Tondemonai!

Tondemonai!

In questa rubrica, il nostro Alberto Torgano, fine conoscitore del giapponese e delle usanze del Sol Levante, ci racconta le ultime pazzie giapponesi legate al mondo dei videogiochi. Pazzie che il termine "Tondemonai!" riassume alla perfezione: può essere infatti tradotto con "Impossibile! Non può essere così!".
Rubrica

Né meglio né peggio, solo diverso

Come sono cambiati i giochi giapponesi negli ultimi anni.

di Alberto Torgano, pubblicato il

Inserirei poi tra i generi "decaduti" anche quello dei survival horror: Resident Evil 5 è un gran gioco, ma ormai è un gioco d'azione e per ora l'unico Silent Hill davvero degno di nota è Shattered Memories, sviluppato dagli inglesissimi Climax Studios; mentre in occidente abbiamo Electronic Arts con un Dead Space, che in termini di struttura non è altro che un Resident Evil della prima ora aggiornato ai trend attuali e con un'ambientazione da urlo. Se pensiamo ai tanti survival horror usciti su PlayStation e PlayStation 2: vari Silent Hill, vari Resident Evil, Hounting Ground, Clock Tower, Project Zero, Echo Night, Forbidden Siren (ok c'è anche un episodio PS3 di questo) e così via. Il disinteresse o l'incapacità di proporre formule nuove da parte dei giapponesi sono evidenti, mentre invece in occidente abbiamo avuto, oltre a Dead Space, anche cose come Killing Floor e Left 4 Dead, che pur esulando dalla matrice "pura" del survival horror, ne riutilizzano molti elementi in modo diverso e stimolante.
Infine spenderei un paio di parole anche sugli indie, un fenomeno giunto alla ribalta proprio in questo ultimo lustro. Purtroppo il mondo indie è al momento quasi del tutto limitato ai paesi occidentali, in primo luogo perché spesso in Europa e negli USA sviluppare un titolo indie rappresenta un modo per farsi notare da studi importanti, mentre in Giappone per tanti sviluppatori in erba è più facile entrare nell'industria attraverso vie "normali" (curriculum e colloqui), e in secondo luogo perché laggiù sono soprattutto i piccoli sviluppatori (e chi è più piccolo di un indie) a ignorare i gusti del resto del mondo, per cui è improbabile che un vero indipendente giapponese possa proporre giochi genuinamente interessanti per il pubblico occidentale. E infine non dimentichiamo che i tradizionali mezzi di diffusione dei titoli indie sono Internet e i circuiti di digital delivery come Steam, entrambi profondamente basati sulla lingua inglese: la maggior parte dei giapponesi, sviluppatori compresi, usa il Web solo per navigare su siti nella propria lingua madre, per cui avrà ancora più difficoltà a farsi conoscere fuori dal suo arcipelago. Per fortuna ci sono eccezioni, come Recettear, ma in generale il fenomeno indie giapponese per ora si limita a prodotti per soli giapponesi.

COSA ABBIAMO VINTO

Per fortuna tutti questi "caduti" sono bilanciati da altri interessanti generi che il mondo giapponese ha ampliato o addirittura inventato negli ultimi anni. Soprattutto sulle macchine portatili il Giappone ha dato prova di grande creatività e capacità, probabilmente una conseguenza della maggiore importanza che queste piattaforme si sono guadagnate nella quotidianità di ogni individuo giapponese, e mi auguro che il trend continui su Nintendo 3DS e NGP. Ed ecco a quali generi mi riferisco!
Sono sicuro che molti di voi storceranno il naso, ma la più importante novità degli ultimi anni sono stati i giochi Touch Generation, ambito in cui tutto sommato il Giappone ha proposto titoli di significativo valore, e non intendo solo i soliti Brain Training spaccamaroni, ma tutti quei software non strettamente ludici che hanno invaso il mercato negli ultimi anni. Tra dizionari, corsi di lingue e di comportamento, ma anche puzzle game per tutti, gli sviluppatori giapponesi hanno mostrato una certa inventiva in questo genere, purtroppo non sempre associata a qualità, ma pur sempre inventiva! Ci auguriamo che il panorama desolante dei "me too" (cloni senz'anima di giochi di successo) di cui sopra non si ripeta su 3DS e NGP, ma sono pronto a scommettere che l'approccio casual e non strettamente ludico non sarà abbandonato.
Come secondo genere "alla ribalta" inserirei quello delle avventure grafiche. Ambito da sempre presente in Giappone (non dimentichiamo che i primi 3 Phoenix Wright sono conversioni pari pari da GameBoy Advance), ma fino a pochi anni fa del tutto impossibile da esportare all'estero. Anche qui dobbiamo ringraziare il Nintendo DS per aver riportato questo categoria alla ribalta in tutto il mondo, offrendo a numerosi sviluppatori orientali e occidentali una piattaforma perfetta per avventure di ogni tipo. E in questo ambito francamente me la sentirei di affermare che le novità più interessanti sono arrivate dall'oriente, in primo luogo con la serie di Phoenix Wright e il suo spin-off con protagonista Miles Edgeworth, ma anche grazie a titoli come Hotel Dusk, Ghost Trick, Touch Detective, Professor Layton o anche Anata wo Yurusanai, splendido gioco d'avventura per PSP mai arrivato in occidente. Non che gli sviluppatori occidentali siano stati con le mani in mano, in particolare TellTale si è data da fare con tanti titoli di eccellente qualità, ma ho trovato l'approccio dei giapponesi più originale e interessante, anche se più rigido e vicino alle graphic novel.
Terzo genere alla ribalta: gli shoot'em up! Qui il merito va tutto al digital delivery, che ha permesso agli studi giapponesi specializzati in questo genere ormai di nicchia di consegnare i loro giochi direttamente a casa degli appassionati. Su XBLA ci sono tanti ottimi SHMUP, su PSP tante collection e l'App Store è un ottimo terreno per nuove proposte. Insomma, era dagli anni '90 che gli amanti di sparatutto non erano così soddisfatti!
Tra le novità degli ultimi anni impossibile poi non inserire i giochi in multiplayer locale sulla falsariga di Monster Hunter, genere in cui il Giappone la fa da padrone, nonché da principale fruitore, dato che questa tipologia di titoli stenta un po' a decollare in occidente, per via di una maggiore predilezione per l'online e soprattutto per la minore penetrazione di macchine. E non dimentichiamo che, a parità di vendite software e hardware, in Giappone è comunque più facile incontrare altri giocatori per via della concentrazione geografica, e soprattutto videogiocare in pubblico o in locali pubblici è una cosa comune e culturalmente accettata se non addirittura incentivata, mentre negli Stati Uniti e in Europa al contrario è vista un po' come una cosa da "sfigati". Con le maggiori funzionalità multigiocatore di Nintendo 3DS e NGP sono curioso di vedere come questo genere si evolverà e se riuscirà a imporsi anche in occidente!
E infine, tra i nuovi generi che in cui i giapponesi si sono distinti negli ultimi anni inserirei anche un bel "varie", ovvero quei giochi troppo sperimentali o fuori di testa per inserirli in un genere preciso. In occidente di solito sono gli indie a creare giochi di questo tipo, mentre in Giappone li fanno i normali publisher. Mi riferisco naturalmente a titoli folli come Muscle March, Noby Noby Boy, Holy Invasion of Privacy, Badman!, Patchwork Heroes o anche LoroRoco. Il Giappone è sempre stato il paese delle follie e in ambito videoludico difende questa sua reputazione alla grande!

E con questo terminerei questo mio delirio su come sono cambiati i videogiochi fatti in Giappone negli ultimi anni. Siete d'accordo con me? Non lo siete? Non ve ne frega niente? Non ci sono più i videogiochi di una volta? Si stava meglio quando si stava peggio? Ditelo sul forum!


Commenti

  1. chrono

     
    #1
    Solito ottimo articolo.
  2. AVV.

     
    #2
    mi preoccupo per Nintendo: quando sarà ora di next-gen come faranno a sfruttare bene l'hardware con programmatori abituati ad una architettura vetusta come il wii?
     affideranno Zelda  a ninja teory?:-|:X:X
  3. sona

     
    #3
    qualche commento sparso:
    come ormai si discute da tempo, per me la caduta dei jrpg è una questione un filo più complessa.
    In questa gen però c'è da dire che i jrpg non hanno saputo scuotere il mercato occidentale perchè appunto si sono focalizzati sulle console portatili. A differenza del giappone, gli occidentali sono "gnucchi" e cocciuti se c'è da prendere in considerazione un portatile e non è un caso che tanti gridano a gran voce la morte del genere ignorando completamente quello che ds e psp offrono.
    Sono dubbioso anche  sul fatto che il giappone abbia riportato la categoria delle avventure grafiche alla ribalta. Piuttosto dire che grazie al DS (e in minimissima parte anche alla psp) sono state finalmente sdoganate le visual novel giapponesi, facendoci conoscere un diverso modo di approcciare il genere. Ma questo merito di aver riportato in auge il genere...bho, non lo vedo molto.
    Per Monster Hunter, oltre alla minore penetrazione delle macchine e all'online, credo non abbia attecchito in occidente perchè semplicemente ha un gameplay che non combacia coi nostri gusti.
    .
    Non dimentichiamoci anche dei picchiaduro 2D giapponesi che, anche se probabilmete con meno vendite e meno seguito di prima, stanno tornando a rivivere un'altra primavera. Diversamente ho quasi la sensazione che quelli 3D siano cascati un po' in una fossa, lasciando il testimone alle simulazioni occidentali.
  4. japu

     
    #4
    Il DS per me è stata una manna dal cielo, perché i JRPG e le avventure grafiche sono i generi che preferisco. Le avventure targate Capcom mi hanno fatto scoprire un nuovo modo per divertirmi con questo genere.
    Mi dispiace molto per la "caduta" dei JRPG, anche se ancora la trovo alquanto inspiegabile; si continuano a fare remake, ma non si segue la strada di questi ultimi. Sicuramente i remake avranno un costo di produzione ridotto, ma se vengono fatti è perché il pubblico è in qualche modo interessato. Il commento all'immagine di Chrono Trigger recita che non vedremo più un gioco del genere e io mi chiedo sinceramente il perché; non dico di farlo identico, ma di riprenderne lo spirito, diversificare il battle system con qualche inserimento qua e là (mosse speciali, quick time event, ecc..), senza dover per forza arrivare a degli estremi come in Final Fantasy XIII nel quale ti viene da chiederti a cosa servano le evocazioni; magari non sarebbe male fare anche qualche aggiunta nella componente esplorativa, con qualche sub-quest o bivio narrativo. Il JRPG è un genere, e come tale dovrebbe evolvere, ma non puntare ad essere diverso da sé stesso; non sono convinto che il futuro dei giochi di ruolo debba essere Mass Effect (e anzi, lo spero).
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