TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Ottava Posizione

Sanguis et circenses.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Red Asphalt vede la luce durante 1997, proprio nel periodo in cui si sta affermando il sottogenere “drive ‘n’ kill”. È forse per questa ragione che il prodotto, inizialmente pensato come seguito del fortunato e scoppiettante Rock N’ Roll Racing per Super NES, viene reindirizzato in fase di sviluppo verso i più cupi stilemi dei driving game di combattimento. Così, la prospettiva isometrica dell’ideale prequel viene soppiantata da una più moderna visuale 3D in terza persona, gli elementi legati al combattimento tra veicoli acquistano un ruolo di primo piano e il design dei personaggi vira dallo stile cartoonesco (ai limiti del parodistico) verso una figurazione realistica e tetra. I protagonisti, infatti, sembrano usciti dalle pagine di Heavy Metal (la rivista a fumetti, stavolta) disegnate da Simon Bisley e s’incarnano in un gruppo di detenuti intergalattici, costretti a partecipare a corse automobilistiche disumane per guadagnare la propria libertà, come in una versione cyberpunk dei ludi circensi romani.

L’utente deve scegliere il proprio pilota in un carnet composto da mutanti, cyborg e cloni di Mad Max, ciascuno di quali è caratterizzato da un differente bilanciamento tra vari attributi di guida. Successivamente, si dovrà investire in maniera oculata l’esiguo budget a disposizione per acquistare un veicolo e munirlo di armi e potenziamenti. Le gare si sviluppano nel più classico stile Wipeout, ovvero attraverso tracciati da percorrere per numero prefissato di giri, compensando le minori performance della propria macchina con la possibilità di eliminare fisicamente gli avversari in testa alla corsa. Anche i gimmick disseminati per la pista ricalcano quelli del gioco Psygnosis, offrendo tappeti acceleranti, rampe, bonus d’invulnerabilità, ecc..

Nell’insieme, Red Asphalt è un gioco derivativo e piuttosto addomesticato sotto il profilo della “cattiveria” (di “rosso sull’asfalto” non se ne vede nemmeno una goccia), ma entra di diritto nella top 10 per via della soddisfacente riproposizione di un gameplay ben collaudato e per i curatissimi aspetti di contorno (come la storia, ben narrata attraverso filmati in CG).

La cura estetica riposta in Red Asphalt è notevole e abbraccia sia gli stravaganti circuiti (che attraversano abissi popolati da creature mutanti o aree vulcaniche dove cui si ergono immensi draghi) sia i personaggi, come Motormouth, una sorta di versione à la Simon Bilsey del Trap Jaw dei Masters of the Universe - Blood Drive
La cura estetica riposta in Red Asphalt è notevole e abbraccia sia gli stravaganti circuiti (che attraversano abissi popolati da creature mutanti o aree vulcaniche dove cui si ergono immensi draghi) sia i personaggi, come Motormouth, una sorta di versione à la Simon Bilsey del Trap Jaw dei Masters of the Universe


Commenti

  1. Racewars

     
    #1
    Cavolo era ora una bella classifica!!! Era da una vita che non facevate uscire niente!!! :( a quando la prossima!!!???? :)

    Parlando di questa a parte quello in prima posizione non ne ho avuto neanche uno!! ahahha mi sa che me li giocherò perchè mi avete fatto venire voglia di provarli!! :)
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