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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Quinta posizione

Quando imitavamo bene pure gli americani.

di Stefano Castelli, pubblicato il

Pray for Death (Lightshock Software, 1996)

Rimanendo in ambito di picchiaduro uno contro uno, ma spostandoci su piattaforma PC, troviamo un altro esempio di software house (sempre i ragazzi di Lightshock, per inciso) particolarmente impegnata a ridicolizzare sforzi di team di sviluppo più grandi ed esperti, pubblicando un gioco che sotto molti aspetti risultò impressionante.

Pray for Death è nato sull'onda del successo di Killer Instinct, il picchiaduro di Rare caratterizzato da grafica prerenderizzata per personaggi e fondali, nonché da un particolare sistema di "combo" (si, insomma, stavate dieci minuti a vedere i personaggi che infilavano centocinquanta colpi uno dopo l'altro). Gli sviluppatori sono effettivamente riuciti a riproporre su un personal computer gran parte delle caratteristiche del gioco targato Nintendo, mantenendo tra le altre cose i fondali "in streaming" e i filmati di introduzione dei lottatori. Il tutto confezionato in puro stile coin-op, senza scordarsi ettolitri di sangue e le immancabili fatality. Oltre a tutto questo, Pray for Death è anche un picchiaduro divertente, dotato di un cast di lottatori improbabili e abbastanza originali - tra cui spiccano nientemeno che Cthulhu e Anubis - e di uno stile tutto suo. Molte riviste lo incensarono (giustamente), altre lo additarono come un mero clone di un gioco più famoso, senza sapere che così facendo gli stavano comunque tributando un sentito elogio.

Purtroppo, dopo la pubblicazione di Pray for Death, il team Lightshock si sciolse e con esso il 50% del talento italiano nello sviluppo di picchiaduro. Per l'altro 50% voltate pure pagina.

Quanti picchiaduro conoscete che vi permettono di combattere nei panni del grande Cthulhu? - WRC 2
Quanti picchiaduro conoscete che vi permettono di combattere nei panni del grande Cthulhu?


Commenti

  1. jpeg

     
    #1
    I giochi in lista li ho giocati praticamente tutti, ma quelli che ricordo con maggior piacere si riducono al platform di Lupo Alberto, alla serie Nippon Safes, a Screamer (Rally) e - nel mucchio - al mio preferito, ovvero Gekido Advance, che tutt'ora campieggia nella mia collezione.

    Mi vergogno di aver solo assistito da lettore (prima) e spettatore (poi) ai due picchiaduro di Lightshock, in quanto ai tempi dell'uscita non avevo ancora - o più - i relativi hardware di appartenenza.
  2. Stefano Castelli

     
    #2
    Ammetto che in effetti la lista sembra quasi un monumento ai caduti. :(
  3. Ganon79

     
    #3
    Tony Tough lo ricordo con piacere, peccato che non l'ho mai finito, arrivato in un livello, non ricordo bene se un parco o un circo, il gioco si bloccava sempre.
  4. RALPH MALPH

     
    #4
    vorrei ricordare qualcosa di moderno: motionsports per kinect di ubisoft milano

    calcolando che è per una periferica pessima hanno fatto un buon lavoro ;)
  5. Seph|rotH

     
    #5
    RALPH MALPHvorrei ricordare qualcosa di moderno: motionsports per kinect di ubisoft milano

    calcolando che è per una periferica pessima hanno fatto un buon lavoro ;)

    Sì, beh, però Ubisoft non è italiana.


    Cla.
  6. RALPH MALPH

     
    #6
    ah come non detto, avevo inteso team italiani
  7. utente_deiscritto_5167

     
    #7
    Un popolo così creativo, stracolmo d'arte nella cultura e nel sangue, è stato costretto ad emigrare per far emergere queste qualità. Se ripenso a molti capolavori di case NON italiane, qualche "manghia spagheti" ce lo trovo sempre :)
  8. Stefano Castelli

     
    #8
    RALPH MALPHah come non detto, avevo inteso team italiani

    Diciamo che è una considerazione tutto sommato ingiusta verso il team di MotionSports, però di fatto non li ho inseriti semplicemente per motivi di "meriti". :)


    Dall'alto della tua... ehm... "posizione" sai bene che Kinect funziona alla grande quando viene programmata bene.


    Motion Sports la sfrutta "così così".
  9. Stefano Castelli

     
    #9
    Shin XUn popolo così creativo, stracolmo d'arte nella cultura e nel sangue, è stato costretto ad emigrare per far emergere queste qualità. Se ripenso a molti capolavori di case NON italiane, qualche "manghia spagheti" ce lo trovo sempre :)

    Guarda, proprio buttando un'occhiata all'indietro si rosica ancora di più. Perché all'epoca vedere girare un Pray for Death comparato agli altri picchiaduro sul mercato faceva effettivamente impressione. Se poi si scopriva che effettivamente fu sviluppato da una manciata di ragazzi... beh, non si può fare a meno di parlare di "talento". Lo stesso Fightin Spirits fu creato da QUATTRO ragazzi che vivevano pure ai quattro angoli dell'Italia.

    Peccato che, di fatto, tutto 'sto talento poi sia abbastanza scomparso.


    Poi...aoh, magari ora arriva la carica degli sviluppatori italiani che oggi stanno sviluppando chissà cosa, eh!


    Però...
  10. AVV.

     
    #10
    è un peccato che i millestone non abbiano più fatto racing arcade.

    il fatto è che al giorno d'oggi se il gioco che sviluppi non è burnout-need for speed-mario kart non puoi sperare di guadagnare con un buon racing arcade :(
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