TopGame

TopGame

Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

La Worst Five delle console

Un crescendo emozionante verso il fondo del barile.

di Alessandro Apreda, pubblicato il

QUINTA POSIZIONE

GAME.COM (1997) Solo gli anni della Bolla, evidentemente, potevano dar vita a una console portatile chiamata Game.com. Eppure il piano d'attacco di Tiger al monopolio del gioco tascabile di Nintendo era sulla carta vincente: un handheld che potesse essere usato anche come personal organizer (proprio negli anni in cui tutti sembravano avere il bisogno di possederne uno), con accesso a Internet e il supporto di softco come Sega, Konami, Capcom. Ma, come abbiamo precisato prima, NON si sfida Nintendo sul suo campo se non sei Sony. E delle buone intenzioni di Tiger finì per esser lastricata la via del tutto a metà prezzo. L'acquisizione dell'azienda da parte di Hasbro non fece altro che aggravare una situazione già messa di suo abbastanza male: in pieno fenomeno Furby, il gigante dei giocattoli aveva poco tempo da dedicare al Game.com. Il prezzo della macchina cade a picco, e nella spirale verso il basso vengono travolti anche il nuovo modello, il Pocket (più piccolo, evidentemente, ma anche dotato di uno schermo un attimo migliore), e i giochi migliori tra quelli annunciati: i porting di Metal Gear Solid e Castlevania non vedranno mai la luce al neon dei negozi. Solo 20 i giochi usciti: scegliamo Resident Evil 2, perché all'epoca il Game Boy se li sognava titoli del genere.

QUARTA POSIZIONE

R-ZONE HEADGEAR (1995) Ma il Game.com non era l'unico handheld sfigato prodotto da Tiger. Qualche anno prima l'aveva preceduto lungo il Sunset Boulevard "delle console che era meglio di no" l'R-Zone Headgear. Nome da scarpa da tennis, concept chiaro: una struttura composta da visore e controller (contenente le batterie) e una grafica sul monocromatico rosso per far concorrenza al Virtual Boy di Nintendo. Che è un po' come dire che un armatore vara una copia scrausa del Titanic con l'intento di spedirla incontro al suo destino tra i ghiacci dell'Artico. Alcune suggestive scelte operate in sede di progettazione, come l'impossibilità di salvare i propri progressi nei giochi, contribuirono a stroncare sul nascere ogni speranza di successo della macchina. Nei due anni successivi ne furono prodotte due varianti: una a colori (R-Zone Super Screen) e una realmente portatile, visto che l'R-Zone X.P.G. (Xtreme Pocket Game), oltre a vantare il nome più tamarro mai assegnato a una console, faceva a meno del visore, proiettando le immagini di gioco su una superficie a specchio al centro della macchina. Come per la sua console successiva, Tiger aveva fatto valere il suo peso nel settore delle licenze, sfornando tutta una serie di conversioni di titoli famosi, ma questi porting erano versioni molto semplificate (sullo stile, ehr, dei vecchi tascabili LCD della Tiger) dei vari Battle Arena Toshinden, Daytona USA, Mortal Kombat 3. Scegliamo Panzer Dragoon, perché il surreale scontro con i robot è talmente fuori posto da meritarsi una menzione.

TERZA POSIZIONE

COMMODORE 64 GS (1990) Lo dicevamo poco sopra: trasformare un tuo home computer di successo in una versione console, privandolo di fatto di buona parte delle sue caratteristiche, è come puntare su un cavallo da corsa dopo avergli fatto ingoiare venti litri di bromuro. Cioè, se vuoi puoi farlo, ma non è il caso di aspettarsi grandi risultati. È il 1990 e Commodore inizia a sentire il fiato sul collo delle rampanti console giapponesi. Da qui all'infelice idea di fare una versione del suo Commodore 64 funzionante solo a cartucce ed esteticamente identica all'odierna Wii Balance Board, il passo è molto breve. In teoria il GS (Game System) avrebbe potuto sfruttare il vasto parco titoli già esistente su cartuccia per il vecchio 64. Il problema è che buona parte di questi richiedevano la pressione di alcuni tasti sulla tastiera, e il GS ne era evidentemente sprovvisto. Ancora più assurdo il fatto che alcuni titoli sviluppati espressamente per il GS (come Terminator 2) richiedessero allo stesso modo la pressione di alcuni tasti. Supportata per lo più da sviluppatori terze parti (in prima fila l'ubiqua Ocean), la console Commodore puntava in pratica a vendere ai giocatori europei gli stessi titoli disponibili normalmente su cassetta, ma a un prezzo di gran lunga superiore. Dannatamente geniale.

SECONDA POSIZIONE

BANDAI ATMARK PIPPIN Apple è oggi sinonimo di "devicomprartelo". Qualsiasi cosa l'azienda di Jobs sforni, riesce automaticamente a essere a) oggetto di culto da parte di una manica di pericolosi nuovi ibridi nerd-fighetti, b) status symbol, c) trend setter. Ma non tutto quello che i laboratori Apple hanno prodotto è stato baciato allo stesso modo in passato dalla dea bendata. È il 1996 quando le teste pensanti della Mela tirano fuori questo progetto del Pippin. Un Power-PC infilato dentro un case da console. E perciò utile e d'appeal per il mercato esattamente quanto lo erano stati prima di lui 3DO e Commodore CDTV. Apple annusa la fregatura e offre la tecnologia ad altri produttori. A mandar giù l'esca con tutto l'amo è ancora una volta Bandai, che lancia sul mercato l'Atmark Pippin. Quarantamila unità (a esser generosi) vendute più tardi, Bandai decide di tirare una bella croce sulla sua divisione videogiochi e abbandona la macchina al suo destino. Dopo aver ordinato probabilmente a tutti i suoi dipendenti di non usare mai più un mac in vita loro pena il licenziamento in tronco. Solo 15 i titoli usciti per Pippin (si è deciso magnanimamente di risparmiarvi facili giochi di parole triviali sull'infelice nome della macchina): anche qui, solo con pistola alla tempia, sceglieremmo Gundam Tactics - Mobility Fleet 0079.

PRIMA POSIZIONE

GIZMONDO Le console, soprattutto quelle tascabili, come abbiamo visto finora vanno e vengono. Cosa ci porta allora a dedicare il primo posto nella nostra classifica del peggio che il mercato abbia avuto storicamente la sventura di ammirare al Gizmondo? Essenzialmente il fatto che questa console portatile non solo è stata un considerevole flop, ma ha trascinato i suoi artefici in una spettacolare, catastrofica fine da commedia nera hollywoodiana. Andiamo con ordine. Nel 2005 la Tiger Telematics, azienda scandinava (nessuna parentela con la Tiger del Game.com), capitanata da Carl Freer e Stephen Eriksson, lancia la sua sfida a Nintendo. Il Gizmondo diventerà, dicono gli svedesi, l'handheld del futuro. E per dimostrarlo seguono un business plan stilato dall'Orso Yoghi, comprando un'agenzia di modelle, affittando uno showroom costosissimo nel cuore di Londra, organizzando party faraonici con Sting, sponsorizzando automobili da corsa. Sì, ma la console? Beh, di soldi per quella ne erano rimasti evidentemente pochi. Dei quattordici titoli disponibili al lancio pochi convincono (carino comunque il puzzle game Sticky Ball: così ci caviamo subito il dente della scelta), ma non c'è tempo per pensare alla cosa. A meno di 11 mesi dal lancio, con sole 25000 macchine vendute, Tiger Telematics fallisce. Si scopre che i suoi dirigenti, quando non sono impegnati a schiantarsi con le Ferrari, sono coinvolti in un'associazione a delinquere di stampo mafioso. I soldi spariscono, e spariscono pure i curatori fallimentari. Infine, un pietoso buco nero risucchia nel 2008 i progetti di rilancio della piattaforma. Il Gizmondo 2 annunciato da Freer assieme al suo nuovo socio, Mikael Ljungman, scompare nel nulla. Subito dopo che anche Ljungman finisce dentro per frode e truffa aggravata. Dei bravi ragazzi.


Commenti

  1. dis-astranagant

     
    #1
    Se mettevate il Vectrex mollavo il forum seduta stante :asd:
  2. Mdk7

     
    #2
    La PSP è prima, vero? :->
  3. Stefano Castelli

     
    #3
    Pensavo ci finisse anche il Gamate, ma tutto sommato era decisamente meglio del SuperVision. Ah, del Supervision esistevano 2 versioni, quella rigida simil-gameboy e quella snodata citata nell'articolo.
  4. Bastasu

     
    #4
    da brividi....e io che pensavo che il videopak e il leonardo (quest'ultimo posseduto) fossero brutte.
    ma forse è impossibile (anche per via delle console-cloni) stilare 1elenco completo....
  5. AnotherWay AndreActioN

     
    #5
    Articolo spettacolareeee!!
    grazie anche per questi articoli AMO NEXT :clap:
  6. Stefano Castelli

     
    #6
    dis-astranagant ha scritto:
    Se mettevate il Vectrex mollavo il forum seduta stante :asd:
    Naaah. Il Vectrex è comunque una sorta di pietra miliare e, tutto sommato, era pure valida.
    Piuttosto, ci avrei visto benissimo quel tormentone del Konix Multisystem, in coppia col mai rilasciato Phantom.
  7. Kimahri

     
    #7
    AnotherWay AndreActioN ha scritto:
    Articolo spettacolareeee!!
    grazie anche per questi articoli AMO NEXT :clap:
      Articolo fantastico, ora se non vi spiace torno a giocare con la mia amica Loopy :rotfl:
  8. brazzy

     
    #8
    Il Virtual Boy è stata la cosa che per prima mi è venuta in mente quando hanno annunciato il 3DS... :DD :DD
  9. utente_deiscritto_5167

     
    #9
    drmanhattan ha scritto:
    Le 20 peggiori console della storia: Quali sono le macchine da gioco più sfigate di sempre?
      Articolo bellissimo, però 20 console... Troppo facile. Doveva essere una top 10. Sarebbe stata una classifica più "agguerrita". :)
  10. Kimahri

     
    #10
    brazzy ha scritto:
    Il Virtual Boy è stata la cosa che per prima mi è venuta in mente quando hanno annunciato il 3DS... :DD :DD
      :D
Continua sul forum (96)►
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!