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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Terza posizione

Quando volevamo simulare lo sport nazionale.

di Stefano Castelli, pubblicato il

I Play 3D Soccer (Simulmondo, 1991)

Parlare di I Play 3D Soccer significa innanzitutto parlare di Simulmondo, una delle società italiane più all'avanguardia nel settore dei videogiochi, sia a livello tecnologico che come filosofia. Basta citare l'idea di portare nelle edicole i videogame basati su fumetti italiani, commercializzati in formato episodico a cadenza mensile. "Avanti coi tempi", diciamo.

Altrettanto avanti possiamo considerare questo gioco di calcio che, in un'epoca ancora saldamente attaccata alla grafica bidimensionale, provò a cambiare le carte in tavola proponendo una visuale interamente in 3D, con la telecamera posta alle spalle dei nostri giocatori. Certo, l'esecuzione risentiva delle potenzialità tutto sommato limitate dei computer dell'epoca, ma non di meno il risultato fu interessante e, ripetiamo, all'avanguardia. Oltre alle edizioni per PC e Amiga, c'è da segnalare un'impressionante versione per Commodore 64, che riusciva a gestire persino lo schermo diviso per due giocatori. Simulmondo non smise di "giocherellare" col 3D e gli sport, facendo evolvere ad esempio I Play 3D Soccer in 3D World Soccer per PC e Amiga e producendo anche 3D Sports Boxing e 3D Sports Tennis.

Come forse avrete notato consultando le posizioni precedenti, le software house italiane che hanno fatto qualcosa di buono nel passato tendono a scomparire nel nulla. Simulmondo non è un'eccezione, scomparsa anch'essa con la fine degli anni '90.

I Play 3D Soccer: un gioco di calcio interamente in 3D (ok, calciatori esclusi) su Amiga nel 1991 - WRC 2
I Play 3D Soccer: un gioco di calcio interamente in 3D (ok, calciatori esclusi) su Amiga nel 1991


Commenti

  1. jpeg

     
    #1
    I giochi in lista li ho giocati praticamente tutti, ma quelli che ricordo con maggior piacere si riducono al platform di Lupo Alberto, alla serie Nippon Safes, a Screamer (Rally) e - nel mucchio - al mio preferito, ovvero Gekido Advance, che tutt'ora campieggia nella mia collezione.

    Mi vergogno di aver solo assistito da lettore (prima) e spettatore (poi) ai due picchiaduro di Lightshock, in quanto ai tempi dell'uscita non avevo ancora - o più - i relativi hardware di appartenenza.
  2. Stefano Castelli

     
    #2
    Ammetto che in effetti la lista sembra quasi un monumento ai caduti. :(
  3. Ganon79

     
    #3
    Tony Tough lo ricordo con piacere, peccato che non l'ho mai finito, arrivato in un livello, non ricordo bene se un parco o un circo, il gioco si bloccava sempre.
  4. RALPH MALPH

     
    #4
    vorrei ricordare qualcosa di moderno: motionsports per kinect di ubisoft milano

    calcolando che è per una periferica pessima hanno fatto un buon lavoro ;)
  5. Seph|rotH

     
    #5
    RALPH MALPHvorrei ricordare qualcosa di moderno: motionsports per kinect di ubisoft milano

    calcolando che è per una periferica pessima hanno fatto un buon lavoro ;)

    Sì, beh, però Ubisoft non è italiana.


    Cla.
  6. RALPH MALPH

     
    #6
    ah come non detto, avevo inteso team italiani
  7. utente_deiscritto_5167

     
    #7
    Un popolo così creativo, stracolmo d'arte nella cultura e nel sangue, è stato costretto ad emigrare per far emergere queste qualità. Se ripenso a molti capolavori di case NON italiane, qualche "manghia spagheti" ce lo trovo sempre :)
  8. Stefano Castelli

     
    #8
    RALPH MALPHah come non detto, avevo inteso team italiani

    Diciamo che è una considerazione tutto sommato ingiusta verso il team di MotionSports, però di fatto non li ho inseriti semplicemente per motivi di "meriti". :)


    Dall'alto della tua... ehm... "posizione" sai bene che Kinect funziona alla grande quando viene programmata bene.


    Motion Sports la sfrutta "così così".
  9. Stefano Castelli

     
    #9
    Shin XUn popolo così creativo, stracolmo d'arte nella cultura e nel sangue, è stato costretto ad emigrare per far emergere queste qualità. Se ripenso a molti capolavori di case NON italiane, qualche "manghia spagheti" ce lo trovo sempre :)

    Guarda, proprio buttando un'occhiata all'indietro si rosica ancora di più. Perché all'epoca vedere girare un Pray for Death comparato agli altri picchiaduro sul mercato faceva effettivamente impressione. Se poi si scopriva che effettivamente fu sviluppato da una manciata di ragazzi... beh, non si può fare a meno di parlare di "talento". Lo stesso Fightin Spirits fu creato da QUATTRO ragazzi che vivevano pure ai quattro angoli dell'Italia.

    Peccato che, di fatto, tutto 'sto talento poi sia abbastanza scomparso.


    Poi...aoh, magari ora arriva la carica degli sviluppatori italiani che oggi stanno sviluppando chissà cosa, eh!


    Però...
  10. AVV.

     
    #10
    è un peccato che i millestone non abbiano più fatto racing arcade.

    il fatto è che al giorno d'oggi se il gioco che sviluppi non è burnout-need for speed-mario kart non puoi sperare di guadagnare con un buon racing arcade :(
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