Genere
ND
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
ND

TopGame

TopGame Vai al forum Aggiungi alla collezione

Hardware

Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!

Link

Speciale

Altri "più e meno" dall'E3!

In questa pagina, anche un gradito ritorno...

di La Redazione, pubblicato il

i più e i meno di Andrea Maderna

Il momento più esaltante Parlare di momento esaltante forse è un azzardo, per me che gioco a fare il moscio e lo scettico dalla mattina alla sera. Forse mi sarei esaltato molto di più se ci fossi andato agli esordi, dieci e oltre anni fa, quando perfino quello sgabuzzino dell’ECTS mi sembrava una figata. E invece all’E3 ci sono andato solo nel 2006 e l’anno scorso. Comunque, se devo puntare il dito da qualche parte, mi vengono in mente due cose: l’ingresso in fiera alla mattina, specie il primo giorno, e Left 4 Dead 2. Il sequel Valve, più che altro, è arrivato come fulmine a ciel sereno nel mezzo di una conferenza Microsoft che, pur interessante, mi stava triturando gli zebedei per manifesto disinteresse nei confronti dei giochi (sì, Call of Duty non mi affascina: problemi?). Ritrovarmi poi a giocarlo in fiera, beh, oh, uè, uau. Per quanto riguarda l’ingresso in fiera... eh, il fatto è che, per quanto possa fare lo scontroso disilluso, la verità è che girare per le fiere, provare i giochi, intervistare le persone mi piace da matti. E quel momento, la mattina, in cui sono bello carico e comincio a passeggiare per i corridoi agenda alla mano, è sempre uno spettacolo.

Il momento più negativo Uno dei momenti più imbarazzanti da me vissuti all’E3 è stato legato a Castlevania. Nel 2006, qualcuno mi fa “vai tu a Castlevania”. Io, che a quei tempi seguivo poco Nintendo, mi dirigo sereno pensando di dover assistere a una presentazione. Poi, però, mi rendo conto che l’appuntamento è nella zona che Konami ha dedicato alle interviste e che mi tocca fare una chiacchierata con Koji Igarashi. Ora, intendiamoci, incontrare Igarashi e potergli fare qualche domanda è ovviamente una gran cosa, ma lo è molto meno se sono cinque anni – da Harmony of Dissonance – che non tocchi un Castlevania, non hai la minima idea di come siano gli episodi NDS e hai una trentina di secondi per prepararti. Per fortuna assieme a me c’erano un collega di un sito Nintendo spagnolo e il sempreverde PR Halifax William Capriata, che hanno fatto quasi tutte le domande. Io mi sono permesso solo di chiedere un paio di cose sul multiplayer, e in premio ho pure raggranellato una colonna sonora autografata! Oh, però mi sono rifatto l’anno scorso, quando ho intervistato – assieme a un collega di cui non farò il nome – il producer del nuovo Castlevania: questa volta ero io, il salvatore preparato e pronto a fare mille domande!

i più e i meno di Simone Soletta

il momento più esaltante È difficile isolare un momento "clou" tra tanti vissuti in dieci anni di E3: forse quello più "particolare" riguarda proprio la prima partecipazione, un E3 vissuto "in solitaria". Nel 2000, infatti, atterro a Los Angeles per la prima volta in vita mia, è sera tardi ed è ormai buio. Ritiro l'auto all'Avis e devo raggiungere Hollywood. Come? Un mistero. La cartina fornita dall'autonoleggio è a dir poco povera di dettagli. I nomi delle vie, spagnoleggianti, sono un mistero. L'orientamento? Perso quasi subito. In momenti come quello, in una metropoli sconosciuta, pur sentendoti obiettivamente "una merdina" in mezzo all'immensità che ti circonda, provi sensazioni davvero esaltanti: stai vivendo una nuova avventura, e tutto è lì, a portata di mano, da assaporare. Dal primo bancomat fatto nel palazzo di Larry Flint al primo hamburger da Barney's Beanery, dalla scoperta del Convention Centre alle notti passate a scrivere in un Kinko's aperto 24 ore. Splendido.
Oggi, 10 anni dopo, Los Angeles è quasi casa, la giro tranquillamente senza navigatore e so sempre qual è la direzione giusta. Ma ogni volta che atterro e che esco sulle sue strade immense, per un lungo attimo quelle sensazioni ritornano e mi colpiscono con la stessa potenza. Imperdibile.

il momento più negativo L'aspetto negativo delle mie esperienze all'E3 non riguarda tanto un episodio particolare, quanto la sensazione che, con il passare degli anni, certi rapporti siano cambiati in peggio. La fiera viene vissuta con sempre meno entusiasmo, un po' perché è tutto ormai già visto e vissuto, un po' perché il mercato è cambiato. Talvolta hai la sensazione di essere visto come "il nemico" dagli stessi che ti invitano per vedere i giochi, l'avvento delle telecamere ha mandato totalmente nel panico produttori e sviluppatori, al punto che si passa più tempo a discutere su cosa si può registrare rispetto a quanto si sta con il pad in mano. C'è un distacco generale e una freddezza che non si avvertivano in passato, c'è la consapevolezza che la passione non basta più, perché i videogiochi sono diventati un business "serio". E così si passa da Miyamoto vestito da Link a Non-So-Giocare-Cammy, così si finisce ai "non possiamo rispondere a questa domanda", ai "No, quest'anno non abbiamo spazio per te, perché avevamo a disposizione un solo appuntamento e l'abbiamo dato al TG1". Venti secondi di spazzatura su un TG surclassa una vita da videogiocatore e un decennio abbondante da professionista, fatto di esperienza, rispetto, attenzione, conoscenza. Insomma, i tempi sono cambiati, l'industria è cresciuta, ma si è persa quasi completamente "la scintilla". Peccato.

i più e i meno di Lorenzo Antonelli

Il momento più esaltante Eccezion fatta per l'hot-dog annegato nel chili che ho trangugiato in uno sgangherato 7/Eleven dalle parti del New Mexico (o forse era già Bolivia, quella), associo senza dubbio il momento più esaltante del mio E3 2009 alla rocambolesca fuga dallo stand di Nintendo con un video galeotto. Perché New Super Mario Bros. non si poteva affatto filmare, riprendere e neppure fotografare. Potevi solo guardarlo da lontano, al massimo una partitella tanto per gradire. Invece io, che sono un perfetto italiano all'estero (leggasi: una bestiaccia), non ho letto il cartello, non ho capito quello che sbraitava l'hostess rottweiler a guardia delle postazioni ("Erase that video!!! Erase that video!!! I'll kill you") e ho puntato la telecamera redazionale dritta sullo schermo, per interi minuti di riprese proibite.
Braccato dagli addetti allo stand, poi, ho raggiunto a velocità curvatura la sala stampa col bottino rubato. Però, a differenza di Indiana Jones, io c'ho lasciato il cappello. Inutile tornare indietro per recuperarlo: se l'era già mangiato quel mastodontico rottweiler.

Il momento più negativo E3 2009 - Conferenza stampa di Square Enix: presentavano Final Fantasy quattordicimiladuecentonovantasei. Si diceva fosse bello, fosse grosso e troppo figo. E invece era un MMORPG, che certe volte non so neppure per cosa stia l'acronimo.
Due interminabili ore, insomma, con tre/quattro giapponesi che snocciolavano dati, statistiche, proiezioni e grafici sull'evoluzione dell'esegesi dell'ermeneutica cosmica della serie. E lo facevano come robot, senza emozioni, in un asettico anfiteatro a temperatura "meno trenta", prossima allo zero assoluto. Il momento peggiore (e meno videoludico) del mio E3 2009. Il gadget per i partecipanti era una polmonite o un'occlusione intestinale, a scelta.

i più e i meno di Jacopo Mauri

Il momento più esaltante Non ci si può nascondere dietro un dito. O forse sì. Beh, poco importa perché la cosa non ha alcun collegamento con il mio momento più esaltante. Momento che, sicuramente, si deve dividere equamente tra diversi episodi: la conferenza Microsoft del 2009, ad esempio, è stato sicuramente il momento più spettacolare dal punto di vista professionale. Luci, colori ed elettricità, si potrebbe dire, per una serie di annunci devastanti in una cornice che più tamarra e impattante non si può.
Ma esaltante è anche iniziare a camminare nelle hall della fiera, apprezzarne gli immensi spazi, gli stand che si stagliano verso il cielo (e oltre), lucidare la Reflex in attesa dei primi scatti alla fauna locale, nutrita a plastica e silicone. Ho idea che il 2010 sarà un grande anno da questo punto di vista: 2010 che, puntuale, mi troverà a reporteggiare il tutto con dovizia di dettagli, come i miei più grandi fan si aspettano!

Il momento più negativo Il mio momento più assurdo dell'E3 è stato quell'insieme di fattori che, per la prima volta, mi hanno messo in contatto con le “dimensioni selvagge” della vita all'americana. Roba che... finché non vedi non ci credi, e se non vieni non lo vedi. Devastanti le proporzioni del giga-hamburger chili, bacon, cheese e onion, mostro di carne (e robaglia varia) che mi ha dato il benvenuto sin dalla prima sera, thanks to Barney's Beanery. Ci vediamo presto, Barney!
Ma anche il primo incontro/scontro con la “hot chocolate” di Starbucks non è stato facile: “la prendo grande, massì, che questa mattina mi sento di buzzo buono”. MEZZO LITRO di fumante cioccolata a temperatura lavica ha costituito la mia prima colazione a Los Angeles. Roba che il misero butter croissant a momenti spariva per la vergogna. D'altra parte, scemo io che per non fare 100 metri in più non ho pianificato la colazione da Johnny Rocket's...


Commenti

  1. teoKrazia

     
    #1
    Visto il periodo, TopGame non poteva non presentarsi con una puntata speciale, dove gli inviati più inossidabili di Nextgame raccontano i "più" e i "meno" degli E3 a cui hanno partecipato.

    Mai stato a un E3, ma leggendo queste due pagine è come se ne avessi vissuti almeno 4. Tra i loro alti e i loro bassi. ^^
  2. _LordByron_

     
    #2
    ahahahahah fantastico l'articolo :D
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!