TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Posizioni 10-6

Cinque abomini sulla strada dell'Olimpo

di Alessandro Apreda, pubblicato il

DECIMA POSIZIONE

INCUBI DA BOSCAIOLO (RESIDENT EVIL 4 CHAINSAW CONTROLLER) Il sito ufficiale del controller, ancora attivo, ti chiede se hai un’età adeguata per accedere ai suoi contenuti. Perché la vista di una finta motosega di plastica imbrattata di pittura acrilica rossa potrebbe turbare irrimediabilmente l’inconscio degli under 17. Prodotto da NubyTech con il patrocinio di Capcom, e disponibile sia per PS2 che per GameCube, il Chainsaw Controller di Resident Evil 4 vantava una feature fantascientifica: sollevando e abbassando l’aggeggio, Leon avrebbe sollevato e, uh, abbassato nel gioco la sua motosega. Una tecnologia ribattezzata N-Motion, così sbalorditiva che per comprenderne efficacemente la portata è il caso di studiarsi la gif animata in due scatti del sito. Che poi da esporre su uno scaffale, nella sua finta teca, questo controller non è nemmeno malaccio. Cioè, se sei un nerd che vive ancora con i genitori e ha una di quelle stanzette in grado di trascinare nei numeri negativi le chance di successo con qualsiasi donna che per errore dovesse metterci piede. Chiaramente. Ma da usare? Giocarsi tutto RE4 aggrappati a quel coso? Con quella disposizione di tasti? No way. Sulla stessa linea d’onda, lo Dragon Quest Slime Controller di Hori. Puccettoso, ma giocarci vuol dire prenotare un biglietto di sola andata per Tunnel Carpale Land.

NONA POSIZIONE

3 AL PREZZO DI 1 (COLECO TELSTAR ARCADE) Più che controller separati, le tre interfacce di gioco del Telstar Arcade erano parte integrante della console, creata da un progettista Coleco assemblando dei componenti a caso dopo una notte movimentata da un’indigestione di peperoni. Sono gli ultimi sgoccioli degli anni settanta, e in un mercato immerso fino al collo nei cloni di Pong, arriva questo clone di Pong che non è un clone di Pong. Di forma triangolare e funzionante a cartucce, il Telstar Arcade (14° e ultimo macchinario buttato sul mercato da una Coleco senza vergogna sotto il marchio Telstar tra il 1976 e il 1978) presentava su un lato la solita coppia di potenziometri standard da clone di Pong, su un altro una pistola collegata via cavo, sull’ultimo un volante munito di cambio. Il che era abbastanza inusuale per l’epoca. Il risultato è un mostro da periodo cubista di Picasso, ignorato senza troppi sforzi dai proto-videogiocatori di allora. Al di là di quella venduta in bundle con la console, infatti, arrivarono sugli scaffali solo altre tre cartucce. Munta fino all’ultima goccia la serie Telstar, Coleco si preparava a dominare il mercato, per tipo una manciata di mesi, con il ColecoVision e il suo tastierino telefonico (vedi diciassettesima posizione).

OTTAVA POSIZIONE

HA LA MENTE DI TETSUYA, TUTTO IL RESTO FAI UN PO’ TE (STEEL BATTALION) Il problema fondamentale di molti giapponesi è essenzialmente che ce l’hanno piccolo. E avendocelo piccolo, essendo precipitati dall’adolescenza in questo severo dramma esistenziale, cercano di porvi rimedio inventandosi cose enormi. Il mondo parla di robot umanoidi, e loro si inventano quelli giganti. Noi si ha i pugili, loro i sumotori. E così via. Steel Battalion/Tekki è esattamente il portato di questo genere di forma mentis deviata. Per rendere verosimile l’esperienza di guida di un mech, si offre al giocatore uno scatolo enorme contenente il più grande controller domestico di sempre: due leve, tre pedali, una trentina abbondante di pulsanti. In Giappone vende abbastanza bene, contribuendo ad aggravare il problema endemico della crisi degli alloggi. Nel mondo occidentale solleva parecchie sopracciglia, e fa scendere qualche ernia. Ora, prima di ricevere la solita dose di insulti gratuiti: sì, ci ho giocato, sì, è divertente, e sì, la sensazione di immersività è notevole. Ma valeva la pena spendere quasi duecento carte per un controller sfruttato solo da due giochi (Steel Battalion e il suo seguito, Line of Contact)? Certo che valeva la pena, porca Eva: che ora lo si sarebbe comodamente rivenduto al triplo agli affamati collezionisti sulla baia...

SETTIMA POSIZIONE

SONO UN AMICO DI SARAH CONNOR (LOGIC 3 TERMINATOR) Di pad e joystick veramente assurdi Logic 3 ne ha prodotti diversi nel corso degli anni. Difficile però sottrarre la palma di peggiore a questo indescrivile controller per Sega Saturn. Il Terminator – nome assegnato alla periferica per un’evidente svista grammaticale: un participio passato al posto di quel sostantivo sarebbe stato di gran lunga più indicativo di qualità e destino dell’aggeggio – ha questa suggestiva struttura a bicicletta per bambini, con due corpi sferici collegati da una canna centrale su cui fa bella mostra di sé un semaforo. Lucine gialle, rosse e verdi che lampeggiano felici alla pressione del tasto corrispondente. Demandato invece ai futuri archeologi, a coloro che investigheranno sulle strane abitudini degli uomini di fine ventesimo secolo, il compito di gettar luce sul perché di quel tasto Start a forma di fischietto. Comodissimo da impugnare, a patto naturalmente di avere la mano a quattro dita come quella di Topolino.

SESTA POSIZIONE

C7! AFFONDATO! (BRØDERBUND U-FORCE) Negli anni 80 avevamo tutti la “zia della Battaglia Navale”©. Quella che teneva in tale considerazione i suoi nipoti da rifilarti sempre, in qualunque occasione che la vedesse costretta dal vincolo familiare a farti un regalo (NataleCompleannoComunioneCresima), la stessa, dannatissima battaglia navale. Un problema angosciante vissuto in prima persona anche dall’ideatore dell’U-Force, un ingegnere al soldo dell’americana Brøderbund, che a fine decennio decide di consumare la sua vendetta su alcune centinaia di incolpevoli videogiocatori imberbi. Periferica per NES, lo U-Force è un’altra tavanata agli infrarossi tipo il Sega Activator di cui parlavamo poc’anzi. Con le stesse, identiche, idiosincrasie, ma con in più il simpatico bonus che la struttura a laptop ti permette di centrare per sbaglio la periferica mentre gesticoli, distruggendola in un tripudio di miccette. In America a comprare l’U-Force sono soprattutto zie in crisi di idee per un regalo da fare ai nipoti già foraggiati per anni a battaglie navali, mentre in Europa non arriva. O, se arriva, viene ignorato dai giocatori attenti a un’aurea regola di vita. MAI comprare qualcosa con una O sbarrata nel nome.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    Peccato non averci messo i controller PC: dai tempi in cui facevo le review di "gadget e controller" sulla mai dimenticata ZETA mi sono rimaste qui delle chicche niente male. Tipo il Fragmaster. O il Dual Strike di Microsoft. O il Salcaz Commander, quello sempre di Microsoft per gli RTS.

    Alcune cose, sorprendentemente, sono riuscito a venderle su eBay, per esempio un controller per giochi da biliardo, con stecca e "rotella" su cui appoggiarla. Me l'ha comprato un tedesco, anni fa. Bei tempi :D
  2. Dark76

     
    #2
    dov è il pad n64?
    tra dimensioni e forma....meritava un posto d'onore XD
  3. dis-astranagant

     
    #3
    La prima posizione è uno scherzo vero?

    (e no, non ho le mani di un gorilla)
  4. Kiavikone

     
    #4
    Mamma mia quanto è scritto male questo articolo.
  5. DevilRyu

     
    #5
    che robe orribili :S fantastica la sfera dell'ASCII sphere!
  6. Fotone

     
    #6
    No, la prima posizione è tanto esilarante quanto azzeccata.
    La croce concava, i tasti duri come biglie, Gianni Morandi!!!
    HAHAHAHAHAHAHA
  7. kingkilium

     
    #7
    "SEGA ACTIVATOR: la periferica da gioco preferita da chi abitava a fine
    anni 80 in una stanza di deprivazione sensoriale completamente vuota"

    Muoio :DD
  8. Dr. Manhattan

     
    #8
    Kiavikone ha scritto:
    Mamma mia quanto è scritto male questo articolo.
    Ah, che soddisfazione vedere che il proprio lavoro viene apprezzato...
    Altri commenti brillanti?

    [Modificato da Dr. Manhattan il 02/06/2010 10:49]

  9. dis-astranagant

     
    #9
    Fotone ha scritto:
    No, la prima posizione è tanto esilarante quanto azzeccata.
    La croce concava, i tasti duri come biglie, Gianni Morandi!!!
    HAHAHAHAHAHAHA
     La prima posizione è pura fantascienza, altrimenti qualcuno mi spieghi l'assenza del tricorno per N64 (mmmmh, comodissimo) o del joypad per GC.
  10. njoe

     
    #10
    dis-astranagant ha scritto:
    La prima posizione è pura fantascienza, altrimenti qualcuno mi spieghi l'assenza del tricorno per N64 (mmmmh, comodissimo) o del joypad per GC.
    E magari ci mettiamo anche il pad dello SNES e le tette di Megan Fox. :6
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