Tondemonai!

Tondemonai!

In questa rubrica, il nostro Alberto Torgano, fine conoscitore del giapponese e delle usanze del Sol Levante, ci racconta le ultime pazzie giapponesi legate al mondo dei videogiochi. Pazzie che il termine "Tondemonai!" riassume alla perfezione: può essere infatti tradotto con "Impossibile! Non può essere così!".
Rubrica

Taifuu

Alle prese con la natura.

di Alberto Torgano, pubblicato il

Durante il mio soggiorno a Tokyo ho anche avuto modo di assistere per la prima volta a un tifone, o tempesta tropicale che dir si voglia, che ha colpito la città mercoledì 21 settembre. Devo dire la verità, l’evento in sé non mi preoccupava molto, perché il Giappone è un Paese preparato a queste cose. Più che altro temevo eventuali problemi per il volo che avrei dovuto prendere il giorno dopo, anche se tutte le persone che interpellavo mi dicevano di stare tranquillo, perché il giorno dopo tutto sarebbe stato normale. Per tutta la mattinata di mercoledì ci sono stati pioggia e vento, niente di troppo violento, con anche scorci di sole e generalmente pochi problemi; il tifone è in effetti arrivato nel primo pomeriggio e mi ha colto mentre mi trovavo a Harajuku a fare compere. Rispetto alla mattinata, il vento è aumentato esponenzialmente, diventando così forte da ribaltare quasi tutti gli ombrelli e da riuscire a spingere le persone per terra. Anche la pioggia era forte, ma il problema era soprattutto la combinazione con il vento. La potenza di un tifone non è molto diversa da quella di un forte temporale estivo nostrano, cambia più che altro la durata, che può arrivare ad alcune ore.

L'inizio del tifone visto dallo Starbucks che svetta sull'incrocione di Shibuya - Tondemonai!
L'inizio del tifone visto dallo Starbucks che svetta sull'incrocione di Shibuya
L’inconveniente principale che ho affrontato è stato il blocco dei treni, abbastanza inspiegabile a dire il vero, perché vento e pioggia non dovrebbero creare troppi problemi alle linee ferroviarie. Per fortuna il mio hotel si trovava a Shibuya, una sola fermata di Yamanote (o 20 minuti a piedi) da Harajuku: visto il tempo e l’ombrello già devastato ho preferito attendere che i treni tornassero in servizio e dopo circa un’oretta sono riuscito a rimettere piede in hotel. Curiosità: mentre il treno era fermo, gli altoparlanti ripetevano che la circolazione ferroviaria era interrotta a causa del gran numero di persone sulle banchine della stazione di Shinagawa. Mi domando come sperassero di ridurre il numero dei passeggeri in attesa se i treni erano fermi…
Alle 9:00 di sera sono nuovamente uscito per cenare, del tifone ormai era rimasto solo un vento piuttosto forte, niente più pioggia; ma a quanto pare i segni del suo passaggio erano ancora evidenti nelle file di persone in attesa alla stazione di Shibuya. La Shibuya-Eki è uno degli snodi di seconda grandezza sulla linea Yamanote (solo leggermente più piccolo delle immense stazioni di Tokyo, Shinjuku, Shinagawa e Ueno), e nei dodici anni in cui ho frequentato il Giappone non l’avevo mai vista così piena di gente. Le foto a corredo dell’articolo non rendono giustizia alla mole di persone in attesa, ma considerando che alle 10:00 di sera circa la situazione era ancora questa, immagino che molti di quei passeggeri avranno passato la notte fuori casa. Per fortuna la mattina dopo tutto era in effetti tornato alla normalità e ho potuto prendere il mio aereo senza nessun problema!

Un oceano di persone rimaste bloccate nella stazione di Shibuya - Tondemonai!
Un oceano di persone rimaste bloccate nella stazione di Shibuya

YEN E RADIAZIONI

Questo è stato il mio primo viaggio in Giappone dopo il terremoto del Tohoku e in generale da un annetto a questa parte e devo dire che ho notato alcune differenze rispetto ai miei scorsi viaggi. Con la premessa non ho potuto muovermi molto al di fuori di Shibuya e dell’area metropolitana di Tokyo, la primissima novità che ho appreso con un certo sgomento è stata la chiusura di alcuni storici negozi di Shibuya, che per quanto ne so io erano lì da sempre. Sto parlando del Sakuraya a due passi dalla stazione, un negozio di elettronica di sei piani al cui posto ora c’è una… camiceria! E dell’HMV, catena anglosassone di musica, anch’esso un palazzone di quattro o cinque piani che ha chiuso i battenti per lasciar spazio a un negozio di vestiti. Anche altri negozi minori avevano chiuso, ma le defezioni più grosse sono state senz’altro queste due.

Akihabara non è più quella di una volta! Ormai è un posto per bene! - Tondemonai!
Akihabara non è più quella di una volta! Ormai è un posto per bene!
Un giorno ho anche fatto una scappata ad Akihabara, giusto per dare un’occhiata, e anche qui ho notato la chiusura e la trasformazione di alcuni negozietti. La riabilitazione del quartiere è stata completata e un po’ mi spiace dire che ormai parte dell’anima otaku del quartiere è andata perduta. Non che questo sia un male, però diciamo che ora Akihabara è un po’ meno unica.
Per quanto riguarda crisi economica e terremoto, amici e conoscenti che vivono in Giappone (tutti nell’area di Tokyo) mi dicono che la preoccupazione più grande per loro sono le radiazioni. Il terremoto in sé è stato superato da chi non è stato colpito negli affetti, ma la paura per Fukushima e il sospetto che il governo non abbia detto e non dica tutta la verità, sono molto forti e molto sentite in particolare da chi ha figli piccoli. In generale la fiducia nel governo e nelle istituzioni mi è sembrata molto bassa.
Tutt’altro che basso è invece il cambio Euro-Yen, mai così forte nonostante le catastrofiche conseguenze del terremoto. Negli ultimi 5 anni lo Yen è praticamente raddoppiato e ormai siamo alla parità (1€ = 100¥), con il risultato che in effetti adesso il Giappone risulta piuttosto caro, sia nella vita di tutti i giorni che per i gadget tecnologici. Senza contare i ridotti guadagni per tutte le aziende giapponesi che hanno un grosso mercato estero, sviluppatori di videogiochi in primis. I proventi di aziende come Nintendo, Sony o Konami sono calcolati in Yen e avere una moneta così forte significa che se un gioco da 39€ un lustro fa rappresentava un valore di 5800¥, la stesso gioco oggi vale solo 4126¥. I conti si fanno in fretta…

Akihabara non è più quella di una volta! Ormai è un posto per bene! - Tondemonai!
Akihabara non è più quella di una volta! Ormai è un posto per bene!

Avrei anche altro da dire ma non voglio dilungarmi troppo, se avete domande la discussione continua sul forum! Solo un’ultima chicca: se vi capita di andare a Tokyo, provate a fare un salto al Ninja Akasaka, un ristorante a tema Ninja vicino alla fermata di Akasaka Mitsuke. Il prezzo non è proprio basso (si parla di 30-50 € circa a persona) e forse è un po’ kitsch, ma ne vale la pena! Ecco qualche filmato del posto!


Commenti

  1. brazzy

     
    #1
    Avendo inserito il terremoto nel Tohoku all'interno della lunga assenza in cui sono cambiate le cose, puo' sembrare che HMV ecc. abbiano chiuso i battenti in seguito alle conseguenze del sisma.
    Ecco, volevo solo specificare che non e' cosi'. HMV ha chiuso parecchio prima dell'11 marzo, per dire, e a causa della crisi del settore, non per l'economia giapponese. ;)
  2. njoe

     
    #2
    Akihabara non è più quella di una volta! Ormai è un posto per bene!
    Ahahah! :lol:
  3. Woodblade

     
    #3
    Grazie per la nota sull'HMV! Non volevo suggerire che avesse chiuso per via del terremoto, anche se in effetti la posizione nell'articolo potrebbe lasciar adito a dubbi!
  4. SirMana

     
    #4
    Bel tondemonai, un po' malinconico ma lucido.
    Comunque su Akihabara non ci crede nessuno :D, immagino sia sempre la mecca nerdona per eccellenza.
    Mi dispiace per Sakuraya ç.ç, però ormai pare le catene di elettronica di riferimento là siano altre.
    Questo è il giappone, paese conservatore e allo stesso tempo dai cambiamenti repentini.
    Ho una voglia pazza di andarci, non fosse che sono incasinato in questo periodo.

    ps: il ristorante ninja lo conoscevoxD, che spettacolo
  5. brazzy

     
    #5
    WoodbladeGrazie per la nota sull'HMV! Non volevo suggerire che avesse chiuso per via del terremoto, anche se in effetti la posizione nell'articolo potrebbe lasciar adito a dubbi!

    Si, si, proprio quel che intendevo anche io, avevo capito volevi dire.
    Solo che in molti non sanno come si stia attualmente in Giappone, vuoi perche' non ci sono mai stati vuoi per la disinformazione post 11 marzo, la quale ha portato grosse conseguenze negative soprattutto al turismo (con un lato positivo: i biglietti aerei talvolta li svendono!!). Ho chiarito solo per questo motivo. ;)
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