerosi bug

Hardware

Per vivere insieme a Lara Croft l'ultima delle sue avventure è necessaria una PlayStation 2 PAL, una confezione originale del gioco e circa 300 KB disponibili sulla Memory Card. E' supportato l'audio in formato Dolby Pro Logic II, attivabile da menu nel caso si disponga di un impianto Hi-Fi adeguato.

Multiplayer

Lara Croft Tomb Raider: The Angel of Darkness è fruibile esclusivamente in modalità single player.

Link

Recensione

Lara Croft Tomb Raider: The Angel of Darkness

Un dipinto misterioso, uno sparo nel buio, un centralissimo appartamento della Parigi borghese si tramuta nella scena di un efferato omicidio. La polizia è alla ricerca di una donna che è stata vista sul luogo del delitto, ritenuta responsabile dell'insano gesto: la credevamo morta, ma Miss Lara Croft è tornata, è in grande forma e questa volta è arrabbiata sul serio!

di Cradle, pubblicato il

Le novità introdotte con l'inedita capacità di muoversi silenziosamente sono ridotte ai minimi termini, visto che nell'arco dell'intera avventura non esistono praticamente situazioni in cui essa risulti veramente indispensabile, neanche quando è la stessa Lara a suggerirlo: medikit e proiettili si trovano in abbondanza ed è sempre preferibile fare fuoco piuttosto che avvicinarsi di soppiatto a un nemico, rischiando magari di essere scoperti e di trovarsi nell'impossibilità sostanziale di riuscire efficacemente a fuggire.

ANCHE LARA SI EVOLVE

Notevole curiosità tra gli appassionati avevano suscitato le dichiarazioni sulle possibilità di evoluzione del personaggio che sarebbero state introdotte in questo nuovo episodio. In alcune occasioni, dopo aver per esempio mosso un oggetto o completato un salto al limite, un icona sullo schermo sottolineerà le accresciute capacità della protagonista che da quel momento in poi sarà in grado di raggiungere distanze maggiori o spostare pesi più elevati. In realtà tale sistema cela semplicemente una serie di nuovi enigmi che obbligano il giocatore a compiere delle azioni particolari (si sposta una cassa, si diventa più forti e si può saltare un baratro che non si poteva superare in precedenza) per poter arrivare in zone precedentemente irraggiungibili: tutte le mappe sono infatti costruite tenendo conto di queste rigide sequenze che spesso risultano tutt'altro che intuitive, nel tentativo piuttosto maldestro di affiancare qualcosa di nuovo ai più classici rompicapi basati su leve da tirare e pulsanti da premere, comunque presenti in dose massiccia. Tutte le considerazioni svolte fino ad ora valgono in maniera analoga per le sessioni in cui si è ai comandi di Kurtis Trent, visto che non si apprezzano sostanziali differenze rispetto ai livelli con protagonista Lara Croft: l'introduzione del nuovo personaggio giocabile (il cui utilizzo è comunque piuttosto limitato) è fine esclusivamente al filone narrativo, mentre non aggiunge assolutamente nulla di nuovo a livello di gameplay.

UNA LIVREA A 128 BIT NON CERTO INVIDIABILE

La sezione tecnica di Lara Croft Tomb Raider: The Angel of Darkness presenta purtroppo molti difetti e pochissimi pregi. Il nuovo motore grafico sviluppato per PlayStation 2 introduce una telecamera semiautomatica che tende a posizionarsi alle spalle del proprio personaggio, ma che può in ogni caso essere ruotata a piacimento tramite lo stick analogico destro.
Non sono rare, però, le occasioni in cui essa lascia il posto a riprese di stampo cinematografico, simili a quelle che da sempre costituiscono il marchio di fabbrica di serie quali Resident Evil o Silent Hill. Anche analizzando quest'aspetto si notano però scelte di game design sicuramente poco condivisibili: non è affatto raro che essa passi, in maniera del tutto improvvisa, dalla posizione tradizionale all'impostazione fissa in fasi piuttosto delicate di gioco, per esempio durante un salto in corsa, con ovvie e catastrofiche conseguenze sulla corretta esecuzione dell'acrobazia. Anche in condizioni normali, comunque, non si dorme tra soffici cuscini, visto che sono malamente gestite tutte le situazioni in cui tra il punto di ripresa e il personaggio controllato si frappongano altri elementi. I problemi del motore grafico non si fermano di certo a questo aspetto, purtroppo, vista la presenza di un massiccio aliasing e l'utilizzo di texture dalla risoluzione a volte imbarazzante (basta guardare alcune immagini qui attorno), assolutamente indegne anche per una console come PlayStation 2 che ha sempre evidenziato lacune in questo campo. Le routine che calcolano le collisioni sono assolutamente inefficienti, in tutto il gioco non c'è praticamente un solo frangente in cui non si assista a compenetrazioni tra i poligoni, che in alcuni casi raggiungono livelli decisamente gravi: capita anche che il proprio personaggio sprofondi letteralmente nel terreno e precipiti nel vuoto, costringendo a riavviare il gioco. Passino i modelli tridimensionali fin troppo squadrati e gli ambienti spesso decisamente spogli, che comunque non fanno una gran bella figura nelle frequenti cut-scene in tempo reale, ma è veramente difficile non bocciare con il minimo dei voti il lavoro svolto da Core Design e, soprattutto, da chi è stato incaricato del beta testing, considerando anche i numerosi ritardi che hanno fatto slittare la pubblicazione del gioco di diversi mesi.

Anche le routine di intelligenza artificiale mostrano numerose lacune, determinando reazioni spesso imprevedibili da parte dei nemici, che se da un lato non hanno grosse difficoltà nell'individuare la protagonista anche quando si muova silenziosamente, dall'altro non si accorgono minimamente della presenza di Lara nel caso sia coperta anche da una trasparentissima porta a vetri. L'unico aspetto che si salva della realizzazione tecnica è il comparto audio, che annovera ottimi effetti sonori ambientali, un doppiaggio ineccepibile e, soprattutto, una colonna sonora d'eccezione, eseguita niente meno che dalla London Symphonic Orchestra, ma è veramente troppo poco per risollevare le sorti di un capitolo della serie Tomb Raider decisamente da dimenticare.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Non è mai facile esprimersi in termini così categorici dinanzi a nomi altisonanti come quello che il marchio Tomb Raider vanta, ma il giudizio per Lara Croft Tomb Raider: The Angel of Darkness non può che essere un sostanziale disappunto: il gioco è afflitto da una realizzazione tecnica gravemente insufficiente, da un sistema di controllo spesso frustrante e da numerosi bug che rendono l'esperienza videoludica decisamente poco (se non per nulla) divertente. Gli unici aspetti positivi, quali una trama intrigante e una colonna sonora d'eccezione, non risollevano più di tanto le sorti di questo prodotto, che comunque i fan più fedeli della serie potrebbero in parte apprezzare.