TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

I migliori sparatutto di sempre!

I 20 Shoot'em up della vita.

di Alessandro Apreda, pubblicato il

Quando si decide di stilare una Top 20 per un genere come quello degli shoot’em up, non si corre il rischio di far imbufalire lo zoccolo duro di appassionati del genere. Si è CERTI di sortire quel risultato. Perché per come la metti, più un sottogenere videoludico è un sottogenere di nicchia (leggi: per maniaci), più restare sul marciapiede dell’oggettivo diventa difficile. Comunque. Le regole seguite per stilare la classifica di questa settimana sono poche e semplici: innanzitutto, solo shoot’em up (per i giovani di oggi shmup) puri, a scorrimento orizzontale o verticale che siano. Niente quindi sparatutto di altra natura: FPS, titoli alla Contra e alla Metal Slug (che restano Run ‘n gun, e saranno oggetto di un prossimo TopGame), giochi con lightgun. Secondo: laddove possibile, un titolo solo per sottofilone. Terzo: si è cercato di dare il maggior rilievo possibile al fattore divertimento, alle caratteristiche del gameplay, all’assuefazione audiovisiva in cui il titolo era/è ancora in grado di precipitare il videogiocatore. Zero peso, invece, al valore storico in sé o al fattore collezionistico. Ed è per questo che non ci sono troppi bullet hell nella top 20, e che in quest’ultima non ha trovato spazio Ibara. Sento già dei muggiti, laggiù in fondo?

VENTESIMA POSIZIONE

MAZINGER Z (Banpresto, 1994) Dici “Mazinger Z” e “videogioco” e tutti pensano al piuttosto blando action game per Super Famicom del 1993. Ma solo un anno più tardi, silenziosa come l’aliante slittante, Banpresto portava in sala una delle più intriganti trasposizioni videoludiche non solo di Mazinga Z, ma dei tre storici robottoni di Go Nagai. Scelto infatti se affidare le sorti del pianeta a Goldrake, al Grande Mazinga o a Mazinga Z (che il protagonista del gioco, almeno nominalmente, sarebbe lui), si affronta uno shooter a scorrimento verticale piuttosto canonico, ma reso indimenticabile da una grafica coloratissima e ricca di dettagli (spettacolare la Tokyo del primo livello, con Boss Robot in arrampicata sulla Torre), e ovviamente dalla natura di protagonisti e nemici. Le musiche sono quelle originali, i piloti dei robottoni ammiccano da un riquadro in alto a sinistra, gli avversari da abbattere sono Garada K7, Glossam X2 e tutte le altre bestie meccaniche con i nomi da supposta che hanno popolato i pomeriggi della nostra infanzia. Ah, non essendo il gioco mai stato convertito per i formati domestici, è scheda originale, MAME o ciccia. Nel secondo caso, impostando la ROM su “Japan”, si possono ammirare dei filmati di intermezzo e il nome del mostrone di fine livello in mezzo allo schermo.

DICIANNOVESIMA POSIZIONE

GALAGA ’88 (Namco, 1987) Perché Galaga? Perché tra i tanti figli naturali di Space Invaders, Galaga si è rivelato sin da subito non solo uno di quelli di maggior successo, ma anche uno dei più riusciti. Perfezionando la formula di gioco del suo immediato predecessore, quel Galaxian che nel 1979 aveva aggiunto all’equazione Taito gli invasori spaziali kamikaze, Galaga resta uno dei più fulgidi esempi della prima, grande branca degli sparatutto, quella dei fixed shooter. Perché allora proprio l’edizione ’88? Perché con i suoi sfondi colorati, la sua grafica ricca di dettagli e un livello di difficoltà sensibilmente più bastardo, Galaga ’88 rappresenta con ogni probabilità la versione definitiva del gioco Namco, migliorato un po’ in tutti gli aspetti senza stravolgere nulla (ogni riferimento a Galaga Legions, uscito nel 2008 su Xbox Live, è ovviamente voluto). La conversione casalinga più celebre di Galaga ’88 è quella per PC Engine, ma chi non dovesse possedere in casa il piccolo mostro NEC, e non volesse accontentarsi del MAME, può affidarsi alla Virtual Console. Occhio che però lì il gioco si chiama Galaga ’90, esattamente come la versione occidentale, per Turbografx 16, dell’originale per PC Engine. Niente di particolare: all’epoca portarono il gioco in America con due anni di ritardo, e pensarono bene di aggiornarne il titolo...

DICIOTTESIMA POSIZIONE

FORGOTTEN WORLDS (Capcom, 1988) Nell’angolo rosso, per la categoria degli shmup con omino volante, Forgotten Worlds. Il gioco Capcom è uno tra i più noti esponenti di un sottogenere dello sparatutto che va molto forte, a cavallo tra la fine degli anni 80 e l’inizio del decennio successivo. Molti anni prima della furia elementale di Lords of Thunder/Winds of Thunder per PC Engine (CD) e del fantasy volante di Sol Divide, due soldati anonimi con tutti gli elementi distintivi da soldato anonimo di un gioco anni 80 (occhiali da sole, fisico alla Schwarzenegger, acconciatura punk) fendono i cieli del solito mondo postatomico, con in dotazione la capacità di sparare a 360 gradi. Memorabili il sistema di controllo del coin-op, con lo stick a otto direzioni e un pulsante ruotabile per orientare il proprio fuoco, e il negozio, nel quale una placida biondina offriva missili a ricerca, laser multidirezionali e altri suggestivi gadget da combattimento indispensabili per il mercenario postatomico moderno. Particolarmente godibile in doppio, Forgotten Worlds venne convertito per tutti i formati dell’epoca. Buoni i porting per MegaDrive e PC Engine (quest’ultimo fruibile però solo in singolo), ma per il real deal si può puntare senza troppi scrupoli sulla Capcom Classics Collection vol. 1 (PS2, Xbox): lì lo stick analogico destro delle due console fa benissimo le veci del pulsante ruotabile del cassone da sala.

DICIASSETTESIMA POSIZIONE

ZERO GUNNER 2 (Psikyo, 2001) La storia degli sparatutto old school è tutta una susseguirsi di scismi, lotte intestine, team in fuga. Come quello artefice della serie Aero Fighters/Sonic Wings, che, stanco di lavorare per Video System, decise di mollare la software house nipponica per crearne una propria. Era il 1992, nasceva Psikyo, e il mondo degli shmup non sarebbe stato più lo stesso. Seguito uscito anche e soprattutto su Dreamcast (solo jap) di un coin-op del ’97, Zero Gunner II è uno dei migliori spara-spara con elicottero di sempre. La possibilità di far ruotare a 360° il velivolo scelto tra i tre disponibili, l’assenza di smart bomb spazzaschermo e una densità di roba a video che costringe a sfruttare al massimo tale caratteristica, danno vita a un gameplay vissuto quanto mai sul filo del rasoio, tutto repentine svolte ad angolo retto. Come in altri titoli simili, inoltre, non esiste uno scrolling predefinito, orizzontale o verticale. Lo schermo scrolla seguendo i tuoi spostamenti, e il modo di approcciare un boss diventa pertanto strategico tanto quanto mandare a memoria i suoi attacchi e poter contare su buoni riflessi. Ah, Psikyo non esiste più. Il marchio fu acquistato nel 2002 da X-nauts, ed è stato sfruttato negli ultimi anni per titoli sviluppati da altra gente. Fate ciao-ciao con la manina a Zero Gunner 3.

SEDICESIMA POSIZIONE

DARIUS GAIDEN (Taito, 1994) La saga di Darius vive di due punti fermi: i nemici a forma di pesce e la colonna sonora da paura degli Zuntata. Subito prima del piacevole (ma esteticamente orribile, con quel 3D dei poverissimi) G-Darius, Taito sforna il suo episodio più riuscito della serie. E non me ne vogliano gli estimatori del piacevole, ma emozionante quanto un topo morto, Darius Burst per PSP. Darius Gaiden è infatti il gameplay tradizionale dei Darius, ma incartato in una confezione audiovisiva semplicemente pazzesca. Colori violenti invadono schermo e pupille, mentre su schermo si alternano un giallo pesce degli abissi sparascaglie, un piranha, un granchio gigantesco, e tutto quello che sviluppatori con una disturbante fissa per il mercato ittico sono stati in grado di ideare. In sottofondo, un soundtrack superlativo, firmato come al solito dalla band in-house di Taito, gli Zuntata, un gruppo formato da sviluppatori dell’azienda giapponese, riciclati nottetempo, e con risultati incredibili, come compositori di musica elettronica. Le conversioni per PSone (solo jap) e Saturn (tutti e tre i mercati) sono piuttosto comuni. Ma senza sbattersi troppo ci si può gustare Darius Gaiden recuperando per pochi euro Taito Legends 2 (PS2, Xbox, PC).


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    Nuovo numero di TopGame: è il turno degli sparatutto.

    Andate e insultatene tutti, comincio io. E Uridium? Eh?!?
  2. utente_deiscritto_28491

     
    #2
    edito, sorry, avevo sbagliato genere.
  3. dis-astranagant

     
    #3
    No comment, anzi si, classifica per me totalmente sballata.
  4. Stefano Castelli

     
    #4
    Fantastica la citazione di Armalyte (davvero uno sparatutto meraviglioso). E' un genere così ricco che capolavori che stilare una top-20 è davvero improponibile: per me dovrebbero starci Twin Bee (quello per Super Nes), Terra Cresta, Layer Section, Aeroblasters (diavolo! Aeroblasters!), Gaiares e almeno altri 7/8 giochi non citati in questo articolo.
  5. bibbi 76

     
    #5
    Ottimi nomi in classifica... Ne sparo un pò di quelli che mancano e che ho avuto la fortuna di giocare. Zero Wing, Thunderforce(:sbav:), Gate/Lords of thunder, Spriggan Mark 2, Salamander e quello su Neo Geo con visuale isometrica(bastardissimo inside)...com'è che si chiamava?
  6. King Crimson

     
    #6
    Suvvia, Raiden (II, o DX o Fighters e compagnia) nemmeno citato ??
    Mi trovo concorde e tuttavia, anzi, proprio perciò sorpreso sulla prima posizione riservata a quella pietra miliare di Under Defeat, sintesi suprema di un modo di fare videogames ormai tramontato ma che merita tuttoggi devozione, come giustamente osservato nel relativo paragrafo(capolavoro coronato, tra l'altro, da una soundtrack strepitosa). Forse solo l'illustre assente Raiden, in una delle sue multiformi iterazioni, avrebbe potuto attentare alla corona, o forse ancor più l'altro mostro sacro Gradius V, davvero troppo in basso in graduatoria e irriverentemente vilipeso dal favor voti a vantaggio di Project X (!!!).
    Mi fa piacere la menzione per In the Hunt, capolavoro incompreso, singolare e per certi versi ineguagliato.
    Comunque complimenti e grazie per l'articolo, davvero piacevole!!

    PS: Eggià anche Terra Cresta ed il mitico Ufo Robot Dangar!!!
  7. utente_deiscritto_6190

     
    #7
    Gaiares, sicuramente.
    Assault suits Valken? Troppo platform?
    Axelay!!!!!!!
  8. dis-astranagant

     
    #8
    Il gladiatore ha scritto:
    Axelay!!!!!!!
       Qua la mano.
    Quando Konami era Dio.

    Oddio, mi era sfuggita la presenza di Project X in classifica X(

    Che ci fa un cesso fra i migliori? Ma scherziamo? Almeno mettere il seguito, decisamente più meritevole.

    [Modificato da dis-astranagant il 19/05/2010 19:04]

  9. utente_deiscritto_6190

     
    #9
    dis-astranagant ha scritto:
    Qua la mano.
    Quando Konami era Dio.
    Oddio, mi era sfuggita la presenza di Project X in classifica X(

    Che ci fa un cesso fra i migliori? Ma scherziamo? Almeno mettere il seguito, decisamente più meritevole.
     Guarda, ho pensato la stessa cosa, all'epoca rappresentò la rosicata amighista nei confronti del dorato mondo consolaro e coinoppistico in termini di shooter ma rispetto a certi valori era davvero poca cosa.
    Axelay era una specie di miraggio tecnico.
  10. Zatoichi

     
    #10
    Un momento, Xenon II dove lo avete lasciato?

    Anche Zaxxon meritava almeno una menzione :(

    [Modificato da Zatoichi il 19/05/2010 19:46]

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