TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

La Top Five degli Shoot-em Up!

I cinque giochi veramente imperdibili nel genere.

di Alessandro Apreda, pubblicato il

QUINTA POSIZIONE

R-TYPE (Irem, 1987) Prima che uno shooter, R-Type è il Dobkeratops. Un simulatore di distruzione di Dobkeratops.Dicesi Dobkeratops il boss alla fine del primo livello di R-Type, quel mostro letteralmente con gli occhi di fuori, partorito da un qualche emulo nipponico di H.R. Giger sotto gli effetti di un’indigestione di cozze. Quell’incontro rappresenta non solo un momento cardine nella storia degli sparatutto, ma a tutt’oggi una delle icone più note del videogioco negli anni 80. Ma l’inquietante natura tecno-organica dei colossali bestioni al soldo dell’impero Bydo non era l’unico tratto distintivo di R-Type. La navetta R9a (per gli intimi Arrowhead) era infatti munita del Force, un pod che spara per conto suo e si può agganciare come scudo tanto sul fronte quanto sul retro della nave, oppure scagliare con forza in avanti verso il suo destino, e del Wave Cannon, un raggio impiegabile tenendo premuto il tasto di sparo. Ha senso giocare ancora oggi il classico di Irem in una delle sue numerose incarnazioni (fu convertito all’epoca per decine di piattaforme diverse. Storico il porting quasi perfetto per PC Engine, su due Hu-Card o in un unico CD-ROM)? Sì. Perché resta un titolo incredibilmente bastardo, forte di un immaginario ben preciso, appagante esattamente quanto i suoi due sequel 3D più (relativamente) recenti: R-Type Delta per PSone e R-Type Final per PS2.

QUARTA POSIZIONE

REZ (United Game Artists, 2001) Quella degli shooter su binari è sempre stata una sottocategoria particolarmente florida degli shmup. Ma dovendo scegliere un titolo che la rappresentasse, abbiamo preferito ai pur eccellenti Panzer Dragoon il Rez di Tetsuya Mizuguchi. Vero e proprio trip mentale, Rez è una delle più efficaci alternative legali alla droga in cui ci si sia mai imbattuti noialtri. Semplice, piuttosto facile se giudicato con i parametri tradizionali della categoria, ma incredibilmente stiloso, il gioco sviluppato da UGA poggia su quella sintesi perfetta di immagini, suoni e gameplay che il sorridente Mizuguchi porterà ai massimi livelli nel suo Lumines (il primo. Che il secondo con quei video pop fa pena). Dopo il suo esordio su Dreamcast (sia in versione jap che PAL) e una successiva trasposizione su PlayStation 2 (idem), Rez ha trovato forse la sua collocazione definitiva su Xbox Live Arcade nel 2008, con Rez HD. Ma se l’alta definizione vi interessa poco, o non avete un 360, vi consigliamo di recuperare l’edizione nipponica per PS2 munita di un’apposita periferica, il Trance Vibrator. Un dispositivo in grado di rendere ancora più trance-ipnotica l’esperienza di gioco. Cioè, al di là dell’uso alternativo che ne è stato fatto, come noto, da alcune disinibite videogiocatrici.

TERZA POSIZIONE

BORDER DOWN (G.rev, 2003)
Uno dei tanti sparatutto da sala arrivati su Dreamcast dopo la morte commerciale della console (nel settembre del 2003, a pochi mesi dall’uscita del coin-op),
Border Down è uno shooter a scorrimento orizzontale basato su una meccanica originale, intrigante e, potenzialmente parecchio bestemmiogena. Il titolo del gioco fa infatti riferimento ai tre “border” nei quali si può affrontare ciascun livello: verde, giallo o rosso, corrispondenti a tre diversi livelli di difficoltà. Il punto è che morendo si viene catapultati al border successivo. Ma allora viene penalizzato il giocatore più bravo, quello che muore meno?, ci si chiederà. Nient’affatto. Perché lì è un sistema di ranking a punire con una maggiore densità di nemici chi fa volare più a lungo intatta la sua navicella. Il sistema di border si intreccia con quello di punteggio, dando vita a qualcosa di estremamente complesso, in grado di mandare in pappa il cervello degli appassionati e di prolungare a dismisura la longevità del titolo. E per chi si stia chiedendo quale passato si nasconda stavolta dietro il team di sviluppo, vi si accontenta subito: si tratta di ex dipendenti Taito. Da qui alcune somiglianze con il vecchio Metal Black e, soprattutto, le ragioni di una colonna sonora da urlo (c’è lo zampino di un ex Zuntata). Del porting su Dreamcast esistono due versioni: normale e special (con CD musicale), entrambe parecchio costose.

SECONDA POSIZIONE

DODONPACHI (Cave, 1997) E veniamo a uno dei giochi simbolo del sadico mondo di pallette assassine imbastito da Cave. Seguito diretto di DonPachi (1995), DoDonPachi ne riprende la formula di base, potenziandola. La solita invasione aliena viene contrastata questa volta con tre velivoli (due caccia e un elicottero) dotati di differenti tipologie di fuoco. Ad accomunarli, la possibilità di concentrare i propri colpi in un unico raggio laser verticale. Più potente del fuoco ordinario, ma anche in grado di rendere più lenti i movimenti della navetta. Un nuovo, intrigante sistema di moltiplicatori di punteggio (il “Maximum Mode”, che si attiva una volta riempiti gli slot per le bombe), un migliorato sistema GPS (Get Point System) che premia il martellamento sistematico di determinate parti dei nemici, nuovi bonus e, neanche a dirlo, un tasso di difficoltà figlio di madre ignota rendono DoDonPachi un’esperienza imprescindibile per chi, dopo aver sentito parlare tanto a lungo di bullet hell e manic shooter, voglia capire quanto effettivamente siano bastardi gli spara-spara di questo tipo. DoDonPachi è uscito in Giappone su PSone e Saturn, e ha ricevuto due seguiti: il poco fortunato DoDonPachi II (solo coin-op) e il più convincente DoDonPachi Dai Ou Jou (per PS2 e, in una versione leggermente diversa, per Xbox 360).

PRIMA POSIZIONE

UNDER DEFEAT (G.rev, 2005) Qualche pagina indietro, parlando di Zero Gunner II, lo descrivevamo come “uno dei migliori spara-spara con elicottero di sempre”. Uno dei. Non “il”. Perché quel titolo, così come l’oro del nostro podio, spetta a un altro elicotterino da combattimento impegnato nella guerra definitiva. Under Defeat è, a giudizio di chi scrive, lo sparatutto definitivo per tutta una serie di ragioni. Perché l’ambientazione (una Seconda Guerra Mondiale alternativa) è al contempo un omaggio e il massimo upgrade possibile di tanti sparatutto del passato (su tutti la serie 19XX di Capcom). Perché l’utilizzo di un elicottero anziché di un aereo/navicella/drago spaziale comporta quei vantaggi, in termini di manovrabilità e soprattutto approccio tattico ai nemici, di cui parlavamo per Zero Gunner II (per quanto in quest’ultimo sia garantita una libertà di rotazione del velivolo maggiore). Perché infine lo stile di gioco è tradizionale. Chi non ama i bullet hell, gli schermi pieni di pallette viola, e ricorda con nostalgia gli sparatutto da sala di una volta, quelli in cui i riflessi contavano più della memoria, con Under Defeat di G.rev si sentirà dannatamente a casa. Perché Under Defeat è il Twin Cobra degli anni duemila. O come diavolo si chiamano loro.

BEST OF THE REST

Il best of the rest, vista la quantità di titoli pur buoni/ottimi che per una ragione o l’altra sono rimasti fuori dalla top 20, rischiava di diventare un vero e proprio listone. Perciò... eccovi un bel listone! Studiate, che settimana prossima interroghiamo.
Battle Garegga, Ibara, Armed Police Batrider, In the Hunt, Panzer Dragoon Orta, Gunhed, Lords of Thunder, Gunbird 2, Shikigami no Shiro II, Progear no Arashi, Strikers 1945 II, Serei Senshi Spriggan, Aldynes.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    Nuovo numero di TopGame: è il turno degli sparatutto.

    Andate e insultatene tutti, comincio io. E Uridium? Eh?!?
  2. utente_deiscritto_28491

     
    #2
    edito, sorry, avevo sbagliato genere.
  3. dis-astranagant

     
    #3
    No comment, anzi si, classifica per me totalmente sballata.
  4. Stefano Castelli

     
    #4
    Fantastica la citazione di Armalyte (davvero uno sparatutto meraviglioso). E' un genere così ricco che capolavori che stilare una top-20 è davvero improponibile: per me dovrebbero starci Twin Bee (quello per Super Nes), Terra Cresta, Layer Section, Aeroblasters (diavolo! Aeroblasters!), Gaiares e almeno altri 7/8 giochi non citati in questo articolo.
  5. bibbi 76

     
    #5
    Ottimi nomi in classifica... Ne sparo un pò di quelli che mancano e che ho avuto la fortuna di giocare. Zero Wing, Thunderforce(:sbav:), Gate/Lords of thunder, Spriggan Mark 2, Salamander e quello su Neo Geo con visuale isometrica(bastardissimo inside)...com'è che si chiamava?
  6. King Crimson

     
    #6
    Suvvia, Raiden (II, o DX o Fighters e compagnia) nemmeno citato ??
    Mi trovo concorde e tuttavia, anzi, proprio perciò sorpreso sulla prima posizione riservata a quella pietra miliare di Under Defeat, sintesi suprema di un modo di fare videogames ormai tramontato ma che merita tuttoggi devozione, come giustamente osservato nel relativo paragrafo(capolavoro coronato, tra l'altro, da una soundtrack strepitosa). Forse solo l'illustre assente Raiden, in una delle sue multiformi iterazioni, avrebbe potuto attentare alla corona, o forse ancor più l'altro mostro sacro Gradius V, davvero troppo in basso in graduatoria e irriverentemente vilipeso dal favor voti a vantaggio di Project X (!!!).
    Mi fa piacere la menzione per In the Hunt, capolavoro incompreso, singolare e per certi versi ineguagliato.
    Comunque complimenti e grazie per l'articolo, davvero piacevole!!

    PS: Eggià anche Terra Cresta ed il mitico Ufo Robot Dangar!!!
  7. utente_deiscritto_6190

     
    #7
    Gaiares, sicuramente.
    Assault suits Valken? Troppo platform?
    Axelay!!!!!!!
  8. dis-astranagant

     
    #8
    Il gladiatore ha scritto:
    Axelay!!!!!!!
       Qua la mano.
    Quando Konami era Dio.

    Oddio, mi era sfuggita la presenza di Project X in classifica X(

    Che ci fa un cesso fra i migliori? Ma scherziamo? Almeno mettere il seguito, decisamente più meritevole.

    [Modificato da dis-astranagant il 19/05/2010 19:04]

  9. utente_deiscritto_6190

     
    #9
    dis-astranagant ha scritto:
    Qua la mano.
    Quando Konami era Dio.
    Oddio, mi era sfuggita la presenza di Project X in classifica X(

    Che ci fa un cesso fra i migliori? Ma scherziamo? Almeno mettere il seguito, decisamente più meritevole.
     Guarda, ho pensato la stessa cosa, all'epoca rappresentò la rosicata amighista nei confronti del dorato mondo consolaro e coinoppistico in termini di shooter ma rispetto a certi valori era davvero poca cosa.
    Axelay era una specie di miraggio tecnico.
  10. Zatoichi

     
    #10
    Un momento, Xenon II dove lo avete lasciato?

    Anche Zaxxon meritava almeno una menzione :(

    [Modificato da Zatoichi il 19/05/2010 19:46]

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