TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Posizioni 10-6

Risaliamo la classifica dei migliori Shoot'em Up!

di Alessandro Apreda, pubblicato il

DECIMA POSIZIONE

MUSHIHIME-SAMA (Cave, 2004) Insetti e belle donne sono due temi vicini quanto “erotismo” e “vecchia scorreggiona”. Eppure Cave, non sapendo probabilmente come rendere sexy qualche ottuagenaria afflitta da meteorismo, si è sforzata di rendere terribilmente avvenente la protagonista di Mushihime-Sama (in giapponese, per l’appunto, “principessa degli insetti”). Non si è ancora ben capito perché, ma i nippi c'hanno questa fissa vergognosa per i bacherozzi. Vedono un cervo volante, una mantide religiosa, uno scarrafone, e invece di pensare: ma che cacchio di schifo!, come qualsiasi essere umano civilizzato, son tutti contenti. Che i nonni, invece che parlare ai nipotini di pallone e femmine, tramandando così i principi che fungono da capisaldi del collante familiare nostrano, li portano nelle campagne a vedere gli insetti. Il contatto con la natura. Poi ci si stupisce che vengono su dei bamboccioni. Ma comunque: il tema degli insetti applicato alla formula del manic shooter (alla quale Cave è ormai incollata come una cozza) si traduce in una serie di foreste nelle quali blastare a morte maggioloni, farfalle e altri simpaticissimi insetti assassini. Tasso di difficoltà come sempre fuori scala, grafica semplicemente deliziosa. Il gioco è uscito in Giappone su PS2 (c’è anche una limited edition con pupazzetto, ma sulla baia costa un rene), munito peraltro di altri due livelli di difficoltà: Maniac e Ultra. Così, se proprio vuoi farti del male. Di recente ha visto la luce un mediamente apprezzato sequel per Xbox 360, Mushihime-Sama Futari. Occhio: la versione vanilla è region free, la special edition no.

NONA POSIZIONE

RADIANT SILVERGUN (Treasure, 1998) Il mantra ripetuto da quei videogiocatori che di shmup ne hanno giocati troppo pochi è che Radiant Silvergun per Saturn è il miglior sparatutto di tutti i tempi. Noi non la pensiamo evidentemente così. Va riconosciuto però a Treasure il merito di aver osato, andandosi a cercare tutti gli elementi tipici degli sparatutto, per poi rinchiuderli in un bel secchio e gettarli con nonchalance nella baia di Tokyo. La ricerca forsennata del power-up più devastante? Nisba. Qui tutte le armi (per quanto potenziabili) sono disponibili dal primo secondo, e il loro corretto sfruttamento e le loro possibili combinazioni sono una delle chiavi del gameplay. La struttura tradizionale, un mini-boss e un boss per livello? Ciao. I cinque livelli del gioco hanno quattro miniboss e un bestione finale cadauno. In pratica, ci si sgranchisce le nocche tra un boss e l’altro. E poi c’è la Radiant Sword, un colpo di lama richiamabile premendo tutti e tre i tasti, per annullare alcuni proiettili nemici ormai a un centimetro dal becco della navicella. La versione per Saturn, a differenza dell’originale da sala, vanta una modalità aggiuntiva con dialoghi e sequenze anime in verità piuttosto bruttine. Gameplay profondo, sistema di punteggio intelligente, graficamente notevole, impegnativo come la morte. Per quanto il movimento troppo lento della navicella ne penalizzi a nostro modo di vedere la godibilità complessiva. Ah, il porting su Saturn giappo cambia di mano sul mercato nero dei collezionisti a prezzi da manovrina di fine anno.

OTTAVA POSIZIONE

THUNDER FORCE III (Technosoft, 1990) A parte, forse, Herzog Zwei, l’unica cosa buona mai fatta in vita sua da Technosoft, prima di scomparire nel 2001 (fagocitata da una compagnia che si occupa di pachinko. No, davvero), è stata consegnare al popolo dei videogiocatori la serie Thunder Force. Nata su Sharp Z1 nel 1983 e diventata popolare grazie ai capitoli per Mega Drive, la serie vive ancora ai nostri giorni, visto che a fine 2008 è uscito, in Giappone e su PS2, il sesto capitolo (per quanto sviluppato da Sega, senza alcun coinvolgimento effettivo dei membri del team originale). Perché proprio Thunder Force III? Perché per quanto alcuni gli preferiscano il quarto capitolo, anch’esso uscito su Mega Drive, a nostro parere il terzo capitolo resta non solo uno dei migliori shmup mai apparsi sul 16-bit Sega, ma in assoluto uno dei più godibili esponenti del genere. Un game design semplicemente sublime costringe il giocatore ad adattarsi continuamente ai cambi di ritmi, laddove dei momenti di apparente pausa vengono incalzati da brusche accelerazioni della velocità di gioco. Quella che all’epoca era una grafica semplicemente fantascientifica (il livello vulcanico resterà impresso a lungo nella mente di chi si trovò in quel 1990 alle prese con quello spettacolo di fiamme e lava) conserva ancora oggi il suo fascino, e lo stesso discorso può essere fatto per la colonna sonora, adorabile frullato di synth-pop e digressioni rockettare. Non ci risultano edizioni PAL europee del gioco, approdato solo nel natio Giappone, negli USA e in Brasile. Oh, magari a qualcuno interessa.

SETTIMA POSIZIONE

IKARUGA (Treasure, 2001) Tutti lo definiscono l’erede spirituale di Radiant Silvergun. E, beh, è vero. Nonostante i due giochi abbiano alla fine dei conti ben poco in comune in termini di gameplay e struttura ludica, li accomuna non solo il team di sviluppo, ma la voglia da parte di quest’ultimo di andare al di là degli stereotipi da shoot’em up a scorrimento verticale. Il concept della polarità dei colpi, accennato già da Treasure nello stesso RS e in Silhouette Mirage, diventa qui il punto focale dell’esperienza di gioco. In pratica, le pallette con cui i nemici ti comunicano in abbondanza il loro amore sono bianche o nere: switchando la navicella sullo stesso colore si diventa invulnerabili ai colpi, assorbiti e convertiti in energia per un attacco speciale. Il che, con un minimo di tempismo, rende possibile attraversare intere sezioni senza sparare un colpo. Addirittura, si può fronteggiare un boss, ingoiarne tutti i colpi e costringerlo a ritirarsi dalla disperazione. Letteralmente. Ma bersagliando i nemici con il colore opposto si raddoppia il danno, e distruggendone tre dello stesso colore di fila si attiva una chain. Il che va a solleticare direttamente sotto il mento l’indole da cacciatore di high score di ogni bravo amante degli shmup. Sviluppato incredibilmente da un team di sole quattro persone, Ikaruga è stato convertito su Dreamcast jap, GameCube (la versione PAL è di facile reperibilità) e infine portato su Live Arcade nel 2008.

SESTA POSIZIONE

EINHÄNDER (Square, 1997) Se l’unico titolo import nel TopGame di due settimane fa dedicato ai migliori giochi PSone PAL era questo, evidentemente è perché chi scrive è fermamente convinto della bontà sopraffina dello spara-spara Square. Einhänder è il miglior frutto di un periodo in cui la softco giapponese sperimentava in altri generi che non fossero solo fantasie finali e combattimenti a turni: talora con buoni risultati (i picchiaduro Tobal e Bushido Blade, ma anche la serie All Star Pro-Wrestling), altre con esiti meno gradevoli (chi conserva ancora vivo il ricordo dell’inerzia da cingolati delle vetture di Driving Emotion Type-S sa di cosa stiamo parlando). Perché questo sparatutto orizzontale merita la sesta posizione di questa Top 20? Per via, a costo di ripeterci e per amor di cut&paste, della devastante colonna sonora di Kenichiro Fukui, che varrebbe da sola l’acquisto del gioco, di una gestione intelligente del sistema di armamenti, di boss da mascella al suolo, di tonnellate di effetti, di un livello di difficoltà alla portata anche dei non maniaci. Disponibile per ora solo nel PlayStation Store giapponese, si spera possa arrivare presto anche nello store europeo. In ogni caso, l’originale nipponico per PSone o la versione USA si trovano ancora a prezzi accessibilissimi.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    Nuovo numero di TopGame: è il turno degli sparatutto.

    Andate e insultatene tutti, comincio io. E Uridium? Eh?!?
  2. utente_deiscritto_28491

     
    #2
    edito, sorry, avevo sbagliato genere.
  3. dis-astranagant

     
    #3
    No comment, anzi si, classifica per me totalmente sballata.
  4. Stefano Castelli

     
    #4
    Fantastica la citazione di Armalyte (davvero uno sparatutto meraviglioso). E' un genere così ricco che capolavori che stilare una top-20 è davvero improponibile: per me dovrebbero starci Twin Bee (quello per Super Nes), Terra Cresta, Layer Section, Aeroblasters (diavolo! Aeroblasters!), Gaiares e almeno altri 7/8 giochi non citati in questo articolo.
  5. bibbi 76

     
    #5
    Ottimi nomi in classifica... Ne sparo un pò di quelli che mancano e che ho avuto la fortuna di giocare. Zero Wing, Thunderforce(:sbav:), Gate/Lords of thunder, Spriggan Mark 2, Salamander e quello su Neo Geo con visuale isometrica(bastardissimo inside)...com'è che si chiamava?
  6. King Crimson

     
    #6
    Suvvia, Raiden (II, o DX o Fighters e compagnia) nemmeno citato ??
    Mi trovo concorde e tuttavia, anzi, proprio perciò sorpreso sulla prima posizione riservata a quella pietra miliare di Under Defeat, sintesi suprema di un modo di fare videogames ormai tramontato ma che merita tuttoggi devozione, come giustamente osservato nel relativo paragrafo(capolavoro coronato, tra l'altro, da una soundtrack strepitosa). Forse solo l'illustre assente Raiden, in una delle sue multiformi iterazioni, avrebbe potuto attentare alla corona, o forse ancor più l'altro mostro sacro Gradius V, davvero troppo in basso in graduatoria e irriverentemente vilipeso dal favor voti a vantaggio di Project X (!!!).
    Mi fa piacere la menzione per In the Hunt, capolavoro incompreso, singolare e per certi versi ineguagliato.
    Comunque complimenti e grazie per l'articolo, davvero piacevole!!

    PS: Eggià anche Terra Cresta ed il mitico Ufo Robot Dangar!!!
  7. utente_deiscritto_6190

     
    #7
    Gaiares, sicuramente.
    Assault suits Valken? Troppo platform?
    Axelay!!!!!!!
  8. dis-astranagant

     
    #8
    Il gladiatore ha scritto:
    Axelay!!!!!!!
       Qua la mano.
    Quando Konami era Dio.

    Oddio, mi era sfuggita la presenza di Project X in classifica X(

    Che ci fa un cesso fra i migliori? Ma scherziamo? Almeno mettere il seguito, decisamente più meritevole.

    [Modificato da dis-astranagant il 19/05/2010 19:04]

  9. utente_deiscritto_6190

     
    #9
    dis-astranagant ha scritto:
    Qua la mano.
    Quando Konami era Dio.
    Oddio, mi era sfuggita la presenza di Project X in classifica X(

    Che ci fa un cesso fra i migliori? Ma scherziamo? Almeno mettere il seguito, decisamente più meritevole.
     Guarda, ho pensato la stessa cosa, all'epoca rappresentò la rosicata amighista nei confronti del dorato mondo consolaro e coinoppistico in termini di shooter ma rispetto a certi valori era davvero poca cosa.
    Axelay era una specie di miraggio tecnico.
  10. Zatoichi

     
    #10
    Un momento, Xenon II dove lo avete lasciato?

    Anche Zaxxon meritava almeno una menzione :(

    [Modificato da Zatoichi il 19/05/2010 19:46]

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