TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

And the winner is...

Siamo finalmente arrivati alla Top Five!

di Alessandro Apreda, pubblicato il

QUINTA POSIZIONE

BOMBERMAN: ACT ZERO (HUDSON SOFT, 2006) Passare a una versione realistica di Bomberman è un po’ come affidare l’approfondimento politico all’interno del telegiornale della sera a Biscardi. Cioè, se vuoi sei liberissimo di farlo, ma il meno che può succederti è di lasciare il pubblico un attimino stranito. Bomberman, la serie degli omini macrocefali colorati che si inseguono simpaticamente in un labirinto scambiandosi ordigni esplosivi, sempre uguale a se stessa in millemila capitoli dal 1983 a oggi, diventa così una roba tetra, futuristica, con la personalità di un calzino spaiato. Via White Bomber, Black Bomberman e gli altri, dentro una serie di robot corazzati vagamente sullo stile dell’armatura di Iron Man, che lavorano alacremente in una fabbrica di bombe sotterranee. Uh, sì. Ok.
Il gameplay resta quello tradizionale, ma la velocità di gioco è in realtà una lentezza di gioco, l’online fa pena e la grafica sarebbe discutibile in un gioco scaricabile a due euro. Figuriamoci in un titolo che nel 2006 Konami ha avuto il coraggio di proporre su 360 a prezzo pieno.

QUARTA POSIZIONE

ONECHANBARA: BIKINI ZOMBIE SLAYERS (Tamsoft, 2008) La serie di Onechanbara, come i migliori protagonisti dei romanzi di formazione e un certo tipo di ministri amanti dell’agiografia, ha umili origini. Nata nella linea per PS2 Simple 2000 della giapponese D3 (una collana di giochi scrausi venduti per l’appunto a 2.000 yen), in un gioco poi arrivato in Europa con il memorabile titolo di Zombie Zone, la serie ha poi fatto attecchire le sue malsane radici anche su altre piattaforme, come il 360 e il Wii. Ora, “onechanbara”, in quell’incredibile esercizio di sintesi che è la lingua giapponese, vuol dire qualcosa del tipo “la giovane ragazza che mulinella la sua spada”. Il che già spunta alla tarantinata o al film della Troma. Se ci aggiungi gli unici zombie della storia che non muoiono manco se decapitati, capisci di esser finito inevitabilmente nel secondo tipo di ambientazione. Tanto più che l’ultimo capitolo, quello per Wii, è stato portato in Occidente con il titolo di Onechanbara: Bikini Zombie Slayers. E se qualcuno sa immaginare qualcosa di più trash di una tizia in bikini con cappello e stivaloni da cowboy e doppia katana che ammazza gli zombie accompagnata dalla sorellastra in abitino da college si faccia pure avanti. Unica pecca: pare manchino le docce alla Edwige Fenech del prequel per 360 (Onechanbara: Bikini Samurai Squad). Ma potremmo sbagliarci.

TERZA POSIZIONE

HOOTERS ROAD TRIP (Hoplite Research, 2002) Ah, Hooters! Quel senso di casa che trovi sotto l’insegna arancione con la civetta, in giro per le peggiori città d’America. Il chili con carne, le alette di pollo fritte nella frittura già fritta, le cameriere con la sesta e gli hot pants da pattinatrice come la Goggi nella pubblicità delle Big Babol degli anni 80... Così, quando nel 2002 arriva su PC e PSone un gioco ufficiale legato al marchio Hooters, legioni di affezionati clienti della catena di fast food con la minor percentuale di grassi negli hamburger e la maggior percentuale di silicone nelle cameriere si aspetta un inno ai servi della gleba planetaria, schiavi della ghiandola mammaria. Ma resta di stucco! È un barbatrucco! Perché Hooters Road Trip è in realtà un banalissimo gioco di guida, qualcosa a metà tra i vecchi Test Drive e Need for Speed per 3DO. Solo un Need for Speed per 3DO realizzato da uno studente di terza media. Cieco. E neanche particolarmente dotato. Tra una corsa e l’altra (ammirabile nel porting su PC alla stessa risoluzione dell’originale per PSone, andrà detto), saltano fuori finalmente le benedette cameriere di Hooters. Per, tipo, tre secondi. Un sorrisino, un saltello e via nella sofferenza di uno dei più desolanti giochi di guida di sempre. Ah, le auto sono ovviamente tutte immaginarie: la Cuva, la Pantea, la Fuga. Evviva la Fuga.

SECONDA POSIZIONE

I KING GAMES DI BURGER KING (Blitz Games, 2006) E qui, signori, arriva un ex aequo. Las Vegas, gennaio 2007. In un Burger King al termine dell’universo ordini un hamburger con triplo bacon e un’aranciata, e la commessa ti chiede se vuoi aggiungere quattro dollari per il gioco. Il gioco quale?, chiedi, convinto si riferisca a quegli orribili giocattolini cinesi che poi i collezionisti all’ultimo stadio ricomprano sulla baia a prezzi assurdi. Salta fuori invece che si tratta di non uno, ma ben tre diversi titoli per 360 sponsorizzati dalla catena. I King Games, perché il protagonista è la mascotte del fast food, il re con la faccia da maniaco. Nel primo, Pocketbike Racer, omini con la testa gigante corrono sulle moto dei bambini. Ma corrono è una parola grossa. In Big Bumpin’ si possono vivere tutte le emozioni dell’autoscontro, per quanto non sia consentito guidare con la gamba fuori, seduti sullo schienale o in un’altra di quelle pose tipiche con cui un po’ tutti ci si atteggiava rischiando la vita venti anni fa. Chiude questo meraviglioso trittico Sneak King, un gioco stealth che riprende in modo encomiabile tutti i tempi morti di Metal Gear Solid 2, calandoli in una struttura ludica in cui il King deve sorprendere di nascosto degli ignari consumatori potenziali, cogliendoli di sorpresa. Si chiama “stalking”, e in America c’è il carcere.

PRIMA POSIZIONE

PEPSIMAN (KID, 1999) Un cicciobombo americano, di quelli con cappellino d'ordinanza, pantaloni modello flatulence e camicione a righe improbabili, prende una lattina da un distributore di Pepsi. La stappa, e una strana musica sembra provenire dal suo interno. Il cicciobombo prova allora a guardare cosa ci sia dentro la lattina, e imponente risuona il coro "PepsiMaaaaaan", seguito da un musichino anni 70 in stile Batman di Adam West. Sullo schermo compare lui, il super-eroe bianco e blu della Pepsi, che corre veloce verso l'orizzonte. Prima di spatafasciarsi contro la scritta PEPSIMAN in mezzo allo schermo. Gioco promozionale assolutamente fuori di testa, Pepsiman per PSone è la sintesi perfetta di product placement selvaggio, umorismo nippo sconclusionato, gameplay old school divertente, animo fieramente trash. Il super-eroe senza volto corre attraverso una serie di scenari urbani, raccogliendo lattine e saltando fossi, divani, secchi di immondizia, juventini, operai, staccionate. Scivolando sotto camion comparsi all'improvviso giusto in mezzo alle scatole. Scendendo in skate una strada di San Francisco. Tentando di mettersi in salvo da una gigantesca lattina rotolante staccatasi da un cartellone. Un po' Paperboy, un po' Crash Bandicoot. Ma soprattutto un gioco in grado di fare la differenza tra un wannabe collezionista e un collezionista PSone serio. Anche perché sulla baia Pepsiman (uscito ovviamente solo NTSC jap) non si trova facile, e quando si trova se ne vanno via quaranta carte come niente. Ah, la cover è la più bella in assoluto di tutta la softeca PSone. Tutta.

BEST OF THE REST

Che, va da sé, questa settimana diventa Worst of the Rest. Il mondo del trash non ha confini, e si farebbe notte solo a includere buona parte del parco titoli 3DO e CDi, console-capolavoro che furono terreno particolarmente fertile, nella loro breve e travagliata esistenza, per la peggio roba. Ci limitiamo pertanto a qualche perla, lasciando a voi il compito di ravanare un po’ nella memoria alla ricerca di ricordi volutamente rimossi: Dynamite Cop aka Dynamite Delta Deka 2 (Dreamcast), White Men Can’t Jump (Atari Jaguar), Kriss Kross: Make My Video (Mega-CD. Peccato non ce ne fosse pure una versione con i Milli Vanilli), Cabela Big Game Hunter 2010 con il puma feroce degli Elii che ah, vuole ucciderci. Qualcuno obietterà che anche questa volta, come nella classifica dei migliori beat’em up, si sia escluso colpevolmente God Hand. Che non è forse super-trash un gioco in cui puoi prendere letteralmente a calci in culo, in un’ambientazione western e accompagnato da una musichetta ye-ye, dei nemici in boa di piume e tanga? No, non lo è. È campy. È diverso.


Commenti

  1. Jeff

     
    #1
    Dov è Muscle March?
  2. utente_deiscritto_8705

     
    #2
    Ma questo articolo ve lo ha proposto Shin-x :D ? Bellissimo, anche se un posticino per Dante's Inferno lo avrei trovato.
  3. SixelAlexiS

     
    #3
    Jeff ha scritto:
    Dov è Muscle March?
    Anche Tomena Sanner (sempre su WIi) non scherza a trash eh... :DD
  4. BIANCIOZ

     
    #4
    Dov'e' Viz?
    Il numero 1 cazz...:->
    Merd come sono vecchio oh...:asd:
  5. utente_deiscritto_8705

     
    #5
    BIANCIOZ ha scritto:
    Dov'e' Viz?
    Il numero 1 cazz...:->
    Merd come sono vecchio oh...:asd:
      Ahaha che risate :rotfl:
  6. BIANCIOZ

     
    #6
    Viewtiful Joe™ ha scritto:
    Ahaha che risate :rotfl:
       Che cazzo de pazzia...oltretutto Buster ha un non so chè di qualcuno che entrambi conosciamo e che lavora al Giometti:rotfl::lol:
  7. bibbi 76

     
    #7
    http://www.youtube.com/watch?v=RZRCZTqv_MM
    .
    Questo è abbastanza trash-demenziale? :D
  8. utente_deiscritto_5167

     
    #8
    Viewtiful Joe™ ha scritto:
    Ma questo articolo ve lo ha proposto Shin-x :D
     Giuro che ne faccio uno uguale, ma su questa gen. :D
  9. SixelAlexiS

     
    #9
    Shin X ha scritto:
    Giuro che ne faccio uno uguale, ma su questa gen. :D
    Si, ma questa volta i titoli in DD DEVI metterli, altrimenti salti troppa roba interessante :D
  10. Dna

     
    #10
    segnalo un errore di battitura alla posizione 3:
    la frase corretta dovrebbe essere: Evvuva la Fuga
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