TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Ottava posizione

Quando scrivevamo anche trame interessanti.

di Stefano Castelli, pubblicato il

The Watchmaker (Trecision, 2001)

Uno dei giochi tutti italiani che hanno fatto maggiormente parlare di sé nello scorso decennio è questa avventura grafica punta e clicca, diretta al PC e sviluppata da Trecision. Realizzata interamente in grafica poligonale, dotata di un'interfaccia ben studiata e caratterizzata da valori produttivi notevoli (leggasi: sembra proprio un bel gioco), The Watchmaker contiene qualcosa che non siamo troppo abituati a trovare un videogame tutto italiano: una bella trama.

Tra misteri, investigazione, paranormale e qualche colpo di scena, la storia che tiene in piedi la manciata di ore di The Watchmaker riesce a mantenere incollati allo schermo, includendo anche qualche dialogo ben strutturato e un paio di enigmi che vale la pena ricordare.

Purtroppo il discreto riscontro di critica del gioco non è bastato a mantenere in vita Trecision, che nemmeno un anno dopo la pubblicazione ha dichiarato bancarotta e ha chiuso i battenti.

Sforzi produttivi notevoli e un motore grafico interamente tridimensionale per The Watchmaker, una delle migliori avventure grafiche made in Italy. In effetti poi non ne abbiamo fatte molte altre... - The Watchmaker
Sforzi produttivi notevoli e un motore grafico interamente tridimensionale per The Watchmaker, una delle migliori avventure grafiche made in Italy. In effetti poi non ne abbiamo fatte molte altre...


Commenti

  1. jpeg

     
    #1
    I giochi in lista li ho giocati praticamente tutti, ma quelli che ricordo con maggior piacere si riducono al platform di Lupo Alberto, alla serie Nippon Safes, a Screamer (Rally) e - nel mucchio - al mio preferito, ovvero Gekido Advance, che tutt'ora campieggia nella mia collezione.

    Mi vergogno di aver solo assistito da lettore (prima) e spettatore (poi) ai due picchiaduro di Lightshock, in quanto ai tempi dell'uscita non avevo ancora - o più - i relativi hardware di appartenenza.
  2. Stefano Castelli

     
    #2
    Ammetto che in effetti la lista sembra quasi un monumento ai caduti. :(
  3. Ganon79

     
    #3
    Tony Tough lo ricordo con piacere, peccato che non l'ho mai finito, arrivato in un livello, non ricordo bene se un parco o un circo, il gioco si bloccava sempre.
  4. RALPH MALPH

     
    #4
    vorrei ricordare qualcosa di moderno: motionsports per kinect di ubisoft milano

    calcolando che è per una periferica pessima hanno fatto un buon lavoro ;)
  5. Seph|rotH

     
    #5
    RALPH MALPHvorrei ricordare qualcosa di moderno: motionsports per kinect di ubisoft milano

    calcolando che è per una periferica pessima hanno fatto un buon lavoro ;)

    Sì, beh, però Ubisoft non è italiana.


    Cla.
  6. RALPH MALPH

     
    #6
    ah come non detto, avevo inteso team italiani
  7. utente_deiscritto_5167

     
    #7
    Un popolo così creativo, stracolmo d'arte nella cultura e nel sangue, è stato costretto ad emigrare per far emergere queste qualità. Se ripenso a molti capolavori di case NON italiane, qualche "manghia spagheti" ce lo trovo sempre :)
  8. Stefano Castelli

     
    #8
    RALPH MALPHah come non detto, avevo inteso team italiani

    Diciamo che è una considerazione tutto sommato ingiusta verso il team di MotionSports, però di fatto non li ho inseriti semplicemente per motivi di "meriti". :)


    Dall'alto della tua... ehm... "posizione" sai bene che Kinect funziona alla grande quando viene programmata bene.


    Motion Sports la sfrutta "così così".
  9. Stefano Castelli

     
    #9
    Shin XUn popolo così creativo, stracolmo d'arte nella cultura e nel sangue, è stato costretto ad emigrare per far emergere queste qualità. Se ripenso a molti capolavori di case NON italiane, qualche "manghia spagheti" ce lo trovo sempre :)

    Guarda, proprio buttando un'occhiata all'indietro si rosica ancora di più. Perché all'epoca vedere girare un Pray for Death comparato agli altri picchiaduro sul mercato faceva effettivamente impressione. Se poi si scopriva che effettivamente fu sviluppato da una manciata di ragazzi... beh, non si può fare a meno di parlare di "talento". Lo stesso Fightin Spirits fu creato da QUATTRO ragazzi che vivevano pure ai quattro angoli dell'Italia.

    Peccato che, di fatto, tutto 'sto talento poi sia abbastanza scomparso.


    Poi...aoh, magari ora arriva la carica degli sviluppatori italiani che oggi stanno sviluppando chissà cosa, eh!


    Però...
  10. AVV.

     
    #10
    è un peccato che i millestone non abbiano più fatto racing arcade.

    il fatto è che al giorno d'oggi se il gioco che sviluppi non è burnout-need for speed-mario kart non puoi sperare di guadagnare con un buon racing arcade :(
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